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Tottenham Liverpool: Klopp domina, ecco perché Mou deve cambiare rotta – ANALISI TATTICA

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Tottenham Liverpool ha acuito pesantemente la crisi della formazione di Mourinho, non più solida e cinica come nel finale di 2020

Un mese, nel calcio, è un lasso di tempo in cui tutto si può ribaltare: Tottenham Liverpool di giovedì sera è un buon esempio: Mourinho e Klopp si erano infatti affrontati a metà dicembre, in un periodo in cui erano rispettivamente seconda e prima forza della Premier League. Nella partita di Londra, molto è invece cambiato: i Reds si trovavano forse nel peggior momento con Klopp in panchina, con addirittura 0 gol segnati nelle ultime 3 partite. Gli Spurs, invece, avevano perso tanti punti per strada a causa di molteplici passi falsi. Pur senza incantare, il Liverpool esce da questo match con una vittoria cruciale in termini di classifica. Questa partita ha simboleggiato molto bene i problemi attuali degli Spurs.

Come avevamo scritto, il Tottenham che solo qualche mese fa vinceva in continuazione era una squadra molto “mourinhana”: si difendeva con un blocco bassissimo (a tratti quasi una linea a 6), non vergognandosi di lasciare il pallino del gioco agli avversari e di aspettare i rivali nei pressi della porta di Lloris. Era una squadra che chiudeva le gare con una percentuale bassissima di possesso palla, che sceglieva di attaccare solo tramite transizioni larghe (sfruttando il grande stato di forma di Kane e Son). In quelle gare, tra l’altro, il Tottenham aveva il merito di segnare quasi in avvio, mettendo la gara su binari favorevoli. Un conto, però, è azzeccare la singola gara, un altro discorso è invece riuscire ad essere efficaci nel lungo periodo.

Nel calcio di oggi, in cui tendenzialmente le squadre sono molto più propositive e abituate a un calcio di possesso e di riaggressione istantanea, non è semplice adottare con costanza uno stile così rinunciatario e peculiare. E’ infatti impegnativo scegliere di difendersi così in basso per ripetute fasi del del match, bisogna mantenere una concentrazione e un’abnegazione altissima fino alla fine. Proprio ciò che il Tottenham non riesce più ad avere, come dimostra il match contro il Liverpool. A inizio gara, i Reds non sempre hanno difeso bene la profondità, con Son che ha avuto più occasioni in campo aperto: il Tottenham non è però stato abbastanza cinico nel segnare, con il coreano che si è visto oltretutto annullare un gol per un fuorigioco millimetrico di Kane.

Inoltre, nelle prolungate fasi in cui si sono difesi bassi con un 5-3-2/5-4-1, gli Spurs sono stati tutt’altro che solidi: nonostante il palleggio del Liverpool non fosse particolarmente rapido e intenso, il Tottenham ha difeso malissimo la profondità, con le linee che si sono fatte bucare in continuazione.

Gli ospiti sono riusciti a mettere l’uomo solo davanti al portiere con semplici lanci dalla trequarti, in situazioni dove gli Spurs si sono fatti perforare con facilità. Nello specifico, il Liverpool ha banchettato nella zona tra Aurier e Rodon, servendo bene Mané in quello spazio. Così sono arrivati il gol di Firmino e molteplici altre occasioni: i Reds non si sono dovuti neanche impegnare particolarmente per manomettere la struttura difensiva rivale.

Il gol di Mané. Il lancio di Henderson buca la struttura rivale, con gli Spurs che proteggono male la profondità.

Lo stesso gol di Mané è arrivato su un’azione in cui il Tottenham si è rivelato oltremodo fragile: su un lancio da destra di Alexander-Arnold, Mané ha potuto calciare nonostante fosse in inferiorità numerica. Dier ha clamorosamente mancato l’intervento, consentendo al senegalese di calciare a rete.

Insomma, qualche settimana fa sembrava che l’approccio tattico del Tottenham fosse in grado di imporre il proprio contesto contro chiunque. Oggi invece ritroviamo una squadra non a proprio agio quando deve fare la partita contro le piccole, e che oltretutto è meno solida dietro quando sceglie di difendersi in basso contro le big. Mourinho deve cambiare la rotta.

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