Pagina 302 – Calcio News 24

Psg, Hakimi rinviato a giudizio per stupro: il terzino respinge con fermezza ogni accusa. Cos’era successo 3 anni fa

Psg, Hakimi rinviato a giudizio per stupro: il terzino respinge con fermezza ogni accusa. Cos’era successo 3 anni fa? La ricostruzione sulla vicenda

La notizia pesantissima è arrivata proprio a poche ore dal decisivo ritorno dei playoff di Champions League, in programma stasera al Parco dei Principi, tra Psg e Monaco. In campo ci sarà regolarmente anche Achraf Hakimi, che però dovrà rispondere in tribunale della grave accusa di stupro mossa da una donna, per un incontro avvenuto nel mese di febbraio 2023. Il tesserato ha anticipato la situazione attraverso i propri social, contestando in modo molto netto e deciso ogni singola imputazione mossa nei suoi confronti.

Tutta la delicata vicenda legale risale dunque a 3 anni fa, quando Hakimi invitò presso la propria abitazione una ragazza contattata tramite social network. Secondo la ricostruzione fornita alle autorità dall’allora ventiquattrenne, il calciatore l’avrebbe forzata fisicamente a baciarlo sulla bocca e successivamente le avrebbe messo le mani addosso, toccando anche le sue parti intime.

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Hakimi smentisce categoricamente ogni abuso e, al contrario, evoca un chiaro tentativo di racket. A riportare questa spinosa situazione giudiziaria è il quotidiano La Gazzetta dello Sport. L’atleta ha voluto chiarire pubblicamente la sua posizione.

DIFESA SOCIAL«Oggi un’accusa di stupro basta per giustificare un processo anche se la contesto e tutto dimostra che è falsa. È ingiusto sia per gli innocenti che per le vittime sincere. Ma aspetto con calma il processo che permetterà di far emergere pubblicamente la verità»

Per supportare con forza l’assoluta innocenza del suo assistito è intervenuta formalmente anche Fanny Colin, l’avvocata difensore.

VERSIONE AVVOCATO«Il processo si ripone sulla sola versione di una donna che ha ostacolato le indagini, rifiutando esami medici e ricerca di Dna, rifiutando di fornire il nome di un testimone chiave, opponendosi all’analisi del cellulare e cercando di dissimulare alle autorità dei messaggi dove con un’amica pianificava di spennare Hakimi».

Buffon svela: «Pio Esposito sarà un top, quando era allo Spezia mi scambiavo messaggi con un dirigente su di lui. La Juve di Spalletti è solo un po’ sfigata»

Il capo delegazione della Nazionale, Gianluigi Buffon, è intervenuto su diversi temi legati alla Juventus di Spalletti e non solo

Intervenuto al podcast La Tripletta de La Gazzetta dello Sport, il capo delegazione della Nazionale, Gianluigi Buffon, è intervenuto sul momento della Juventus e ha raccontato un retroscena legato a Pio Esposito.

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PIO ESPOSITO – «Con un dirigente molto importante italiano ridevamo perché su Esposito abbiamo cominciato a scambiarci messaggi a dicembre 2024. Era ancora a Spezia e ci siamo detti: “Cavolo, con uno così non si scherza, ha qualcosa”. Lui mi disse: “Io è da tre mesi che lo dico”. Poi ci mandavamo messaggi ogni domenica perché segnava ogni domenica. Secondo me può diventare un top perché ha un fisico strabordante: inevitabilmente l’impatto che ha in area e nei contatti è significativo. Poi ha un’umiltà incredibile, è intelligente, determinato, vuole migliorare sempre e accetta di stare nel gruppo anche se magari non ha ancora un ruolo da protagonista assoluto: ma lo fa con l’approccio giusto di chi sa che prima o poi toccherà a lui, si sta preparando per dimostrare quando arriverà il suo momento».

IL MOMENTO DELLA JUVE – «Il calcio è una materia che sfugge a ogni logica. Mentre si dipanava la partita con il Como mi arriva un messaggio da una persona di calcio che stimo molto che diceva: ‘Vedere la Juve così mi fa tenerezza’. Al che io gli dico: ‘Sì, oggi sì, ma se torniamo indietro a sette giorni fa, non 58, la Juve stava giocando una partita magnifica con l’uomo in meno a San Siro e l’ha persa al 92°’. Per cui secondo me c’è da analizzare con lucidità il percorso con Spalletti. Con lui ho visto una squadra con un’identità ben precisa, era da tanti anni che non la vedevo con quella ferocia nell’attaccare, nel proporre gioco. Perché secondo me ha proposto un gioco veramente di grande livello. Secondo me è stata un po’ sfigata… Ha pareggiato in casa con il Lecce facendo mille tiri in porta e sbagliando un rigore, a Cagliari ha subito mezzo tiro in porta e non ha avuto tantissime occasioni ma è una di quelle partite che se ti va male fai 0-0, invece l’hai persa… In queste cose è riuscita sempre a reagire, e questo è stato un segnale di grandissima forza. Poi purtroppo le sono capitate in una settimana l’Atalanta, la Lazio, l’Inter. E a Istanbul la Juve nel primo tempo aveva risposto ancora alle difficoltà di San Siro e della stessa partita. Poi secondo me hanno perso le energie psicofisiche e nel secondo tempo hanno preso un’imbarcata. Contro il Como, quando non stai bene, rischi di fare una figura così… Qualche strascico, anche a livello di assenze, l’ha avuto. Il lavoro dell’allenatore si è visto ed era tangibile, ma bisogna capire i momenti: è successo qualcosa che ti fa dire che la Juve non è stata fortunata. Conferma di Spalletti? Io farei quello che avrei in mente io (ride, ndr). Detto questo sarebbe indelicato parlarne, c’è Giorgione che conosce la Juve a menadito e saprà benissimo cosa fare e suggerire quando si parleranno con Comolli, Modesto e Ottolini. Noi la vediamo da fuori, certi dettagli magari da dentro li vedi meglio».

RITORNO COL GALATASARAY – «Penso che se la Juventus fosse stata al completo il motivo per spendersi nella partita ci sarebbe stato. Con due/tre gol poteva anche vincere. Venendo dalla sconfitta con il Como, con queste difficoltà numeriche… E poi all’andata il Galatasaray ha fatto cinque gol ma Osimhen non ha segnato… Per andare ai supplementari la Juve deve fare almeno quattro gol: lo speriamo, la sosteniamo in quanto italiana».

DI GREGORIO – «Penso che sia stata una piacevole sorpresa l’anno scorso, è stato decisivo per la qualificazione in Champions. In questo periodo qualcosa non sta andando come ci si aspettava, c’è poco da fare, però sono momenti e fasi che possono capitare a un portiere. Qua deve essere bravo lui, anche il mister e l’ambiente, nel far quadrato, nello stare vicino a lui, parlarsi e confrontarsi per capire qual è la cosa migliore da fare. Non vuol dire che se uno si prende un turno di riposo è bocciato per sempre: a volte può servire per trovare un tipo di lucidità, di distanza da certe situazioni».

Calciomercato Roma, Bernasconi è l’ultima idea per la fascia: è una richiesta di Gasperini! Il punto sulla trattativa

Calciomercato Roma, Bernasconi è l’ultima idea per la fascia: è una richiesta di Gasperini! Il punto sulla trattativa per l’esterno dell’Atalanta

La Roma non ha alcuna intenzione di mollare la presa sul fronte del calciomercato. Il grande obiettivo per la prossima sessione estiva resta saldamente Lorenzo Bernasconi. Il giocatore rappresenta una precisa richiesta tecnica avanzata da Gasperini, che ha cerchiato in rosso questo nome da diverso tempo per rinforzare adeguatamente la rosa giallorossa.

Come riportato in modo dettagliato dalle colonne de Il Giornale, la dirigenza capitolina si era già mossa con grande decisione durante la scorsa finestra di mercato invernale. A gennaio, infatti, era stata recapitata una prima offerta ufficiale pari a 15 milioni di euro. Questa importante proposta economica è stata però giudicata insufficiente e prontamente respinta al mittente.

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Nonostante la fumata nera iniziale, la pista di mercato rimane assolutamente aperta e viva. In vista dell’estate, la dirigenza si prepara a tornare prepotentemente alla carica con un nuovo tentativo per l’esterno dell’Atalanta. Gasperini spinge forte per avere a disposizione Bernasconi, considerato l’elemento ideale per il suo progetto tecnico. La partita è solo rimandata.

Torino, Cairo sincero: «L’esonero di un allenatore è sempre un dispiacere, il responsabile non è solo Baroni! Su D’Aversa…»

Torino, il presidente Urbano Cairo interviene in conferenza stampa prima della presentazione del nuovo allenatore Roberto D’Aversa

Durante la presentazione di D’Aversa, Cairo ha espresso sentimenti molto contrastanti. Da un lato ha manifestato immensa stima per il nuovo arrivato, seguito con grande attenzione fin dai tempi del Parma. Dall’altro ha sottolineato il profondo rammarico per l’addio di Baroni, definendo l’accaduto una grave sconfitta collettiva per l’intero Torino.

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PAROLE – «Volevo dire che siamo felici, ma non lo siamo….D’Aversa l’ho sempre apprezzato molto, soprattutto il suo percorso al Parma. Lo seguivo con attenzione e apprezzamento. Non è un piacere, però, perché se annunci l’esonero di un mister, è un dispiacere. E’ una cosa che ti lascia con molto rammarico: quando accade che c’è un esonero, tutti sono responsabili e non solo Baroni. L’ho apprezzato come persona e uomo determinato, rispetto all’immagine che dava nelle interviste è diverso e voglioso di fare bene. Purtroppo le cose non sono andate bene, complici varie situazioni. Oggi presentiamo D’Aversa».

Barcellona, Flick spegne oggi 61 candeline: il compleanno del tecnico e i numeri di un dominio sognando l’impresa

Barcellona, Flick spegne oggi 61 candeline: il compleanno del tecnico e i numeri di un dominio sognando l’impresa. Il cammino dei Blaugrana

Oggi Flick spegne 61 candeline in un clima di fermento. L’allenatore celebra il proprio compleanno trovandosi con il Barcellona in testa alla classifica della Liga, in attesa del sorteggio degli ottavi di Champions League e con una complessa missione all’orizzonte: ribaltare il 4 a 0 subito dall’Atlético Madrid nell’andata delle semifinali di Copa del Rey. Flick ci crede fermamente, avendo riportato la giusta cultura del lavoro, come sottolineato dal ritratto pubblicato dal Mundo Deportivo.

In soli 603 giorni sulla caldissima panchina del Barcellona, Flick è riuscito a generare un consenso praticamente unanime. I numeri complessivi della sua gestione sono impressionanti. Ha disputato 99 partite ufficiali, raccogliendo il bottino di 74 vittorie, 9 pareggi e 16 sconfitte. La formazione ha segnato 277 reti, tenendo una media strabiliante di 2,33 gol a partita. La bacheca vanta già 4 trofei conquistati: 1 Liga, 1 Copa del Rey e 2 Supercoppe di Spagna. Il fattore Clásico rappresenta una polizza assicurativa: in 6 scontri diretti disputati contro il Real Madrid, Flick ha ottenuto 5 vittorie, segnando 20 gol complessivi e subendone appena 11.

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Al di là dell’impostazione tattica, Flick è amato per la capacità di far convivere ferrea disciplina e calore umano. È un sergente che sa ascoltare i giocatori, come si è visto dopo la gara contro l’Alavés, consolato da Raphinha, o mentre difende la squadra davanti alle controverse decisioni arbitrali prese in campo.

Sotto l’attenta guida di Flick, il Barcellona è tornato a valorizzare prepotentemente la Masia. L’allenatore ha fatto debuttare 10 calciatori, tra cui Marqués, e ha valorizzato pienamente Lamine Yamal, arrivato secondo nella corsa al Pallone d’Oro. Pilastri dello scacchiere come Pedri e Raphinha sono diventati i terminali dell’idea calcistica basata su pressione, possesso palla verticale e occupazione dell’area. Nato nel 1965, Flick mantiene intatta la fame di vittorie. Il regalo ideale per sognare nel 2026 sarebbe la grande impresa sportiva contro i rivali.

Benfica, Rui Costa difende Prestianni: «È tutto fuorché razzista, posso garantirlo! E l’aggressione di Valverde…»

Benfica, Rui Costa difende Prestianni: «È tutto fuorché razzista, posso garantirlo! E l’aggressione di Valverde…». Le parole in conferenza stampa

Tra le partite di domani dei playoff di Champions c’è Real Madrid Benfica, match che all’andata è stato infuocato dalla polemica per l’accusa di razzismo nei confronti di Prestianni per delle frasi pronunciate in direzione di Vinicius. Alla vigilia della sfida, il presidente del club portoghese, Rui Costa, è tornato sulla vicenda in conferenza stampa.

PAROLE – «Innanzitutto, è inutile sottolineare il grado di difficoltà di questa partita. Ribaltare il risultato del Da Luz al Bernabéu è di una difficoltà elevatissima, ma l’ambizione e la convinzione sono incrollabili. Lo abbiamo già dimostrato quest’anno. Giocheremo questa gara con tutte le nostre armi, sperando di poter fare il nostro lavoro nello stesso modo in cui ha potuto farlo il nostro avversario. Non è ciò che è accaduto al Da Luz. Ci ritroviamo con questo caso di mezzo e siamo impossibilitati a schierare Prestianni. Riteniamo che non sia stato provato nulla e che l’assenza del giocatore in questa partita non sia giustificata. Una cosa non esclude l’altra e non vogliamo usare altri casi per annullare la situazione legata a Prestianni, ma non possiamo dimenticare quello che è successo nella partita in casa. C’è un’aggressione chiara da parte di Valverde, che dovrebbe restare fuori da questa partita.

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Non sono in campo per sapere cosa sia stato detto o non detto. In una situazione del genere si dicono molte cose. Quello in cui crediamo è la parola del nostro giocatore; ancor più di questo, noi conosciamo i ragazzi che abbiamo in casa. Prestianni viene etichettato come razzista, ma è tutto fuorché razzista. Posso garantirlo. Parlo a una settimana di distanza dal fatto ed è facile da spiegare. Abbiamo informato i nostri tifosi di tutte le procedure, abbiamo difeso il giocatore quando andava difeso e non aveva senso che il presidente ne parlasse tutti i giorni. Non è ancora uscita la sentenza definitiva, c’è una sospensione, ma non serviva a nulla parlare quotidianamente di un argomento ancora in fase di giudizio. Abbiamo atteso i tempi del procedimento».

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L’Inter piazza il grande colpo, Di Marzio fa il nome: è l’ex Juve

La società nerazzurra guarda già al mercato estivo e secondo il giornalista un acquisto è già stato deciso

Testa al campo e soltanto al campo. L’Inter questa sera affronterà il Bodo/Glimt nel ritorno dei playoff Champions. Si parte dal 3-1 dell’andata a favore dei norvegese, ma nessuno in casa nerazzurra ha già alzato bandiera bianca.

Si crede nella rimonta, si crede nella capacità della squadra di Chivu di ribaltare la sconfitta in Norvegia e ottenere la qualificazione agli ottavi di finale di Champions. Un obiettivo che avrebbe risvolti non soltanto dal punto di vista del campo, ma anche economici. Andare avanti nella principale competizione europea, garantirebbe ulteriori introiti, oltre quelli che messi a bilancio, e sarebbe importante anche in vista del calciomercato estivo.

Un mercato al quale Marotta e Ausilio stanno già pensando. Chiari i piani dell’Inter in vista della prossima stagione, almeno per quanto riguarda alcuni ruoli. In primo piano c’è la ricerca di un portiere con Sommer in scadenza di contratto e Josep Martinez che non ha dato le garanzie sufficienti per pensarlo come nuovo titolare. Vicario è il primo nome della lista nerazzurra, anche se un colpo importante arrivare in un altro ruolo.

L’Inter ricostruire la difesa: l’ex Juve per Chivu

Se in porta l’obiettivo concreto è Vicario (ma non vanno trascurate anche piste alternative), in difesa l’Inter dovrà ringiovanire e andare a sostituire difensori esperti come Acerbi e de Vrij, anche loro giunti a scadenza di contratto.

Per il ruolo di centrale, secondo Gianluca Di Marzio, il nome caldo è quello di Muharemovic, 22enne bosniaco, passato nella Juventus prima di approdare al Sassuolo. Il centrale piace da tempo ai nerazzurri, tanto che si parlava di un possibile approdo a Milano già in inverno. L’estate potrebbe essere il momento giusto per il salto di qualità del giovane calciatore, sul quale proprio la Juve vanta anche una percentuale in caso di cessione.

Muharemovic per l'Inter
L’Inter tra Muharemovic e Solet (Instagram Muharemovic) – Calcionews24.it

L’alternative, sempre secondo il giornalista, porta ad Oumar Solet dell’Udinese, seguito da osservatori interisti nelle ultime uscite: “In difesa – le parole di Di Marzio – arriverà un centrale forte e i nomi sono quelli di Muharemovic e Solet”. Sono questi i due centrali che la prossima stagione potrebbero sbarcare a San Siro, andando ad affiancare Bisseck, Bastoni e Akanji, i tre centrali che dovrebbero costituire il nucleo forte della retroguardia nerazzurra. Salvo offerte indecenti che potrebbero portare ad uno stravolgimento di strategie.

Infortunio Baturina, arriva l’esito degli esami: lo stop sarà lungo! Svelati i tempi di recupero

Infortunio Baturina, arriva l’esito degli esami: lo stop sarà lungo! Svelati i tempi di recupero per il centrocampista del Como

Arrivano importanti aggiornamenti sulle condizioni fisiche di Baturina, uscito dal campo al minuto 60 della recente sfida giocata contro la Juventus. In seguito agli accertamenti medici effettuati, il calciatore ha purtroppo riportato una distrazione del legamento della caviglia sinistra.

I tempi di recupero stimati dallo staff sanitario sono di circa 2 o 3 settimane complessive. Si tratta senza dubbio di una brutta notizia per Fabregas, costretto adesso a rinunciare a uno degli elementi più in forma dell’intera rosa del Como.

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Baturina salterà sicuramente l’impegno di sabato contro il Lecce, l’attesa semifinale di Coppa Italia contro l’Inter e le successive sfide di campionato contro Cagliari e Roma. Resta ancora da capire se riuscirà a recuperare la condizione ottimale per la gara contro i giallorossi, altrimenti lo staff proverà a farlo tornare per il successivo incrocio contro il Pisa.

Allenamento Juventus, Yildiz e Bremer in gruppo! Cosa filtra sulla decisione di Spalletti verso il Galatasaray

Allenamento Juventus, Yildiz e Bremer in gruppo! Cosa filtra sulla decisione di Spalletti per la loro convocazione contro il Galatasaray

Tra le partite di domani dei playoff di Champions c’è Juventus-Galatasaray. Dall’allenamento odierno alla Continassa alla vigilia arrivano delle notizie importantissime per la squadra bianconera di Luciano Spalletti.

È ufficialmente iniziato il conto alla rovescia in vista del cruciale impegno europeo. È da poco cominciato l’allenamento della Juventus in preparazione del decisivo ritorno dei playoff di Champions League. La squadra bianconera scenderà in campo mercoledì sera con un unico grande obiettivo: riuscire a ribaltare la pesante sconfitta per 5 a 2 subita in terra turca durante la sfida di andata. Una vera e propria impresa sportiva che richiederà la massima concentrazione da parte di tutto l’ambiente, chiamato a una prova di grandissimo orgoglio per proseguire il proprio cammino continentale in questa complessa stagione.

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In questo scenario di grande tensione agonistica, arrivano finalmente delle buone notizie dall’infermeria per Luciano Spalletti. L’allenatore ha infatti ritrovato a disposizione sia Gleison Bremer sia Kenan Yildiz. I due giocatori sono tornati regolarmente ad allenarsi in gruppo insieme al resto della rosa, dopo aver svolto solamente un breve e personalizzato riscaldamento a parte. Si tratta di due recuperi di fondamentale importanza nell’economia del gioco della squadra piemontese. Se le loro condizioni fisiche si manterranno stabili e positive nelle prossime ore, entrambi partiranno con ogni probabilità dal 1° minuto nella formazione titolare, garantendo maggiore solidità e imprevedibilità.

Ci sono ancora più di 24 ore a disposizione per valutare attentamente ogni singola mossa tattica e scegliere la miglior formazione iniziale. Luciano Spalletti dovrà calibrare le proprie scelte considerando anche le pesanti e inevitabili assenze per squalifica di Andrea Cambiaso e Juan Cabal. L’assenza dei due esterni obbligherà lo staff a rimodellare l’assetto arretrato e le corsie laterali, cercando le soluzioni più adatte per arginare le ripartenze avversarie e supportare contemporaneamente la manovra offensiva. La seduta odierna e la successiva rifinitura serviranno proprio a sciogliere gli ultimi dubbi.

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Torino, la conferenza di presentazione di D’Aversa: «Orgoglioso di rappresentare questo club, qui per ridare entusiasmo. Il mio messaggio per la squadra e per i tifosi»

Torino, la conferenza stampa di presentazione di Roberto D’Aversa: è lui il nuovo allenatore dei granata dopo l’esonero di Baroni

Nella giornata di ieri è stato ufficializzato come nuovo allenatore del Torino, subentrando all’esonerato Marco Baroni, oggi Roberto D’Aversa ha svolto la classica conferenza stampa di presentazione come nuovo tecnico dei granata.

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RINGRAZIAMENTI – «Buongiorno a tutti. Ringrazio il presidente e il direttore sportivo, è sempre brutto sostituire un collega, ringrazio loro per aver pensato a me come soluzione dei problemi che il Torino ha. Siamo vicini alla zona retrocessione e non è qualcosa che compete a questo club. Sono orgoglioso di rappresentare questo club, questa città e questi tifosi, arrivo con entusiasmo, non mi era mai capitato di restare fermo così a lungo ma sono carico».

SUL CONTRATTO FINO A GIUGNO – «Logico che tutti preferirebbero iniziare in estate, in questo caso però nel momento in cui a quattro mesi dalla fine ti chiama il Torino devi rispondere presente, si può incidere anche in pochi mesi. Il Torino non ha la classifica che merita, quando è arrivata la chiamata abbiamo subito risposto presente».

CHE CAMBIAMENTI PENSO DI APPORTARE? – «Il dato che fa riflettere sono i 9 clean sheet ma poi quello che la indica come peggior difesa, questo è da migliorare perché il fatto di non subire gol ti porta poi ad occupare una certa posizione di classifica. La cosa importante è cercare di riportare entusiasmo e nel calcio bisogna ragionare così. Anche se c’è un cambio di allenatore lo scossone è importante e devo dare certezze ed entusiasmo».

CAMBIO SISTEMA DI GIOCO? – «Sono valutazioni che si fanno quando vedi i giocatori sul campo, ci sono tanti centrali ma terzini di ruolo sono due quindi penso che la difesa a tre sia la più consona. Poi non è quello che ti fa subire meno. I numeri sono importanti ma poi conta l’occupazione degli spazi. Conta la mentalità da portare sul campo perché il Toro sul campo nella storia ha sempre messo tutto sul campo».

COME AGIRE SULLA TESTA DEI GIOCATORI – «Innanzitutto voglio ridare entusiasmo, quando si gioca a calcio si fa uno sport bellissimo e bisogna avere coraggio. Nonostante i valori tecnici quando la squadra recuperava palla la riperdeva, quello vuol dire essere in difficoltà, sembrava non avere coraggio. Noi invece dobbiamo lottare su ogni palla perché il dna di questo club è questo».

MESSAGGIO ALLA SQUADRA – «Bisogna essere realisti, il potenziale c’è ma dobbiamo essere realisti, dobbiamo migliorare alcuni aspetti senza pensare di non poter essere risucchiati. Sarebbe un errore. Io credo che il messaggio la società lo abbia già mandato, i giocatori si sentono responsabili, l’unica cosa da fare è trasmettere loro serenità».

SE HO SENTITO BARONI? – «Abbiamo lavorato insieme a Lanciano, ero un dirigente, lo stimo Marco, come allenatore e persona, in questo momento mi preme fare valutazioni senza essere influenzato da quello che è successo in passato».

APPELLO AI TIFOSI – «I tifosi sono fondamentali, qui abbiamo fatto sempre tante battaglie, giocare col supporto del pubblico è diverso, i tifosi sono importanti, la squadra ha bisogno del pubblico per fare sì che ci sia unità di intenti, l’obiettivo è quello. In campo dobbiamo rendere loro orgogliosi, a Genova si è vista la differenza, mi auguro che ci sia disponibilità di aprire».

Caracciolo a CagliariNews24: «Con Gaetano il Napoli è stato troppo frettoloso. Scudetto all’Inter? Il campionato non è ancora finito! Ho questa convinzione»

Il giornalista Rosario Caracciolo ha voluto dire la sua sulla stagione del Cagliari di Pisacane, allargando l’orizzonte in generale sulla Serie A

Intervistato in esclusiva da CagliariNews24, il giornalista Rosario Caracciolo, anche opinionista e conduttore di El Diez No fue evasor, ha affrontato diversi temi legati alla squadra di Pisacane e alla Serie A.

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IL LAVORO DI PISACANE«Io credo che Fabio Pisacane abbia trasmesso alla squadra tantissima grinta e trasformato il Cagliari in un gruppo veramente solido, capace di saper soffrire, una chiara identità tattica. Il momento di appannamento, se ti riferisci a quello, secondo me è fisico, è proprio qualcosa che riguarda tutta la Serie A in generale. Però io penso che per quello che stia trasmettendo Pisacane c’è solo da migliorare, perché questi ragazzi stanno dimostrando domenica per domenica grande impegno, grande attaccamento e grande abnegazione e rispetto nei confronti dell’idea del tecnico. E’ chiaro che lo scivolone in casa contro il Lecce faccia pensare a un momento di ferma, mentre con la Lazio ha mostrato di essere sul pezzo. La formazione sarda ha tutte le possibilità per raggiungere l’obiettivo salvezza. Quindi valuto il lavoro del tecnico campano molto positivo».

GAETANO«Il Napoli è stato troppo frettoloso a cedere il ragazzo perché secondo me con un allenatore che gli avrebbe dato fiducia nel momento più delicato della sua carriera, avrebbe potuto avere l’opportunità di crescere ulteriormente. Però è chiaro che il giocatore, come è giusto che sia, debba puntare alla sua carriera, alla sua vita calcistica. E devo dire che la bravura di Pisacane nel leggerlo durante gli allenamenti giova tanto, infatti è riuscito a rendersi conto che il centrocampista in quella posizione da play probabilmente gli potesse dare qualcosa di molto importante. È un calciatore sicuramente in crescita, peccato per l’infortunio. Io sono convinto che quando finalmente ritornerà dimostrerà di essere destinato a essere molto utile alla causa Cagliari».

ZONA SALVEZZA«Il Cagliari io non lo metto proprio nella lista salvezza perché reputo la formazione rossoblù la squadra più pronta sotto questo profilo a raggiungerla anticipatamente. Poi ci sono formazioni come Verona, Pisa e Genoa che lotteranno fino all’ultimo per restare in Serie A. Quella che mi ha “deluso” di più, però, è la Cremonese, da cui mi aspettavo qualcosa di diverso per la campagna acquisti fatta. Poi c’è il Parma, una squadra altalenante capace di andare in trasferta e vincere e poi paradossalmente in casa perde; comunque sia si salverà tranquillamente. Capitolo a parte per la Fiorentina, che non ha una rosa da retrocessione, credo che possa salire la china in classifica».

LOTTA SCUDETTO E ITALIANE IN CHAMPIONS – «Per quanto riguarda la lotta scudetto, io penso che l’Inter in questo momento non sia ancora inciampata. Poteva succedere contro la Juve, ma sappiamo come è andata, ma al di là di questo, io sono sempre dell’idea che il campionato non è finito in quanto ci sono ancora tanti scontri diretti da giocare. Capitolo Champions League, al di là della gara d’andata con il Bodo Klimt, secondo me la formazione di Chivu può rimontare se gioca a calcio, non lasciando riferimenti agli avversari. Ci dobbiamo augurare che i nerazzurri vadano quanto più avanti possibile in Europa, perché comunque a livello mentale c’è un dispendio di energia straordinario. In questo momento la compagine milanese in campionato è la più forte, però io non sono fermamente convinto che l’Inter possa essere la padrona definitiva del risultato finale di questo campionato. Ci sono tante squadre che hanno ancora tanto da dire».

MILAN«Allegri sta facendo un capolavoro ma ci sono degli aspetti da considerare, a partire dal fatto che il Milan aveva il jolly non disputando le coppe ma non lo ha sfruttato. Secondo, i rossoneri hanno pagato l’assenza di un centravanti; terzo c’è da menzionare Leao, da cui ci si aspettava il definitivo salto di qualità sebbene sia stato frenato da diversi infortuni. Quarto, ci sono stati alcuni calciatori che non hanno dato il contributo di cui ci si aspettava. E puntare su un ragazzino di quarant’anni, anche se dalla classe cristallina come Modric, chiaramente lascia il tempo che trova».

NAZIONALE«Credo che la nostra nazionale sia nettamente superiore alla compagine nordirlandese, con tutto il rispetto che ho per loro. I precedenti sono dalla nostra, ma ciò non vuol dire però crogiolarsi, servono concentrazione, determinazione e ottimo approccio nell’affrontare la partita. Quindi bisogna stare tutti con i piedi per terra, rimanere sul pezzo e affrontare questa sfida come se fosse una finale di Coppa del Mondo. Non andare al Mondiale anche questa volta sarebbe proprio qualcosa di insopportabile per tanti motivi, anche perché sotto certi aspetti diciamo che la tavola è già apparecchiata, aspettano solo che l’Italia si segga. Dunque ci sono tutti i presupposti per festeggiare definitivamente questo ritorno al mondiale della nostra nazionale».

L’INTERVISTA COMPLETA A ROSARIO CARACCIOLO SU CAGLIARINEWS24.COM

La Penna, altro che stangata dopo il rosso a Kalulu! Può rientrare subito! L’idea di Rocchi per l’arbitro

La Penna, altro che stangata dopo il rosso a Kalulu! Può rientrare subito! L’idea di Rocchi per la gestione dell’arbitro di Inter Juve

Potrebbe esserci un’inaspettata svolta nel caso riguardante Federico La Penna. L’arbitro della sezione di Roma 1, finito al centro di una bufera mediatica dopo il clamoroso errore commesso durante il derby d’Italia tra Inter e Juventus, sembra ormai vicino al rientro in campo. Il celebre episodio del “tuffo” del difensore mancino Alessandro Bastoni, che era costato l’espulsione al centrale francese Pierre Kalulu lo scorso San Valentino, aveva sollevato polemiche feroci. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il ritorno non avverrà immediatamente nel massimo campionato, ma seguirà un percorso graduale a partire dalla Serie B.

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L’obiettivo del designatore appare chiaro: non abbandonare il fischietto romano, permettendogli di rimettersi subito al lavoro dopo la fragorosa caduta professionale e le pesantissime minacce ricevute da lui e dalla sua famiglia nelle ore successive al match di San Siro. La strategia è quella di favorire un riassestamento psicofisico lontano dalle pressioni soffocanti della Serie A, in modo da consentire a La Penna di ritrovare la necessaria sicurezza decisionale.

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Il recupero di La Penna tra le analisi di Open VAR e la tutela dell’AIA

Sull’episodio incriminato era intervenuto anche l’ex arbitro Andrea De Marco durante la trasmissione “Open VAR”, ammettendo la lievità del contatto tra i due calciatori ma sottolineando, al contempo, il rischio emulazione per i più giovani. Nonostante il caos generato, la priorità dell’AIA resta il recupero umano e professionale del direttore di gara.

Prima di rivederlo sui palcoscenici più prestigiosi a dirigere le big, passerà ancora del tempo. Tuttavia, il primo passo verso la riabilitazione sportiva passerà, con ogni probabilità, dai campi della serie cadetta.

Griezmann via dall’Atletico Madrid? Ci prova un club della MLS: trattativa avanzata!

Griezmann via dall’Atletico Madrid? Ci prova un club della MLS: trattativa avanzata! Quale futuro per l’attaccante francese? Ecco chi lo vuole

In modo inaspettato, Antoine Griezmann potrebbe terminare la sua esperienza in Spagna al termine della stagione in corso. Secondo le recenti indiscrezioni, confermate da Fabrizio Romano su X, la dirigenza dell’Orlando City ha avviato contatti per portare il calciatore in MLS. Le trattative tra le parti sono attive per trovare un accordo definitivo già nelle prossime settimane.

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PAROLE – «🚨🟣ULTIMA ORA: L’Orlando City avanza nelle trattative per ingaggiare Antoine Griezmann dall’Atletico Madrid. Sono in corso trattative tra tutte le parti, come riportato da @TomBoger e @MarioCortegana. Orlando vorrebbe che Griezmann si unisse a loro nelle prossime settimane, dopo le missioni del regista Ricardo Moreira a Madrid».

Arbitri Serie A, nessuna sospensione per Chiffi e Piccinini: nei prossimi giorni Rocchi insisterà su un aspetto

Arbitri Serie A, nessuna sospensione per Chiffi e Piccinini: nei prossimi giorni Rocchi insisterà su un aspetto. La posizione dell’AIA

Gli errori commessi nell’ultimo turno di campionato non porteranno a stop disciplinari per i direttori di gara. Le discusse prestazioni di Marco Piccinini e Daniele Chiffi hanno sollevato numerose perplessità negli episodi chiave delle sfide tra Milan Parma e Atalanta Napoli, scatenando forti reazioni. Secondo quanto filtra dalla CAN, i due arbitri non subiranno alcuna sospensione ufficiale. Le criticità sono state illustrate privatamente, ma i fischietti saranno sottoposti al consueto turnover settimanale o temporaneamente dirottati in Serie B, ipotesi decisamente concreta per il secondo.

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Entrando nello specifico del match giocato a San Siro, La Gazzetta dello Sport spiega che sarebbe servito un intervento più deciso sul terreno di gioco. Piccinini avrebbe dovuto richiamare preventivamente i giocatori prima del calcio d’angolo e convalidare subito la discussa rete ospite, evitando l’inutile ricorso alla tecnologia. I vertici arbitrali ritengono che i movimenti di Valenti e Troilo non fossero punibili. L’azione del primo non meritava la sanzione per ostruzione su Mike Maignan, così come il salto con appoggio su Davide Bartesaghi. Anche l’uscita di Corvi su Loftus Cheek viene classificata come normale scontro.

Le criticità emergono però dalla gara di Bergamo. Riguardo al gol annullato a Gutierrez, la valutazione ufficiale indica che sarebbe stato preferibile lasciar proseguire l’azione offensiva. La dinamica tra Hien e Hojlund non appare tale da giustificare l’annullamento. Nei prossimi giorni, il designatore Gianluca Rocchi insisterà intensamente sulla qualità delle valutazioni prese in campo e su un’analisi approfondita delle ostruzioni in area di rigore. L’obiettivo primario dell’intera classe arbitrale è rendere oggettiva questa situazione tattica, organizzando un raduno tecnico congiunto con gli addetti video.

Marsiglia, dalla crisi sportiva a quella…informatica! Attacco cyber ai server del club: diffusi i dati sensibili dei tifosi! Cos’è successo

Marsiglia, dalla crisi sportiva a quella…informatica! Attacco cyber ai server del club: diffusi i dati sensibili dei tifosi e non solo! Ecco cos’è successo

Non c’è pace per l’Olympique Marsiglia. In un momento in cui il club avrebbe bisogno di silenzio e lavoro per raddrizzare una stagione storta, una tempesta digitale si è abbattuta sulla società, colpendo al cuore la sua risorsa più grande: i tifosi. Mentre la squadra cerca di ritrovarsi sotto il sole di Marbella, a Marsiglia si contano i danni di una cyber-offensiva massiccia che ha scosso le fondamenta di uno dei club più prestigiosi di Francia.

Dal tracollo sportivo al ritiro di Marbella: l’era Beye inizia in salita

Il momento dell’OM è tutt’altro che brillante. Venerdì scorso, la sconfitta per 2-0 contro il Brest ha sancito la quarta partita consecutiva senza vittorie, un ruolino di marcia che ha portato all’addio di Roberto De Zerbi e alla nomina di Habib Beye come nuovo timoniere. Per cercare di isolare il gruppo e ritrovare la coesione perduta, Beye ha scelto la via del ritiro in Spagna. Lo stage permetterà ai giocatori di scambiare idee e lavorare lontano dalle pressioni esterne, come auspicato anche dal portiere argentino Geronimo Rulli, che ha sottolineato la necessità di ritrovare fiducia reciproca.

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Allarme hacker: venduti sul web i dati sensibili di 400.000 sostenitori

Mentre il gruppo squadra prova a resettare il morale lontano dalla Costa Azzurra, la dirigenza rimasta a Marsiglia deve affrontare una grana di dimensioni colossali. Un criminale informatico avrebbe violato i server del club, mettendo in vendita i dati di circa 400.000 persone. Tra le informazioni finite illegalmente sul mercato nero figurano indirizzi di residenza, numeri di telefono, profili social collegati e dettagli sensibili sugli acquisti effettuati presso lo store ufficiale.

Questa violazione non è solo un danno d’immagine, ma un potenziale pericolo per la sicurezza dei tifosi, ora esposti a possibili tentativi di phishing. Per la squadra francese, la sfida del 2026 si gioca dunque su due fronti: rialzarsi in classifica per non perdere l’Europa e blindare una struttura societaria che, al momento, sembra vulnerabile quanto la sua difesa.

Calciomercato Juventus: non è detta l’ultima parola per il rinnovo di Vlahovic. La verità sulla firma e quanto può offrirgli il club! Retroscena

Calciomercato Juventus: ecco cosa potrebbe succedere per il rinnovo di Vlahovic. La verità sulla firma e l’offerta del club bianconero

La complessa storia d’amore sportiva tra la Juventus e Dusan Vlahovic sembra ancora lontana dai titoli di coda. Secondo quanto riportato dal quotidiano Tuttosport, le nubi sul futuro del numero nove potrebbero presto diradarsi: è infatti in programma un vertice formale tra la dirigenza e l’entourage del giocatore per riavviare le trattative contrattuali, con il chiaro intento di ricominciare da zero.

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Il nodo ingaggio e le delusioni dal mercato estivo

Il principale ostacolo per la tanto attesa fumata bianca rimane di natura economica. Le attuali richieste del centravanti (in linea con il suo ingaggio odierno) sono ritenute impraticabili dalle casse della Continassa. L’obiettivo della società è allineare l’offerta al nuovo tetto salariale stabilito dal recente rinnovo di Kenan Yildiz. Nel frattempo, per dare un segnale di stabilità, la dirigenza ha già provveduto a blindare ufficialmente Weston McKennie.

A favorire il riavvicinamento con Vlahovic è anche il parziale fallimento dei nuovi rinforzi. Jonathan David, pur garantendo una certa continuità, non è riuscito a imporsi come leader offensivo. Discorso ancora più complesso per Lois Openda, pagato 45 milioni ma apparso finora un oggetto misterioso.

Per questo motivo, Luciano Spalletti continua a guardarsi intorno sul mercato: il profilo preferito per duttilità tattica e costi (circa 40 milioni) rimane Randal Kolo Muani.

Il rientro in campo: testa a Pisa e Udinese

Il futuro contrattuale di Vlahovic dipenderà inevitabilmente dai risultati di squadra e dalla fondamentale qualificazione in Champions League, traguardo che modificherà la capacità di spesa del club.

Intanto, il serbo accelera per il rientro in campo. Sebbene la delicata sfida di domenica contro la Roma sia un traguardo troppo ravvicinato, il giocatore tornerà a lavorare in gruppo la prossima settimana. Il piano tattico è chiaro: mettere minuti nelle gambe contro il Pisa, per poi puntare alla titolarità nelle sfide contro Udinese e Sassuolo prima della sosta. Proprio durante la pausa per le Nazionali, Dusan dovrebbe restare a Torino per perfezionare la condizione atletica e dimostrare di essere ancora lui la scelta migliore per l’attacco della Juventus.

Atalanta, senti Stromberg: «Così può ribaltare il Borussia Dortmund, lui sarà il nome in copertina! Scamacca? Può far gol come Ronaldo e Messi»

Atalanta, Glenn Stromberg ha rilasciato queste dichiarazioni in vista del match contro il Borussia Dortmund. Ecco cosa ha detto

Glenn Strömberg non è solo una bandiera dell’Atalanta, ma una delle voci più lucide del panorama calcistico internazionale. In questo 2026 che vede la squadra di Raffaele Palladino viaggiare a ritmi altissimi in campionato e prepararsi alla battaglia decisiva nel playoff contro il Borussia Dortmund, lo svedese traccia la rotta tra ambizioni Champions e segreti tattici. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato.

IL MOMENTO DELL’ATALANTA «Ribadisce che questa squadra è forte e che infilare questi successi in questo periodo vale di più. Entri in fiducia nel momento della stagione durante il quale ci sono le partite decisive».

LA CORSA AL QUARTO POSTO «Innanzitutto mi piace sottolineare la bellezza della corsa Champions. E poi che l’Atalanta può qualificarsi. Lo dico per una serie di motivi. Tra i quali metto la capacità della squadra di Palladino di incassare pochi gol. È un aspetto fondamentale. Chi andrà in Champions? L’Inter che vincerà il campionato, poi il Milan e la Roma. Per il quarto posto vedo una corsa tra Atalanta e Como. Giocano bene, sono in fiducia, possono recuperare lo svantaggio da Napoli e Juventus. Certo, Palladino e Fabregas non avranno margini di errore perché il distacco altrimenti non lo recuperi più. Però vedo cose interessantissime sia in casa Atalanta sia in casa Como».

LA SORPRESA COMO E LA GESTIONE PALLADINO «Il Como è la squadra che mi ha sorpreso di più. Gioca bene in ogni campo, non si fa spaventare dagli stadi, Fabregas porta i suoi principi ovunque. Palladino sta facendo benissimo, ha una rosa di qualità e lunga. Ha molte soluzioni offensive che gli stanno consentendo di ridurre al minimo l’impatto delle assenze di De Ketelaere e Raspadori. E poi la squadra è protetta bene, non sbanda e trova sempre nuove vie per arrivare al gol».

I NOMI DA COPERTINA «Dico Pasalic. Pensavo che avrebbe giocato di più durante la stagione. Eppure anche così si sta dimostrando utilissimo. È un elemento universale, bravo di testa, sa calciare ed è abituato a giocare a certi livelli. Ma vorrei dirne un altro anche: Krstovic. Ricordo che quando fu acquistato in estate dal Lecce qualcuno storceva il naso, era dubbioso. Ma guardate che se un attaccante va in doppia cifra di gol con una squadra che lotta per salvarsi, vuol dire che qualche qualità ce l’ha. Ora è anche più fiducioso rispetto al principio. E poi lotta sempre, è indomabile».

IL PLAYOFF CONTRO IL BORUSSIA DORTMUND «Dopo i primi 90’ la partita ha preso una direzione: dal 50 e 50 di possibilità di passare il turno siamo passati direi a un 70-30 per il Borussia Dortmund. Però l’Atalanta che stiamo vedendo in campionato può farcela. Le due squadre sulla carta sono simili come qualità. I tedeschi non sono quella corazzata di dieci anni fa. All’andata hanno lasciato giocare l’Atalanta dove volevano loro, sono stati abili a indirizzare gli attacchi atalantini».

LA STRATEGIA PER IL RITORNO «Cercare spazio dietro la linea di difesa tedesca o provare più duelli individuali, forzando con i dribbling negli uno-contro-uno. L’Atalanta dovrà entrare di più in area, giocare meno in ampiezza e cercare maggiormente la profondità».

IL TURNOVER «Non penso che serva perché ogni giocatore lavora nei primi mesi della stagione per poter giocare tutte queste gare decisive. Perché poi quando vieni eliminato dalle competizioni diventa anche più complicato trovare gli stimoli per allenarsi».

L’UOMO CHIAVE «Punto su Scamacca. Ha bisogno di ritrovare continuità per rendere al meglio. Lui ha dei picchi molto alti come qualità, può fare gol come Messi e Cristiano Ronaldo. Poi però ha anche dei bassi che lo portano a estraniarsi dalla partita. La Champions può stimolarlo per farci vedere i suoi picchi. Lo stadio ribollirà per la spinta. Anche i tifosi dell’Atalanta, come i giocatori, sanno bene cosa bisogna fare in Europa. E tutti vogliono continuare a giocarci…».

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Napoli, cresce l’attesa per il rientro di De Bruyne: nel mirino c’è quella partita! Quando può tornare in campo il belga dopo il lungo infortunio

Napoli, Kevin De Bruyne è tornato a Castel Volturno ed ora ha messo nel mirino questa partita per il ritorno in campo dopo l’infortunio

Il re è finalmente tornato. Kevin De Bruyne ha ripreso a calcare i campi del centro sportivo di Castel Volturno. Un rientro attesissimo in casa Napoli, che ritrova il suo fuoriclasse a esattamente 117 giorni dalla delicata operazione chirurgica e a 121 giorni dal grave infortunio al bicipite femorale destro.

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Il calvario e l’operazione ad Anversa

L’ultima apparizione dell’ex Manchester City risaliva allo scorso 25 ottobre, nel match contro l’Inter guidata da Cristian Chivu. In quell’occasione, De Bruyne aveva lasciato in eredità un gol decisivo prima di arrendersi al dolore. Il 29 ottobre è finito sotto i ferri ad Anversa, intraprendendo un percorso riabilitativo diverso da quello del compagno e connazionale Romelu Lukaku, il quale aveva invece optato per una terapia conservativa in seguito a un problema muscolare curato nella stessa clinica.

Le condizioni fisiche e la possibile convocazione

A sorpresa, De Bruyne si è ripresentato in Campania in una condizione fisica eccellente: asciutto, tirato a lucido e determinato a bruciare le tappe. Attualmente sta seguendo un programma di lavoro personalizzato per smaltire i carichi in modo graduale. Le sensazioni dello staff medico, tuttavia, sono così positive da autorizzare un cauto ottimismo per una possibile, clamorosa convocazione in panchina già l’8 marzo, in occasione della sfida di campionato contro il Torino.

Doppio traguardo: volata Champions e Mondiale

La sua prolungata inattività ha pesato enormemente sull’economia della squadra azzurra: il belga ha saltato ben 27 partite totali (18 in Serie A, 5 in Champions, 2 in Supercoppa e 2 in Coppa Italia). Ora, le motivazioni del giocatore sono al culmine. Davanti a sé ha due grandi traguardi da centrare: trascinare il Napoli verso una vitale qualificazione alla prossima Champions League e conquistare la forma perfetta per disputare in estate l’ultimo Mondiale della sua straordinaria carriera agonistica.

Montella scopre questo neo della Juve: «L’assenza di Vlahovic è determinante! Nel suo ruolo vale la top 5 in Europa». Poi parla così di Yildiz e del caso Kalulu-Bastoni

Montella, ct della Turchia, ha parlato così della Juventus in vista del match di domani contro il Galatasaray. Le sue dichiarazioni

Vincenzo Montella, l’Aeroplanino che ora vola sulla rotta Istanbul-Torino, osserva la sfida di Champions con il cuore diviso a metà. Da una parte la sua Turchia, di cui Kenan Yildiz è il gioiello più splendente; dall’altra la Juventus del suo mentore Luciano Spalletti. Alla vigilia di un ritorno che sa di impresa disperata per i bianconeri, reduci dal pesantissimo 5-2 dell’andata, il CT turco analizza il momento della “Signora” tra rinnovi blindati, assenze pesanti e polemiche arbitrali che stanno prosciugando le energie mentali del gruppo. Ecco le parole di Montella a Tuttosport:

YILDIZ «Non ha mai avuto bisogno dei miei consigli: gli parlo tanto quando siamo insieme, ma cerco di non distogliere nessuno dall’attenzione sui club. Io sono vicino a tutti, ma non sono opprimente. Di sicuro Yildiz ha raggiunto un livello di maturità molto importante: il fatto che la Juve gliel’abbia riconosciuto è un bellissimo segnale. Quando si gioca tanto ci sono alti e bassi normali: a livello fisico e mentale puoi pagare dazio. Yildiz ha bisogno di più assistenza davanti, ma è un giocatore di altissimo livello. Se la Juve funziona, sono certo che possa migliorare ancora».

LA CRISI DI RISULTATI «Sono rimasto un po’ sorpreso: mi sembrava che la Juve avesse trovato una dimensione importante. Spalletti è riuscito a darle una grande mentalità in pochissimo tempo e non è cosa da poco. Poi penso anche che certi episodi cruciali abbiano intaccato un po’ di certezze. Mi riferisco alle espulsioni: nel calcio di oggi si pagano tantissimo. Le partite contro Inter e Gala sono state indirizzate soprattutto dall’uomo in meno».

IL CASO KALULU «L’episodio di San Siro può condizionare non una stagione, ma un periodo sì. Perché se ne parla tanto fuori dal campo. Quando si discute così tanto, nel bene o nel male, mentalmente certi momenti possono lasciare degli strascichi. Qualcosa è successo. Si spendono tante energie per fattori extra campo e non è facile gestire tante pressioni tutte insieme».

LUCIANO SPALLETTI «Il mio rapporto con Luciano parte da lontano. Noi abbiamo giocato insieme quando avevo 17 anni, poi mi ha allenato in C ad Empoli. Sono stato fermo un anno per una miocardite: prima dei playout mi diedero l’idoneità e mi fece giocare subito. Sono cose che non si dimenticano. Poi l’ho apprezzato tanto alla Sampdoria e alla Roma: Spalletti ha determinato tantissimo la mia vita e la mia carriera. La Juve ha un allenatore super esperto e super motivato. Per una ricostruzione, se hai persone che conoscono le situazioni dall’interno parti avvantaggiato».

L’ASSENZA DI VLAHOVIC «Vlahovic per me, nel suo ruolo, vale la top 5 in Europa: è abituato al calcio italiano, è molto forte. In Italia gli attaccanti hanno mezzo secondo in meno per pensare e muoversi. C’è chi ci mette meno a capirlo. L’assenza di Dusan è determinante. In Turchia invece c’è molto più protezionismo per i talenti nazionali: hanno una nuova mentalità, tengono davvero ai giovani. Penso a Yilmaz: a livello fisico ha una forza impressionante, può giocare in qualsiasi ruolo. È veramente un giocatore moderno».

JUVE-GALATASARAY «Il calcio lascia sempre tutto aperto: il Gala ha un vantaggio considerevole, bisogna però stare in partita sempre. In campionato hanno pagato lo scotto dell’impresa fatta in Champions. La Juve troverà una squadra mentalizzata, ma le imprese si fanno: lo racconta la storia. Osimhen? È un trascinatore emotivo, prima ancora di un leader tecnico. Sposta tantissimo gli equilibri, è un giocatore che cambia il volto della squadra. Se il Gala non dovesse recuperarlo, sarà indubbiamente un enorme vantaggio per la Juve».

IL NO ALLA ROMA «Dell’ultima chiamata avete scritto tutto, ma ormai appartiene al passato. Ho altro per la testa, ma sono ancora giovane, per cui c’è sempre tempo. Ora sono felicissimo da ct della Turchia, sono concentrato soltanto sugli spareggi. Faremo di tutto per andare al Mondiale».

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Juventus, Di Gregorio vittima di insulti e minacce sui social: portiere costretto a chiudere i commenti! Cosa sta succedendo

Juventus, Di Gregorio è stato bersagliato da insulti e minacce sui social dopo le recenti prestazioni: portiere costretto a chiudere i commenti!

Il momento complicato della Juventus non accenna a placarsi, e il bersaglio principale delle frustrazioni della tifoseria è diventato Michele Di Gregorio. Tuttavia, come sottolineato in queste ore da Tuttosport, attribuire al numero uno l’intera responsabilità del tracollo difensivo bianconero è un’analisi superficiale e tecnicamente imprecisa.

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I numeri del disastro: un problema di sistema

Le statistiche stagionali fotografano una realtà allarmante per tutta la retroguardia: su 25 primi tiri subiti nello specchio in campionato, ben 13 si sono trasformati in gol. La Juventus concede agli avversari conclusioni troppo pulite e indisturbate. Non si tratta di un problema legato unicamente a chi difende i pali: anche Mattia Perin ha subìto la stessa sorte nelle recenti sfide contro Lazio, Cagliari e Atalanta. Le colpe dirette di Di Gregorio, a conti fatti, sono circoscritte alle sole sfide contro Dortmund, Inter e Como.

Pressione psicologica e lo scudo di Spalletti

Il clima attorno al portiere è diventato tossico e insostenibile. Durante il riscaldamento della gara contro il Como, Di Gregorio è stato bersagliato da pesanti insulti dagli spalti, sfociati in gravissime minacce social che lo hanno costretto a chiudere i commenti sul suo profilo Instagram. Una deriva inaccettabile che va ben oltre il calcio giocato.

In sua difesa è intervenuto Luciano Spalletti. L’allenatore lo ha protetto pubblicamente, ma sta concretamente valutando di schierare titolare Perin nei prossimi impegni per concedere a Di Gregorio una pausa psicologica.

Il mercato non è la panacea

Nonostante la dirigenza stia già sondando profili per il futuro come Marco Carnesecchi, Guglielmo Vicario o David De Gea, la diagnosi di fondo resta chiara. Cambiare il “guardiano” sarà del tutto inutile se la Juventus non riparerà prima le profonde crepe strutturali della propria fase difensiva.

Prandelli a sorpresa: «Sono convinto che il Como andrà in Champions League! Juve? Prenderei almeno due di questi giocatori!»

Prandelli ha rilasciato queste dichiarazioni in vista di Juve Galatasaray ma ha parlato anche della lotta Champions League in Serie A

Tra le partite di domani dei playoff di Champions c’è Juventus-Galatasaray. Cesare Prandelli vive questa vigilia con il distacco dell’osservatore esperto e il coinvolgimento del “doppio ex”. Nella sua carriera ha vestito il bianconero per sei anni e ha guidato il club di Istanbul nel 2014: nessuno meglio di lui conosce le trappole dell’Ali Sami Yen e l’orgoglio della Juventus. Della sfida di mercoledì ha parlato a La Gazzetta dello Sport:

LA RIMONTA CONTRO IL GALATASARAY «Il Galatasaray all’Ali Sami Yen è una squadra, fuori casa un’altra: c’è un abisso. Per la Juventus sarà complicato ribaltare il 5-2 dell’andata, ma non impossibile. La storia è ricca di rimonte epiche, i bianconeri devono crederci e provarci».

SCOMMETTEREBBE SULLA JUVE «Una pizza sì. Segnare tre quattro gol a Osimhen e compagni senza subirne sarà difficile, ma dopo il primo tempo di Istanbul chi si sarebbe immaginato un Galatasaray che fa tre reti in 45 minuti ai bianconeri? La squadra di Spalletti può riuscirci, perché no? Se passi in vantaggio nei primi venti minuti, poi l’aspetto psicologico cambia».

IL TRASCINATORE DELLA SQUADRA «Spalletti. Non scende in campo, ma è quello che ha più esperienza e carisma. Non mi aspetto invenzioni, penso punterà sui giocatori più affidabili. Galatasaray e Roma sono due partite in cui la Juventus si gioca la stagione e molti calciatori anche il futuro».

FARE CALCOLI «No. La sfida col Galatasaray va vissuta come la più importante in assoluto. Non puoi avere due pensieri. Rimontare in Champions darebbe slancio per l’Olimpico. Ricordo la finale di Coppa Italia 1983: perdiamo 2-0 a Verona all’andata. Nel viaggio di ritorno, Tardelli, Platini e Cabrini ripetono a tutti: “La ribaltiamo”. E abbiamo vinto 3-0. Il Verona quell’anno arrivò quarto in Serie A… Il Galatasaray è forte e ha più giocatori internazionali di quelli che allenavo io nel 2014, però la Juve deve crederci. I tecnici e i grandi giocatori sono ottimisti».

IL PESO DEI SOLDI SULLA SQUADRA «Il tecnico fa valutazioni tecniche, non economiche. E se i dirigenti aggiungessero questa pressione alla squadra sarebbero amministratori e non gente di calcio. I discorsi sui soldi devono restare fuori per evitare un harakiri».

L’EMERGENZA INFORTUNATI «In questi casi sono i medici a consigliare gli allenatori: dipende se il rischio di peggiorare la situazione è del 10 per cento o superiore al 50. Rinunciare a Yildiz è sempre dura. Ma dovendo attaccare, la velocità di Bremer è fondamentale per limitare Osimhen e le ripartenze turche».

LA CRISI DIFENSIVA «Luciano aveva sistemato tutto, è difficile comprendere cosa sia successo nelle ultime gare. Non credo sia facile nemmeno per chi è alla Continassa. Spalletti ha esperienza: l’impressione è che in campo manchino due tre giocatori caratteriali, gente che prenda in mano la squadra nelle difficoltà»

COSA FARE SUL MERCATO «Almeno due tra Tonali, Donnarumma e Calafiori. Dopo aver blindato Yildiz, fossi nel club rinnoverei subito Spalletti, Vlahovic e McKennie. Un modo per dire: la base c’è, poi pensiamo al resto».

LA VOLATA CHAMPIONS IN SERIE A «Lotta intrigante e trafficata con Atalanta e Como. Roma o Juve? Sono convinto che andrà Fabregas in Champions: a Como c’è un’alchimia super».

Calciomercato Lazio, l’ombra di una doppia cessione pesante si avvicina: a giugno questi due big potrebbero lasciare Formello! Ultimissime

Calciomercato Lazio, questi due big potrebbero lasciare il club biancoceleste in vista della prossima estate. Cosa sta succedendo

In casa Lazio si respira un’aria di profonda incertezza legata alla programmazione sportiva. Il paradosso del club capitolino riguarda la gestione del pacchetto arretrato: due dei giocatori più affidabili della rosa rischiano di salutare Formello al termine della stagione, costringendo la società a una complessa e dispendiosa ricostruzione estiva. Lo riferisce Il Corriere dello Sport.

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Romagnoli e Gila: addii all’orizzonte?

Il primo nodo da sciogliere riguarda Alessio Romagnoli. Sebbene sia legato al club fino al 2027, le voci di una sua partenza a giugno sono sempre più insistenti, complice una presunta e ricca promessa verbale strappata al club qatariota dell’Al-Sadd.

Ancora più intrigata è la situazione di Mario Gila. Anche lui in scadenza nel 2027, percepisce un ingaggio (poco più di un milione di euro) ritenuto ormai troppo basso per le sue attuali prestazioni. I contatti per il rinnovo si sono arenati e le sirene di Inter e Milan si fanno sempre più pressanti. In caso di cessione, la Lazio dovrà riconoscere il 50% dell’incasso al Real Madrid, dettaglio che condiziona fortemente le strategie della dirigenza.

L’infortunio al ginocchio e le speranze del mister

Mentre le ombre del mercato si allungano, le urgenze del campo preoccupano Maurizio Sarri. Il tecnico spera di recuperare in fretta Gila, attualmente fermo ai box per una fastidiosa infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro. L’obiettivo dello staff medico è rimetterlo in sesto senza correre rischi per l’imminente sfida contro il Torino in campionato, ma soprattutto per la decisiva gara di Coppa Italia contro l’Atalanta.

Una settimana da bivio

La stagione della Lazio vive di contrasti statistici impressionanti, quasi a testimoniare due anime diverse della stessa squadra: 12 clean sheet ottenuti in 26 partite fanno da contraltare a ben 13 gare chiuse senza segnare un solo gol. Per Sarri, la priorità assoluta è ritrovare la solidità difensiva perduta. Contro Torino e Atalanta i capitolini si giocano una fetta enorme di dignità e l’ultima reale chance di restare in corsa per l’Europa.

Klinsmann rivela: «Dopo due finali in tre anni, per l’Inter uscire così presto sarebbe un’autentica delusione. Si può vivere un’altra notte magica come la nostra del 1990!»

Klinsmann ha rilasciato un’intervista, parlando così della possibile rimonta dell’Inter contro il Bodo Glimt. Le sue dichiarazioni

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Inter-Bodo Glimt. Per ribaltare il verdetto di Bodo, l’Inter decide di interrogare la propria storia. Il pensiero corre inevitabilmente al 7 novembre 1990, quando i nerazzurri cancellarono il 2-0 subìto a Birmingham contro l’Aston Villa con un secco 3-0. Uno dei grandi protagonisti di quell’impresa fu Jurgen Klinsmann. Ecco il suo pensiero raccolto da La Gazzetta dello Sport:

IL 1990 CONTRO L’ASTON VILLA «Dopo l’andata nessuno pensava di non farcela, anzi eravamo tutti convinti. Si parte sempre da lì, dall’ottimismo che ti convince di poter fare grandi cose. Il resto del merito lo ha avuto lo stadio perché c’era un’atmosfera semplicemente incredibile. È stata una delle partite con più energia che abbia mai visto: ancora oggi mi ricordo le bandierine con scritto Inter che la gente sventolava».

LA LEZIONE DI QUELLA VOLTA «Insegna che serve avere pazienza e non è necessario segnare subito tutti i gol necessari. Io l’avevo messa dentro presto, ma per il 2-0 di Nicolino (Berti, ndr) abbiamo dovuto aspettare metà secondo tempo. Poi, dopo un po’, è arrivato un gol favoloso di Sandrino (Alessandro Bianchi, ndr) su cross di Pizzi che, forse, aveva superato la linea di fondo. Il boato è stato incredibile».

L’EVOLUZIONE DEL CALCIO NORVEGESE «Premetto che è difficilissimo giocare lì a febbraio con quel clima e con quel campo. Quando siamo stati eliminati dal Malmö nella Coppa dei Campioni 1989-90, non avevamo neanche queste scusanti… Al di là di tutto, però, il calcio norvegese ha avuto negli ultimi dieci anni uno sviluppo incredibile. Non se ne parla abbastanza, ma sarà la squadra sorpresa al Mondiale: forse ci sono nazionali più esperte per la vittoria, ma la Norvegia ha tutto per arrivare fino in fondo. Il Bodo Glimt non fa che rappresentare ottimamente questo movimento».

L’ERRORE DA NON FARE «L’errore più grande è trattarli come principianti: non saranno intimoriti perché sono ormai un’ottima squadra con dimensione europea. E non sono forti solo in casa, ma hanno qualità per metterti in difficoltà anche a Milano: bisognerà attaccare tanto, ma senza scoprirsi perché sanno castigarti alla prima occasione».

PIO ESPOSITO «Pio è già lanciato, indipendentemente dal ruolo che avrà fino a fine stagione. Che entri in corsa o giochi dall’inizio, questo ragazzo ha fatto capire di che pasta sia fatto. Possiamo sperare che sia lui l’uomo del destino e della qualificazione, ma speriamo soprattutto che possa crescere ancora: finalmente un italiano così forte subito in campo».

LE SUE DOTI «A me piace perché non conosce minimamente la paura e mantiene sempre il giusto livello di fiducia: è la dote che serve per fare un’impresa come questa. Poi, se sbaglia un gol, si dispera solo con se stesso e mai con il compagno che gli ha passato il pallone: è davvero un trascinatore nonostante i suoi vent’anni. Ma mi aspetto la stessa leadership anche da altri interisti…».

A CHI SI RIFERISCE «A Barella, Bastoni più Dimarco, che sta facendo numeri da circo sulla fascia. È l’asse italiano che in una partita come questa deve alzare il livello e trascinare. Con le giocate, ma anche con le parole. Contro il Bodo devi anche urlare, accendere il pubblico: se c’è uno stadio in cui i miracoli possono sempre succedere, quello è a San Siro».

IL CASO BASTONI «È stato un finimondo… esagerato. Avrà pure sbagliato, ma può succedere a tutti. L’ha detto pubblicamente: era veramente dispiaciuto e questo basta per finirla qui. Ora si va avanti e non ha senso accanirsi ancora su di lui o continuare a fischiarlo».

GLI INFORTUNI «Tutte le squadre hanno degli infortunati, a maggior ragione in questo periodo, a cavallo tra febbraio e marzo. L’Inter non poteva essere diversa dalle altre, ma non bisogna considerare mai le assenze come una scusa: quelli che andranno in campo saranno tutti dei campioni».

YANN BISSECK «Continuo ad avere un debole per lui: è semplicemente fortissimo. Spero che vada al Mondiale con la Germania, ma anche che resti all’Inter a lungo. Immagino che grandi squadre busseranno alla sua porta, ma sicuro che possa trovarsi meglio lontano da Milano?».

BASTA LO SCUDETTO PER CANCELLARE UN’ELIMINAZIONE «Per me, no. Un campionato da vincere è sempre bello, soprattutto se metti dietro il Milan, ma credo che il popolo nerazzurro si meriti il sogno Champions. Dopo due finali in tre anni, uscire così presto sarebbe un’autentica delusione che resterebbe, a prescindere da tutto. Ma io penso positivo, anzi ci credo proprio: si può vivere un’altra notte magica come la nostra del 1990».

Roma, le tre mosse di Gasperini che hanno cambiato la stagione e il piano futuro dei Friedkin per vincere lo Scudetto. Dentro le strategie giallorosse!

Roma, quali sono state le mosse di Gasperini che hanno cambiato la stagione e qual è il piano dei Friedkin per vincere lo Scudetto

La Roma guidata da Gian Piero Gasperini vola sulle ali dell’entusiasmo. Dopo il convincente successo interno contro la Cremonese, l’ambiente è in estasi: i giallorossi sono saldamente al terzo posto, mettono nel mirino il Milan e si preparano al delicato scontro diretto dell’Olimpico contro la Juventus. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

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La cooperativa del gol e l’esplosione dei giovani

Il segreto di questa squadra risiede nella forza del collettivo. La Roma non dipende più dalle giocate di un singolo, ma si è trasformata in una vera e propria macchina corale.

Come evidenziano le statistiche, quasi il 40% delle reti stagionali (18 su 49) proviene da difensori e centrocampisti. Se in attacco brillano le stelle di Matías Soulé (a quota 7 centri) e del nuovo arrivato Donyell Malen (già autore di 5 reti), nelle retrovie tutti partecipano attivamente alla manovra.

L’emergenza infortuni ha inoltre permesso allo staff di allargare lo “zoccolo duro” dei titolari. Spiccano, su tutte, le prestazioni di Daniele Ghilardi che si è imposto con autorevolezza per sopperire alle squalifiche, e di Niccolò Pisilli, sbocciato definitivamente nel cuore della mediana giallorossa.

Il miliardo di Friedkin e l’obiettivo centenario

Dietro a questa bellissima realtà calcistica c’è la solidità di Dan Friedkin. Dal suo arrivo nella Capitale, ha investito oltre un miliardo di euro per stabilizzare la società, azzerare i debiti e costruire una rosa futuribile.

Il progetto è chiaro, come confermato recentemente anche da Claudio Ranieri: l’obiettivo immediato e primario è il ritorno in Champions League, ma il vero traguardo è lottare per vincere lo Scudetto entro il 2027, anno del centenario della società. Con una rosa giovane, un bilancio sostenibile e la saggia guida di mister Gasperini, la Roma guarda al futuro con sconfinata ambizione.

Inter in missione rimonta con il Bodo Glimt: quanto vale la qualificazione agli ottavi! C’è un peso economico importante da tenere in considerazione

Inter in cerca di rimonta con il Bodo Glimt: quanto varrebbe la qualificazione agli ottavi! Ecco il peso economico della partita

Tra le partite di oggi dei playoff di Champions c’è Inter-Bodo Glimt. La sfida di ritorno non è un semplice incrocio sportivo, ma un appuntamento vitale per le casse del club. A San Siro, i nerazzurri dovranno scalare una montagna per ribaltare il deludente 3-1 incassato in Norvegia. Un traguardo che vale l’accesso agli ottavi di finale di Champions League e che si intreccia profondamente con la sostenibilità economica della società. Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.

Il peso economico della qualificazione

Il mancato approdo al turno successivo avrebbe un impatto severo, costando all’Inter circa 20 milioni di euro. Questa cifra deriva dalla somma dei mancati premi UEFA (stimati in 11 milioni per la qualificazione) e dai mancati incassi del botteghino del Meazza (circa 9 milioni). Nelle scorse edizioni, traguardi simili hanno garantito introiti di primissima fascia, rendendo gli ottavi un obiettivo finanziario letteralmente imprescindibile.

Un bilancio da record da difendere

L’ultimo esercizio finanziario ha fatto registrare numeri storici per il club meneghino: un risultato netto positivo di 35 milioni di euro e un fatturato totale monstre di 545 milioni. Numeri trainati dallo straordinario percorso europeo fino alla dolorosa finale persa 5-0 contro il PSG (che ha fruttato 190 milioni), dai 31 milioni garantiti dal Mondiale per Club e da un business da stadio cresciuto vertiginosamente da 71 a 99 milioni. Replicare tali performance sarà complesso, ragion per cui preservare il cammino in Champions è un obbligo.

La strategia di mister Chivu e i numeri per sperare

Per centrare la doppia impresa sportiva ed economica, servirà una notte perfetta. Cristian Chivu è stato perentorio in conferenza stampa: «Servirà una squadra all’attacco».

Per garantirsi almeno i tempi supplementari serviranno due gol di scarto, tre per il passaggio diretto. La statistica stagionale, tuttavia, infonde enorme fiducia: su 38 incontri disputati finora, l’Inter ha segnato almeno tre reti in 12 occasioni e almeno due in ben 25 partite. Il potenziale offensivo per scardinare la difesa norvegese c’è tutto.

Rinnovo McKennie Juventus, è fatta! Quando arriverà la firma e quanto guadagnerà il texano. Tutti i dettagli del prolungamento

Rinnovo McKennie Juventus, accordo trovato! Ecco quando arriverà la firma e quanto guadagnerà l’americano. Novità sul prolungamento

In un momento della stagione segnato da alti e bassi sul rettangolo verde, la Juventus lancia un segnale inequivocabile di programmazione e solidità, proiettando le proprie ambizioni fino al 2030. Dopo aver blindato il talento di Kenan Yildiz, il club è pronto a ufficializzare il prolungamento di contratto di un altro pilastro assoluto della rosa: Weston McKennie.

Il blitz di Comolli e la scelta di “Wes”

Secondo La Gazzetta dello Sport, l’accordo è già stato definito in ogni minimo dettaglio. La firma ufficiale sul nuovo contratto arriverà all’inizio della prossima settimana, subito dopo la delicata trasferta dello Stadio Olimpico contro la Roma.

Il centrocampista americano, sbarcato a Torino nell’agosto del 2020, si appresta così a vivere un intero decennio all’ombra della Mole. Per trattenerlo è stata decisiva l’accelerazione dell’amministratore delegato Damien Comolli, che ha voluto anticipare la concorrenza ed evitare lo spettro di un addio a parametro zero, spegnendo le ricche tentazioni provenienti da Premier League, Bundesliga e MLS.

L’idillio con Spalletti e le nuove cifre dell’ingaggio

Da quando Luciano Spalletti ha preso le redini della squadra, il ruolo di McKennie è letteralmente esploso. L’allenatore lo considera il prototipo perfetto del calciatore moderno, capace di adattarsi come terzino, mediano o persino “falso nove”, come dimostrato nella complessa notte europea di Istanbul.

Il meritato prolungamento porterà in dote un importante adeguamento economico: McKennie percepirà un ingaggio vicino ai 4 milioni di euro a stagione, inserendosi nella fascia alta dei salariati bianconeri (pur restando dietro a Yildiz, destinato a toccare i 7 milioni a giugno). Blindando i suoi uomini chiave, la dirigenza regala a mister Spalletti la serenità e le basi solide necessarie per affrontare con la massima concentrazione l’imminente e decisiva battaglia contro il Galatasaray.

Una frase conclusiva – Per vedere la Champions in TV basta abbonarsi a NOW: in questo momento l’abbonamento annuale è in sconto al prezzo di 19,99€ al mese. In alternativa, si può optare per quello mensile a 29,99€ al mese.

Napoli, De Laurentiis furioso dopo gli errori di Chiffi con l’Atalanta! Telefonata a Gravina, ha contestato questi episodi a sfavore. La ricostruzione di quanto successo

Napoli, De Laurentiis furioso ha telefonato al presidente FIGC Gravina dopo gli errori commessi da Chiffi contro l’Atalanta.

Il day-after di Atalanta-Napoli, match andato in scena alla New Balance Arena, si trasforma nell’ennesimo capitolo di una stagione calcistica segnata da feroci polemiche arbitrali. Il club partenopeo ritiene di aver pagato a carissimo prezzo le discusse decisioni di Daniele Chiffi, finite immediatamente nell’occhio del ciclone. Lo riporta il Corriere dello Sport.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il caso Gutierrez e lo scontro negli spogliatoi

L’episodio chiave si materializza al primo minuto della ripresa. Chiffi decide di annullare la rete dello 0-2 siglata da Miguel Gutierrez ravvisando un presunto fallo in attacco durante la costruzione dell’azione. Il contatto incriminato è un normale duello fisico tra Rasmus Hojlund e Isak Hien.

Un fischio giudicato “inesistente” dalla dirigenza campana, aggravato dal mancato intervento di Gianluca Aureliano al VAR. La reazione del Napoli è stata durissima. Giovanni Manna ha definito la decisione “imbarazzante e incommentabile” in diretta televisiva. Dietro le quinte, il clima è stato altrettanto rovente: Antonio Conte ha chiesto spiegazioni dirette a Chiffi negli spogliatoi trincerandosi poi nel silenzio stampa, mentre Aurelio De Laurentiis ha contattato telefonicamente i vertici della Federcalcio.

Un dossier ricco di precedenti: Hojlund nel mirino

La dirigenza del Napoli ha colto l’occasione per riaprire un vero e proprio “dossier” sui torti subiti di recente, evidenziando una preoccupante mancanza di tutela, in particolare nei confronti del proprio centravanti. Manna ha ricordato diversi episodi chiave:

  • Juventus-Napoli: Rigore negato a Hojlund per un netto fallo di Gleison Bremer.
  • Napoli-Verona: Penalty concesso agli scaligeri per tocco di mano di Alessandro Buongiorno, viziato però da un evidente fallo in salto subìto dall’azzurro.
  • Milan-Napoli: Rigore non visto per fallo di Fikayo Tomori su Scott McTominay. L’arbitro in quell’occasione? Ancora Daniele Chiffi (che vanta tre sconfitte su tre incroci stagionali con i campani).

Un quadro che accende ulteriormente i riflettori sull’urgenza di rivedere i protocolli VAR, in una fase della stagione dove in palio ci sono preziosissimi punti e introiti per la corsa all’Europa.

Udinese, Runjaic nel post gara: «Davis ci manca molto, puntiamo a recuperarlo per la partita contro la Fiorentina»

Udinese, Runjaic analizza nel post partita della sfida di Serie A contro il Bologna: ecco le sue dichiarazioni a Sky Sport

Bologna Udinese, terminata 1-0 è la sfida della 26esima giornata di Serie A. Ecco nel post gara le dichiarazioni del tecnico dei bianconeri, Kosta Runjaic a Sky Sport:

PAROLE «Non mi posso lamentare della prestazione della squadra, abbiamo lottato al massimo fino alla fine ma non siamo riusciti a portare a casa il risultato. Davis ci manca molto, puntiamo a recuperarlo per la partita contro la Fiorentina».

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«Anche Zaniolo non è stato al meglio nelle scorse settimane per un problema al ginocchio e si è sottoposto ad un’operazione per la pulizia meniscale al ginocchio destro. Non mi aspettavo della ricaduta dell’infortunio di Solet e sono stato costretto a sostituirlo nei minuti iniziali».

Bologna, Italiano nel post partita: «Dovevamo cercare di bloccare questa emorragia in casa, contro l’Udinese non è mai semplice»

Bologna, Italiano analizza nel post partita della sfida di Serie A contro l’Udinese: ecco le sue dichiarazioni a Sky Sport

Bologna Udinese, terminata ———è la la sfida della 26esima giornata di Serie A. Ecco nel post gara le dichiarazioni del tecnico dei rossoblù, Vincenzo Italiano a Sky Sport:

PAROLE «Oggi dovevamo cercare di bloccare questa emorragia in casa, in qualche modo dovevamo vincere, contro l’Udinese non è mai semplice. Alla fine ci siamo riusciti, diamo continuità. Contento anche per il gol di Fede, avevo chiesto ai ragazzi davanti con più qualità di incidere».

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CASTRO «Si è orientato bene nel primo tempo. Nel momento in cui si riesce a girare può fare bene. Sta bene in questo momento».

ZANIOLO «Ha delle qualità impressionanti, alle volte non deve dare retta a nessuno, è fortissimo. Mi ha detto “sono 9 anni che mi massacrano” e io gli ho detto “a me 12, ti batto” Credo abbia qualità immense, gli infortuni lo hanno rallentato ma ora direi che stia bene. è un ragazzo importante anche per la nazionale».

Calciomercato: tutti vogliono Palestra! Concorrenza fitta per l’esterno del Cagliari: le ultimissime novità

Calciomercato, assalto a Palestra: l’esterno del Cagliari scatena la corsa tra i big di Serie A. Ecco le ultime novità

La Juventus ha acceso i riflettori su uno dei talenti più interessanti del panorama italiano: Marco Palestra, esterno destro classe 2005 di proprietà dell’Atalanta e protagonista di una stagione brillante con il Cagliari. Le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione dei principali club di Serie A, spingendo i bianconeri a muoversi con largo anticipo.

Secondo quanto riportato da Nicolò Schira sul suo canale YouTube, il futuro del giocatore verrà definito soltanto nella prossima sessione estiva. La valutazione attuale si aggira sui 40 milioni di euro, ma il prezzo potrebbe lievitare fino a quota 50 in caso di un Mondiale da protagonista con l’Italia, scenario che rischierebbe di favorire le offerte provenienti dalla Premier League. Una situazione che ricorda da vicino il caso Kulusevski, esploso in prestito prima di essere acquistato dalla Juve senza aver mai trovato spazio a Bergamo.

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Oltre ai bianconeri, anche Inter e Napoli seguono con attenzione il laterale, pronti a inserirsi nella corsa. La Juventus, però, punta a chiudere prima che l’asta internazionale diventi proibitiva. Luciano Spalletti accoglierebbe volentieri un profilo con queste caratteristiche, e la sensazione è che i contatti tra le parti siano già entrati in una fase molto calda in vista dell’estate.

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