Più Chiesa, meno Candreva: l’Italia riparta da qui

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La soluzione per il futuro della Nazionale sta in giocatori alla Federico Chiesa: il prossimo ct riparta da elementi così

La sostituzione di Antonio Candreva con Federico Chiesa può, e forse deve, significare un cambio di passo nel calcio italiano, non solo per l’Italia. Candreva viene da un periodo in Nazionale francamente rivedibile, ormai ha più di trenta anni e in azzurro ha azzeccato poche partite di recente. Ha fatto il suo tempo, la rifondazione dell’Italia non può passare né da lui né da altre facce ormai troppo note e che troppo spesso hanno avuto a che fare con sconfitte o delusioni. Marco Parolo, Angelo Ogbonna, Matteo Darmian sono, per l’amor di Dio, tutti bravi giocatori, ma è meglio puntare su altro. Federico Chiesa è il futuro. È giovane e ha voglia di fare bene, è entrato in campo a Wembley quasi spensierato e ha girato da solo la partita. Luigi Di Biagio, Carlo Ancelotti, Roberto Mancini o chi per loro: qualsiasi ct deve ripartire da questo tipo di giocatore.

Il futuro dell’Italia si chiama Federico Chiesa

L’esterno offensivo della Fiorentina ha giocato con il piglio giusto, forse è stato un tantino egoista ma si è preso il rigore decisivo per il pari dell’Italia, che non segnava da cinque mesi. La Nazionale ha bisogno di calciatori di qualità, abili nella conduzione del pallone e imprevedibili in fase offensiva. Necessita di giovani interessanti e che abbiano fame di calcio, non più di trentenni svogliati o senza la minima idea di cosa fare. D’accordo, la rivoluzione non deve partire da un singolo giocatore in Nazionale, ma dal movimento in toto. Il segnale, però, deve arrivare anche dal ct: così come con Conte, servono uomini motivati e in grado di far fare il salto di qualità alla squadra. Federico Chiesa è uno di questi elementi, la speranza è di vederlo giocare così in azzurro per molte altre gare.