Napoli, perché hai rovinato tutto in 6 giorni

sarri napoli
© foto www.imagephotoagency.it

Da venerdì scorso a ieri sera: il Napoli rischia di aver gettato alle ortiche una stagione

Inutile nascondersi: a Napoli tutto è cambiato in meno di una settimana. E stavolta non c’entra la disabitudine della piazza a giocarsi traguardi importanti. Non è colpa di una tifoseria accusata in passato di vivere in maniera troppo passionale il bello e il cattivo tempo del calcio. Stavolta lo scoramento è giustificato dai risultati piovuti addosso ai partenopei in meno di una settimana. Venerdì scorso, nella serata che secondo i piani avrebbe dovuto fare rimbalzare la Juventus a meno 7 dalla capolista, il Napoli s’è riscoperto appannato, incapace di brillare nell’evento clou del campionato. Poi è arrivata la partita col Feyenoord. In Olanda il Napoli ha creduto per qualche minuto di poter ringraziare Guardiola, poi ha capito che nel calcio bisogna fare affidamento soltanto su sé stessi.

Non più primo in campionato, eliminato dalla Champions League: tutto nello spazio di 5 giorni. Il mondo capovolto, e sotto il Vesuvio un’eruzione di sentimenti contrastanti: tra la riconoscenza a Sarri e la ricerca di quel senso di compiutezza che ancora manca. Il rischio maggiore, però, è che sotto Natale il Napoli abbia detto addio a tutto. Perché l’eliminazione dalla Champions League significa soprattutto l’ingresso in Europa League. E non è questione di fare gli snob: quanto di giocare il giovedì sera, a poche ore dall’impegno di campionato, che resta ovviamente la priorità di tutti: società, allenatore e tifosi. Il pericolo è quello di volere troppo e di non stringere nulla. La certezza è di aver perso di sicuro qualcosa. Del dramma sportivo ci si accorgerà (forse) tra qualche mese.