Connettiti con noi

Hanno Detto

Bianchi ricorda Maradona: «Bisognava dirgli di no per aiutarlo, parlarne mi commuove»

Pubblicato

su

bianchi maradona

L’ex allenatore del Napoli Ottavio Bianchi è stato ospite a Sportitalia, ricordando Diego Maradona ed esprimendo la sua opinione sul calcio italiano

Se c’è una persona che ben ha conosciuto nelle sue molteplici sfaccettature Diego Armando Maradona è stato senza dubbio Ottavio Bianchi, tecnico del primo Scudetto nella storia del Napoli. Queste le parole del mister a Sportitalia

GUARDA LO SPECIALE MARADONA SUL CANALE YOUTUBE CALCIONEWS24

DIEGO – «Maradona senza quella squadra non avrebbe vinto, ma il Napoli senza Maradona allo stesso modo non avrebbe vinto lo Scudetto. C’era una grande società e un gruppo di ragazzi straordinari. A Diego ho voluto bene e parlarne mi commuove. Sapevo com’era fuori dal campo, il più bravo ragazzo che ci fosse. Lui sapeva fare tutto in campo, ma non l’ho mai sentito criticare un compagno quando sbagliava. Si assumeva sempre le responsabilità, un’umiltà propria di tutti i grandi giocatori. Gli altri sono dei chiacchieroni. Gli volevo bene e tentavo di dargli qualche indicazione giusta, ma non c’è stato niente da fare. Quando andavo in Argentina e prendevo informazioni su Diego, tutti mi dicevano che fosse ingovernabile ma non c’è stato nessuno che gli abbia dato una mano. Per aiutarlo bisognava andargli contro e sapergli dire di no, Diego aveva bisogno che qualcuno gli dicesse più volte di no. Ha fatto una fine terribile, per me è un grande rammarico. Lui ha avuto pressioni incredibili, ha saputo sopportare tantissimo»

NAPOLI DI OGGI – «Al Napoli è mancato il rush finale in questi anni, ma lì è difficile vincere. Si vive di grande entusiasmo e grande scoramento, con il coinvolgimento di gente meravigliosa che per la sua squadra farebbe qualsiasi cosa. Però ci vorrebbero più napoletani in squadra»

INTER«Complessivamente è stata più squadra e la società si è molto compattata. Il merito di Antonio Conte è stato quello di far pensare ai giocatori di essere tutti importanti, anche e soprattutto i campioni che entravano dalla panchina. La coesione è ciò che il mister ha saputo trasmettere, è stato bravissimo»

JUVE«Ora stanno tutti addosso a Pirlo ma sapevano perfettamente che non aveva esperienza. Chi lo ha messo lì perché non deve pagarne le conseguenze? La Juve sta giocando male, senza identità e freschezza atletica. Arrivano sempre secondi sulla palla»

ATALANTA«Senza dubbio è la squadra che gioca meglio in Italia, perché ha mentalità aggressiva. Sa fare cinque passi avanti invece che cinque passi indietro. Può vincere o perdere, ha giocatori con caratteristiche diverse ma hanno sempre un filo conduttore»