Dalla Roma di Totti alla Roma di tutti: il metodo Di Francesco

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Eusebio Di Francesco ha riportato la Roma in alto anche grazie al suo turnover. Domenica la sfida con il Genoa per allungare il record, a 6 mesi dall’addio di Totti

L’ultima volta che Roma e Genoa si sono incontrate era il 28 maggio, data che passerà alla storia per l’ultima partita di Francesco Totti. Un’altalena di emozioni iniziata con il gol del millennial Pellegri che gela i 60mila dell’Olimpico, il sorpasso giallorosso firmato Dzeko-De Rossi, il pareggio di Lazovic e l’estasi di Perotti al 90′ che fissa il risultato sul 3-2. Il tutto culminato con il commovente addio del Capitano. A distanza di 6 mesi, la Roma di Totti è diventata la Roma di tutti. Non c’è più il parafulmine con il numero 10 ma la leadership è stata suddivisa equamente tra De Rossi, Nainggolan, Fazio, Kolarov, Dzeko. Tutti capitani guidati da un unico comandante: Eusebio Di Francesco.

La vittoria nel derby ha certificato la Roma come quarta forza del campionato (in attesa di recuperare il match con la Sampdoria), a ridosso della vetta. La trasferta di Marassi diventa allora crocevia per sancire le vere ambizioni della truppa giallorossa. Di fronte ci sarà un Genoa rigenerato dalla cura Ballardini, vittorioso nell’ultima trasferta di Crotone e che proverà ad interrompere la striscia di vittorie esterne inanellata dalla Roma. Un record, iniziato la scorsa stagione da Spalletti e proseguito con Di Francesco, di 12 vittorie consecutive in trasferta.

Contro il Genoa, Di Francesco andrà a caccia della tredicesima perla e lo farà senza rinunciare al turnover. La sfida ai rossoblu arriva al culmine di una settimana sfibrante, mercoledì infatti i giallorossi volano a Madrid a giocarsi la qualificazione (e forse il primato nel girone) in casa dell’Atletico. È ipotizzabile dunque che il mister tenga fede al suo credo fatto di rotazioni costanti per avere una squadra sempre al top della forma. Di Francesco, da quando è iniziato il campionato, non ha mai schierato due volte di fila la stessa formazione ma piuttosto ha puntato su un turnover misto.

Tolto Alisson, i perni attorno a cui ruota la rosa della Roma sono tre, uno per reparto. Dzeko con i suoi 1111 minuti è il giocatore di movimento più presente, seguito da Kolarov (1020) e Nainggolan (918). Gli altri minuti suddivisi, più o meno, equamente tra gli altri elementi della rosa. Una formula che ha coinvolto tutti recuperando elementi finiti ai margini del progetto tecnico, vedi il caso Gerson. Il metodo Di Francesco ha portato la Roma in alto scacciando via lo scetticismo iniziale. L’aria rarefatta della vetta rischia di far girare la testa, specialmente in un ambiente come Roma, per questo l’unica cura è continuare a vincere.