Juventus, Chiellini: «Sono preoccupato per Kean, la sua esultanza è stata silenziosa»

Juventus, Chiellini: «Sono preoccupato per Kean, la sua esultanza è stata silenziosa»
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Giorgio Chiellini torna ancora una volta sugli spiacevoli episodi razzisti di Cagliari-Juventus assolvendo nuovamente Moise Kean e raccontando la sua versione dei fatti

La coda polemica di Cagliari-Juventus sembra non finire più: commenti su commenti riguardanti i presunti cori razzisti riservati da una parte del tifo sardo negli confronti di alcuni giocatori bianconeri di colore (Blaise Matuidi e Moise Kean). Un episodio effettivamente grave su cui soltanto nelle ultime ore si inizia a concentrare l’attenzione. Dopo la partita però Giorgio Chiellini, capitano della Juve, aveva subito detto la sua ed oggi, a mente fredda, ai microfoni di Tuttosport torna sui concetti chiave: «Mi dispiace moltissimo e naturalmente condanno in modo netto e totale qualsiasi forma di razzismo. Adesso la mia preoccupazione è che Kean venga preso di mira per quello che non è. Non è un provocatore. Ha fatto solo una cosa: gol. Punto».

«L’esultanza è stata silenziosa, senza fare nulla di particolare – ha aggiunto Chiellini – . Non ha nessuna colpa e per me è un volto positivo del calcio italiano. Ha 19 anni ed è fortissimo, va giudicato per quello che è: un ragazzo positivo che lavora bene, come Nicolò Zaniolo è un volto positivo del calcio italiano, un simbolo della rinascita del nostro movimento. Non doveva succedere quello che è successo, gli insulti e tutto il resto, ma lui è stato bravissimo. Cosa abbiamo capito in campo di quella situazione? Devo essere sincero: poco. Ho dovuto rivedere i filmati per rendermi conto che Kean non ha fatto niente di male, esultando immobile e in silenzio. L’unica cosa che ha sbagliato Kean è la simulazione, perché non è stato un bel gesto». Anche  Matuidi ha reagito male ai cori: «Se anche Matuidi si arrabbia è indicativo. Blaise è un ragazzo d’oro, non perde mai la pazienza e vederlo così furioso mi ha sorpreso. Lui è andato a chiedere all’arbitro di sospendere la partita e di fare gli annunci, come peraltro è accaduto».