La pallina della roulette come un pallone da calcio? I segreti delle traiettorie

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© foto www.imagephotoagency.it

Quando un calciatore batte un calcio di punizione, difficilmente batterà a casaccio: sa perfettamente che, a seconda della zona del piede con cui toccherà la palla, essa prenderà un certo effetto.

Certo, stiamo chiaramente sottolineando l’ovvio, ma questa piccola introduzione potrebbe esserci utile per capire qualche meccanismo dietro al lancio di qualsiasi oggetto sferico. Ovviamente parliamo di quella disciplina che si chiama “balistica”, tanto amica a calciatori che hanno fatto la storia del nostro sport preferito, come Roberto Carlos, Roberto Baggio (già due “Roberti” che coi piedi si spiegavano bene, vero?), Sinisa Mihailovic e troppi sono per riuscire a elencarli tutti qui. Insomma, c’è una linea sottile che lega i campioni del campo da calcio con i tavoli del casinò?
Sì, avete capito bene: parleremo di roulette e di quello che…le gira intorno, incluse le nostre possibilità di intuirne le misteriose traiettorie!

LO STUDIO, LE SUE APPLICAZIONI
Se qualcuno ci avesse detto che avremmo potuto rischiare di sbancare al casinò qualora fossimo stati attenti durante ore di fisica in classe, dieci a uno che lo avremmo fatto, e la nostra pagella dei tempi passati ci avrebbe ringraziato sentitamente.
Se leggete queste righe, però, forse avete bisogno di capire meglio il tema: uno studio condotto da Michael Small della Western University di Perth e Chi Kong Tse dell’Università di Hong Kong hanno studiato un sistema che permetterebbe di conoscere con anticipo il modo di comportarsi della pallina all’interno della roulette. Come? Hanno applicato i modelli della meccanica classica al celebre gioco d’azzardo, considerando ogni variabile che potrebbe intervenire nella sua rotazione. Ovviamente questo non assicura una vincita, ma di certo ne aumenta di molto le probabilità.
Nessuno vi può dire quale numero sarà quello vincente: se qualcuno dovesse dirvelo, non ci credete. Aumentare le possibilità di vincita, comunque, è possibile, semplicemente diminuendo le possibilità del banco e favorendo la vittoria nostra all’interno però di qualche decina di giocate (no, non subito!).
Immaginiamo la pallina come puntiforme, così da semplificare di molto il concetto, per poi procedere alla stima della posizione e della velocità della stessa, ottenendo così un modello forse poco accurato, ma decisamente funzionale al nostro scopo: vincere.
Conoscere le condizioni iniziali della pallina potrebbe sembrare inutile, invece è proprio questo a fare la differenza di un modello del genere. Certo, i due studiosi hanno inventato un sistema che si basa su una telecamera, decisamente non molto comodo da portare all’interno di un casinò, dato che, qualora venissimo scoperti, rischieremmo grosso.
Ma il loro software ha permesso loro di aumentare il loro vantaggio dal 2,7% iniziale al 18%, vincendo 13 volte su 22 giocate.

Ovviamente, al momento, nemmeno Roberto Carlos potrebbe insaccare questo risultato alla roulette senza l’ausilio di un software, per quando di oggetti sferici se ne intendesse e mica poco. A noi non resta che guardare la pallina girare, sognando le storie di tutti quei personaggi che, in passato, hanno provato a battere il banco anche con metodi poco cristallini, ma di certo molto spettacolari: proprio come una punizione che finisce nel sette!