Juventus irriconoscibile: Allegri non vince da un pezzo

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La caduta di Roma fa rumore per la sua modalità: Juventus ko

La Juventus di Massimiliano Allegri crolla nel secondo tempo dell’Olimpico sotto i colpi della Roma ed è una sconfitta che assume contorni di un certo rilievo: non in termini di risultato finale, con in bianconeri in evidente controllo della situazione per quanto concerne il capitolo scudetto, quanto per il pericoloso ripetersi di una certa fattispecie. I campioni in carica sono all’asciutto di vittorie oramai da tre turni, circostanza che – potrete immaginare – non si è ripetuta con particolare costanza da queste parti.

Atalanta, Torino e Roma

Il pareggio con l’Atalanta incassato nei minuti finali da una situazione di vantaggio, l’altro pareggio nel derby della Mole ottenuto soltanto all’ultimo istante con una prodezza di Higuain, poi la rovinosa caduta dell’Olimpico di Roma. Due punti in tre partite, una media a cui la Juventus non potrebbe abituarsi neanche volendo.  Ma la statistica che fa impressione e desta un tantino di preoccupazione per il tanto atteso finale di stagione è quella inerente alla fase difensiva: sei gol in tre partite, due a gara. Per una squadra che negli ultimi sei anni viaggia su medie appena superiore allo 0.5 a partita – una rete incassata ogni due partite, per intenderci – è una rarità che si evidenzia da sé.

Problema tecnico o la Juventus ha sottovalutato gli impegni?

Neanche questa armata è tenuta ad essere perfetta: le va consentito di respirare, di prendersi qualche battuta d’arresto, a maggior ragione quando i giochi sono pressoché definiti. Ciò non esclude però un ambito di analisi: le alternative nel pacchetto difensivo non sono forse all’altezza dei titolari? Le rotazioni non vantano quella qualità che si è invece imposta come un fattore aggiunto nelle ultime stagioni? Ad esempio Benatia – nella sfida con la sua ex Roma – non è parso all’altezza dei suoi colleghi: sono saltati completamente i meccanismi difensivi, maglie larghe nelle cui pieghe si sono volentieri inseriti i rapidi attaccanti giallorossi. O è forse un problema meramente legato al risultato già ampiamente archiviato? La Juventus sa di aver vinto il campionato da tempo e potrebbe aver tirato i remi in barca. Nulla di allarmante, chiaro, ma un comportamento – come si suol dire – non da Juventus. Non da Juventus. Non da una squadra così attenta a conservare mentalità vincente, fame, agonismo puro in ogni angolo della sua stagione.

Futuro immediato

Del resto non sarebbe stato possibile affermarsi per sei anni consecutivi sul palcoscenico nazionale – aggiungendo due finali di Champions League – se questa squadra non fosse diversa dalle altre. Per somma di valori individuali, certamente, ma anche e soprattutto per quel carattere che le concorrenti hanno provato ad imitare, senza riuscire nell’intento. Siamo certi che nel suo immediato futuro – finale di Coppa Italia e soprattutto il tanto agognato atto finale della massima competizione internazionale per club – la Juventus, qualora dovesse lasciare per strada qualcosa, non lo avrebbe fatto per questioni legate all’attenzione. Non salirà sul palco l’irriconoscibile Juventus dell’Olimpico di Roma, ma una squadra pienamente consapevole delle sue certezze. Se ha tirato il fiato per centrare uno storico Triplete, beh, nessuno le dirà nulla. Se invece il campanello d’allarme sta suonando è tempo di porre rimedio: ora o mai più.