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Calcio italiano

Dai giovani al mercato agli arbitraggi: la profonda crisi della Roma di Mourinho

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Mourinho
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La Gazzetta dello Sport analizza la profonda crisi in cui è incappata la Roma di José Mourinho: ecco l’analisi

Dal momento dell’ingaggio, José Mourinho ha fatto sognare i tifosi della Roma. A cinque mesi dall’inizio della stagione, però,
i giallorossi stanno deludendo sia dal punto di vista dei risultati che del gioco. E ora, nonostante gli 83 milioni spesi sul mercato, l’obiettivo 4° posto è già distante 9 punti. Questa l’analisi della Gazzetta dello Sport:

  • MOURINHO – Usufruendo del termometro rappresentato dai social e dalla radio cittadine, dopo il brutto k.o. con l’Inter tanti tifosi della Roma ammettono che – se l’uomo in panchina non si fosse chiamato José Mourinho – difficilmente sarebbe scampato a una contestazione. In attesa del recupero degli infortunati e del ritorno a un modulo più sperimentato (il 4- 2-3-1), la palla viene spedita ai Friedkin per il mercato di gennaio, ma per il momento il mantra è lo stesso: si spende quello che s’incassa dalle cessioni. Per questo, se la critica più benevola guarda con indulgenza il confronto con la scorsa stagione – motivandola col fatto che Mou è al suo 1° anno – basterebbe ricordare come, a questo punto, nel suo primo anno Fonseca aveva 7 punti in più. E così non sorprende che, per trovare 7 ko nelle prime 16 di campionato, bisogna tornare al 2008-2009. Ma il fascino dello Special One è più forte di (quasi) tutto. Non a caso dall’Inghilterra rimbalza un interesse dell’Everton per lui.
  • MERCATO – Il mercato di Tiago Pinto, invece, comincia a essere messo in discussione, soprattutto da chi spera in un ritorno operativo di Totti. Rui Patricio è un buon portiere non esente da errori (vedi derby, Bologna o Inter), ma siamo sicuri che 11,5 milioni per un 33enne siano stati un affare? Viña a 24 anni è un terzino d’attacco (e Spinazzola andava sostituito) di buone prospettive, ma siamo sicuri che con 13 milioni non si trovasse di meglio? Shomurodov, a 26 anni, è un attaccante abile negli spazi, ma avendo da spendere 17,5 milioni, siamo sicuri che non si poteva trovare di meglio? Infine Abraham. È un 24enne che ha tutto: fisico, tecnica e velocità. Il suo unico “difetto” è il prezzo: 40 milioni per un rincalzo del Chelsea. Siamo sicuri che a quella cifra (che ha allontanato tanti club) e con quell’ingaggio (4 milioni più bonus agevoli) non si potesse trovare di meglio?
  • GIOVANI – Il progetto della Roma è sempre stato chiaro: investire ma far crescere anche i giovani (più o meno talentuosi) che la rosa giallorossa può offrire. Da questo punto di vista la gestione di Mourinho non sta convincendo. Se è vero che ha estratto dal cilindro la gemma grezza di Felix, mentre Ibanez – fra alti e bassi – ha fatto registrare dei progressi, tanti giovani sono stati messi ai margini, entrando in piena involuzione nelle rare volte che sono stati chiamati in causa. I primi nomi sono quelli di Kumbulla (valutato 30 milioni), Reynolds (8), Diawara (21) e Villar (5). Un vero capitale che, potendo, la Roma vorrebbe monetizzare per poi reinvestire sul mercato.
  • ARBITRAGGI – È comprensibile che facciano molto più rumore le proteste arbitrali che i silenzi stampa, ma tutto questo fa parte di una strategia comunicazionale, da parte di Mourinho, che prova anche a distogliere l’attenzione dai risultati. Vero che la Roma si sia trovata a recriminare (giustamente) per alcune decisioni degli arbitri che l’hanno penalizzata (peraltro in ampia compagnia), ma farne un alibi non convince, per quanto la dirigenza abbia poi provato a prendere le distanze dagli eccessi.