Livorno, Bardi: «Inter? Oggi ti sfido, poi ti riconquisto»

© foto www.imagephotoagency.it

Il giovane portiere amaranto vuole frenare la “sua” squadra e poi riconquistarla.

LIVORNO INTER BARDI – Considerato uno dei migliori talenti nel ruolo di portiere, Francesco Bardi, che è cresciuto calcisticamente nel Livorno, sogna un futuro all’Inter, che se lo è accaparrato nel 2011. Su di lui hanno messo gli occhi anche i grandi club europei, ma la società nerazzurra non ha intenzione di perderlo. Intanto si avvicina una sfida speciale per il giovane portiere, che affronterà la squadra proprietaria del suo cartellino nel prossimo turno di campionato: «Per me sarà una gara speciale, una partita difficile per il Livorno. Affronteremo un avversario che tecnicamente è fra i migliori in Italia, dovremo dare il 110%. Io sono onorato di far parte dell’Inter, è un onore sapere che il mio cartellino è di proprietà di una società fra le più importanti d’Europa, però ora sono concentrato sul Livorno, la squadra della mia città e darò tutto per questa maglia fino al termine della stagione.Dovremo scrollarci in fretta l’emozione di essere in un grande stadio come San Siro. Se scenderemo in campo senza tensione eccessiva, che genera paura e timori, potremo avere la forza per cercare l’impresa», ha dichiarato l’estremo difensore amaranto ai microfoni di “Tuttosport”.

Bardi ha poi parlato di due grandi portieri nerazzurri, uno del presente e l’altro del passato: «Nel ritiro del 2012, quando c’era in panchina Stramaccioni, un tecnico che stimo, ho avuto il piacere di conoscere Samir (Handanovic, ndr) e di allenarmi con lui. Devo dire che oltre alle sue eccellenti doti tecniche, mi ha colpito per il atteggiamento professionale. Metteva impegno e dedizione in ogni cosa. Julio Cesar? Sono entrambi grandi campioni e ho cercato di cogliere ogni aspetto. Sono diversi, ma io penso che chi fa ottime stagioni in serie A sia da ammirare. I grandi portieri sono quelli che riescono ad avere un rendimento costante, commettendo meno errori, perché tutti, prima o poi, ne fanno».

Sulla sua stagione, quella del Livorno ed anche quella dell’Inter, invece, ha spiegato: «Non ho problemi ad ammettere i miei sbagli. Comunque faccio fatica a valutare la mia stagione, perché le mie prestazioni, le mie parate, assumono un determinato valore solo se la squadra alla fine raggiunge il risultato. Direi che il nostro campionato finora è stato positivo. Forse potevamo raccogliere qualcosa in più, ma possiamo ritenerci moderatamente contenti. I nerazzurri hanno una rosa competitiva, possono arrivare in alto. Con Mazzarri hanno preso uno dei migliori allenatori in circolazione. Io temo tutta l’Inter, non solo un singolo. Se ci focalizziamo soltanto su Palacio, saranno dolori».

Infine, una battuta sulla Nazionale: «Non nego che tuttora Buffon sia il mio idolo, e lo sarà per sempre: uno come lui nasce ogni mille anni. Il Mondiale? Devo pensare al Livorno e migliorare, perché sono ancora giovane. E comunque la mia Nazionale ce l’ho già: devo raggiungere un Europeo con l’Under 21».