Di Gennaro: «Oggi fare il trequartista è più complicato. Il migliore? Cuadrado»

Antonio di Gennaro ex azzurro e campione d’Italia con il Verona spiega come negli anni è cambiato il ruolo del trequartista

Antonio Di Gennaro parla di numeri 10, dei classici, che ad oggi sono diversi da quei giocatori che scendevano in campo negli anni ’80. Perché? Perché la creatività da in mezzo al campo si è spostata sulla fascia. L’ex campione d’Italia con il Verona ha spiegato come, secondo il suo punto di vista, sia cambiato il ruolo delle “ali” negli anni.

LE DICHIARAZIONI- Queste le sue parole al Corriere dello Sport:  «Anche ai miei tempi c’erano ali straordinarie come Causio, Sala e Bruno Conti ma oggi fare il trequartista è più complicato perché c’è sempre meno spazio. Sulla fascia c’è più spazio e quindi raddoppiare le marcature è più difficoltoso, giocatori come Cuadrado, Salah o Felipe Anderson possono andare nell’uno contro uno, saltare il giocatore e creare superiorità numerica, per questo ormai quasi nessuna squadra si schiera a rombo. Gli unici esempi che mi vengono in mente sono l’Empoli e il Cagliari, anche se Birsa è un trequartista particolare. Per me oggi il giocatore che più incarna questa caratteristiche è Cuadrado, ha la capacità di saltare l’umo sia da fermo che in velocità. Bernardeschi non è un esterno puro ma un’ala che parte largo per poi tornare al centro per calciare in porta. Nella Lazio Felipe Anderson viene impiegato in due modi: nel 3-5-2 a tutta fascia e nel 4-3-3 come attaccante esterno, ed è proprio in questo ruolo che riesce a rendere di più perché ha modo di attaccare e gioca con la mente libera. Nel Napoli invece Insigne deve giocare da esterno perché ha la capacità di puntare l’uomo saltandolo e creando così superiorità numerica, lui più di Hamsik è il vero regista d’attacco».