Bayern Monaco, Heynckes dà il suo benvenuto: «Sono qui grazie al mio cane»

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Nel giorno della presentazione ufficiale, Jupp Heynckes si presenta ai suoi “nuovi” tifosi, dimostrando grandi ambizioni e raccontando anche un curioso aneddoto relativo alla scelta di accettare la panchina del Bayern Monaco

Approdato sulla panchina del Bayern Monaco, dopo l’esonero di Carlo Ancelotti e il breve periodo del subentrato Sagnol, Jupp Heynckes torna a guidare la squadra che ha condotto sul tetto d’Europa nella stagione 2012-2013. È stato lui, infatti, a consegnare alla squadra di Monaco l’ultima coppa “dalle grandi orecchie”, in una finale tutta tedesca, contro il Borussia Dortmund. Forse un po’ per nostalgia ma, soprattutto, per il suo temperamento forte e vincente, la dirigenza si è convinta a richiamarlo e lui ha sposato la causa.

Oggi è stato il giorno della presentazione ufficiale e Heynckes non ha mancato di raccontare un curioso aneddoto circa la scelta di accettare quella gloriosa panchina: «Ero indeciso, poi mia moglie e mia figlia hanno detto che avrei dovuto accettare. E quando anche il cane ha abbaiato due volte, allora non ho più avuto dubbi». I tifosi, dunque, dovranno, soprattutto, ringraziare quel cane che solo il tempo dirà se ha fatto la scelta giusta.

L’obiettivo principale è quello di rilanciare una squadra partita decisamente sottotono in questa stagione: «Voglio costruire una squadra in cui ognuno lavori per gli altri e per un obiettivo comune. Ho già in mente un piano e so come realizzarlo. Sono convinto che la squadra mostrerà una propria identità. Giocatori come Muller non stanno giocando ai loro livelli, questa squadra ha classe e deve mostrarla. […] Riemergeremo, ne sono sicuro».

Infine, una battuta su uno dei talenti arrivati quest’estate e non ancora sbocciati del tutto, il colombiano James Rodriguez: «Lo conosco dai tempi del Bayer Leverkusen. […] Non parla ancora tedesco, qui c’è una mentalità differente. Ma deve sapere che da me avrà sempre l’appoggio necessario. Quando tornerà dalla nazionale gli parlerò. Io amo i calciatori di talento». E chiude con un elogio al suo predecessore, Ancelotti: «Ho ammirato molto il suo lavoro anche al Real Madrid. In questi anni ho visto tanto calcio internazionale e il Real è un grande modello in cui rispecchiarsi».