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D’Aversa Sampdoria: modello Ranieri e figuraccia Parma da dimenticare

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D’Aversa si è presentato come nuovo allenatore della Sampdoria: responsabilità, senso di appartenenza e convinzione dei propri mezzi

«Ringrazio il presidente Ferrero e la Sampdoria per l’opportunità che mi ha concesso. Sono in un club blasonato. In passato ho avuto la fortuna di indossare questa maglia, le emozioni che la Gradinata Sud trasmette durante la partita sono ancora forti. Sono stato soltanto sei mesi, ma ho sempre desiderato di tornare qui da calciatore o allenatore. Per me è motivo di orgoglio allenare un club tanto prestigioso. Possiamo fare risultati importanti. Ogni allenatore deve analizzare gli obiettivi, le prospettive e il carattere di ciascun calciatore. Lo spogliatoio è importante: voglio che i senatori del gruppo trasmettano il senso di appartenenza per lavorare in maniera dura e nel rispetto delle regole». Con questo biglietto da visita Roberto D’Aversa si è presentato al popolo blucerchiato, mostrando subito rispetto per la tradizione, responsabilità, professionalità e tanta voglia di riscatto dopo la parentesi negativa al Parma, retrocesso in Serie B al termine della passata stagione.

Non sarà semplice replicare quanto di buono fatto negli anni precedenti da Marco Giampaolo Claudio Ranieri, ma almeno a parole è stato compiuto un passo importante. D’Aversa ha voluto “ripulire” la propria immagine e dare garanzie a una tifoseria che ha storto il naso già dalle prime voci che accostavano il suo nome alla Sampdoria.

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