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Padovano: «Vi racconto il mio incubo. Il mondo del calcio mi ha girato le spalle»

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Michele Padovano è stato scagionato dalla Cassazione che ha annullato la condanna nei suoi confronti: il racconto dell’ex Juve

Michele Padovano, ex attaccante della Juventus, si racconta sulle pagine di Tuttosport dopo l’annullamento della condanna da parte della Cassazione.

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L’ARRESTO – «In quel periodo ero il Direttore Generale dell’Alessandria che militava in D. Avevo finito una cena al ristorante con amici quando tre volanti civetta mi bloccano davanti all’ospedale Maria Vittoria di Torino. Il destino ha voluto che tutto iniziasse proprio dove sono nato e di fronte a dove mi sono sposato: dall’altra parte dello slargo infatti c’è la chiesa di Sant Alfonso! Subito ho pensato che si trattasse di Scherzi a parte. Poi, per i modi e i tempi che si allungavano ho capito che non era così. Ma non capivo. Mi portano a casa dove c’era mio figlio di 14 anni e mia moglie per prendere gli oggetti personali ed effettuare una perquisizione e quindi andiamo nella caserma dei carabinieri. Alle 4 del mattino mi trasferiscono nel carcere di Cuneo in isolamento, dove resto 10 giorni. Non ho visto l’aria, il cielo, non ho fatto una doccia: c’era una turca e un lavandino. Mangiavo giusto una mela. Poi un ispettore mi dice di prepararmi: io felicissimo penso che l’equivoco finalmente si è risolto e invece mi caricano ammanettato su un blindo, entro nella gabbietta e dopo oltre 3 ore arriviamo nel carcere di Bergamo, reparto speciale».

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