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Serie A, la griglia: ecco la seconda metà

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Calciomercato terminato, dopo aver analizzato le prime dieci forze ecco la restante parte della griglia di Serie A!

Alle spalle una sessione estiva di calciomercato oltremodo movimentata e foriera di sorprese, abbiamo già analizzato la griglia di partenza della prossima – o meglio già iniziata – edizione della Serie A: gli equilibri tra le prime dieci forze del torneo ai raggi X, ecco ora una panoramica delle restanti squadre e del loro operato.

11 – LAZIO: Ovviamente una provocazione, la Lazio appartiene alla prima metà del campionato: si è però scelto di procedere in questo modo perché non ci è più chiaro il tenore che la proprietà ha scelto di assegnare ad una squadra che è parte integrante della storia del calcio italiano. Ceduto Candreva – il calciatore più forte dell’organico biancoceleste – non è arrivato un sostituto, la grana Keita complica ulteriormente i piani di Inzaghi e mortifica le ambizioni. Bene il neo arrivo Bastos nella sfida con la Juventus, la sensazione forte è che lì dietro dipenda tutto dalle condizioni di De Vrij. Il solito centrocampo: affidabile e non esaltante, giocherà una parte rilevante l’aspetto motivazionale.

12 – BOLOGNA: Diawara non voleva restare e non è restato: con Rossettini due uscite di rilievo, parzialmente compensate dagli approdi dell’interessante classe ’95 Nagy e dall’ex Verona Helander. C’è attesa per la stagione di Krejci: punto forte dello Sparta Praga – che eliminò proprio la Lazio dalla scorsa edizione dell’Europa League – e della Repubblica Ceca, esterno offensivo che può rifornire Destro più di quanto sia accaduto un anno fa.

13 – ATALANTA: Paloschi è un colpo, poche storie. Così come, al contrario, lo è la cessione di De Roon: un calciatore che non aveva minimamente sofferto l’impatto con il campionato italiano, abile a dimostrare sin dalle primissime battute il valore di un repertorio piuttosto completo. Zukanovic è il jolly di una difesa retta da Toloi, da valutare – soprattutto per quanto concerne l’aspetto motivazionale – il ritorno di Grassi dopo sei mesi di nulla in maglia partenopea.

14 – UDINESE: C’è chi legittimamente non sarà d’accordo ma dalle prime battute, seppur senza brillare, De Paul appare un innesto molto interessante: il tempo dirà se riuscirà ad imprimere una traccia sul nostro torneo. A centrocampo rileva l’acquisto di Kums: inseguito anche dal Napoli che ha poi scelto l’eccellente prospetto di Diawara, se lo è assicurato l’Udinese con una buona operazione. Non riuscendo a trattenere Zielinski, ci si sarebbe potuti aspettare la permanenza di Bruno Fernandes. Attesa anche per (come di consueto) i tanti giovani: Lucas Evangelista (classe ’95), Stipe Perica (’95), Adalberto Penaranda (’97).

15 – CHIEVO: I veneti non si sono certamente segnalati come i protagonisti dell’ultima sessione di calciomercato: operazioni minori, in tono minore. Si resta in parte considerevole come si era: con il vantaggio di conoscersi già ed essere ampiamente rodati, con lo svantaggio di non aver neanche provato ad inserire un pizzico di sale.

16 – CAGLIARI: E’ vero che i nuovi innesti parlino praticamente tutti la lingua del parametro zero, ma appaiono operazioni funzionali proprio perché vanno ad aggiungere esperienza lì dove mancava: da Bruno Alves a Borriello passando per Tachtsidis e Padoin, oltre ai 9 milioni complessivamente investiti su Isla e Ionita. Rinfozati insomma tutti i reparti: se mister Rastelli troverà l’amalgama giusto in un tempo ragionevole, le soddisfazioni sono dietro l’angolo.

17 – EMPOLI: Non ci siamo. Un cammino lungimirante – quello dell’asse SarriGiampaolo – sembra essersi almeno parzialmente interrotto. Le prime uscite ufficiali poi confermano questa sensazione. Uscite pesanti quelle di Tonelli e Mario Rui, parzialmente ammortizzate dagli innesti di Bellusci e Pasqual, oltre al ritorno di Barba dalla (negativa) esperienza in prestito allo Stoccarda. Interessante l’arrivo di Josè Mauri, Gilardino ha bisogno di rifornimenti continui: non ha mai inventato i suoi (tantissimi) gol, figurarsi se lo possa fare ora.

18 – PESCARA: Tante cose interessanti: aver innanzitutto confermato mister Oddo, Verre e Benalj è un’ottima base di partenza, come dimostrato proprio all’esordio casalingo con il più quotato Napoli di Sarri. Un primo tempo giocato con coraggio ed intelligenza. Poi i nuovi arrivi: Bizzarri (affidabilità garantita), Gyomber, Cristante, Aquilani, Pepe, Bahebeck dal Psg, Manaj. Tradotto: c’è l’ambizione di fare. Seppur con un budget ridotto. Discrete percentuali di salvezza se si passerà dalla via del bel gioco: trovare gli argomenti per compensare i numeri di Lapadula, ecco l’obiettivo.

19 – PALERMO: A picco se pensiamo al Palermo di qualche anno fa. Oggi, campagna acquisti dopo campagna acquisti, toglie qualcosa al suo tenore di (ex) outsider della Serie A. Fino a risultare a tutti gli effetti una realtà da potenziale retrocessione, o al più salvezza conquistata con i denti. Inutile fare i nomi: l’impressione è quella di una forte assenza di programmazione. E di motivazioni, vedi il vertice della piramide Zamparini, aspetto cruciale nel Palermo dell’ultimo decennio.

20 – CROTONE: Spulciando la rosa non si può affermare che non si sia provato a cambiare qualcosa, ma il livello appare precario: poi è ovvio che le risposte del campo possano profondamente alterare le prime considerazioni, a giochi piuttosto fermi, ma allo stato dei fatti questo organico dovrà rendere al 200% per assicurarsi la permanenza nella massima serie. Positive le operazioni in prestito dal Sassuolo riguardanti Trotta e Falcinelli: l’attacco assume quantomeno un certo peso, la difesa è quella che è.

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