Europa League, girone J: Lazio – Legia Varsavia, pagelle

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E’ Kosecki del Legia Varsavia il migliore in campo

EUROPA LEAGUE GIRONE J LAZIO LEGIA VARSAVIA – Ecco le pagelle della sfida dell’Olimpico di Roma tra i padroni di casa della Lazio e i polacchi del Legia Varsavia, impegno valido per la prima giornata della fase a gironi dell’Europa League 2013-14 e terminato sul risultato di 1-0 per i padroni di casa.

Lazio (4-3-3)

Marchetti 6.5 – Miracolo al 22 su Kosecki per salvare il risultato quando si oppone in corner ad una conclusione a botta sicura da posizione ravvicinata, è sempre la più efficace garanzia di casa Lazio.

Cavanda 6 – Si perde più volte i tagli di Kosecki ed in generale soffre tanto nella sua marcatura: più solido in fase di spinta, ma è lacunoso difensivamente.

Ciani 6 – Quando deve impostare la manovra non è affar suo: meglio lasciar perdere. Ha reattività atletica invece per contenere agevolmente Saganowski.

Cana 6.5 – Non sono rare le sue licenze offensive: palla al piede e percussioni centrali per smuovere una squadra a tratti ferma sulle gambe.

Konko 5.5 – Spostato a sinistra per dare spazio all’esplosività di Cavanda sul fronte opposto, non si trova a suo agio e termina con il perdere diversi palloni e sbagliare altrettanti controlli.

Gonzalez 6 – Gioca una gara diligente e non sembra ancora il motorino dei tempi migliori: alla ricerca della migliore condizione atletica.

Onazi 5.5 – Non ha nel suo spartito naturale quello di impostare la manovra ed in effetti neanche ci prova: non mancano sicuramente corsa e doti fisiche imponenti ma oggi è piuttosto impreciso.

Hernanes 6.5 – Approccio alla gara a dire il vero piuttosto mediocre, combina poco o nulla: si riscatta nel secondo tempo con l’ottimo inserimento che regala il vantaggio alla sua Lazio ed una eccezionale iniziativa personale che si stampa sul palo.

(dal 75’ Lulic) s.v.

Ederson 6 – Sembra subito voglioso di mettersi in mostra e fugare i dubbi sulla sua tenuta fisica: non disputa una partita malvagia, va anche vicino al gol ma deve risultare più continuo per diventare un fattore di questa Lazio.

(dal 70’ Ledesma) 6 – Entra per gestire i ritmi nel finale di gara.

Floccari 5.5 – Difende la palla e a tratti fa salire la squadra nel finale, prezioso in quel caso ma partita piuttosto deludente: non trova spazi tra le maglie della retroguardia avversaria e non si procura un’occasione degna di nota.

Keita 6 – Le prime palle giocate le sbaglia tutte, poi si fa notare più per spirito di sacrificio che per reale pericolosità negli ultimi metri: la svolta nella ripresa, quando punta Broz, lo salta e crossa per l’inserimento vincente di Hernanes.

(dall’83 Novaretti) 6 – Rischia di chiudere la gara con un colpo di testa da corner nel finale.

 

Legia Varsavia (4-2-3-1)

Skaba 6 – Non può nulla sul gol di Hernanes, per il resto è ordinaria amministrazione.

Broz 5 – Le discese di Konko si contano sulle dita di una mano ma lui non ne approfitta e resta piuttosto timido sulla sua posizione, complice anche il fattore per cui il Legia passa più sul versante sinistro. Poi si perde Keita in occasione del vantaggio biancoceleste.

Rzezniczak 6 – Va spesso in anticipo su Floccari ed è molto reattivo nel complesso

Dossa Junior 6 – Concentrato sul gioco aereo, respinge diversi tentativi biancocelesti dalla trequarti: in compartecipazione di colpa però con Brzyski sul gol di Hernanes, ma nel complesso la prestazione è buona.

Brzyski 5.5 – Per niente male quando si sovrappone a Kosecki: arriva spesso sul fondo ed ha il piede per effettuare cross interessanti. Hernanes passa tra lui e Dossa Junior quando stacca per l’1-0 laziale.

Vrdoljak 6 – Il capitano fa legna ed imposta senza perdere di lucidità se non quando la Lazio riesce ad elevare i ritmi di gioco, la prestazione nel complesso risulta essere sufficiente.

(dal 70’ Jodlowiec) 6 – Cerca di rendersi pericoloso da corner nel finale.

Furman 5.5 – Meglio nei primi quarantacinque minuti che in una ripresa in cui si lascia schiacciare dalla ritrovata aggressività laziale.

Ojamaa 5 – Nella prima frazione i polacchi giocano esclusivamente dal lato dell’intraprendente Kosecki e lui si vede pochissimo, nella ripresa la vicenda cambia solo parzialmente.

Radovic 5.5 – E’ lui l’uomo di qualità del Legia: ha tocco di palla e velocità d’esecuzione ma va troppo ad intermittenza non risultando alla lunga decisivo per l’economia della sua squadra.

Kosecki 7 – Attaccante esterno piuttosto interessante: i suoi tagli verso il centro trovano spesso impreparato Cavanda, fallisce un gol fatto ma è Marchetti a fare il miracolo. Quando prende palla crea sempre qualcosa e a tratti risulta imprendibile per i suoi avversari, è lui ad elevare il valore della proposta offensiva polacca.

Saganowski 5 – Fa tanto movimento tra i centrali biancocelesti per non dare punti di riferimento e generare profondità ma alla lunga è agevolmente controllato dalla retroguardia biancoceleste e risulta inoffensivo.

(dal 68’ Kucharczyk) 5.5 – Entra in campo al posto di uno spento Saganowski ma non la becca neanche lui.