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Editoriale

Inzaghi non ha più scuse, deve prendersi l’Inter: gli resta solo un (grande) alibi

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Nel suo secondo anno alla guida dell’Inter, Simone Inzaghi sarà obbligato o quasi alla vittoria dello Scudetto a meno che…

Sono in molti a considerare la stagione 2002/23 quella della verità per Simone Inzaghi e la sua carriera sulla panchina dell’Inter. D’altro canto i due trofei conquistati nei mesi scorsi hanno salvato la situazione, a maggior ragione dopo aver battuto la Juve nelle due finali, ma lo Scudetto perso per strada ha lasciato inevitabili strascichi.

Anche perché, nemmeno troppo velatamente, buona parte delle responsabilità sono state attribuite proprio al tecnico piacentino. In particolare per quelle sostituzioni anticipate nel famigerato derby del ribaltone, di fatto lo spartiacque di un campionato indirizzato dalla doppietta di Giroud.

Il recente rinnovo di contratto fino al 2024 nulla più che una formalità per evitare la spiacevole condizione da allenatore in scadenza, ma la fiducia resta tutta da conquistare. Tornare sul trono Tricolore è l’unica strada, anche se il primo passo sarà ripulire la mente della squadra dalle tossine della sconfitta e dai turbamenti del calciomercato.

Già, proprio la campagna trasferimenti è l’unico alibi che può rimanere a Inzaghi. Le partenze nell’estate 2021 di Lukaku, Hakimi ed Eriksen un salvagente che in questo 2022 potrebbe ancora tornare di moda se Skriniar, Dumfries o qualcun altro dovesse fare le valigie nei prossimi venti giorni. In caso contrario, però, il buon Simone avrebbe solo un modo per prendersi definitivamente l’Inter.

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