Euro2012, finale Spagna – Italia: Furie Rosse nella storia, chapeau

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L’Italia arriva a Kiev con la speranza di tingere nuovamente il cielo di azzurro contro la Spagna di Del Bosque e Prandelli si affida alla stessa squadra schierata contro la Germania, con eccezione fatta per Balzaretti che resta in panchina, mentre Ignazio Abate riprende il suo posto sulla corsia sinistra. La Spagna gioca, come sempre in questo Europeo, con il finto centravanti Cesc Fabregas, il quale duetta assieme ad Iniesta e Silva.

Il primo tempo vede subito una Spagna molto intraprendente, cosa che gli azzurri non sono affatto. Le “Furie Rosse” operano l’ormai noto gioco basato sul possesso palla e gli azzurri vengono spesso trovati in inferiorità numerica a centrocampo, creando numerose soluzioni per gli iberici, i quali si rendono pericolosi con le percussioni di Fabregas, particolarmente ispirato. La difesa della formazione italiana non riesce a restare unita e spesso viene perso il possesso palla con lanci lunghi obsoleti, mentre Pirlo viene annichilito dal pressing continuo di Xavi, frenando la nostra principale fonte di gioco.

La prima vera occasione pericolosa della Spagna arriva al 14′, quando Fabregas sfrutta una voragine sulla corsia sinistra dove opera Chiellini, supera in velocità il difensore juventino, che prova a sbilanciarlo inutilmente, e mette al centro dell’area un cross teso che termina precisamente sulla testa di David Silva, abile a girare in porta il servizio del compagno; Bonucci troppo distante dal calciatore del Manchester City e Buffon incolpevole. Si parte subito sotto e Chiellini dopo lo scatto precedente è costretto ad uscire per un problema muscolare, lasciando il posto a Federico Balzaretti. Il cambio però porta qualche effetto positivo e l’Italia si rende un pochino più pericolosa con qualche buon cross, ma Casillas è sempre attento ed evita il pericolo sul secondo palo in due occasioni. Nel frattempo Piqué si prende un giallo per un brutto intervento da dietro su Cassano, ma l’Italia costruisce poco gioco e lascia troppo soli gli attaccanti, con Montolivo che non riesce a fare da nesso tra centrocampo e reparto offensivo e Marchisio che è spento rispetto alle ultime prestazioni. L’unico ad animare la linea mediana è De Rossi, ma proprio quando sale di tono la formazione azzurra, arriva il raddoppio iberico con Jordi Alba, neo-acquisto del Barcellona, trovato in maniera fantastica sulla corsia sinistra da Xavi, con Bonucci che non effettua il fuorigioco ed Abate che se lo perde completamente; lo spagnolo non fallisce a tu per tu con Buffon e fa 2-0.

Ci vuole una scossa nell’intervallo per provare a recuperare la partita, ma la rete subita nel finale del primo tempo è una doccia fredda per l’Italia che accusa il colpo psicologicamente e si fa mettere ancora più in soggezione dagli spagnoli. Prandelli prova ad inserire Antonio Di Natale per Antonio Cassano, anche se il cambio dà l’impressione di essere ciò di cui aveva bisogno l’Italia. Rispetto alla gara del girone, infatti, non ci sono gli stessi spazi lasciati dalla difesa spagnola che chiude bene con Piqué e Ramos. L’occasione per gli azzurri arriva in realtà, proprio con l’attaccante dell’Udinese, il quale riceve al centro dell’area il servizio di Abate dalla destra, ma il colpo di testa termina leggermente alto sopra la traversa della porta protetta da Casillas. La Spagna prova ad addormentare la partita, ma l’Italia ci prova d’orgoglio ed ha anche un’altra buona occasione con Di Natale, non sfruttata dal centravanti partenopeo che batte comodamente verso Casillas.

Giunti al 56′ Prandelli si gioca il terzo ed ultimo cambio, mandando in campo Thiago Motta; una sostituzione che, francamente, ancora non trova spiegazioni. L’oriundo non è riuscito a mettersi in evidenza nel corso della manifestazione e, forse, la spinta di Diamanti poteva essere più utile per provare a recuperare il risultato. Tra l’altro, l’ex Inter è anche sfortunato, e dopo 5′ è costretto ad abbandonare il campo in barella per infortunio, con l’Italia che termina la partita in dieci e subisce il possesso palla della Spagna, la quale gestisce il gioco grazie alla sua eccelsa qualità nel palleggio e coglie sempre l’occasione per pungere quando necessario, quasi come un gatto che gioca con il topo prima di infliggere il colpo di grazia. Colpo di grazia che non tarda ad arrivare, ed all’84’ Fernando Torres, che era subentrato dieci minuti prima ad un immenso Fabregas, la piazza alle spalle di Gianluigi Buffon e fa 3-0. Game, set, match.

C’è tempo però anche per l’umiliazione finale, con Xavi che trova ancora Torres in avanti nella zona sinistra dell’area di rigore, il centravanti del Chelsea serve poi Mata al centro (subentrato poco prima per Iniesta), e l’ex Valencia non ci pensa due volte e fa 4-0 al suo primio pallone toccato.

Abbiamo sognato, ma alla fine hanno vinto i più forti. Chapeau alla Spagna, campione per la terza volta consecutiva dopo gli Europei del 2008 ed i Mondiali del 2010 e nella storia, meritatamente.


Tabellino:

Spagna 4-0 Italia

Marcatori: David Silva 14′, Jord Alba 41′, Fernando Torres 84′, Juan Mata 88′.

Ammoniti: Piqué (S); Barzagli (I).

Spagna (4-3-2-1): Casillas; Arbeloa, Piqué, Sergio Ramos, Jordi Alba; Busquets, Xabi Alonso, Xavi; Iniesta (Mata 86′), Silva (Pedro 59′); Fabregas (Fernando Torres 75′).
A disposizione: Valdes, Reina, Albiol, Javi Martinez, Cazorla, Jesus Navas,Negredo. Allenatore: Del Bosque

Italia (4-3-1-2): Buffon; Abate, Bonucci, Barzagli, Chiellini (Balzaretti 21′); De Rossi, Pirlo, Marchisio; Montolivo (Thiago Motta 56′); Cassano (Di Natale 46′), Balotelli.
A disposizione: De Sanctis, Sirigu, Maggio, Ogbonna, Giaccherini, Nocerino, Diamanti, Borini, Giovinco. Allenatore: Prandelli