Juventus, Amauri: “Pronto a stupire e sogno l’azzurro”

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E’ un Amauri ‘caricato a pallettoni’ quello che si presenta ai microfoni di Sky Sport 24 e che parla della prossima stagione dopo la doppietta contro gli Shamrock Rovers in Europa League che ha rilanciato l’oriundo in vista del prossimo campionato e che lascia allo stesso centravanti la speranza di una convocazione con l’Italia del neo c.t. Cesare Prandelli: “Sono sempre stato molto critico con me stesso. Le vacanze mi hanno fatto bene perchè mi hanno fatto riflettere su un’annata così negativa e ricaricare le batterie. Ho ritrovato entusiasmo. Non era facile, l’anno scorso c’è stata tanta contestazione anche nei miei confronti. Devo dimostrare quanto valgo. Conosco il mio valore, mi sono azzerato, sono ripartito da zero. Voglio farlo per me e per la squadra. Ma tutti noi siamo ripartiti alla grande. Farò di tutto per arrivare a venti gol come mi hanno chiesto i tifosi a Pinzolo. Perchè no? Voglio stare bene, se sto bene posso dire la mia. I gol li ho sempre fatti. Devo stare solo sereno e tranquillo – riporta TuttoSport -. Tifosi contro i brasiliani? Le contestazioni verso nei tre sono state eccessive. Abbiamo perso tutti, anche quelli che in precedenza avevano vinto tutti. L’anno scorso tutti abbiamo fatto male. Si vince tutti insieme e si perde tutti insieme. Non perdiamo solo noi. Poi è chiaro che su di noi era stato fatto un investimento importante per fare il salto di qualità . Quest’anno siamo partiti in modo diverso, abbiamo fatto un bagno di umiltà . C’è un’atmosfera diversa, speriamo sia di buon auspicio. Voci di un addio? Sono sempre stato sereno. Il mercato lo fa la società . Se sto bene me la gioco con chiunque. Le voci di mercato le sento anch’io, ma a me non cambia nulla. Era facile dopo un stagione così dire che volevo andare via, ma io volevo mettermi in gioco. Tutto qua. à? cambiato un po’ tutto. Sicuramente a me dispiace tanto per chi è andato via, anche perchè erano e sono degli amici, però la Juve ha deciso di prendere questa strada. I giocatori si vede che si sono calati nella mentalità  decisa dalla società . Siamo tutti dalla stessa parte. Quest’anno possiamo sicuramente fare qualcosa di bello. Lo speriamo tutti: giocatori, società  e tifosi. Sicuramente dobbiamo lavorare tanto perchè sono cambiate tante cose, ma i giocatori ci sono. Dobbiamo vedere partita dopo partita. Del Neri è sicuramente uguale a quello del Chievo perchè dice sempre quello che pensa ed è molto chiaro con tutti: non distingue chi gioca e chi non gioca, ma tratta tutti alla stessa maniera. Di diverso l’ho trovato un po’ più esperto, cioè con più esperienza. La Juve ti dà  sempre qualcosa in più. Vede molto durante la settimana i giocatori e li premia per l’impegno. Mi fa molto piacere ritrovarlo nella Juve, significa che ha fatto bene nel passato. Dittatore? Lui è l’allenatore e l’allenatore deve fare così. Noi dobbiamo essere bravi a metterlo in difficoltà . L’azzurro? In passato la questione un po’ mi ha dato fastidio – spiega – e mi ha un po’ mi ha influenzato perchè si parlava solo del passaporto o se meritavo la convocazione o no. Ora non c’è problema perchè sono italiano. Ho detto due anni fa quello che pensavo: se arriverà  la chiamata risponderò di cuore. Se non arriva io comunque continuerò a fare il mio lavoro e andrò avanti per la mia strada. Al di là  dell’avere o non avere sangue italiano, sono dieci anni che vivo qui e che pago le tasse qui. Anzi, ne ho pagate più qui in Italia che in Brasile. Mi sento italiano e se arriverà  la convocazione risponderò da cittadino italiano”.