Sindelar, la leggenda che infiammò la Vienna calcistica

Matthias Sindelar è stato un fuoriclasse poco celebrato dal calcio contemporaneo: la sua storia è un esempio

Matthias Sindelar può esser definito in tanti modi: qualcuno ha detto che sia stato il Cristiano Ronaldo dei suoi tempi, qualcun altro l’ha definito un Mozart in pantaloncini da calcio. Vittorio Pozzo disse che era talmente gracile da sembrare fragile per questo sport, ma in campo si trasformava e diventava il padrone della partita. Grazie a lui, l’Austria divenne una nazionale rilevante negli anni ’20 e ’30. Non solo, perché come ricorda “La Gazzetta dello Sport”, Sindelar fu decisivo anche per la conquista della Mitropa Cup, una sorta di Coppa dei Campioni ante litteram per l’Europa Centrale: in finale l’Ambrosiana vinse 2-1 la gara di Vienna, ma perse 3-1 in casa proprio per una tripletta del fuoriclasse austriaco.

EROE NON SOLO SUL CAMPO – Sindelar evoca sempre dei ricordi non solo legati al campo: quando l’Austria venne annessa alla Germania nel ’38, si giocò un’amichevole al Prater. Prima che la Germania fosse riunita sotto un’unica bandiera, l’Austria vinse contro le logiche di potere: 2-0, gol di Sindelar e di Karl Sesta. Matthias disse due volte “no”: alla convocazione per la Germania in vista del Mondiale francese del ’38 e al saluto nazista. Qualche mese più tardi, Sindelar fu ritrovato morto. Motivazione ufficiale? Avvelenamento da monossido di carbonio, ma più volte è stato scritto come quel fatto di cronaca del gennaio ’39 fu in realtà qualcosa di più. Di sicuro c’è che Vienna l’ha omaggiato in lungo e in largo e che la verità – ancora oggi – è troppo sfuggente per esser compresa.