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Prandelli: «La mia vittoria più bella? Forse quella contro la Juve»
L’emozione per la vittoria in casa della Juventus sono ancora vive nella memoria del tecnico della Fiorentina Cesare Prandelli
Il tecnico della Fiorentina Cesare Prandelli ha rilasciato un’intervista a Sportweek in cui ha parlato delle sue emozioni al momento del ritorno a Firenze. Le sue parole
VITTORIA PIU’ BELLA – «Potrei dire quella con la Juve adesso, o l’altra, sempre a Torino, siglata da Osvaldo in rovesciata, ma la partita che mi ha segnato di più come persona è stata quella che abbiamo dedicato a Stefano Borgonovo, ai tempi malato e poi morto di Sla. Dopo, tutti sono saliti sul carro, ma all’inizio la volevamo in pochi, quella partita; su tutti, io e Carlo Pallavicino, il procuratore di Stefano. Andavamo spesso a trovarlo e lui, muovendo soltanto gli occhi, ci raccontava la sua vita. Con quella partita dimostrammo che il calcio può andare oltre se stesso ,per esempio sensibilizzando sulla necessità di fare ricerca su certe malattie».
RITORNO A FIRENZE – «La città resta meravigliosa, ricca d’arte, invidiata perché è ancora a misura d’uomo nonostante le dimensioni. I problemi vengono risolti con l’ingegno, la fantasia. La zona di Oltrarno è frequentata non più solo dai turisti: ai fiorentini piace uscire, stare insieme. E quindi forse più di altri soffrono le restrizioni attuali».
DAI DELLA VALLE A COMMISSO – «Coi Della Valle sono stato benissimo per quattro anni e mezzo, poi decisero di cambiare e ci siamo lasciati, ma come si fa tra persone per bene. La nuova proprietà considera la Fiorentina una famiglia e questo mi piace. Rappresenta un valore, non un limite. Commisso vuole bene alla squadra e tratta i giocatori come figli: mi ricorda la famiglia Bortolotti all’Atalanta. Lui e Joe Barone hanno portato alla Fiorentina la cultura americana mantenendo i valori italiani».