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Arbitri contro il VAR: è polemica

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Una delle rivoluzioni più significative avvenute durante l’intera storia del gioco del calcio, è quella legata all’introduzione della tecnologia all’interno del campo.

Fino a pochissimi anni fa, una novità del genere non era neanche immaginabile. Quando è cominciata a circolare l’idea della possibile introduzione della moviola in campo, tutti gli addetti ai lavori all’interno del mondo del calcio si sono dimostrati super entusiasti. Il pensiero comune era quasi utopistico e ingenuamente si è creduto a questa illusione collettiva in cui si pensava che gli errori arbitrali non sarebbero più stati e commessi e, di conseguenza, ogni partita poteva essere arbitrata in modo giusto e obiettivo.

Oggi sappiamo che questo è impossibile e che la componente legata alla valutazione di fattori sottoponibili solo ed esclusivamente al giudizio umano (come, per esempio, l’entità di un contatto, la volontarietà di un tocco di mano, la pericolosità offensiva dell’azione che è stata interrotta) non potrà mai essere gestita in modo uniforme e oggettivo dalla tecnologia. 

Bisogna ammettere però che il VAR si sta rivelando uno strumento molto utile, anche per portali come https://scommesse.commentierecensioni.com/ che, grazie alla maggiore giustizia dettata dal VAR, pronosticano in maniera più precisa e dettagliata i possibili risultati.

VAR e polemiche

Ciò che rende più irascibili gli appassionati di calcio, non sono tanto le decisioni arbitrali giuste o sbagliate, quanto l’assoluta mancanza di uniformità della chiamata del VAR. Spesso si ricorre allo strumento su episodi clamorosi o si sorvola lasciando totale discrezionalità all’arbitro in campo: così ci si capisce ben poco e i dubbi e le perplessità aumentano a dismisura.

Basti pensare all’ultimo Juventus-Inter disputato in campionato. L’arbitro Irrati ha deciso di assegnare un rigore all’Inter basandosi sul monitor, mentre il presunto rigore su Zakaria è stato completamente ignorato e addirittura non si è ricorso all’On Field Review neanche per vedere se il fallo fosse stato commesso all’interno o all’esterno dell’area di rigore (analisi scientifica e oggettiva che avrebbe potuto chiarire molti dubbi). In questo caso, non si contesta la decisione dell’arbitro, ma ci si chiede perché in un caso viene utilizzato il VAR e nell’altro no. Tutto risulta più confuso, disomogeneo e incoerente.

VAR: la soluzione c’è?

Trovare una soluzione alle polemiche scaturite dal VAR risulta impossibile. Ma esiste un modo per attenuare le polemiche?

In sport come il tennis e la pallavolo, è stata inserita la componente tecnologica e le polemiche restano ma in quantità notevolmente minore rispetto a quelle del mondo del calcio. 
Come ci si riesce? La risposta risiede in fattori culturali e abitudinari: da sempre, nel calcio, si è abituati alla tradizione della lamentela nei confronti dell’arbitro, molto più che in altri sport. Un secondo motivo risiede nella responsabilità degli interpreti in campo. Negli sport citati, l’arbitro ha totale discrezione, ma le due squadre hanno una piccola responsabilità: la chiamata della tecnologia. Inserendo questa variante all’interno del mondo del calcio, si potrebbero togliere dubbi sull’irregolare e incoerente visita al monitor. 

Bisognerebbe anche porre dei limiti, altrimenti tutti chiamerebbero l’arbitro a ogni azione, ma per esempio, si potrebbe imporre un massimo di una chiamata a tempo per squadra. In questo caso, l’allenatore si occupa di gestire la chiamata quando lo ritiene più opportuno. Questo tipo di soluzione può essere utilizzata per i fattori non scientifici, dove interviene il giudizio umano. Ad esempio, l’intensità di determinati contatti all’interno dell’area di rigore, rossi diretti, valutazione di contatti a inizio azione. 

Fattori scientifici come il fuorigioco, facilmente riscontrabile con il tracciamento delle linee (la goal line technology) e la determinazione di un contatto fuori o dentro l’area di rigore, dovrebbero essere soluzioni usate sempre all’interno di una gara, poiché non richiedono alcun giudizio umano, ma sono facilmente verificabili in pochi secondi in modo oggettivo.

VAR: futuro e tecnologia

In un futuro molto più prossimo di quel che si pensa, la tecnologia potrebbe fare passi da giganti e continuare a stravolgere il mondo del calcio. Si pensa che presto potremmo avere telecamere e sensori in tutti gli stadi, in grado di ricostruire l’azione in 3D in pochi secondi e consentire di valutare il contatto da 360°. 

La sensazione è che neanche in questo modo, possano attenuarsi le polemiche visto che ci sarebbe sempre un elemento di discrezionalità. Le polemiche e le lamentele cesseranno di esistere quando si annullerà del tutto la figura e il potere decisionale dell’arbitro, ma a quel punto forse non si tratterebbe più di calcio.

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