Matthijs De Ligt, tutto quello che non sai sulla speranza dell’Olanda per il futuro

Matthijs De Ligt, tutto quello che non sai sulla speranza dell’Olanda per il futuro
© foto Matthijs De Ligt

La rifondazione dell’Olanda riparte dall’Ajax e dal suo vivaio: Matthijs De Ligt è il più giovane esordiente con gli Orange, ma adesso vuole crescere velocemente

Se due tra i maggiori canali mediatici a livello calcistico – The Guardian e FourFourTwo – ti inseriscono nella lista dei giovani da guardare per il prossimo futuro, un motivo valido ci sarà. Matthijs De Ligt è un ragazzo di soli 18 anni, eppure ha le stimmate di chi può far nascere una nuova generazione olandese, specie dopo la doppia esclusione che l’Olanda ha patito sia da Euro 2016 che dal Mondiale 2018 (forse la prima è stata la più grave, perché si qualificano ben 24 squadre all’appuntamento continentale). In un disastro tecnico senza precedenti, De Ligt è uno dei pochi giovani che si è affermato a livello prepotente negli ultimi tempi, esordendo persino con la nazionale maggiore senza nemmeno passare dall’U-21. Con Robben ritirato, Sneijder che ci sta pensando e gente come Strootman ormai vicina ai trenta, è importante che ragazzi come il centrale dell’Ajax emergano e si prendano la scena nazionale e internazionale. In parte, questo è già avvenuto la passata stagione: De Ligt è rientrato nella Top 11 dell’Europa League, protagonista della cavalcata che ha portato l’Ajax alla finale persa contro il Manchester United.

ANAGRAFICA

Nome e Cognome: Matthijs De Ligt
Data di nascita12 agosto 1999
ClubAjax
NazionalitàOlandese

CARATTERISTICHE TECNICHE E RUOLO

Ruolo naturaleCentrale difensivo
Ruolo alternativo: Terzino destro
Ruolo potenzialeMediano
Piede: Destro

Punti di forza: La personalità, innanzitutto. La stessa che, unita all’identificazione con il club che l’ha cresciuto, consente a Matthijs De Ligt di lanciare cori alla sua stessa curva dopo una tesa e difficile semifinale di ritorno di Europa League a Lione (la stessa dove l’Ajax rischia di perdere la finale dopo una grandissima gara d’andata). Un difensore capace di abbinare eleganza e carisma, ambidestro, che si trova a suo agio nella posizione di centrale ed è fisicamente importante. Anzi, è persino duttile, visto che è stato schierato anche da mediano nella sua giovane carriera. Ha sintetizzato per tutti Wim Jonk (che qualcuno ricorderà per i suoi trascorsi all’Inter), suo tecnico nelle giovanili dell’Ajax: «De Ligt è un vero leader che può trasferire ai suoi compagni di squadra il suo atteggiamento positivo; è quello che io chiamo un moderno difensore centrale».

Punti deboli: Il punto migliore di Matthijs De Ligt è proprio questo. Non sembra averne, di punti deboli: è un ragazzo che può crescere, che è bravo in molte cose e sembra dotato di tutto ciò che serve per emergere. Ci sarà pure un motivo se i grandi club lo assediano, nonostante il momento del calcio olandese e anche dello stesso Ajax non siano dei più rosei. Cosa può fermarlo? Le attese? Le pressioni? Potrebbe succedere, ma le premesse sembrano delle migliori: una coppia difensiva con lui e de Vrij metterebbe gli Oranje al sicuro.

POTENZIALE

Campionato ideale: Non c’è da girarci troppo attorno. C’è un filo stretto, rosso e lungo che collega la storia del calcio Oranje al Barcellona (Johan Cruijff è un discreto esempio). Sono tanti i giocatori che si sono ritrovati a fare la storia del club e, perché no, anche della Liga stessa. Matthijs De Ligt sembra in fondo indirizzarsi quella strada; non si spiegherebbe altrimenti l’insistenza del Barcellona nel volerlo a tutti i costi, anche già da gennaio. I blaugrana sperano di poter usufruire di questo giovane talento sin dal prossimo mercato invernale: in fondo, Vermaelen e Mascherano lasceranno Barcellona la prossima estate. E il “Mundo Deportivo” non si è esposto mica poco: «De Ligt – El Elegido» («De Ligt, il prescelto») titolava il giornale spagnolo negli ultimi tempi.

Chi ci ricorda: Qualcuno ha parlato di Ronald Koeman, ma sembra molto meno muscolare dell’ex allenatore dell’Everton, che in campo veniva chiamato Rambo. De Ligt sembra appartenere a un tipo diverso di difensore: più facile rivedere in lui Jan Vertonghen, centrale del Tottenham e della nazionale belga, anche lui cresciuto all’Ajax (seppur di piede mancino). L’eleganza abbinata al controllo motorio, un margine di crescita notevole e un futuro brillante: più o meno le stesse caratteristiche che il belga aveva lasciato intravedere nei suoi anni in Olanda.

Dove può arrivare: Nonostante la recente eliminazione da Russia 2018, la scuola italiana rimane comunque tra le migliori al mondo (nonostante le parole di Chiellini sul “guardiolismo” che rovina i difensori). Anzi, sembra quasi che quest’ondata di modernità sia ben rappresentata da De Ligt, che potrebbe anzi migliorarsi nel nostro paese: la Roma strappò all’Ajax nell’estate del 2003 un giovane di buone speranze, che si stava imponendo da capitano nell’ultimo Ajax di grande rilievo prima di quello che ha raggiunto la finale di Europa League nel 2016-17. Quello con la fascia era Christian Chivu: non è detto che Matthijs De Ligt non possa rappresentare un plusvalore nella Capitale, sponda giallorossa e agli ordini di Eusebio Di Francesco.

SEGNI PARTICOLARI

Matthijs De Ligt è cresciuto nelle giovanili dell’Ajax sin dalla tenera età di nove anni: dopo esser stato nominato “Talento dell’anno” in casa dei Lancieri, a 17 anni è stato integrato con la seconda squadra, che milita nella Serie B olandese. Qualche partita e il tecnico della squadra senior, Peter Bosz (poi passato al Borussia Dortmund), ha capito che fosse il caso di testarlo a un livello più grande. Si accorse di lui anche il ct Daley Blind, che l’ha lanciato con la nazionale maggiore nel marzo 2017, durante un match delle qualificazioni al Mondiale contro la Bulgaria: De Ligt diventa così il più giovane esordiente dell’Olanda (17 anni, 7 mesi e 10 giorni), battendo così un record che reggeva dal 1931. Una mossa incauta, visto che il ragazzo aveva giocato appena due gare con l’Ajax da professionista e di fatto ha avuto qualche colpa in quella sconfitta, con la Bulgaria risultata vittoriosa per 2-0 nella gara di Sofia. Ci sarà tempo per crescere, visto che ha giocato la sua prima gara per 90′ in maglia Oranje nell’amichevole contro la Romania di novembre, grazie alla scelta dell’ormai ex ct Dick Advocaat.