Marotta alza l’asticella: «Ora la Champions. Conte all’Inter? Sarebbe bello. Keita? Ci piace»

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L’amministratore delegato della Juventus, Beppe Marotta, ha parlato a “Radio Anch’io Sport” toccando numerosi temi. Ecco le sue parole

La Juventus festeggia il sesto Scudetto consecutivo e Beppe Marotta, amministratore delegato del club bianconero, ha parlato a “Radio Anch’Io Sport” su “Radio Uno” del successo in campionato e non solo: «Qual è stato lo Scudetto più bello? Il primo perché ci ha visti coinvolti in una grande emozione che non avevamo mai provato e mi riferisco ai dirigenti, al presidente e all’allenatore Conte. E’ stato uno Scudetto insperato per certi versi ma quando si vince uno Scudetto, anche quello di ieri, è sempre una bellissima sensazione. Allegri è stato un componente importante ma credo che tutte le componenti societarie abbiano dato grande apporto. Il mister ha dimostrato coi fatti di essere un grande allenatore e un grande professionista perché si è relazionato con un gruppo che vede il calciatore essere più emancipato rispetto al passato. Il rapporto tra Allegri con tutte le componenti societarie è ottimo e credo che il rapporto abbia tutte le premesse per continuare ma al momento non abbiamo affrontato le tematiche legate al futuro perché siamo concentrati su quello che è l’obiettivo più importante della stagione la finale di Champions del 3 giugno. L’obiettivo è sempre quello di competere e di fare il meglio. Arrivare in finale è un fatto rilevante ma bisogna cercare di vincere. Se non dovessimo riuscire a ottenere il risultato si parlerebbe comunque di stagione straordinaria anche se noi andremo a Cardiff per essere protagonisti e non comparse».

LE PAROLE DI BEPPE MAROTTA SULLA JUVENTUS E SUL FUTURO – Prosegue l’amministratore delegato della Juve: «Ringiovanimento della rosa? Quando Andrea Agneli è diventato presidente ha trasmesso un rafforzamento della cultura calcistica che si era un po’ persa. L’azienda ha creato uno zoccolo duro di giocatori italiani ma credo che il giocatore italiano abbia qualcosa in più rispetto al giocatore straniero che è quella della conoscenza dell’ambiente e della cultura italiana. Noi abbiamo costruito delle rose competitive con il giusto mix e con uno zoccolo duro italiano che ha trasmesso il dna della vittoria agli altri. Io credo che nel futuro il giusto programma sia quello di mixare giovani talenti che potranno diventare campioni con calciatori esperti. Smantellamento? Noi dobbiamo continuare sulla nostra strada, provando a creare il giusto mix. Cerchiamo di monitorare questi giovani, come abbiamo fatto con Dybala, ma stando attenti anche alle opportunità come Dani Alves, Khedira e Pirlo. All’interno della società ci sono dei ruoli ben definiti e dei contatti quotidiani, senza dimenticare la presenza costante dei dirigenti come Nedved e Paratici agli allenamenti che danno un senso di sicurezza alla squadra: non esiste una grande squadra senza una grande dirigenza. L’arrivo di Allegri tre anni fa? Tre anni fa ci siamo trovati a gestire l’improvvisa partenza di Conte ma l’abbiamo fatto in 24 ore perché ritenevamo di essere già nel vivo della stagione e lo abbiamo fatto nel migliore dei modi perché eravamo consapevoli di prendere un grande allenatore, di avere un grande gruppo di giocatori e di avere alle spalle una società solida. Giovani da acquistare? Noi abbiamo già acquistato Caldara, all’Atalanta abbiamo prestato anche Spinazzola ma abbiamo più di 50 giocatori sistemati temporaneamente in squadre italiane e straniere. Li seguiamo ma sicuramente l’inserimento in prima squadra sarà finalizzato per pochi ma noi continuiamo a seguire tutti i giovani».

MAROTTA SUL MERCATO – Ancora Marotta: «Se abbiamo già preso Keita? No, è della Lazio e ha un altro anno di contratto con i biancocelesti. E’ un giovane calciatore che ha fatto molto bene e lo ritengo un giocatore di grande spessore e di grande prospettiva ma non abbiamo avviato alcuna trattativa. I grandi giocatori interessano tutti ma non ne abbiamo mai parlato. La Juve ha grande attrattiva? Ricordo nel primo anno quando contattammo Di Natale e in modo educato e corretto ha preferito non venire. Oggi la Juventus ha un grande appeal e tanti giocatori si fanno sentire per voler giocare da noi e questo significa che il lavoro fatto da noi ha dato i suoi frutti e siamo soddisfatti di poter ingaggiare dei giocatori dalla statura di Dani Alves, il giocatore più titolato al mondo, quello che ha dato una importante mentalità vincente alla squadra in questa stagione. Conte all’Inter? Saremmo contenti perché il campionato acquisterebbe più interesse: più interessante lo spettacolo e più è bello vincere. Mi auguro che il campionato sia sempre più competitivo e che vinca il migliore come sempre. L’allenatore ha un ruolo importante ma la società lo ha in senso generale. Allegri e Conte sono tra i primi 5-6 al mondo. Allegri ha dimostrato di essere un vincente per quello che ha dimostrato e per i titoli conquistati e direi che siamo stati bravi per aver individuato queste figure. Chi vincerà lo Scudetto dopo la Juve? La vittoria dello Scudetto è appannaggio dei primi 5-6 club, è difficile vedere il Verona o il Cagliari rivincere lo Scudetto, in questo momento va tenuto conto anche del fatturato che dà una potenza di fuoco importante. L’attesa verso Cardiff? La viviamo con la consapevolezza di essere migliorati rispetto a due anni fa. Abbiamo migliorato la mentalità internazionale anche grazie all’innesto di Khedira, Mandzukic, Dani Alves oltre allo zoccolo italiano. Giocheremo la finale con il Real Madrid alla pari e anche lo stesso Allegri si ripropone con una maggiore esperienza rispetto a due anni fa e ci giocheremo la finale con consapevolezza. Il mio futuro? Il contratto è un aspetto formale, conta il rapporto con la dirigenza e io ho un grande rapporto con il presidente e con i miei collaboratori. Abbiamo creato un grande gruppo vincente, lo dico con orgoglio e senza presunzione. E’ chiaro che qualora i rapporti si dovessero inclinare, indipendentemente dal contratto, andrebbero fatte le dovute valutazioni ma io voglio vincere ancora e voglio alzare ancora l’asticella».