Milan, Abbiati: «Entriamo in Champions e corriamo per lo scudetto!»

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La carica e l’entusiasmo del portiere rossonero in vista della nuova stagione.

MILAN ABBIATI – A parte le brevi parentesi con Juventus, Torino e Atletico Madrid, Christian Abbiati è rossonero dal 1998 e da allora ha disputato 322 partite ufficiali. Numeri importanti per il portiere del Milan, che ha parlato ad un anno dallo smantellamento e ricostruzione del club: «Obiettivi? Primo: tornare a vincere qualcosa d’importante. Per noi stessi, la società e i nostri tifosi. I segnali sono incoraggianti. Stanno tornando numerosi anche a San Siro. Dobbiamo molto anche a loro. Secondo: più regolarità nei risultati. La continuità di rendimento è fondamentale per vincere lo scudetto. La Juventus di Conte, in occasione del primo trionfo, non ha perso una sola partita. Cosa non possiamo sbagliare? Il fallimento dell’accesso al girone di qualificazione della Champions League rappresenterebbe un danno incredibile, sotto tutti i punti di vista. Non possiamo farci fermare dal Psv Eindhoven. La qualificazione è alla nostra portata. Non riuscirei proprio a vedere e sopportare il Milan fuori dalla Champions League. Rispetto all’anno scorso siamo avanti, sotto tutti i punti di vista. Ad eccezione dei primi 33′ (cinque gol subiti all’Allianz Arena; ndi) della sfida contro il Manchester City, abbiamo sempre fatto bene. Abbiamo vinto partite importanti», ha dichiarato Abbiati ai microfoni del “Corriere dello Sport”, dove ha parlato anche di alcuni compagni di squadra: «Balotelli? Quando è arrivato qui al Milan a gennaio ha portato entusiasmo e, soprattutto, con i suoi gol ci ha portato al terzo posto. Il risultato minimo che il Milan deve conquistare a tutti i costi. Montolivo capitano? Sicuramente la “fascia” è in buone mani. Sì, lo ammetto: io ci tenevo, tutti la vogliono indossare, è un grande onore, ma ho ormai 36 anni, sono giunto quasi al termine della mia carriera… Riccardo molti meno, è giusto cosi».

L’estremo difensore ha poi parlato del rinnovo, dei suoi stimoli e di Massimiliano Allegri: «Ho un ottimo rapporto con la società. Quando mi ha proposto in aprile il rinnovo non ho avuto nessuna esitazione. Stimoli? Ne ho molti, davvero tanti. Per me è importante stare bene fisicamente. Questo mi aiuta molto. Come si fa a rimanere a lungo in un club? Bisogna andare a fare magari un’esperienza all’estero e poi tornare. Io all’Atletico Madrid sono stato benissimo. Ma quando sono rientrato al Milan stavo ancora meglio. Allegri? Io dico che in 3 anni il nostro tecnico ha fatto molto bene. Anche un anno fa, dopo una partenza disastrosa, ha portato a termine un’ottima stagione. Io sapevo che sarebbe rimasto».

Sul derby e i cambiamenti della Serie A Abbiati ha spiegato: «Dobbiamo sfatare il tabù del derby. Non ne vinciamo più uno. Ne abbiamo persi 3 degli ultimi 4 con un pareggio. Bisogna tornare a vincere. Il derby non è una partita che ha il significato delle altre. E’ una sfida bellissima, brucia da matti perderla. Compensa un po’ un certo malumore che in quest’ultimo periodo siamo stati davanti noi in classifica. I cambiamenti, in genere, mi piacciono. Anche se c’è una cosa che mi ha traumatizzato qui a Milanello. Al mio tavolo, per pranzo e cena, sono rimasto solo io della mia generazione… Inzaghi, Ambrosini, Nesta, Gattuso e Pirlo non ci sono più… Tornano gli stranieri? Higuain, Tevez e Gomez sono sicuramente campioni che rilanciano il campionato. Ci sono troppi stranieri? Se sono di qualità ben vengano sicuramente. Sì, io metterei un “tetto” per quanto riguarda la panchina. Un minimo di italianità va garantita».