Ancelotti: «Mai critiche da Berlusconi dopo una sconfitta»

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Carlo Ancelotti, attuale tecnico del Bayern Monaco, ha parlato del suo rapporto con Silvio Berlusconi al Milan

Uno scudetto, due Champions League e molto altro: l’esperienza da allenatore del Milan per Carlo Ancelotti è stata addirittura migliore di quella da calciatore. Ora il tecnico di Reggiolo è alla guida del Bayern Monaco e, ai microfoni de Il Giornale, ha parlato del suo rapporto con il presidente rossonero Silvio Berlusconi: «Il rapporto dopo il mio ritorno al Milan da allenatore? Il nostro rapporto non cambiò, fui circondato in ogni momento dei successivi 8 strepitosi anni, dal suo affetto oltre che dal suo incoraggiamento. Mai Berlusconi criticò il mio lavoro dopo una sconfitta, sempre, invece, dopo un successo, mi passava osservazioni per migliorare il gioco che mi facevano riflettere».

CONTINUA – Prosegue l’attuale tecnico del Bayern Monaco, che commenta anche il cosiddetto diktat delle due punte di Berlusconi: «Il diktat delle due punte? Lo ricordo perfettamente. E io me la cavai con una furbata perché continuai in molte partite a giocare col famoso ‘alberello’ di Natale, Shevchenko più Kakà e Rui Costa, con un piccolo trucco. Kakà, nell’elenco dei convocati, risultava sempre tra gli attaccanti. I miei appunti sui calci di punizione finiti nel libro di Vespa? A poche ore da una finale, chiesi al presidente di assistere alla riunione tecnica con la squadra. E quando fu il momento di distribuire i foglietti con i disegni, li passai anche a lui. Alla fine del meeting gli chiesi: ‘Presidente, come sono andato?’. E lui: ‘Promosso’».