Pecchia e una salvezza da raggiungere: «Abbiamo bisogno di tutti»

simone ganz hellas verona
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Gli arrivi di Cassano e Cerci non illudono Fabio Pecchia in vista del ritorno in Serie A: «Per mantenere la categoria servirà l’apporto di tutti»

Una salvezza da raggiungere, un profilo da confermare a un più alto livello, ma soprattutto due acquisti super-nostalgici come Antonio Cassano e Alessio Cerci. Questo è l’Hellas Verona, che cercherà di mantenere la categoria anche grazie alla guida di Fabio Pecchia, l’uomo che ha riportato i gialloblu in Serie A. E Pecchia non ha dubbi sui due acquisti a sensazione dell’Hellas: «Ho sposato con entusiasmo l’idea della società. La presenza di Antonio è per me un grande stimolo. Cassano è un formidabile talento. Uno dei pochi che ci sono rimasti. Anzi, sa cosa le dico? Guardo alla carriera di Cassano con un pizzico di dispiacere. Poteva vincere molto di più». Cassano ha chiesto fiducia e positività al gruppo, con la speranza di far crescere i giovani, ma il primo impatto del 99 con l’Hellas è stato…: «…più che positivo. Con la società abbiamo imboccato questa strada dopo un’attenta riflessione. Volevamo essere sicuri di portare nel gruppo giocatori con le giuste motivazioni. La prima risposta di Cassano e di Cerci è stata esattamente quella che aspettavamo. Si sono messi con entusiasmo a disposizione del gruppo».

CERCI E OBIETTIVI – Non solo Cassano, ma anche il ritorno di Cerci in Italia è potenzialmente un bel colpo, di cui Pecchia si conferma soddisfatto ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”: «Come Cassano ha voluto un contratto annuale. Una scelta che è un segnale chiaro. Stiamo parlando di due che hanno voglia di rivincite. Che vogliono dimostrare che hanno ancora molto da dare. Cerci ha avuto qualche problemino fisico e da lui non mi aspetto niente di strano. Deve solo fare il Cerci». Il c.t. Ventura è l’unico allenatore che ha tirato fuori il meglio da Cerci, gli chiederà un consiglio? «Ogni consiglio è prezioso. Io cercherò di aiutare Cerci su tutti i fronti. Nella mia esperienza al Real ho imparato che prima viene l’uomo e poi il calciatore. E quando parliamo del modello Real parliamo del top». Con l’arrivo di Cassano e Cerci tradirà il suo classico 4-3-3? «Il 4­-3-­3 è l’idea di partenza, ma con le mie squadre ho anche utilizzato il 4-­2-­3-­1. Vedremo. Non è una questione di numeri ma di progetto tattico. Il mio Verona ha sempre scelto di giocare a calcio, di essere propositivo. Non stravolgerò questa idea per l’arrivo di due figure importanti. In questo momento più che parlare di schemi devo spiegare a Cassano e Cerci il mondo Hellas. La passione che anima i tifosi gialloblù». Qual è l’errore da non commettere dopo questo doppio colpo di mercato? «Pensare che il Verona sia già salvo. Noi dobbiamo continuare a ragionare da squadra. Come abbiamo fatto dal giorno del mio arrivo. Cassano e Cerci non sono i Salvatori della Patria. Per evitare la retrocessione avremo bisogno di tutti».

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