Ajeti e Benassi: «Lavorato in settimana per risolvere i cali mentali»

Le parole dei due giocatori granata in conferenza stampa di presentazione del match tra Empoli e Torino. Il difensore svizzero-albanese vorrebbe giocare di più, il centrocampista parla del suo rapporto con Baselli e della situazione del Torino

Il Torino dovrà riprendere la sua marcia contro l’Empoli in trasferta. Al Castellani si prospetta una partita non facilissima per la compagine di Mister Mihajlovic, la squadra di Martusciello infatti davanti ai suoi tifosi vuole rifarsi della pesante sconfitta maturata contro il Crotone. A parlare in conferenza stampa oltre a Mister Mihajlovic, alla vigilia del match in programma per le 15:00, ci sono Arlind Ajeti, difensore granata e Marco Benassi. Inizia il difensore svizzero naturalizzato albanese: «Fino ad oggi non ho giocato molto, so che devo continuare ad allenarmi bene per trovare spazio. Io ho sempre cercato di fare tutto quello che il mister mi diceva ma è lui che decide e io devo accettare le sue decisioni. Mi aspettavo di giocare di più lo ammetto, ma tutti i giocatori vogliono farlo. Purtroppo mi sono infortunato in ritiro e questo mi ha danneggiato, ma mi sto allenando bene».

BENASSI E LA SITUAZIONE DELLA SQUADRA – Prende la parola Marco Benassi che sottolinea la situazione in casa granata: «Baselli sta facendo il suo buon campionato, anche a livello di numeri sta facendo bene. Ha fatto 4 gol e diversi assist. Anche dal punto di vista della grinta ha fatto dei grandi passi avanti rispetto a inizio campionato. Io non credo che non stia facendo bene. È tutta la settimana che stiamo lavorando per cercare di risolvere i problemi dei cali mentali che abbiamo avuto nell’ultimo periodo. Cambieremo anche qualcosa dal punto di vista tattico. Questo è il terzo anno che sono qua e sono d’accordo con quello che dice il Presidente Cairo: questa è la miglior squadra da quando sono arrivato. I nuovi arrivati? Sia Lukic che Gustafson hanno fatto grandi miglioramenti, sono anche rimasto stupito da loro. Pur essendo stranieri si sono ambientati subito bene, io, pur essendo italiano, ci ho messo un annetto ad ambientarmi qua a Torino».