Manchester United: come Solskjaer può inserire Van de Beek

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© foto www.imagephotoagency.it

Van de Beek ha sempre iniziato dalla panchina nelle prime 3 partite del Manchester United. Solskjaer deve studiare il modo per inserirlo

In questo inizio di Premier League, sono stati parecchi i passi falsi delle big. Chi ha iniziato molto male è stato senza dubbio il Manchester United: 3 punti (ottenuti in extremis a Brighton) in 3 partite e reduce da un disastroso 1-6 in casa contro il Tottenham. E dire che, nel post lockdown, i Red Devils erano stati una delle migliori squadre della Premier, capaci di superare il Leicester in extremis e di qualificarsi in Champions League.

In estate, la società ha compiuto uno degli acquisti più importanti del mercato, ossia Donny Van de Beek. In extremis è poi arrivato Alex Telles, terzino che ha fatto benissimo nelle ultime stagioni al Porto.

L’innesto dell’olandese è un po’ paradossale, poiché è andato nella squadra che forse ne aveva meno bisogno. Solskajer gioca infatti con un 4-2-3-1 in cui Bruno Fernandes agisce alle spalle di Martial, mentre Rashford e Greenwood agiscono larghi.

Per quanto Fernandes abbia nettamente aumentato la qualità della squadra per vie interne, nelle fasi di attacco posizionale il Manchester alza comunque molto la palla. Effettua tanti cambi di campo, ha bisogno che in fascia ci siano ali creative brave a saltare l’uomo.

Inoltre, non bisogna dimenticare che i Red Devils amano giocare in transizione. Non a caso, l’anno scorso hanno fatto tanti punti contro le prime della classe, proprio perché sono a proprio agio nelle partite in cui sono gli avversari a gestire il possesso: lo United ha velocisti sul lungo che rendono potenzialmente pericolosa ogni riconquista. In quei contesti, risulta difficile rinunciare a giocatori come Martial, Greenwood e Rashford, visto che da loro dipende l’efficacia del Manchester nelle transizioni.

Alla luce di questo, appare chiaro come non sarà semplice per Solskjaer inserire Van de Beek. Non a caso, nelle prime 3 partite ha sempre iniziato dalla panchina, entrando poi al posto di Greenwood e Pogba. Tant’è che il suo agente si è molto lamentato del suo scarso minutaggio finora. Nella gara di Coppa di Lega, in cui ha giocato come titolare, ha invece agito nella posizione a lui più consona: quella di trequartista nel 4-2-3-1.

Considerando che sia Rashford che Martial sono molto mobili, un giocatore come Van de Beek può esaltarsi nel buttarsi dentro e riempire il centro. Era esattamente ciò che avveniva in Olanda, dove Tadic agiva da falso nove e Van de Beek occupava costantemente l’area aggredendo la profondità. Il problema è che questa posizione è occupata da un Bruno Fernandes inamovibile negli equilibri della squadra, poiché si tratta di un creatore determinante di gioco.

Potenzialmente, per Solskjaer è positivo avere più scelta. Disporre di una rosa profonda, con giocatori diversi tra di loro, può dare più soluzioni e imprevedibilità alla squadra. L’allenatore dovrà però essere bravo a ruotare efficacemente la rosa.