La lettera di Hamsik al Napoli: «Qui il calcio è religione, mi sento napoletano»

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© foto Valentina Martini

Il capitano del club azzurro ha ringraziato la città e i tifosi ma non solo. Ecco la bellissima lettera di Hamsik

Parole d’amore e d’affetto e non poteva essere altrimenti quelle di Marek Hamsik alla sua Napoli. Il centrocampista slovacco, in azzurro da ormai 10 anni, è un napoletano adottato e spera di regalare un grande sogno al popolo partenopeo, lo Scudetto. Marekiaro ha scritto una lettera ai tifosi affidata al portare “The Players Tribune“. Parole d’amore per i ‘3 milioni di allenatori del Napoli’ che hanno la passione nel sangue per il Napoli: «A Napoli, il calcio è come una religione e lo Stadio San Paolo è la sua chiesa. Il Napoli è l’unica società calcistica della zona e i napoletani se ne sentono parte – perché lo sono. Il calcio è ciò a cui pensano quando si svegliano, quello di cui parlano tutto il giorno, è quello che sognano di notte. Spesso si ha l’impressione che il calcio sia l’unica cosa che conta. Io ci sono abituato».

Quella passione che ora scorre anche nel sangue di Marekiaro sin da bambino, quando iniziò a giocare da ‘numero 10’: «Ho amato il ruolo del numero 10 da subito, ero innamorato del Brasile del 1994. Mi permetteva di essere creative e potevo vedere l’intero campo. Poi sono arrivato in Italia. Il mio primo giorno a Napoli cominciò insieme ad Ezequiel Lavezzi. I funzionari della squadra ci portarono a vedere lo stadio e ci presentarono alla stampa. Dalle prime ore avevo capito che lo Stadio San Paolo era diverso da qualsiasi altro posto del mio passato e futuro. Quando cominciai la ricerca della prima casa in città mi sono accorto che tutte le persone che incontravo conoscevano il mio nome e la mia storia. Tifoso napoletano è ridondante. Se sei di Napoli sei un tifoso napoletano». Poi Marek racconta la vittoria della Coppa Italia nel 2012, a 25 anni dall’ultimo trofeo: «Quando vinci a Napoli, è la vittoria più bella del mondo perché’ non sono solo i giocatori a vincere, ma è la città e la sua gente che vince. E’ questo che la rende speciale. A Napoli mi sento parte di una comunità, di una famiglia che ha un posto speciale nel mio cuore. Nella vita ho bisogno non solo di uno stipendio e di trofei, ho anche bisogno di sentire profondamente nella mia anima. Napoli mi ha dato questo ed io le sarò grato in eterno».

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