Pagina 142 – Calcio News 24

Moviola Cremonese Lazio: Chiffi gestisce senza episodi pesanti, gli episodi dubbi del match

Moviola Cremonese Lazio, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 35ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Cremonese Lazio, valido per la 35ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro DanieleChiffi.

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LA MOVIOLA

La moviola di Cremonese Lazio, gara diretta da Daniele Chiffi allo Zini, non presenta episodi particolarmente controversi. La squadra di Maurizio Sarri conquista tre punti pesanti in rimonta: al vantaggio iniziale di Federico Bonazzoli rispondono Gustav Isaksen e Tijjani Noslin, decisivo nel recupero. Sul piano arbitrale, il primo tempo scorre senza grandi proteste, nonostante una partita fisica e ricca di contrasti. L’unico episodio disciplinare della prima frazione arriva al 39’, quando Oliver Provstgaard viene ammonito per un intervento su Bonazzoli: scelta corretta per intensità e dinamica del fallo.

Moviola Cremonese Lazio, i gialli nella ripresa

Anche nel secondo tempo Chiffi mantiene una gestione lineare della gara, coadiuvato dagli assistenti Dei Giudici e Rossi, con Calzavara quarto uomo, Camplone al VAR e Mazzoleni all’AVAR. Al 75’ arriva il secondo cartellino giallo, mostrato a Barbieri per un fallo ai danni di Nuno Tavares. All’88’ viene ammonito lo stesso Tavares, che interrompe una ripartenza proprio di Barbieri con la gamba leggermente alta. Anche in questo caso la sanzione appare corretta.

Moviola Cremonese Lazio, direzione positiva di Chiffi

L’unica possibile sbavatura riguarda un mancato fallo di Alessio Romagnoli su Jamie Vardy all’84’, episodio che avrebbe potuto portare a una valutazione disciplinare. Nel complesso, però, la direzione di Chiffi è stata ordinata e senza errori rilevanti. Nessun intervento decisivo del VAR, tre ammonizioni totali e gestione equilibrata di una gara importante sia per la corsa europea della Lazio sia per la situazione salvezza della Cremonese.

Pagelle Cremonese Lazio: Noslin match winner, bene anche Tavares. I VOTI

Pagelle Cremonese Lazio: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Cremonese Lazio: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

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CREMONESE: Audero 6; Terracciano 6, Baschirotto sv (21′ Bianchetti 6), Luperto 6, Pezzella 6; Floriani Mussolini 6.5 (68′ Barbieri 6), Grassi 5.5 (61′ Bondo 5), Maleh 6, Zerbin 5.5 (61′ Payero 5.5); Bonazzoli 7, Sanabria 5.5 (61′ Vardy 6)

LAZIO: Motta; Marusic, Romagnoli, Provstgaard, Tavares 7; Basic, Patric (46′ Rovella), Taylor (71′ Dele-Bashiru); Isaksen 7 (81′ Dia), Maldini 5,5 (46′ Noslin 8), Zaccagni (60′ Pedro).

Paratici annuncia: «Quando saremo salvi parleremo con Vanoli. Roma? Essere accostato a grandi club fa sempre piacere»

Il direttore sportivo della Fiorentina, Fabio Paratici, ha voluto dire la sua prima dell’inizio del match di campionato contro la Roma

Intervenuto nel corso del prepartita di Roma Fiorentina, il ds dei toscani, Fabio Paratici, ha presentato così la sfida del 35° turno di Serie A. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport.

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FINALE DI STAGIONE – «Dobbiamo stare concentrati sul finire questa stagione bene per portare in salvo la squadra, ci mancano alcuni punti, siamo concentrati su questo. Poi è chiaro che siamo proiettati al futuro come tutti, ci penseremo da quel momento in poi».

SE CONTINUEREMO CON VANOLI? – «Vanoli lo vedo tutti i giorni, quasi fin troppo, sono 4 mesi (ride, ndr). Lui e il suo staff hanno fatto un lavoro straordinario che dobbiamo ancora terminare, se e quando raggiungeremo la matematica salvezza, ci siederemo con lui per programmare e per decidere che cosa ne sarà del futuro, sempre pensando al bene della Fiorentina».

MERCATO – «Credo che si faccia insieme all’allenatore, quando ci siederemo con lui faremo dei programmi, parlando di quello che è andato e quello che non è andato come si fa ogni fine stagione. Oggi è un po’ presto per parlare di che tipo di mercato sarà».

CONTATTI TRA ME E LA FIORENTINA? – «Fa sempre piacere essere accostati a questi grandi club, ma sono arrivato a Firenze da poco, sono concentratissimo su questo club e sul raggiungere la salvezza».

Massara prima di Roma Fiorentina: «Oggi dobbiamo vincere una partita molto difficile. Futuro? Come ho detto a Gasperini siamo concentrati sul campo»

Il direttore sportivo della Roma, Frederic Massara, ha voluto dire la sua prima dell’inizio del match di campionato contro la Fiorentina

Intervenuto nel corso del prepartita di Roma Fiorentina, il ds dei giallorossi, Frederic Massara, ha presentato così la sfida del 35° turno di Serie A. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Sky Sport.

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OBIETTIVO – «I risultati effettivamente tengono molto aperta la corsa Champions, noi siamo contenti di esserci e vogliamo rimanerci fino alla fine. Per farlo sappiamo che dobbiamo vincere una partita molto difficile oggi, servirà una prestazione giusta».

IO UN DIRIGENTE AL TERMINE QUI ALLA ROMA? – «Ho sempre lavorato pensando al presente e al futuro di questa squadra, ma come ha detto Gasperini noi siamo concentrati su queste partite perché potrebbero determinare un futuro più interessante».

CHE COSA MI ASPETTO PER IL MIO FUTURO? – «Mi aspetto un risultato importante questa sera e domenica prossima contro il Parma, queste sono le cose che contano. I personalismi vanno lasciati da parte, c’è solo la Roma, è centro dei nostri pensieri, siamo totalmente concentrati su questo, qualsiasi altra distrazione non sarebbe produttiva».

Torino fischiato a Superga, contestazione alla squadra nel ricordo del Grande Torino: assente Cairo

Torino fischiato a Superga, contestazione alla squadra nel ricordo del Grande Torino: assente Cairo. Cos’è successo durante la commemorazione

Giornata di forte tensione e memoria a Superga, nel 77° anniversario della tragedia del Grande Torino. La squadra granata guidata da Roberto D’Aversa è arrivata nel piazzale davanti alla basilica ed è stata accolta da fischi e insulti da parte di una parte della tifoseria. La contestazione ha coinvolto anche il presidente Urbano Cairo, assente sia al Cimitero Monumentale in mattinata sia a Superga nel pomeriggio, come già accaduto nel 2025. Lungo il percorso verso la lapide degli Invincibili sono comparsi diversi striscioni, tra cui «Restituiscici il Toro», «Rispetto per le nostre leggende, disprezzo per chi le offende» e «A Superga sale chi li ama, non chi da 21 anni li profana».

Superga Torino, il ricordo degli Invincibili

Dopo i momenti di protesta, il clima è stato parzialmente stemperato dal coro «C’è solo il Grande Torino», intonato dai tifosi presenti. Duvan Zapata, capitano del Torino, ha letto per la seconda volta i nomi dei caduti, mentre don Gianluca Carrega ha officiato la messa. Presente anche don Riccardo Robella, reduce dal grave incidente stradale dello scorso novembre. L’assessore allo sport della città di Torino, Mimmo Carretta, ha ricordato il significato profondo del 4 maggio per la città, sottolineando come questa ricorrenza non possa mai essere considerata un giorno qualunque.

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Superga Torino, messaggi da tutto il mondo del calcio

Non sono mancati gli omaggi social al Grande Torino. La Juventus ha ricordato la tragedia del 4 maggio 1949, unendosi alla memoria degli Invincibili. Anche Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha sottolineato il valore storico e simbolico di quella squadra, capace di rappresentare un patrimonio di valori per tutto il calcio italiano. Tra gli ex granata, Paolo Vanoli ha dedicato una preghiera, mentre Andrea Belotti ha scritto un messaggio di profondo legame con la storia del club. Omaggi sono arrivati anche da Benfica, River Plate e Chapecoense, società unite al Torino da un rapporto speciale di amicizia e memoria.

Zhegrova nello scambio, operazione da 50 milioni di euro: la freccia per Spalletti

Ci sono trattative che nascono dritte e poi si complicano strada facendo. Non tanto per la volontà dei club, quanto per tutto quello che ci gira intorno: qualificazioni europee, valutazioni economiche, incastri con altri giocatori. E questa sembra una di quelle.

L’idea iniziale è chiara, anche se non ancora definita nei dettagli. Serve un esterno offensivo, uno che salti l’uomo, che crei superiorità, che dia qualcosa di diverso rispetto a quello che c’è già. Non è una richiesta nuova, ma questa volta sembra esserci un nome più avanti degli altri.

Dopo qualche settimana di contatti e valutazioni, il profilo che sta prendendo quota è quello di Mason Greenwood, protagonista di una stagione molto produttiva con l’Olympique Marsiglia. I numeri parlano da soli, tra gol e assist, e spiegano perché sia diventato un obiettivo concreto per la Juventus.

Il nodo economico e l’incastro con Zhegrova

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’operazione si aggirerebbe attorno ai 50 milioni di euro, una cifra importante che, però, non sarebbe completamente fissa. Molto dipenderebbe dalla situazione del Marsiglia, in particolare dalla qualificazione o meno alla Champions League.

E qui entra in gioco un altro nome, che potrebbe cambiare l’equilibrio della trattativa. Si tratta di Edon Zhegrova, possibile contropartita tecnica per abbassare il costo complessivo. Non è un dettaglio secondario, perché inserire un giocatore significa ridefinire valori, tempi e anche priorità.

Per la Juventus, l’idea sarebbe quella di costruire un’operazione sostenibile, senza esporsi troppo. Per il Marsiglia, invece, la scelta passerebbe anche dal progetto tecnico: accettare Zhegrova significherebbe cambiare qualcosa sulle corsie offensive.

Formazioni ufficiali Roma Fiorentina: le scelte di Gasperini e Vanoli

Formazioni ufficiali Roma Fiorentina: le scelte di Gian Piero Gasperini e Paolo Vanoli per la sfida della 35^ giornata di Serie A 2025/26

Roma Fiorentina chiude la 35ª giornata di Serie A questa sera all’Olimpico, con fischio d’inizio alle 20.45. La squadra di Gian Piero Gasperini cerca tre punti pesanti per riaprire la corsa Champions League, mentre la Fiorentina, sedicesima con 37 punti, va a caccia di un risultato utile in chiave salvezza. Di seguito le formazioni ufficiali.

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ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, Pisilli; Malen. Allenatore: Gian Piero Gasperini.
A disposizione: De Marzi, Gollini, Rensch, Angelino, Tsimikas, Venturino, Dybala, Ziółkowski, Vaz, Ghilardi, El Shaarawy.

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodò, Pongracic, Ranieri, Gosens; Ndour, Fagioli, Brescianini; Harrison, Gudmundsson, Solomon. Allenatore: Paolo Vanoli.
A disposizione: Lezzerini, Christensen, Rugani, Mandragora, Comuzzo, Fazzini, Kouadio, Braschi, Parisi, Pirro, Fabbian.

Infortunio Baschirotto, stop e cambio forzato in Cremonese Lazio: cosa filtra sulle sue condizioni

Infortunio Baschirotto, stop e cambio forzato in Cremonese Lazio: cosa filtra sulle condizioni fisiche del difensore dei grigiorossi

Brutte notizie per Marco Giampaolo, allenatore della Cremonese, durante la sfida contro la Lazio, valida per la 35ª giornata di Serie A. Al 18’ del primo tempo Federico Baschirotto, difensore e capitano grigiorosso, è stato costretto a fermarsi dopo aver accusato un problema fisico, chiedendo immediatamente il cambio.

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Lo stop sarebbe arrivato in seguito a un passaggio, con il giocatore che ha avvertito un fastidio al retto femorale e non è riuscito a proseguire la partita. Lo staff medico della Cremonese ha preferito non correre rischi, optando subito per la sostituzione. Al suo posto è entrato Matteo Bianchetti, difensore esperto, senza modificare l’assetto tattico della squadra.

L’infortunio di Baschirotto rappresenta un problema importante per i grigiorossi, sia nell’economia della gara sia in vista dei prossimi impegni. Nelle prossime ore il capitano sarà sottoposto a esami strumentali e ulteriori controlli per chiarire l’entità del problema muscolare e definire con maggiore precisione i tempi di recupero.

Chelsea in caduta libera: il Nottingham Forest passa a Stamford Bridge e la Champions è ormai quasi sfumata!

Chelsea in caduta libera: il Nottingham Forest passa a Stamford Bridge e la Champions è ormai quasi sfumata! Crisi nera per i Blues

La stagione del Chelsea continua a scivolare verso un finale sempre più complicato. Nemmeno il secondo cambio in panchina ha prodotto la reazione attesa. Dopo l’esonero di Liam Rosenior, la squadra affidata ad interim a Calum McFarlane è caduta ancora, questa volta a Stamford Bridge, battuta 3-1 dal Nottingham Forest in uno dei posticipi della 35ª giornata di Premier League. Un risultato pesante, che conferma la profondità della crisi dei Blues e rende ancora più evidente il rimpianto per l’allontanamento di Enzo Maresca, tecnico che aveva conquistato qualificazione alla Champions League, Conference League e Mondiale per club.

Chelsea, la Champions League è ormai fuori portata

Con appena 48 punti in classifica, il Chelsea è scivolato al nono posto e rischia anche la decima posizione in caso di successo dell’Everton contro il Manchester City. Il sogno di rientrare nella prossima Champions League appare ormai svanito: il ritardo da Liverpool e Aston Villa è di 10 punti, un margine diventato incolmabile anche sul piano aritmetico. Resta soltanto una possibilità remota legata al sesto posto, che potrebbe assumere valore in caso di vittoria dell’Europa League da parte dell’Aston Villa. In quella zona, però, oggi c’è il Bournemouth di Andoni Iraola, avanti di quattro lunghezze e ancora pienamente in corsa.

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Chelsea, calendario difficile e FA Cup ultima chance

Il finale di campionato non aiuta i londinesi. Nelle ultime tre giornate il Chelsea affronterà il Liverpool ad Anfield, poi il Sunderland in trasferta e infine il Tottenham di Roberto De Zerbi, ancora coinvolto nella lotta salvezza ma reduce da due vittorie consecutive. Il ko contro il Nottingham Forest è anche la sesta sconfitta consecutiva in casa, un dato che fotografa la fragilità della squadra e il clima sempre più pesante attorno al club. L’unico vero obiettivo rimasto è la finale di FA Cup, in programma sabato 16 maggio a Wembley contro il Manchester City. Per Enzo Fernandez e compagni sarà l’ultima occasione per salvare almeno in parte la stagione ed evitare una probabile rivoluzione interna a giugno.

Inter campione d’Italia, i cinque volti dello scudetto nerazzurro: Chivu guida l’impresa

Inter campione d’Italia, col Parma arriva il 21° titolo alla squadra nerazzurra con tre giornate d’anticipo: dalla rinascita con Chivu ai leader del gruppo

L’Inter è ufficialmente campione d’Italia per la 21ª volta nella sua storia. Il successo per 2-0 contro il Parma a San Siro ha consegnato ai nerazzurri uno scudetto cercato, costruito e conquistato con tre giornate d’anticipo. Un traguardo dal valore enorme per la squadra di Cristian Chivu, allenatore romeno alla prima stagione completa sulla panchina interista, capace di riportare entusiasmo e fiducia dopo la delusione della finale di Champions League persa nella scorsa annata e un’annata chiusa senza trofei. La festa è iniziata subito nello stadio, poi è proseguita in Piazza Duomo, dove i tifosi hanno accolto la squadra nella notte. La stagione, però, non è ancora finita: il 13 maggio, all’Olimpico di Roma, l’Inter sfiderà la Lazio nella finale di Coppa Italia, con l’obiettivo di completare un’annata da ricordare.

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Inter campione d’Italia, Chivu ha ricostruito testa e gioco

Il primo volto dello scudetto non può che essere Cristian Chivu. Il tecnico ha preso in mano una squadra ferita, reduce dall’addio di Simone Inzaghi e da una stagione psicologicamente complessa, restituendole autostima, identità e piacere nel giocare. Nei primi mesi ha lavorato soprattutto sulla testa del gruppo, poi ha saputo diventare parafulmine nei momenti più difficili, assumendosi responsabilità e proteggendo la squadra quando i risultati negli scontri diretti tardavano ad arrivare. Chivu ha introdotto principi più moderni, ha alzato il baricentro con l’inserimento di Akanji al centro della difesa, ha creduto subito in Pio Esposito, giovane attaccante lanciato con coraggio, e ha gestito con attenzione le energie di Federico Dimarco. Diretto, sincero e senza alibi nella comunicazione, ha trasformato l’Inter in una squadra feroce, compatta e mentalmente pronta a vincere.

Inter campione d’Italia, Lautaro leader e capocannoniere

Il secondo volto è quello di Lautaro Martinez, attaccante argentino e capitano nerazzurro. Dopo lo sfogo seguito all’eliminazione dal Mondiale per Club, che sembrava poter aprire una frattura nello spogliatoio, il numero 10 ha trasformato quel momento in una scintilla. In campo ha saputo alternare il ruolo di centravanti puro a quello di attaccante capace di legare il gioco, dialogando con Marcus Thuram e integrandosi alla perfezione con i nuovi arrivati Pio Esposito e Ange-Yoan Bonny. Nonostante alcuni infortuni, Lautaro è stato il capocannoniere della Serie A 2025/26 con 16 gol e 5 assist in 27 presenze. Numeri da leader tecnico e simbolico, decisivi nella corsa al titolo.

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Inter campione d’Italia, Dimarco e Calhanoglu decisivi

Tra i grandi protagonisti c’è anche Federico Dimarco, esterno sinistro italiano e simbolo del cuore interista. La sua stagione è stata straordinaria: 18 assist, 6 gol e una continuità impressionante sulla corsia mancina (recordman di assist in Serie A). Con Chivu ha trovato spazio, fiducia e responsabilità, diventando uno dei capitani aggiunti del gruppo. La sua spinta ha dato ampiezza, qualità e imprevedibilità al gioco nerazzurro.

Fondamentale anche Hakan Calhanoglu, centrocampista turco e regista dell’Inter. Pur frenato da alcuni problemi fisici, ha raccolto 9 gol e 4 assist in 22 presenze, confermandosi uno dei migliori centrocampisti del campionato. Con lui in cabina di regia la manovra nerazzurra ha cambiato ritmo: palla più veloce, squadra più ordinata, compagni più sicuri. Pesantissime le sue reti contro Juventus, Napoli, Roma e Como in Coppa Italia.

Inter campione d’Italia, Zielinski il tocco di classe

Il quinto volto dello scudetto è Piotr Zielinski, centrocampista polacco rinato sotto la guida di Chivu. Utilizzato da mezzala sinistra e anche da regista basso in assenza di Calhanoglu, ha garantito qualità, eleganza e intelligenza tattica. Il suo piede vellutato ha aggiunto fantasia al centrocampo, mentre i suoi gol di grande bellezza hanno riportato nell’Inter una dimensione tecnica rara. Con Zielinski, i nerazzurri hanno trovato un interprete capace di cambiare ritmo e dare imprevedibilità alla manovra. Anche per questo, il 21° scudetto porta la firma di un gruppo completo, maturo e profondamente rinnovato.

Thuram non ci sta: «Capisco se hai una fede diversa ma certe cattiverie non vanno bene! Ci odiano e vogliono vederci morire»

Thuram sbotta: «Capisco se hai una fede diversa ma certe cattiverie non vanno bene! Ci odiano e vogliono vederci morire». Le parole

L’Inter di Cristian Chivu è esplosa di entusiasmo dopo la conquista del 21° Scudetto, trasformando Milano in un’enorme festa nerazzurra. Mentre la proprietà Oaktree e migliaia di tifosi celebrano il titolo del 2026, l’euforia ha travolto anche i protagonisti della stagione, che hanno voluto condividere il momento sui social.

Sui loro profili, diversi giocatori si sono lasciati andare a un lungo sfogo, rispondendo alle critiche accumulate durante l’anno e rivendicando con orgoglio il percorso che li ha portati al tricolore. Un modo per chiudere il cerchio: dalle contestazioni ai festeggiamenti, passando per un cammino che ha riportato l’Inter sul tetto d’Italia. Le parole sui social:

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PAROLE – “Sono veramente contento di aver vinto questo scudetto. Non ce l’ho con i giornalisti che fanno il loro lavoro, parlo di tifosi di altre squadre. Quest’anno c’è stata tanta cattiveria fuori dal mondo Inter, questo mi ha fatto male perché vuol dire che c’è tanta gente che non vuole bene a questa squadra. Capisco se hai una fede diversa, se da avversario ci fischi, ma certe cattiverie non vanno bene; ci odiano e vogliono vederci morire. Perché mi scrivono ‘devi morire’?!. Noi facciamo semplicemente il nostro lavoro, andiamo in campo per fare del nostro meglio“.

Giampaolo nel pre partita: «Bisogna fare una partita seria, non possiamo sbagliare praticamente nulla nella nostra condizione»

Giampaolo: «Bisogna fare una partita seria, non possiamo sbagliare praticamente nulla nella nostra condizione». Le sue parole

Marco Giampaolo, allenatore della Cremonese, è intervenuto nel pre‑partita della sfida valida per la 35ª giornata di Serie A 2025‑2026 contro la Lazio di Maurizio Sarri. Il tecnico grigiorosso ha parlato ai microfoni di DAZN, introducendo temi e sensazioni in vista del match.

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PAROLE «Bisogna fare una partita seria, non possiamo sbagliare praticamente nulla nella nostra condizione. Le energie sono orientate solo a questa partita che è uno spartiacque molto importante.

Mussolini e Zerbini giocheranno, Vardy ha ripreso a stare con noi da poco ma è un calciatore che non ha bisogno di tanto, può giocare uno spezzone senza problema, contento di averlo recuperato perché è un arma in più in attacco che posso usare».

Sarri svela nel pre gara: «Noi dobbiamo seguire i nostri obiettivi senza nessuna forma di riscaldamento nelle prossime partite»

Sarri svela: «Noi dobbiamo seguire i nostri obiettivi senza nessuna forma di riscaldamento nelle prossime partite»

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, è intervenuto nel pre‑partita della sfida valida per la 35ª giornata di Serie A 2025‑2026 contro la Cremonese di Giampaolo. Il tecnico biancoceleste ha parlato ai microfoni di DAZN, introducendo temi, sensazioni e aspettative in vista del match.

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OBIETTIVI – «Noi dobbiamo seguire i nostri obiettivi senza nessuna forma di riscaldamento nelle prossime partite per poter fare il meglio possibile».

TAYLOR E ZACCAGNI  «Taylor e Zaccagni stanno bene ma non sappiamo la durata, ma ora stanno piuttosto bene».

MALDINI – «Maldini? Gli chiedo di tirare fuori il potenziale enorme che ha. Nessuno ci è riuscito fin ora vediamo se io riesco a tirargli fuori tutta quella qualità che ha».

Infortunio Mendy, il Real Madrid perde il terzino: confermata la lesione alla gamba destra

Infortunio Mendy, Real Madrid in emergenza: il terzino va ko per una lesione muscolare alla gamba destra. Le ultimissime

Il Real Madrid perde nuovamente Ferland Mendy, costretto ai box dopo l’ennesimo infortunio muscolare. Il club ha comunicato tramite una nota ufficiale che il terzino francese ha riportato una lesione al tendine del muscolo retto femorale della gamba destra, problema accusato durante la sfida di Liga contro l’Espanyol, in cui era stato sostituito dopo appena 14 minuti. Una tegola pesante per Arbeloa, che nel rush finale della stagione dovrà rinunciare al giocatore, e una cattiva notizia anche per il CT della Francia Didier Deschamps, che potrebbe non poterlo convocare per i Mondiali a causa dei tempi di recupero.

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La stagione di Mendy si conferma un vero calvario: tra ricadute e nuovi stop, il francese ha saltato 29 delle 34 partite di campionato disputate finora dal Real Madrid, collezionando appena 9 presenze complessive tra Liga, Champions League e Coppa del Re. L’ultimo comunicato del club certifica un quadro fisico estremamente complicato, che mette seriamente a rischio il finale di stagione e la sua partecipazione agli impegni internazionali.

NOTA CLUB – A seguito degli esami effettuati oggi dal reparto medico del Real Madrid, al nostro giocatore Ferland Mendy è stata diagnosticata una lesione al tendine del muscolo retto femorale della gamba destra. Si attendono ulteriori sviluppi“.

Infortunio Berardi, come sta dopo il problema muscolare nella sfida contro il Milan. Le ultime sui tempi di recupero

Infortunio Berardi, l’attaccante ko col Milan: tutti gli aggiornamenti sulle sue condizioni e possibili tempi di recupero

Il Sassuolo ha trovato in un sinistro preciso di Domenico Berardi la chiave per sbloccare il match contro il Milan e indirizzare la gara verso un successo costruito con qualità e organizzazione. L’esterno neroverde, come spesso accade, ha offerto una prestazione ricca di giocate utili e intelligenti, risultando ancora una volta determinante nell’economia della squadra.

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Al 59’, però, è arrivata la nota stonata: Berardi ha chiesto il cambio per un problema fisico, lasciando il campo e generando immediata apprensione. A confermare il fastidio è stato Fabio Grosso nel post‑partita: “Domenico mi ha chiesto il cambio, mi auguro non sia niente di grave e mi auguro sia un affaticamento e niente di più”. Le parole del tecnico fotografano una situazione da monitorare con attenzione.

Per capire come sta realmente Berardi sarà necessario attendere gli esiti degli accertamenti previsti nelle prossime ore. Solo dopo gli esami si potranno conoscere l’entità del problema e i tempi di recupero, fondamentali per capire se il numero 10 potrà essere a disposizione nella prossima sfida di campionato, che vedrà il Sassuolo impegnato sul campo del Torino.

Formazioni ufficiali Cremonese Lazio: le scelte di Giampaolo e Sarri per la sfida di Serie A

Formazioni ufficiali Cremonese Lazio: le scelte di Giampaolo e Sarri per il match di Serie A, valido per la 35ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Cremonese Lazio, sfida valida per la 35ª giornata di Serie A 2025/26. Ecco le scelte di Giampaolo e Sarri:

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Le scelte degli allenatori: le formazioni ufficiali

In attesa del calcio d’inizio, sono state diramate le decisioni tattiche definitive prese dai due allenatori per questo snodo cruciale. Ecco i ventidue protagonisti che scenderanno sul prato verde dal primo minuto:

CREMONESE (4-4-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto, Pezzella; Floriani, Maleh, Grassi, Zerbin; Bonazzoli, Sanabria. Allenatore: Giampaolo.

LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Provstgaard, Romagnoli, Nuno Tavares; Basic, Patric, Taylor; Isaksen, Maldini, Zaccagni. Allenatore: Sarri.

Infantino celebra l’Inter sui social: “Amala”. Il messaggio del presidente FIFA per i Campioni d’Italia – FOTO

Infantino, dedica social all’Inter neo Campione d’Italia: “Amala”. Il presidente FIFA si unisce alla festa – FOTO

L’Inter riceve un riconoscimento speciale anche dai vertici del calcio mondiale. Nel pieno dei festeggiamenti per il 21° Scudetto, mentre proprietà Oaktree e tifosi tingono Milano di nerazzurro, arriva anche l’omaggio del presidente della FIFA Gianni Infantino, da sempre vicino ai colori interisti. Un gesto simbolico che conferma la risonanza internazionale del trionfo della squadra di Chivu.

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Infantino ha infatti pubblicato una storia sul proprio profilo Instagram, condividendo un video di Piazza Duomo invasa dai tifosi tra cori, fumogeni e fuochi d’artificio. Il numero uno della FIFA ha accompagnato le immagini con la parola “Amala”, seguita da un applauso e da due cuori nero e blu, taggando direttamente l’Inter. Un riferimento esplicito allo storico inno nerazzurro, che sottolinea ancora una volta il legame personale del dirigente con il club.

Il video rilanciato da Infantino mostra la portata globale della festa: una città trasformata in un mare nerazzurro, tra San Siro e il centro, in una notte che proietta l’Inter verso le sfide future. Un omaggio che, oltre a celebrare il presente, ribadisce la dimensione internazionale del progetto nerazzurro in vista del 2027.



 

Dani Alves riparte dalla fede: l’ex Barcellona e Juventus diventa predicatore evangelico e incanta Madrid

Dani Alves cambia vita! L’ex terzino di Barcellona e Juventus adesso predica la fede davanti a migliaia di persone

Dani Alves, ex terzino brasiliano classe 1983, torna al centro dell’attenzione pubblica ma ancora una volta lontano dal calcio giocato. L’ex Barcellona e Juventus è stato infatti uno dei protagonisti di The Change Madrid 2026, grande evento evangelico che ha radunato oltre 35mila persone al Metropolitano. Davanti alla platea, Alves ha ripercorso il suo recente passato segnato dalla detenzione e da una profonda svolta spirituale, raccontando il proprio cammino interiore con toni intensi: «Sono stato 14 mesi in prigione, ma proprio lì Cristo mi ha reso libero», ha dichiarato.

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L’ex nazionale brasiliano ha spiegato come la fede sia diventata il nuovo centro della sua vita dopo aver attraversato uno dei momenti più difficili. «Avevo perso tutto, ma proprio perdendo tutto ho trovato Gesù», ha raccontato, ricordando anche il “patto” con Dio di cui aveva già parlato sui social dopo la sua assoluzione: seguirlo in cambio della protezione della sua famiglia e delle persone che gli sono rimaste accanto. Un percorso che, secondo Alves, sarebbe iniziato grazie all’incontro con “un messaggero” arrivato «nel momento più buio, in mezzo alla tempesta».

L’evento madrileno, a ingresso gratuito, ha alternato musica gospel, testimonianze e predicazioni, con l’obiettivo dichiarato dagli organizzatori di trasformare la capitale spagnola in un punto di riferimento europeo per il movimento evangelico. In questo contesto, la presenza di Dani Alves — e il suo racconto personale — è stata uno dei momenti più attesi e simbolici della serata.

Fabregas trascina il Como e conquista l’Europa: il richiamo della Premier resta forte, ma lo spagnolo frena e si gode il momento

Como, progetto da sogno e guida illuminata: Fabregas superstar in Serie A, tra futuro in Premier e la lezione di Mourinho

Il Como vola e sogna in grande. Attualmente al quinto posto provvisorio in Serie A, la formazione lariana sta vivendo una stagione al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Il grande artefice di questa favola sportiva è, senza ombra di dubbio, Cesc Fàbregas. L’ex centrocampista spagnolo si sta consacrando come uno degli allenatori più chiacchierati, moderni e apprezzati dell’intero panorama calcistico europeo, portando in provincia un’identità di gioco precisa, coraggiosa e capace di tradursi in risultati sorprendenti.

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Il richiamo dell’Inghilterra: “La Premier è la migliore al mondo”
Nonostante il momento magico vissuto sulle rive del Lago, il tecnico iberico non ha dimenticato le sue radici calcistiche d’oltremanica.
In una lunga e intima intervista concessa al quotidiano britannico The Telegraph, l’ex stella di Arsenal e Chelsea non ha nascosto il suo profondo e immutato fascino per il campionato inglese, lasciando le porte aperte per il futuro. “È la migliore lega del mondo. Sono sempre stato molto, molto chiaro al riguardo”, ha confessato Fàbregas. “L’ho percepito quando ero un giocatore, lo sento oggi come allenatore e lo vivo da semplice tifoso”.


Il consiglio di Mourinho
La fretta, però, non appartiene al suo vocabolario, complice un prezioso consiglio ricevuto in passato da uno dei suoi più grandi maestri. “Un giorno, quando giocavo nel Chelsea, José Mourinho mi disse: ‘Ho ancora 30 anni per lavorare’. Seguendo quel ragionamento, potrei benissimo rimanere qui al Como per i prossimi dieci anni e avere comunque tutto il tempo per trasferirmi in Premier League tra 12 o 15 anni”, ha spiegato il tecnico, dimostrando una notevole maturità nella gestione della propria carriera.


Piedi per terra per godersi il viaggio lariano
Fàbregas, che proprio a Como ha appeso gli scarpini al chiodo nella stagione 2022/23 per poi intraprendere immediatamente l’avventura in panchina (riportando la squadra in Serie A nel 23/24), sa bene quanto il mondo del pallone sia volubile.
“Il calcio è incredibilmente imprevedibile, tutto può cambiare in una frazione di secondo”, ha chiosato lo spagnolo. “Un giorno sei celebrato come il migliore di tutti, il giorno successivo vieni etichettato come il peggiore. Proprio per questo motivo, il nostro imperativo deve essere semplicemente quello di goderci il momento. Quello che stiamo vivendo qui è qualcosa di bellissimo. Poi, vedremo cosa ci riserverà il futuro”.

Akanji Inter, scatta il riscatto dopo il tricolore! I nerazzurri confermano il pilastro difensivo. Le cifre dell’accordo

Akanji Inter, lo Scudetto fa scattare il riscatto del difensore: i nerazzurri ripartono dalla sua solidità. Tutte le cifre dell’operazione

L’Inter aggiunge un nuovo capitolo alla propria storia: con il successo ottenuto ieri sera, i nerazzurri hanno conquistato ufficialmente il 21° Scudetto, certificando un dominio netto e costante lungo tutta la stagione. Un trionfo che porta la firma di Cristian Chivu, artefice di un progetto tecnico solido, moderno e capace di riportare il tricolore a Milano.

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Akanji riscattato: scatta l’obbligo dopo lo Scudetto

Il titolo non porta solo gloria sportiva, ma anche conseguenze immediate sul mercato. Come riportano le ultime notizie in casa Inter, il raggiungimento matematico dello Scudetto ha fatto scattare la clausola che trasformava il prestito di Manuel Akanji in riscatto obbligatorio.

Il difensore svizzero, diventato un pilastro della retroguardia di Chivu, è stato uno dei protagonisti assoluti della stagione: fisicità, letture difensive impeccabili e continuità di rendimento lo hanno reso insostituibile.

Secondo gli accordi con il Manchester City, l’Inter verserà circa 15 milioni di euro nelle casse inglesi. Un investimento mirato, rivelatosi ampiamente vincente alla luce dell’impatto del giocatore.

Chivu riparte dalla difesa: le basi del nuovo ciclo

La conferma definitiva di Akanji rappresenta il primo tassello della squadra che Chivu vuole costruire per il futuro. Il tecnico ha chiesto garanzie sulla continuità del blocco difensivo, considerato il vero segreto del successo nerazzurro.

Con un allenatore che incarna il DNA Inter e un leader difensivo ormai pienamente integrato, la società punta a dare continuità a un progetto tecnico che ha appena riportato il tricolore a Milano.

Il futuro è già iniziato

I festeggiamenti per il 21° Scudetto sono soltanto all’inizio, ma in viale della Liberazione lo sguardo è già rivolto alla prossima stagione. L’obiettivo è chiaro: ripartire dalla solidità di Akanji e dalla guida carismatica di Chivu per confermarsi ai vertici del calcio italiano ed europeo.

Infortunio Deiola, ansia in casa Cagliari: presenza a rischio contro l’Udinese. Ecco cosa filtra

Infortunio Deiola, ora il Cagliari trema: a rischio la sfida con l’Udinese. Le sensazioni dopo il primo stop muscolare

Il pareggio del Dall’Ara non porta al Cagliari soltanto un punto prezioso nella corsa salvezza, ma anche una nuova fonte di preoccupazione. Al 38’ del primo tempo, infatti, Alessandro Deiola è stato costretto a fermarsi per un problema muscolare, lasciando il campo e obbligando lo staff tecnico a un cambio forzato che potrebbe pesare sul finale di stagione.

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Infortunio al quadricipite: ansia in vista di Cagliari‑Udinese

Il centrocampista ha accusato una fitta alla coscia destra, un fastidio improvviso che lo ha costretto ad abbandonare la gara prima dell’intervallo, proprio in un momento delicato del match. La dinamica dell’infortunio invita alla massima prudenza: il rischio di una lesione non è da escludere e solo gli esami strumentali dei prossimi giorni chiariranno l’entità del problema.

La sua presenza per la sfida contro l’Udinese è dunque in forte dubbio, e il Cagliari attende con apprensione il responso medico per capire se potrà contare sul suo leader nella volata finale del campionato.

Alisson Juve, arrivano conferme dall’Inghilterra: la volontà dei bianconeri è chiara! Le ultime sulla trattativa

Alisson Juve, la trattativa prende quota: conferme inglesi sull’obiettivo bianconero e retroscena sulla possibile operazione

Il mercato dei portieri è pronto a esplodere con una voce destinata a scuotere la Serie A: secondo quanto riportato da Sky Sport News, la Juventus avrebbe messo nel mirino uno dei migliori numeri uno al mondo. L’ipotesi di vedere Alisson Becker in bianconero non è più una semplice suggestione estiva, ma una pista concreta che potrebbe ridisegnare le gerarchie tra i pali del campionato italiano.

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La dirigenza torinese considera il brasiliano il rinforzo ideale per la prossima stagione: un profilo di livello internazionale, capace di garantire leadership, esperienza e affidabilità assoluta.

Il ritorno in Serie A e la volontà della Juve

Per Alisson sarebbe un ritorno nel campionato italiano, dove aveva già brillato con la maglia della Roma prima del trasferimento al Liverpool. L’idea nasce dalla volontà di Comolli e Spalletti di alzare ulteriormente il livello tecnico e caratteriale dello spogliatoio, affidando la porta a un portiere completo e abituato a competere ai massimi livelli.

L’ostacolo Liverpool e la strategia bianconera

Strappare Alisson ai Reds non sarà semplice. Il club inglese lo considera un pilastro, ma le dinamiche del mercato internazionale potrebbero aprire spiragli inattesi. Per la Juventus servirebbe un investimento importante, sostenibile solo attraverso cessioni di peso o grazie ai ricavi della nuova Champions League.

L’entourage del giocatore osserva con attenzione: la prospettiva di un nuovo ciclo vincente a Torino potrebbe rappresentare uno stimolo concreto per valutare un cambiamento.

Perché Alisson sarebbe il profilo perfetto

Oltre alle qualità tecniche, Alisson porterebbe alla Juve ciò che oggi manca: sicurezza nel gioco con i piedi, personalità, capacità di guidare una difesa spesso incerta. Nel calcio moderno, dove il portiere è sempre più un regista aggiunto, il brasiliano rappresenterebbe il tassello ideale per il sistema che la società vuole costruire. La pista è complessa, ma la Juventus ci crede. E il nome di Alisson, giorno dopo giorno, diventa sempre più centrale nei piani bianconeri.

Inchiesta arbitri, Nasca e Di Vuolo ascoltati mesi fa: emergono nuovi dettagli! Le ultimissime notizie

Inchiesta arbitri, Nasca e Di Vuolo interrogati già mesi prima: spuntano nuovi elementi nelle carte. Le ultimissime novità

Gli arbitri Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo sono già stati ascoltati nei mesi scorsi nell’ambito dell’inchiesta milanese sul sistema arbitrale, che ipotizza il reato di concorso in frode sportiva. I due assistenti VAR risultano tra gli indagati per la gestione della partita Inter‑Verona del 6 gennaio 2024, match finito sotto la lente della Procura per una decisione controversa legata a una presunta gomitata di Alessandro Bastoni non sanzionata.

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Secondo quanto riferito dall’ANSA, il pm Maurizio Ascione, titolare del fascicolo, aveva convocato Nasca quando l’indagine era ancora riservata, ascoltandolo in qualità di VAR di quella gara. In sala VAR, come AVAR, era presente anche Di Vuolo. L’attività istruttoria proseguirà nei prossimi giorni: salvo cambi di programma, è attesa anche la convocazione di Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, come persona informata sui fatti.

Nel procedimento figura anche il designatore arbitrale di Serie A e B Gianluca Rocchi, insieme ad altri professionisti legati alla gestione tecnica del VAR. Intanto, giovedì scorso si è svolto un lungo interrogatorio di Andrea Gervasoni, che ha respinto le accuse e fornito la propria versione dei fatti, aggiungendo un nuovo tassello a un’inchiesta che continua ad allargarsi.


Veerman, prestazione shock nel big match col Ajax: i van de Kerkhof lo attaccano e avvertono Koeman

Veerman, notte da incubo contro l’Ajax: le leggende van de Kerkhof lo stroncano e lanciano l’allarme per la convocazione agli Oranje

Il fischio finale del big match tra PSV Eindhoven e Ajax ha lasciato strascichi pesanti, soprattutto per quanto riguarda le prestazioni individuali. Al centro del mirino della critica sportiva olandese è finito Joey Veerman, centrocampista del PSV, protagonista di una prova giudicata gravemente insufficiente, tanto da essere sostituito da Peter Bosz. A non fargli sconti sono state due icone storiche del calcio olandese, i gemelli Willy e René van de Kerkhof, che hanno espresso forte perplessità sull’atteggiamento del giocatore.

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Lo stupore di Willy: “Mai visto giocare così male”
Intervenuti nel corso del loro consueto programma De Willy en René PSV-podcast, i due ex campioni non hanno usato mezzi termini. Willy van de Kerkhof ha aperto le danze evidenziando l’inadeguatezza della prestazione in una sfida di tale caratura: “Non l’ho mai visto giocare in modo così disastroso”, ha affermato con convinzione. L’ex bandiera ha poi tracciato un paragone netto con la propria epoca, sottolineando la mancanza di mordente: “Come si fa a giocare così male quando si affronta l’Ajax? Ai nostri tempi potevamo avere anche una settimana libera, ma quando arrivava il momento della partita scendevamo in campo e facevamo semplicemente il nostro dovere”.


I dubbi di René: “Si può ancora considerare un top player?”
Sulla stessa lunghezza d’onda si è sintonizzato il fratello René, che si è spinto oltre mettendo in discussione lo status stesso del calciatore. “È ancora un giocatore di vertice?”, si è domandato apertamente. “Non è accettabile scendere in campo e offrire un simile spettacolo. In una partita di cartello devi essere concentrato al cento per cento. Che abbia giocato così male, per me, è davvero del tutto incomprensibile”.


Il treno per la Nazionale e il messaggio a Koeman
L’aspetto più critico analizzato dai fratelli van de Kerkhof riguarda le pesanti ripercussioni sul futuro internazionale di Veerman. A causa di una recente serie di infortuni che ha colpito la Nazionale, il centrocampista era tornato prepotentemente in corsa per un posto nella selezione degli Oranje. Secondo René, tuttavia, questa débâcle ha chiuso definitivamente le porte a un’eventuale chiamata. “Era un serio candidato per il Mondiale e gioca in questo modo…”, ha commentato amaro. “Questo è un segnale chiarissimo inviato al commissario tecnico Ronald Koeman: è come se gli avesse comunicato di non voler partire. Domenica si è letteralmente auto-escluso dalla rosa per il Mondiale”, ha concluso in maniera lapidaria.

Milan, attacco in blackout: per ritrovare l’ultimo gol di un attaccante rossonero bisogna tornare addirittura a marzo. I numeri

Milan, l’emergenza offensiva sempre più grave: l’ultima rete di un attaccante risale al mese di marzo. Tutti i numeri

Il momento del Milan di Massimiliano Allegri è sempre più allarmante, soprattutto sul piano offensivo. La squadra ha perso cattiveria sotto porta e sta vivendo una sterilità realizzativa che pesa in modo enorme sul cammino in campionato. I numeri parlano chiaro: «Il Milan anche oggi non ha segnato. Anche contro il Sassuolo gli attaccanti rossoneri sono rimasti a secco, prolungando un digiuno che fa un baffo a quello quaresimale».

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Una crisi che non riguarda un singolo giocatore, ma l’intero reparto avanzato.

Un digiuno collettivo che dura da mesi

Le statistiche descrivono un quadro impietoso: «L’ultima rete di un calciatore offensivo milanista risale al 1° marzo, quando Rafael Leao segnò contro la Cremonese. I suoi compagni non segnano da ancora più tempo: Christian Pulisic non va a segno dal 28 dicembre ed è praticamente scomparso dai radar. In totale, i cinque attaccanti rossoneri hanno accumulato 722 giorni di digiuno».

Un dato che fotografa una crisi profonda, generalizzata e senza segnali di inversione.

Crisi Milan: tutti i numeri del blocco offensivo

Ecco il dettaglio della sterilità rossonera, giocatore per giocatore:

  • Christian Pulisic — non segna da 126 giorni (Milan‑Verona 3‑0, 28 dicembre 2025)
  • Niclas Füllkrug — non segna da 105 giorni (Milan‑Lecce 1‑0, 18 gennaio 2026)
  • Christopher Nkunku — non segna da 69 giorni (Bologna‑Milan 0‑3, 3 febbraio 2026)
  • Santiago Gimenez — in campionato non segna da 359 giorni (Milan‑Bologna 3‑1, 9 maggio 2025)
  • Rafael Leao — non segna da 63 giorni (Cremonese‑Milan 0‑2, 1° marzo 2026)

Un elenco che evidenzia un crollo totale del reparto offensivo, incapace di incidere da settimane.

Allegri, priorità assoluta: ritrovare il gol

Per Allegri, risolvere questa emorragia di reti è diventata la missione principale per provare a salvare il finale di stagione. Senza una svolta immediata, il rischio è che la crisi offensiva comprometta definitivamente gli obiettivi del Milan.

Calciomercato Barcellona, pronta un’offerta da 90 milioni dalla Saudi Pro League per Raphinha: il club valuta la cessione

Calciomercato Barcellona, maxi‑offerta saudita per Raphinha: 90 milioni sul tavolo e possibile addio a sorpresa

Il Barcellona potrebbe presto trovarsi davanti a una scelta delicata: dalla Saudi Pro League è in arrivo un’offerta da circa 90 milioni di euro per Raphinha, una cifra che costringerebbe il club a riflettere tra esigenze tecniche e necessità finanziarie. L’esterno brasiliano, però, ha già fatto sapere di voler restare in Catalogna.

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Offerta saudita da 90 milioni: il Barça valuta

Secondo Marca, diversi club arabi sono pronti a mettere sul tavolo oltre 90 milioni di euro, accompagnati da un contratto personale estremamente ricco per il giocatore. Nonostante ciò, Raphinha — che nel maggio 2025 ha firmato un rinnovo fino al 2028 — non sembra intenzionato a lasciare la Liga.

Il valore tecnico di Raphinha e i limiti economici del Barça

Sul campo, l’ex Leeds sta vivendo una delle sue migliori stagioni: 19 gol e 8 assist in 31 presenze, numeri che lo rendono uno degli attaccanti più produttivi della rosa blaugrana. La sua duttilità tattica è un valore aggiunto, anche se gli infortuni lo hanno costretto a saltare 23 partite tra club e nazionale.

La dirigenza, però, deve fare i conti con una situazione economica complessa. Trattenere Raphinha è la priorità tecnica, ma la possibilità di incassare una cifra così elevata rappresenta una tentazione concreta. Come riportato da Marca, il club attende un’offerta ufficiale prima di prendere una decisione definitiva.

Flick lo considera fondamentale

Hansi Flick ha più volte ribadito l’importanza di Raphinha nel suo progetto. L’allenatore tedesco ne apprezza l’impegno quotidiano e la capacità di incidere nei momenti chiave.

«Rapha è uno di quei giocatori che dà sempre il 100%. Ha sofferto in questa stagione, ma per noi è fondamentale», ha dichiarato Flick alla vigilia della vittoria per 2‑1 contro l’Osasuna.

Il Barça attende la mossa saudita

Il Barcellona, dunque, resta in attesa. La cessione non è considerata prioritaria, ma un’offerta da 90 milioni garantirebbe una plusvalenza significativa rispetto ai 58 milioni investiti nel 2022 per acquistarlo dal Leeds.

Con l’avvicinarsi del mercato estivo, il club dovrà trovare un equilibrio tra ambizioni sportive e sostenibilità economica. E la decisione su Raphinha potrebbe diventare uno dei dossier più caldi dell’estate blaugrana.

Napoli, conto alla rovescia per la Champions: cosa deve accadere per la qualificazione matematica

Quando il Napoli può festeggiare la Champions: tutte le combinazioni per la qualificazione aritmetica. I dettagli

Il pareggio di Como ha consegnato al Napoli di Conte un’occasione enorme: lunedì, contro il Bologna alle 20.45, gli azzurri avranno il primo vero match point per blindare la qualificazione alla prossima Champions League. Una metafora tennistica più che mai calzante: con una vittoria, il pass europeo sarebbe aritmetico con due giornate d’anticipo, rendendo irrilevanti i risultati delle rivali.

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Il Napoli, insomma, è padrone del proprio destino. Indipendente, autonomo. E non è tutto: se il Como non dovesse battere il Verona e la Roma non riuscisse a vincere né oggi contro la Fiorentina né tra sei giorni contro il Parma, agli azzurri basterebbe anche un pareggio. I calcoli andranno aggiornati soprattutto in relazione all’Atalanta, ma la sostanza cambia poco: la strada è tracciata.

Napoli, la certezza è vicina

La volata Champions è ormai alle battute finali. Conte e i suoi hanno il primo match point per tornare subito nella competizione più prestigiosa, dopo l’ultima partecipazione chiusa con un deludente trentesimo posto e l’eliminazione alla fase a gironi.

La classifica parla chiaro: Napoli secondo a 70 punti, +3 sul Milan, +5 sulla Juventus, +8 sul Como e +9 sulla Roma (che deve ancora recuperare una partita). Con un successo sul Bologna, gli azzurri salirebbero a 73, diventando irraggiungibili sia dal Como — che al massimo può arrivare a 71 — sia dalla Roma, che pur potendo teoricamente toccare quota 73 sarebbe penalizzata dagli scontri diretti.

Anche in caso di arrivo a tre con Milan e Roma, la classifica avulsa premierebbe comunque gli azzurri. Per la certezza assoluta, però, il Napoli deve vincere. Solo allora resterebbe da definire la posizione finale: il secondo posto è l’obiettivo residuo di Conte, e i risultati dell’ultimo turno (pari del Como, ko del Milan) hanno consolidato il vantaggio sugli inseguitori.

L’altra strada

Esiste anche un secondo scenario, legato ai risultati delle rivali. Se il Como non andrà oltre il pareggio con il Verona e la Roma farà lo stesso contro Fiorentina o Parma, il Napoli sarebbe aritmeticamente qualificato anche con un pari contro il Bologna. A due giornate dal termine, gli azzurri manterrebbero il +8 sul Como e la Roma, pur potendo arrivare a -6, sarebbe comunque penalizzata dai testa a testa e da un’eventuale classifica avulsa.

Il giorno decisivo

Lunedì sarà una data chiave per la stagione del Napoli: non solo per la qualificazione Champions, ma anche per ciò che ne conseguirà. Una volta ottenuta l’aritmetica, cadrà l’ultimo velo sul futuro: arriverà il momento dell’atteso confronto Conte–De Laurentiis, il summit che dovrà definire piani, ambizioni e direzione del nuovo ciclo.

Marcelino Villarreal, è finita! Il club annuncia l’addio a fine stagione con un comunicato ufficiale

Marcelino Villarreal, l’annuncio ufficiale del sottomarino giallo in vista della prossima stagione. Le ultimissime notizie

Marcelino è pronto a lasciare il Villarreal. Dopo aver centrato la qualificazione alla prossima Champions League, il club spagnolo ha ufficializzato il cambio in panchina in vista della nuova stagione, aprendo così un nuovo ciclo tecnico.

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COMUNICATO – Il Villarreal CF e Marcelino García Toral si separeranno al termine della stagione. L’allenatore asturiano concluderà così la sua seconda esperienza alla guida del club, dopo essere arrivato nel 2023 e aver conquistato la qualificazione alla Champions League per il secondo anno consecutivo e per la prima volta nella storia della società. Il Villarreal CF desidera ringraziare pubblicamente Marcelino e il suo staff tecnico per la professionalità, l’impegno e la dedizione dimostrati fin dal primo giorno, nonché per il contributo quotidiano dato alla crescita della squadra durante le sette stagioni in cui Marcelino l’ha guidata in due periodi distinti (2013-2016 e 2023-2026). L’allenatore asturiano è diventato il tecnico con il maggior numero di partite nella storia del club, concludendo con 298 incontri in tutte le competizioni, e detiene il record di vittorie con 145 successi fino ad oggi”.

Durante il suo periodo alla guida della squadra gialla, Marcelino ha raggiunto traguardi straordinari come il ritorno del Villarreal CF nella massima serie del calcio spagnolo (2013) e cinque qualificazioni europee tra UEFA Champions League ed Europa League, raggiungendo le semifinali nel 2016, oltre alle semifinali di Copa del Rey nel 2015. Il Villarreal CF gli renderà omaggio nell’ultima partita di Liga contro l’Atlético Madrid, in occasione della festa per la vittoria della Champions League che si terrà insieme ai tifosi. Grazie di cuore, Marce. Grazie per tutto quello che hai dato a questo club e ai suoi tifosi. Ti auguriamo il meglio per il tuo futuro sportivo”.

Ausilio sicuro: «Bastoni? Non è arrivata nessuna chiamata e a maggior ragione non saremo noi a chiamare nessuno»

Ausilio: «Bastoni? Non è arrivata nessuna chiamata e a maggior ragione non saremo noi a chiamare nessuno». Le parole

Nel post‑partita di Inter‑Parma, la gara che ha consegnato matematicamente lo Scudetto ai nerazzurri, Piero Ausilio è intervenuto ai microfoni di QSVS. Il direttore sportivo dell’Inter ha commentato la serata tricolore e il percorso della squadra. Queste le sue parole.

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E’ ARRIVATA UNA TELEFONATA DA BARCELLONA PER BASTONI? «La mia era una battuta. Il fatto della chiamata era una risposta ed una domanda. Continuo a precisare che noi Bastoni ce lo vogliamo tenere, siamo contenti di averlo e non sarà certo l’Inter a chiamare qualcuno per proporre la cessione. È un capitale dell’Inter, dell’Italia, forte, un ragazzo incredibile e vogliamo tenercelo stretto».

PERO’ NON MI HAI RISPOSTO… «Non è arrivata nessuna chiamata e a maggior ragione non saremo noi a chiamare nessuno: era questo il senso della mia risposta!».

Bernardo Silva Juve, affondo di Spalletti: colloquio diretto col giocatore e novità sul possibile trasferimento

Bernardo Silva Juve, i bianconeri accelerano: ecco il retroscena del contatto e aggiornamenti sull’affare

Il calciomercato della Juventus entra nel vivo con una suggestione che sta accendendo l’entusiasmo dei tifosi bianconeri. Le recenti indicazioni tattiche hanno confermato che Luciano Spalletti ha chiesto un rinforzo di altissimo livello nel ruolo di trequartista, un giocatore capace di legare centrocampo e attacco con qualità, estro e visione. In questo quadro, la pista Bernardo Silva‑Juve è diventata la priorità assoluta della dirigenza.

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Il fantasista portoghese, colonna del Manchester City e della sua nazionale, rappresenta il profilo ideale per alzare il tasso tecnico della rosa e dare una svolta al progetto bianconero.

Spalletti chiama Bernardo Silva

Secondo La Gazzetta dello Sport, Spalletti non si sarebbe limitato a indicare il nome: avrebbe già contattato personalmente Bernardo Silva per illustrargli il ruolo centrale che avrebbe nel nuovo progetto tattico. Una telefonata mirata a capire la reale disponibilità del classe ’94 a lasciare la Premier League dopo anni di successi e a misurarsi con la Serie A.

La Juventus, insomma, non sta solo sondando il terreno: sta provando a costruire un’operazione concreta per ridisegnare la propria identità tecnica.

La concorrenza e il nodo stipendio

La strada, però, è tutt’altro che semplice. Bernardo Silva sta valutando diverse opzioni per il futuro e la Juventus dovrà superare la concorrenza di numerosi top club europei. A pesare c’è anche il tema economico: i bianconeri non potrebbero avvicinarsi ai circa 18 milioni lordi percepiti dal giocatore in Inghilterra. L’investimento resterebbe comunque molto impegnativo, anche con una proposta più contenuta.

La dirigenza punta però su due leve: il fascino della maglia e la possibilità di mettere il portoghese al centro del progetto, come leader tecnico assoluto.

Il valore aggiunto di Bernardo Silva

L’arrivo di Bernardo Silva cambierebbe radicalmente il volto della Juventus. Spalletti gli affiderebbe le chiavi della manovra, con il compito di dettare i ritmi, creare superiorità e ispirare le punte. Un innesto del genere non significherebbe solo rinforzare un reparto, ma lanciare un segnale forte al campionato e all’Europa: la Juventus vuole tornare protagonista.

Il sogno è ambizioso, la trattativa complessa, ma la volontà di Spalletti e della dirigenza è chiara. E il nome di Bernardo Silva continua a rimanere in cima alla lista.

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