Fuochi Preziosi: «Ho perso 200 milioni, ma non mollo»

Fuochi Preziosi: «Ho perso 200 milioni, ma non mollo»
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Il presidente del Genoa Preziosi ha parlato dello scontro con i tifosi, della sua lunga esperienza e di tanto altro

A tutto Enrico Preziosi! Il numero uno del Genoa ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, raccontando aneddoti e retroscena della sua lunga esperienza alla guida del club rossoblù e non solo. Il numero uno rossoblù ha parlato degli striscioni contro di lui e sua figlia: «Paola l’ha visto quello striscione. Sta nel calcio, suo marito Miguel Veloso gioca nel Genoa. In famiglia ci siamo vietati di parlarne. Sarebbe stato raddoppiare la ferita. Questa volta i beceri hanno superato il confine. Ma io sono un combattivo e non mi lascio umiliare. Azioni legali? Si tratta di circa cinquecento elementi, tutti schedati, con cui non vogliamo avere niente a che fare. Ho denunciato tutto verbalmente al capo della Digos. Qualche azione legale la faccio con certi post allucinanti che devi stoppare». Il presidente spiega le sue ragioni: «I beceri dicono che io porto via i soldi. Ci ho perso almeno 200 milioni nel calcio. Lo sanno tutti, tranne i nostri tifosi. Spendi 70 ogni anno e te ne arrivano 45, se va bene. Puoi ripianare solo con le plusvalenze. Anche alla Samp vendono tutti ma non con loro c’è più tolleranza». Preziosi torna sui problemi con l’illecito sportivo: «Ho fatto una stupidaggine, ma te lo giuro sui miei figli, non so cosa vuol dire combinare una partita. Non saprei nemmeno da dove cominciare. In quel processo sono stati assolti tutti, tranne me. Serviva un capo espiatorio. Ho un libro in cui racconto tutto, “I giochi della vita”, ma mi hanno impedito di pubblicarlo. Farlo nella sintesi di un’intervista sarebbe considerata come la strenua difesa di un pazzo».

Preziosi, che ha lanciato frecciate a Ballardiniè basico, non mi ha mai convinto»), a Gasperiniun grande allenatore ma caratterialmente ha le sue fragilità»), a Ferrerolo saluto ma non ci uscirei a cena») non esclude una cessione del Genoa e racconta il suo lato più nascosto: «La mia natura m’impedisce di lasciare le cose a metà. Se arrivasse l’acquirente giusto, non un avventuriero, perché no? Io più di così non riesco a fare e perché impedire ai tifosi di sognare. Cosa non sanno i tifosi di me? Che ogni partita del Genoa per me è un dramma. Che vado fuori casa a vederle, molto spesso da solo, per questo masochismo di tormentarmi meglio. Non voglio condividere la mia ansia con nessuno. Non voglio voci, commenti, attorno a me. Non sanno che sono un uomo molto emotivo, anche se nella difficoltà grave divento molto freddo». Chiosa con due retroscena («Cassano voleva venire, Juric non gli ha voluto parlare»): «Per chi tifavo da bambino? Per il Napoli. Ho cercato anche di prenderlo quando c’era Naldi, ma non ce l’ho fatta. De Laurentiis sta facendo cose egregie. Anche lui non proprio amato dalla sua tifoseria».