Simone Inzaghi: «Simeone – Inter? Dura, lì è un re»

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© foto www.imagephotoagency.it

Lazio, intervista a Simone Inzaghi: il tecnico biancoceleste parla dei suoi inizi dal basso, fino ad oggi. Un giudizio anche sugli ex compagni ed amici Simeone e Mihajlovic. Sul fratello Filippo: «Lo sento sempre»

La sua Lazio vola e va bene così. Simone Inzaghi, dopo mesi travagliati, si è riscoperto allenatore di talento: giovane ed intelligente, come piacciono oggi. Il suo nome è solo l’ultimo venuto fuori da una schiera di ex laziali (calciatori) e amici che poi hanno avuto successo: da Roberto Mancini, passando per Sinisa Mihajlovic e Diego Pablo Simeone. Proprio con quest’ultimo Inzaghi sembrerebbe avere il rapporto migliore ancora oggi e, nel corso di una intervista a La Stampa, svela: «Sono stato a casa sua quando l’Atletico Madrid ha giocato contro il PSV Eindhoven in Champions League (a settembre, ndr): là a Madrid lo amano e lo trattano come un re, sarà dura per lui andare via». Difficile oggi parlare di Inter, dunque. Parlando invece di Mihajlovic: «Sinisa – Torino mi sembra un binomio perfetto: i granata giocano bene, faranno una bellissima stagione e magari saremo rivali per un posto in Europa». Inzaghi spiega che la sua forza è quella di essere partito dal basso: da allenare i giovani, facendo gavetta, in un club di cui conosce dopo anni ormai tutto. LAZIO, INZAGHI: «SENTO SEMPRE FILIPPO» – Simone sente spesso il fratello Filippo, ripartito da Venezia dopo la difficile esperienza al Milan: «Con Pippo ci sentiamo ogni giorno perché è forte il legame tra lui e i miei figli: lo zio vuole sapere tutto». Per lui potevano esserci offerte in Serie A o Serie B, ma alla fine a convincerlo è stato il progetto veneto, spiega Simone. Come suo modello, a sorpresa, cita Beppe Materazzi (padre di Marco), suo allenatore ai tempi del Piacenza, che attualmente allena proprio la Lazio, ma la squadra femminile. Guardando la situazione Inter e parlando di allenatori spesso nel tritacarne, Inzaghi non dà giudizi, ma predica pazienza. Un giudizio invece, da ex bomber, ad Andrea Belotti: «Lui mi ricorda un po’ Christian Vieri, anche se Bobo era più forte fisicamente…».

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