Inter, Nainggolan fulmina Icardi: «Problemi suoi, non nostri: nessuno è indispensabile»

Inter, Nainggolan fulmina Icardi: «Problemi suoi, non nostri: nessuno è indispensabile»
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Nel corso di una intervista Radja Nainggolan torna sul caso di Mauro Icardi: il centrocampista dell’Inter riserva al compagno di squadra parole non certo al miele

Come sempre schietto e sincero, Radja Nainggolan, intervistato stamane dal Corriere dello Sport, non le manda a dire. Il centrocampista dell’Inter, chiamato a pronunciarsi sullo spinoso caso di Mauro Icardi che ormai da mesi tiene col fiato sospeso tifosi ed addetti ai lavori, si schiera dalla parte della società senza mezza termini: «In una squadra tutti sono importanti, ma nessuno è indispensabile. Mauro è forte, noi però abbiamo anche un altro grande attaccante (Lautaro Martinez, ndr) che ha fatto benissimo quando ha giocato ed è destinato a un futuro da top».

«Io dico che se Icardi ha avuto problemi con qualcuno, toccava a lui risolverli e non farli ricadere sulla squadra – ha rincarato poi la dose il belga – . Se n’è parlato troppo però, ora basta. Mauro si sta allenando ed è a disposizione come tutti noi. Se continua così e fa gol, è un giocatore importante. Gli ho detto quello che pensavo, ovvero che se aveva dei problemi da risolvere con qualcuno, il gruppo non poteva pagare per la sua assenza».

L’ex romanista ammette quindi di aver un debito con l’Inter e con Luciano Spalletti in particolare. Il tecnico nerazzurro avrebbe pienamente il controllo del suo spogliatoio e su questo Nainggolan non ha assolutamente dubbi: «Spalletti ha dato importanza al gruppo. Un allenatore deve essere credibile verso i giocatori e lui ha cercato di gestire la situazione nel modo migliore, facendo quello che doveva. Anche se mi ha voluto lui, io ho pagato quando ho sbagliato (multa e sospensione, ndr). È così che deve funzionare, per tutti. Per forza mi sento in debito e mi spiace non aver potuto dare il massimo per aiutare lui e la squadra. Forse devo cambiare qualcosa, non necessariamente il mio stile di vita fuori dal campo. Magari occorre studiare qualche allenamento particolare, lavorare di più in palestra. In estate ci penserò».