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Torino, Mihajlovic rivide le «strategie comunicazionali»

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Calo di rendimento e ansie da prestazione: Mihajlovic rivede alcune «strategie comunicazionali» per il suo Torino

Che fine ha fatto il vecchio Sinisa Mihajlovic? E’ la domanda da un milione di euro che si pone questa mattina il quotidiano Tuttosport. Il burbero allenatore del Torino ha smesso ultimamente di farsi sentire, ha riposto il bastone e ha preso la carota. L’allenatore serbo ha deciso di rivedere alcune «strategie comunicazionali», quando necessario, gli scatti di nervosismo del i suoi calciatori stavano diventando un po’ troppo numerosi, sia nello spogliatoio che in mezzo al campo. E’ emblematica la gara di Empoli, quando dallo screzio tra Iago e Belotti in poi, sono venute a galla certe diverse tensioni accumulate nel tempo. La crisi di successi, finalmente domenica dalla vittoria contro il Pescara, aveva progressivamente amplificato problematiche anche psicologiche, con un vistoso e inevitabile calo di fiducia. Lo spogliatoio granata è anche tanto giovane, non tutti i calciatori possiedono ancora carisma e personalità per rialzarsi subito da un momento negativo. Perchè sarebbe riduttivo affibiare ad un litigio in campo la causa di tutti i problemi. E così si è un po’ ammorbidito quel Sinisa che in passato aveva attaccato ripetutamente proprio Baselli («Dimostri di avere le palle»), Ljajic («Ha fatto schifo, è meglio non averlo se gioca così») o la «lavatrice» Maxi Lopez. Menzionando anche la strigliata a tante riserve «non all’altezza: in campo sembrava una partita tra scapoli e ammogliati», invece di un match di Coppa Italia. Oppure quella volta che disse: «In allenamento farò venire ai giocatori la testa come un tamburo, così capiranno come si fa a non prendere gol».

ANSIA DA PRESTAZIONE – In questo ultimo periodo Mihajlovic è diventato anche un po’ più diplomatico, per favorire il dialogo e l’unità e la serenità e l’altrui fiducia. Ha provato a cambiare un po’ i toni: «E’ sempre tutta una questione di testa. E io cerco di tirare fuori il massimo dai giocatori», ripeteva domenica sera. Anche Maxi Lopez è stato perdonato e nuovamente convocato: «Ho fatto il calciatore per 20 anni, può essere normale rilassarsi sul 5 a 0», il messaggio rivolto alla squadra dopo il blackout finale contro il Delfino. L’ex tencico del Milan si è occupato di assegnare un peso alle problematiche nei rapporti interni: tra i giocatori, e tra loro e la componente tecnica. Adesso conosce bene lo spogliatoio, ne vuole trarre i massimi benefici.