Torino Parma: De Silvestri ha messo in difficoltà D’Aversa

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Contro il Parma, il Torino ha cercato molto De Silvestri sul secondo palo. In questo modo sono arrivate tante occasioni da rete

Moreno Longo centra il suo primo punto come allenatore del Torino, risultato che però non accontenta né i granata, né il Parma. Perlomeno, si sono visti alcuni passi in avanti per quanto riguarda i padroni di casa rispetto alle enormi difficoltà pre Coronavirus.

Cornelius è sempre isolato

Per quanto si parlasse di 4-4-2 nel pre-gara, in realtà il Toro ha adottato un 3-4-3 piuttosto evidente. Edera, partendo da destra, si stringeva molto vicino a Zaza e Belotti, mentre Berenguer e De Silvestri agivano da quinti a tutta fascia. Il grosso merito dei granata è stato quello di aver limitato notevolmente la rifinitura degli ospiti, che avevano pochi spazi e scarse possibilità di servire i propri giocatori di talento in situazioni pericolose.

Quella di D’Aversa è forse la squadra più diretta e contropiedista della Serie A, ma al Grande Torino sono mancate le occasioni in campo aperto. Il Torino non pressava in avanti, voleva anzi chiudere le linee di passaggio e i rifornimenti per gli attaccanti crociati, con Edera che marcava Scozzarella a uomo per impedire al Parma di trovare il proprio mediano e risalire quindi per vie centrali. Senza riferimenti tra le linee, il Parma esasperava i lanci lunghi (16 tra Bruno Alves e Iacoponi) da dietro per Cornelius, che però portavano a poco. N’Koulou era preciso nell’occuparsi del danese, con la difesa oltretutto ben protetta dal filtro di Meité e Rincon. Di conseguenza, il Parma faticava a servire il proprio tridente.

Il Parma allarga a sinistra su Gagliolo, con Rincon che esce su di lui. Ogni giocatore del Parma è preso da uno del Torino, il terzino può solo lanciare lungo su Cornelius che però è circondato da maglie avversarie. I passaggi alti per il danese hanno portato a poco.

Il gol di Kucka è arrivato in una delle rare azioni manovrate dal Parma nel corso di tutta la partita, in cui Gervinho ha potuto puntare l’avversario. Appena 4 passaggi chiave totali per gli ospiti, che non sono riusciti a rendersi molto pericolosi. Basti pensare che Gervinho e Kulusevski hanno realizzato un solo dribbling a testa: Bremer in particolare se l’è cavata bene contro il talento svedese. Insomma, gli accorgimenti di Longo hanno notevolmente ridotto le soluzioni offensive degli ospiti.

I cambi di gioco per De Silvestri

Con Mazzarri, la fase di possesso del Torino era fisica e diretta. I granata, che rifinivano soprattutto tramite cross, non possedevano un palleggio paziente ed elaborato in grado di disordinare la struttura difensiva avversaria. Si alzava tanto la palla, con numerosi lanci lunghi per le punte e parecchi cambi di campo sulle catene laterali.

Longo non ha ancora cambiato questa indole: anche contro il Parma, il Toro non ha quasi mai trovato l’uomo tra le linee risalendo palla a terra, ha anzi svuotato il centro e utilizzato molto il lancio per le punte, le quali avevano il compito di prevalere fisicamente e far guadagnare metri alla squadra. Questa strategia ha però portato anche a tanti palloni persi e vari lanci nel vuoto.

Situazione tipo di sabato, in cui si vede la profonda lunghezza dei granata. Senza riferimenti centrali, il Toro allarga il gioco a destra su De Silvestri (su cui esce Kurtic). L’ex Sampdoria lancia quindi in avanti alla ricerca delle punte. Da notare la posizione di Scozzarella, che doveva anche impedire i rifornimenti per Belotti e Zaza.

In questo contesto tattico, i quinti del Toro sono spesso chiamati a fare giocate di grande difficoltà. Senza riferimenti tra le linee, i granata in tante circostanze allargano l’azione su di loro, che però sono isolati e circondati da maglie avversarie. Devono quindi forzare il dribbling per dare vantaggio alla squadra e creare superiorità numerica. Non a caso, Berenguer e Ansaldi sono i giocatori granata che più spesso provano a saltare l’uomo (mentre De Silvestri opta più per il passaggio lungo).

Anche in questo caso, Bremer allarga su un Berenguer che è completamente isolato, in inferiorità numerica contro Darmian e Kulusevski.

Nel match di sabato, c’è però stato un mismatch ben individuato da Longo e che, con un po’ più di lucidità sottoporta, poteva portare alla vittoria granata. Kurtic  non rientrava tempestivamente in fase di non possesso a sinistra, di conseguenza De Silvestri sul lato debole aveva tanto campo.

L’esterno dei granata, con Gagliolo preoccupato da Zaza, era quasi sempre libero di staccare sul secondo palo. Accompagnava bene l’azione offensiva con continue cavalcate, era sempre sulla stessa linea delle punte. Per rifinire, il Torino ha quindi sfruttato tanto i cambi di campo da sinistra verso destra, che hanno portato a tante occasioni. Basti pensare allo stacco aereo di De Silvestri nel primo tempo, o all’azione del rigore. Berenguer ha confezionato tanti cambi di gioco precisi da sinistra verso destra (6 cross riusciti per lo spagnolo), con l’ex Sampdoria sempre posizionato bene per arrivare sul pallone.

torino parma de silvestri

L’azione del rigore: anche qui cross di Berenguer sul secondo palo per De Silvestri che attacca bene lo spazio. Da notare la posizione di Zaza, che attira su di sé Gagliolo (e libera quindi lo spazio per il compagno).

Come si nota anche nella slide sopra, per tutta la gara abbiamo visto Belotti defilarsi spesso a sinistra. In parte avveniva per ricevere palle giocabili, in parte per supportare Berenguer e consentirgli così di puntare l’avversario in parità numerica. A volte, era lo stesso Gallo che riceveva a sinistra ed effettuava cross sul secondo palo per De Silvestri: come quello nel finale di partita, su cui Gagliolo si è immolato.

Insomma, nonostante la poca fluidità della manovra granata, le soluzioni ben preparate da Longo potevano portare a una vittoria che sarebbe stata nel complesso meritata. L’imprecisione in zona gol e il rigore sbagliato da Belotti hanno però fatto, in negativo, la differenza.