Roma, le grandi trattative dell’era americana: Erik Lamela

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Roma, le grandi trattative dell’era americana: Erik Lamela. Dall’arrivo nel 2011 alla partenza del 2013, storia di un talento argentino

6 agosto 2011. Prima estate targata americana per la Roma, inizialmente sotto la guida di Thomas Di Benedetto. Alla direzione sportiva c’è un vecchio volpone come Walter Sabatini, il cui terreno fertile è certamente il Sudamerica. Ed è proprio da lì che pesca un ragazzotto di belle speranze dal River Plate, chiamato Erik Lamela. Un cognome che, sicuramente, qualche filo di ironia può trasudarlo.

12 milioni più bonus la cifra sborsata dai giallorossi per strappare alla concorrenza il classe ’92. Qualche logico mese di ambientamento, poi il primo squillo. Il 23 ottobre del 2011, giorno che si ricorda per la tragica scomparsa di Marco Simoncelli, segna la rete decisiva contro il Palermo col marchio di fabbrica: il sinistro a giro. Applausi a scena aperte, per quella che era la prima fioritura di un talento straordinario.

La consacrazione avviene l’anno dopo, sotto la guida di Zeman. In quella stagione inizia a segnare a raffica e in tutti i modi: sinistro, destro, anche di testa. Se per la Roma il campionato non ha niente da dire, lui riesce invece a farsi conoscere al pianeta: 15 reti in stagione e record assoluto. In estate, gli occhi, non possono che essere su di lui.

Ad agosto del 2013 il Tottenham bussa alla porta di Sabatini. L’offerta è irrinunciabile e così, dopo la panchina nella prima stagionale di Rudi Garcia a Livorno, l’argentino si imbarca in direzione Inghilterra. 30 milioni più bonus la cifra che entra nelle casse giallorossa e che, di fatto, fa concludere la breve ma intensa storia. Con Garcia, protagonista nel suo 4-3-3, che sarebbe stato? Non ci è dato saperlo.