Marotta a 360°: «Che bello vincere con il Var! Buffon? Sarà difficile sostituirlo»

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© foto www.imagephotoagency.it

Intervistato da Juventus Tv per il settimo scudetto consecutivo, Beppe Marotta ha parlato della stagione, di mercato e dell’addio di Buffon

Ennesimo trionfo in casa Juve, ennesimo trofeo alzato al cielo. Merito dei giocatori in campo ma merito soprattutto di una dirigenza eccellente come quella bianconera. Agnelli, Paratici, Marotta e Nedved hanno costruito negli anni una corazzata capace di abbattere qualsiasi record. Di questo e di molto altro ha parlato l’ad Giuseppe Marotta ai microfoni di Jtv. Iniziando, ovviamente, dal settimo scudetto consecutivo: «Credo che nello sport la società venga prima di tutto, non ho mai visto vincere una competizione da una squadra che non avesse alle spalle una società forte. E la nostra è una società forte, ha alle spalle la forza di una famiglia e noi questi sentimenti li trasmettiamo a tutti i giocatori. Ottavo scudetto? Per vincerlo dovevamo vincere il settimo, quindi già questo è importante. Nel calcio si avvicendano giocatori, allenatori e dirigenti, ma non bisogna passare da un sentimento rivoluzionario, ma da un sentimento di evoluzione. I cambiamenti sono fisiologici in un mondo che brucia tutto velocemente».

A Marotta poi è stato chiesto un commento sul VAR, innovazione tecnologica che non ha comunque fermato il predominio bianconero: «E’ motivo di grande soddisfazione per noi, la Juve è sempre stata tacciata di aver ‘rubato’ i risultati. Il fatto che sia arrivato un mezzo tecnico che pur non essendo perfetto aiuta l’arbitro a ridurre il numero di errori ha portato ad una Juve comunque vincente. Il VAR deve essere però perfezionato, io estenderei il protocollo». Poi breve parentesi sulla Champions, obiettivo che è sfuggito anche quest’anno alla Juventus: «Non è che se non ti impegni in campionato ottieni risultati in Champions. Queste sono coincidenze. La differenza tra la Champions e il campionato è che la Champions è un torneo. Basta un episodio, un sorteggio sfortunato, un episodio arbitrale e sei eliminato. In campionato invece vince sempre la squadra più forte. Può esserci un errore, una serata no, ma alla fine le cose alla lunga vanno bene. In Champions invece può capitare che non arrivi con la squadra al massimo, o che l’arbitro veda un rigore che non c’è come ci è successo».

Quello sollevato all’Olimpico potrebbe essere l’ultimo trofeo di Gigi Buffon. Marotta infatti lo congeda così: «Intanto dobbiamo goderci il passato e il presente di un campione. Un campione è tale quando, andando via, lascia qualcosa di incancellabile dal punto di vista professionale e umano. Leader di sé stesso e della squadra, sarà difficile per noi trovare un sostituto, soprattutto come rappresentante di valori positivi».