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Kolasinac e quella grinta che l’Atalanta ha ritrovato in difesa grazie a lui

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Kolasinac e l’impronta che ha dato alla difesa dell’Atalanta: grinta e sacrificio con tanta esperienza alle spalle

L’Europa per l’Atalanta non passa soltanto tramite fantasia o da chi fa più goal/assist, ma anche da coloro che tirano fuori grinta e cattiveria in grado di fermare chiunque in difesa: far capire chi comanda bloccando ogni singolo attaccante che si sente superiore e usando l’esperienza quando l’avversario alza il livello.

Kolasinac ha portato dietro ciò che alla Dea mancava: cattiveria, fame e soprattutto una leadership diversa rispetto a quella già presente in rosa, soprattutto di caratura europea. Tanto grintoso quanto pulito negli interventi duri che fa, amante del rischio in area e al tempo stesso furbo nel prendersi fallo, e se non basta ringhia all’avversario senza paura (basta pensare al duello con Luvumbo).

Il suo passato da esterno gli permette anche di aiutare delle fasce in piena crescita, una figura metaforicamente molto simile a quella di Masiello: anche lui precedentemente terzino ai tempi di Colantuono e poi diventato idolo delle folle per la sua cattiveria che metteva in difesa. Kolasinac arriva contro i bianconeri da giocatore che non si può sottovalutare: 539 minuti giocati (dietro a De Roon), 82% di passaggi riusciti e nei duelli vinti in difesa (25) solo Scalvini ha fatto meglio di lui.

La Juventus è una gara particolare per il bosniaco essendo stato vicino alla corte bianconera nel 2017, ma la realtà vede lui trascinatore di un’Atalanta che può giocarsela alla pari con tutti nonostante pronostici e un reparto arretrato con la coperta corta.