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Manchester City, pari amaro con l’Everton: Guardiola perde terreno nella corsa Premier, Donnarumma protagonista in negativo

Manchester City, pari amaro con l’Everton: perso terreno nella corsa Premier con l’Arsenal, Donnarumma protagonista in negativo

Il Manchester City non perde, ma il pareggio per 3-3 sul campo dell’Everton pesa come una sconfitta nella corsa alla Premier League. La squadra di Pep Guardiola, allenatore catalano dei Citizens, riesce a evitare il ko soltanto al 97’, grazie a una giocata di Jérémy Doku, esterno belga decisivo nel finale. Un gol importante per allungare la striscia senza sconfitte in campionato, ma insufficiente per tenere davvero il passo dell’Arsenal, ora avanti di 5 punti e con tre partite ancora da disputare contro le quattro del City.

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Manchester City, crollo improvviso dopo il vantaggio

La gara sembrava sotto controllo per il Manchester City, ma l’errore di Marc Guehi ha cambiato completamente l’inerzia della partita. Un retropassaggio troppo corto ha favorito l’Everton, permettendo ai Toffees di trovare il pareggio. Da quel momento la squadra di Guardiola ha perso certezze, mostrando fragilità difensive evidenti. Il 2-1 di O’Brien è arrivato sugli sviluppi di un calcio d’angolo, con responsabilità anche di Gianluigi Donnarumma, portiere italiano, uscito male e lasciando la porta scoperta. Poco dopo, lo scatenato Thierno Barry ha firmato il 3-1, completando la rimonta dei padroni di casa.

Manchester City, Haaland e Doku tengono viva una speranza

Nel finale il City ha provato a reagire. Erling Haaland, centravanti norvegese, ha riaperto la partita, mentre lo stesso Donnarumma si è spinto in avanti sui calci d’angolo per cercare il colpo di testa del possibile pareggio. A salvare almeno un punto è stato Doku, autore della seconda giocata decisiva della sua partita. Il pari, però, non cancella la sensazione di occasione sprecata. Ora il calendario diventa intenso: sabato all’Etihad arriverà il Brentford, poi ci sarà il recupero contro il Crystal Palace e, sullo sfondo, la finale di FA Cup del 16 maggio. Per il titolo, al Manchester City non basterà più vincere: servirà anche un passo falso dell’Arsenal di Mikel Arteta.

Pacione si racconta: «Così Juve-Barcellona mi rovinò la carriera, ma non mi rimprovero nulla. Mi piacerebbe tornare al Chievo»

Pacione si racconta: «Così Juve-Barcellona mi rovinò la carriera, ma non mi rimprovero nulla». Le parole dell’ex attaccante

Atalanta, Juventus, Verona, Torino, Reggiana sono alcuni dei club di Marco Pacione, attaccante degli anni ‘80. Famoso più per una partita mal giocata che per i gol fatti o per la successiva carriera dirigenziale. La Gazzetta dello Sport lo ha incontrato per aprire la sua valigia dei ricordi.

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JUVE-BARCELLONA GLI HA ROVINATO LA CARRIERA – «Un po’ sì. Qualcosa forse sarebbe cambiato. Ma non mi rimprovero nulla: ho sempre dato il massimo. Quando arrivai alla Juve ero considerato una promessa. Nella vita di chiunque ci sono giornate in cui commetti degli errori e le cose vanno male. A me purtroppo è successo nell’occasione più importante. Tutta Italia era davanti alla tv, Juve-Barcellona era una partita bellissima».

LE OCCASIONI FALLITE – «La prima, soprattutto: Laudrup mi servì un bel pallone e io provai a colpire d’esterno. Il campo purtroppo non era bello, la palla rimbalzò male e sbagliai. Non cerco alibi, fu un mio errore. Sulla seconda occasione arrivai semplicemente in leggero ritardo sul cross da destra. Poi, sempre nel primo tempo, il portiere del Barça fece una bella parata su un mio tiro al volo. Il vero dispiacere fu l’eliminazione».

QUANTO CI HA PENSATO – «Quella partita me la sono portata dentro a lungo. Anche se avessi voluto dimenticarla, la gente me la ricordava di continuo. E allora ho imparato a conviverci, con il rischio di esserne condizionato. Sono contento della mia reazione. Contro il Barcellona giocai perché erano infortunati Serena e Briaschi, ma mi sentivo pronto. E per me è stato un grande orgoglio far parte di quella squadra piena di campioni dal punto di vista tecnico e umano».

LO SCUDETTO DEL 1986 – «E ci fu un momento in cui pensammo di averlo buttato. Poi alla penultima giornata noi battemmo il Milan e nel frattempo la Roma perdeva con il Lecce: leggevamo gli aggiornamenti sul tabellone dello stadio e non ci credevamo. Nello spogliatoio c’erano dei giganti: Platini, Cabrini, Scirea e tutti gli altri. Avevo un ottimo rapporto anche con Boniperti e Trapattoni».

GIANNI AGNELLI – «Alla fine di quella stagione la Juve mi cedette al Verona. A quei tempi, prima delle partite, ci si riscaldava nei corridoi dello stadio, non in campo. E mentre mi preparavo per giocare a Torino contro la Juve, vidi arrivare da lontano l’Avvocato. Ero indeciso se disturbarlo per un saluto. Fu lui a venirmi incontro: “Come sta, Pacione?”. “Bene, Avvocato, grazie”. “Sta andando bene nel Verona: è la conferma che con lei ci avevamo visto giusto”. Un bel pensiero, per nulla dovuto, che dimostra la grande sensibilità di quell’uomo».

2 GOL IN VERONA-JUVE – «Provai una grande soddisfazione, ma solo perché all’epoca non era affatto facile fare due gol contro una grande squadra».

L’ATALANTA – «I bergamaschi mi hanno voluto molto bene e sono legato a loro e al club. Mi invitano spesso, anche poco tempo fa all’inaugurazione del monumento dedicato alla vittoria in Europa League. Da ragazzo per tre anni e mezzo vissi nel convitto dell’Atalanta, la Casa del Giovane».

HA SMESSO A 31 ANNI – «Avevo problemi alle cartilagini delle anche. C’era la possibilità di giocare in Scozia ma fu meglio fermarsi. Io ero un attaccante molto fisico, facevo a sportellate, ero generoso. Però mi sono infortunato parecchie volte».

IL CHIEVO – «Una meravigliosa esperienza da team manager, durata 26 anni. Ho avuto la fortuna di conoscere la famiglia Campedelli quando c’era ancora il papà di Luca e li ringrazierò sempre per avermi accolto e permesso di partecipare a un’avventura bellissima. L’emozione più intensa fu a San Siro, quando battemmo l’Inter di Ronaldo e Vieri e andammo in testa alla classifica. Poi abbiamo giocato i preliminari di Champions e la Coppa Uefa. Diciassette anni di A e nove di B: una vita. Che porto con me ogni giorno».

HA SOFFERTO IL FALLIMENTO DEL CLUB – «Tantissimo. È una ferita aperta, che non si rimarginerà mai. Il Chievo non meritava di finire così. Giocammo l’ultima partita a Venezia, nei playoff per la promozione in A: perdemmo 3-2 ai supplementari. Poi ci fu impedita l’iscrizione. Qualcuno ha voluto che il Chievo morisse: si poteva evitare».

SE CAMPEDELLI RIENTRASSE NEL CHIEVO – «A me piacerebbe essere coinvolto. Il Chievo è una parte fondamentale della mia vita e io amo il calcio. In questa stagione ho fatto l’osservatore per alcuni amici. L’anno prossimo farò il ds di una squadra di Serie D. Quando sono vicino a un campo, mi viene la voglia di palleggiare, di tirare. La mia vita è girata intorno al pallone e alla famiglia: mia moglie Esmeralda e nostro figlio Gianmarco. Il calcio era il sogno che avevo da bambino e che poi ho avuto la fortuna di realizzare mettendoci un impegno costante e infinito. Non dipende dalla maglia che indossi o dalla grandezza dello stadio in cui giochi. Ma da quello che senti dentro: passione viscerale».

Inchiesta arbitri, il pm convoca il responsabile dei calendari Butti: nuova fase per la Procura di Milano

Inchiesta arbitri, il pm Ascone convoca il responsabile dei calendari, Andrea Butti: nuova fase per la Procura di Milano. Il punto

L’inchiesta arbitri condotta dalla Procura di Milano entra in una nuova fase. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il pubblico ministero Maurizio Ascione avrebbe convocato Andrea Butti, responsabile dell’Ufficio Competizioni della Lega Serie A, che sarà ascoltato probabilmente già nei prossimi giorni. Al momento non risulterebbero invece convocazioni per altri profili apicali della Lega, compreso l’amministratore delegato Luigi De Siervo, che non avrebbe ricevuto comunicazioni dal pm.

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Inchiesta arbitri, perché viene ascoltato Butti

La convocazione di Butti sarebbe legata al suo ruolo operativo. In qualità di responsabile delle competizioni, è lui a gestire diversi contatti con il designatore arbitrale per questioni organizzative e logistiche. Un esempio riguarda le edizioni della Supercoppa italiana disputate in Arabia Saudita, per le quali Butti avrebbe avuto rapporti con Gianluca Rocchi, ex designatore della CAN, per le pratiche relative ai visti dei direttori di gara designati. Anche il Centro VAR di Lissone, di proprietà della Lega Serie A, potrebbe rappresentare un ulteriore motivo di contatto tra le parti, soprattutto per la gestione degli spazi e delle sale dedicate agli arbitri.

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Inchiesta arbitri, ora attenzione agli addetti arbitrali dei club

Dopo aver ascoltato numerosi rappresentanti del mondo arbitrale nell’ultimo anno, Ascione sembrerebbe ora intenzionato ad allargare il perimetro delle audizioni ad altre figure coinvolte nei rapporti tra club, Lega e arbitri. Nelle prossime settimane potrebbero essere sentiti anche gli addetti agli arbitri delle società di Serie A. Tra questi il nome più noto è quello di Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter, citato indirettamente in una delle intercettazioni chiave in cui Rocchi avrebbe parlato con Andrea Gervasoni di «Giorgio» in relazione alle designazioni di Colombo per Bologna-Inter e di Doveri per Inter-Milan di Coppa Italia. La Procura punta a ricostruire il quadro completo dei rapporti e delle comunicazioni.

Conte Napoli, faccia a faccia con De Laurentiis soltanto dopo la Champions: occhio alla rifondazione in vista

Conte Napoli, faccia a faccia con De Laurentiis soltanto dopo la Champions: occhio alla rifondazione in vista. Il punto tra mercato e futuro

Antonio Conte è stato chiaro: il faccia a faccia decisivo con Aurelio De Laurentiis avverrà solo a qualificazione Champions aritmeticamente in tasca. Al Napoli basta una vittoria nelle ultime tre giornate per blindare l’obiettivo e puntare a un secondo posto che, seppur onorevole, non cancella le amarezze stagionali. Lontani dalla lotta per confermarsi campioni d’Italia, fuori ai quarti di Coppa Italia e clamorosamente 30esimi nella fase a gironi di Champions League, gli azzurri sono consapevoli che serve un netto cambio di rotta. Il focus di oggi di Tuttosport.

Il nodo ingaggi

Sul tavolo presidenziale pesano questioni strutturali, a partire da un monte ingaggi lievitato a 109 milioni lordi (135 con i bonus). Il dato allarmante è che ben il 61% di questa somma finanzia i giocatori over 30. Lo svecchiamento della rosa è un imperativo categorico:
• I partenti: Juan Jesus e Spinazzola saluteranno a parametro zero. Titoli di coda anche per Romelu Lukaku, zavorrato da un ingaggio di 7,6 milioni lordi.
• I rebus: resta in bilico il futuro di Kevin De Bruyne (top earner con 11,1 milioni) e di Alex Meret, ormai superato nelle gerarchie tra i pali da Milinkovic-Savic.

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La grana infortuni

Il mercato in uscita sarà un vero rompicapo. A fine stagione rientreranno dai prestiti 20 giocatori (costati complessivamente 142,5 milioni). Di questi, ben 80 milioni sono stati investiti proprio nell’era Conte per elementi come Lucca, Lang e Rafa Marin. Negli ultimi due anni il saldo acquisti-cessioni registra un passivo pesante di 164,5 milioni. A questo si aggiunge il capitolo infermeria: 42 stop stagionali, di cui 33 di natura muscolare. Un dato inaccettabile su cui De Laurentiis pretende estrema chiarezza.

I numeri neri della gestione Conte

Statistiche alla mano, per il tecnico salentino è la peggior stagione dal suo primo anno alla Juventus, essendo l’unica in cui non supererà la soglia degli 80 punti. Anche l’attacco ha tradito le attese: 8 gare su 35 senza reti in campionato. Sotto la guida di Conte, il Napoli è rimasto a secco nel 21% dei match disputati (peggio hanno fatto solo Calzona, Donadoni e Reja negli ultimi 18 anni).
Ora, archiviati i due giorni di riposo, la testa è solo alla sfida contro il Bologna: serve l’ultimo sforzo per chiudere la pratica Champions e dare ufficialmente il via alla rifondazione.

Nico Paz Inter, lui il regalo scudetto? La situazione tra Como e Real Madrid

Nico Paz Inter, lui il regalo scudetto? La situazione tra Como e Real Madrid e la strategia dei nerazzurri per l’estate

Il 21° scudetto ha blindato ulteriormente il futuro di Cristian Chivu, allenatore dell’Inter. Secondo il Corriere dello Sport, il tecnico romeno allungherà presto il contratto fino al 2028, con adeguamento dell’ingaggio da 2,5 a circa 3,5 milioni più bonus. Una scelta in linea con la filosofia di Beppe Marotta, presidente nerazzurro, che non vuole iniziare una stagione con l’allenatore in scadenza. Dopo un campionato dominato, chiuso con distacchi pesanti su Napoli, Milan e Juventus, l’Inter prepara ora una nuova fase tecnica.

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Nico Paz Inter, il grande obiettivo per alzare la qualità

Il nome più affascinante resta quello di Nico Paz, trequartista argentino classe 2004 del Como. Secondo Tuttosport, il talento sudamericano sarebbe il possibile regalo scudetto per Chivu, che chiede un giocatore capace di aggiungere qualità, fantasia e soluzioni diverse sulla trequarti. Il budget iniziale dell’Inter dovrebbe aggirarsi sui 40-45 milioni, a cui andranno aggiunti gli incassi dalle cessioni. I nomi in uscita restano Davide Frattesi, Luis Henrique, Andy Diouf, Josep Martinez, oltre ai rientranti Pavard, Asllani e Akinsanmiro.

Nico Paz Inter, Real Madrid decisivo nella trattativa

Il futuro di Nico Paz dipenderà però dal Real Madrid, che dovrebbe esercitare la recompra dal Como. A quel punto, i nerazzurri potrebbero tentare l’affondo proponendo una formula simile a quella già utilizzata dai lariani: acquisto da 45-50 milioni, lasciando alle Merengues una futura recompra. Il nodo sarà capire se il nuovo allenatore del Real, eventualmente José Mourinho o un altro profilo, vorrà puntare davvero sull’argentino in un reparto già affollato con Bellingham, Guler, Brahim Diaz, Mastantuono e Valverde.

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Nico Paz Inter, la posizione del Como e le alternative

La Gazzetta dello Sport offre una lettura più prudente: il Como spera ancora di trattenere Nico Paz al centro del progetto, pur sapendo di non avere l’ultima parola. Il direttore sportivo Carlalberto Ludi ha spiegato che il club è pronto a ogni scenario, ma conta sulla permanenza del giocatore. L’argentino, intanto, resta destinato a una vetrina europea importante e andrà al Mondiale con l’Argentina di Lionel Scaloni. Se l’Inter non riuscisse ad arrivare a lui, potrebbe virare su profili diversi, come Moussa Diaby dell’Al-Ittihad. In ogni caso, il mercato nerazzurro sarà costruito per dare a Chivu una squadra più imprevedibile e competitiva anche in Europa.

Indagine arbitri, Schenone sarà ascoltato: chiarito il ruolo dei Club Referee Manager. Rocchi poteva parlare coi dirigenti!

Indagine arbitri, Schenone sarà ascoltato: chiarito il ruolo dei Club Referee Manager. Rocchi poteva parlare coi dirigenti! Cosa dice il regolamento

L’inchiesta arbitri continua a scuotere la Serie A. Nei prossimi giorni la Procura di Milano ascolterà nuovi testimoni per ricostruire il quadro dei rapporti tra club e mondo arbitrale. Tra le persone informate sui fatti ci sarà anche Giorgio Schenone, addetto agli arbitri dell’Inter ed ex assistente di Serie A e Serie B. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’attenzione si concentra sulla figura del Club Referee Manager, ruolo oggi centrale nei rapporti istituzionali tra società e arbitri.

Indagine arbitri, chi sono i Club Referee Manager

I Club Referee Manager, in passato indicati come Dirigenti Addetti all’Arbitro, hanno il compito di interfacciarsi con la propria società e con il coordinatore per i rapporti con i club. Nella stagione 2024/2025, le linee guida prevedevano che i contatti dovessero avvenire principalmente tra il DAA e il coordinatore per le società, ruolo affidato a Andrea De Marco. Contatti di altri dirigenti con il coordinatore AIA sarebbero stati previsti solo in casi eccezionali e preferibilmente attraverso il DAA. Tra i profili citati dal quotidiano figurano anche Luca Maggiani alla Juventus, Carmine Russo al Monza e Riccardo Pinzani alla Lazio.

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Indagine arbitri, il punto sui rapporti con Rocchi

Il nome di Schenone sarebbe emerso in relazione al riferimento a «Giorgio» in una intercettazione attribuita a Gianluca Rocchi, ex designatore della CAN, mentre parlava presumibilmente con Andrea Gervasoni, ex supervisore VAR. Il Corriere dello Sport sottolinea però che il semplice contatto tra un designatore e dirigenti o referenti arbitrali dei club non costituirebbe automaticamente un illecito. Il riferimento normativo è l’articolo 22 del Codice di Giustizia Sportiva, che vieta rapporti di abitualità finalizzati al conseguimento di vantaggi sportivi. Il nodo dell’indagine sarà quindi capire se i contatti rientrassero nei rapporti istituzionali oppure se fossero orientati a ottenere benefici. Al momento, il quadro resta oggetto di accertamento.

Zanetti esulta: «Chivu straordinario, Lautaro all’Inter è molto felice. Nico Paz? Complicato»

Il vicepresidente dell’Inter, Javier Zanetti, si è espresso così sullo scudetto vinto dalla squadra di Cristian Chivu e su alcuni temi di mercato

In occasione della quarantottesima edizione del Trofeo Angelo Dossena, Javier Zanetti ha preso la parola per commentare lo scudetto vinto dall’Inter di Chivu.

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SCUDETTO – «Grande felicità dopo ieri sera, per tutti noi interisti credo sia importante aver vinto questo campionato, per come è nata la stagione. Lavoro straordinario di Chivu e i ragazzi, l’abbiamo vinto a San Siro poi ieri, davanti ai nostri tifosi. Molto contenti e felici».

SULLA SCELTA DI CHIVU – «Siamo un bel gruppo di lavoro: io, Marotta, Ausilio e Baccin ci siamo confrontati tutti e abbiamo visto in Cristian la persona che poteva ridarci entusiasmo per essere protagonisti. Non era semplice dopo lo scorso anno, ma il calcio è questo e siamo ripartiti con Chivu che è uno di famiglia. Prima mio compagno, poi in Primavera: non semplice vincere il primo anno, lo ha fatto con tutte le doti che ha. Ci manca ora la finale di Coppa Italia».

SULLA SUA ULTIMA PARTITA A SAN SIRO – «L’applauso che non dimenticherò mai è quello della mia ultima partita, un San Siro pieno, tutti i compagni. Un applauso di grande sentimento, un’immagine che mi rimarrà per sempre. Fin da quando sono arrivato all’Inter mi sono sentito a casa».

SUL MERCATO ESTIVO – «Di sicuro se c’è la possibilità di prendere giocatori per rinforzare la squadra che già è forte, lo faremo».

SU LAUTARO MARTINEZ – «Felicissimo sia il capitano, quando è arrivato era molto giovane ma nella nostra testa vedevamo il giocatore che vediamo ora. Come è cresciuto, cosa trasmette, anche nei momenti di difficoltà. È molto felice all’Inter e trascinerà l’Argentina al prossimo Mondiale».

SU NICO PAZ – «Il papà è un grande amico. Sono un grande ammiratore di Nico Paz e questo non lo posso nascondere. Al di là di tutto, in campo si vede che è un ragazzo perbene. Starebbe in qualsiasi grande squadra. Se ce la faremo (a prenderlo, ndr)? Complicato, lui sicuramente tornerà al Real Madrid».

Mourinho Real Madrid, contatti col Benfica e lo Special One ora apre al grande ritorno! L’indiscrezione

Mourinho Real Madrid, contatti col Benfica e lo Special One ora apre al grande ritorno! L’indiscrezione dalla Spagna sulla panchina dei Blancos

Il Real Madrid vive una fase delicata, con uno spogliatoio che in Spagna viene raccontato da settimane come attraversato da tensioni e confronti interni. Il possibile trionfo in Liga del Barcellona, che potrebbe arrivare proprio nel Clasico di domenica 10 maggio, non aiuta a rasserenare l’ambiente. Alvaro Arbeloa, promosso in panchina dopo l’addio di Xabi Alonso a gennaio, faticherebbe a gestire una situazione complessa. Per questo motivo la dirigenza starebbe valutando un nuovo allenatore per la prossima stagione, con maggiore esperienza, leadership e personalità.

Mourinho Real Madrid, la telefonata al Benfica

Tra i nomi più caldi ci sarebbe quello di José Mourinho, attuale allenatore del Benfica. Secondo le indiscrezioni provenienti dalla Spagna, nelle scorse settimane il Real Madrid avrebbe contattato Manuel Rui Costa, presidente del club portoghese, per informarlo della volontà di parlare con lo Special One e capire i margini di un possibile ritorno. Una telefonata di cortesia tra società, ma anche un segnale chiaro dell’interesse di Florentino Perez. Il Benfica vorrebbe trattenere Mourinho anche per la stagione 2026/27, ma il tecnico avrebbe già mostrato apertura all’ipotesi di tornare a Madrid.

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Mourinho Real Madrid, Klopp e le altre alternative

Il ritorno di Mourinho avrebbe un forte valore simbolico e tecnico: il portoghese conosce l’ambiente, ha esperienza internazionale e potrebbe riportare ordine in uno spogliatoio ricco di personalità. Perez, però, starebbe valutando anche altre opzioni. Tra queste figura Jürgen Klopp, oggi Head of Global Soccer del gruppo Red Bull e da tempo profilo molto apprezzato dai Blancos. Nella lista sarebbero presenti anche Mauricio Pochettino, commissario tecnico degli Stati Uniti, e Lionel Scaloni, ct dell’Argentina, entrambi però concentrati sul prossimo Mondiale, in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Canada, Messico e Stati Uniti. Il futuro della panchina del Real Madrid resta quindi aperto, ma la pista Mourinho è tornata con forza al centro della scena.

Colombo Genoa, scatta il riscatto con la salvezza matematica: 10 milioni al Milan. I dettagli

Colombo Genoa, scatta il riscatto con la salvezza matematica: 10 milioni al Milan. I dettagli dell’accordo per l’attaccante

La sconfitta della Cremonese contro la Lazio ha avuto conseguenze pesanti non solo sulla corsa salvezza dei grigiorossi, ora distanti quattro punti dalla permanenza in Serie A a tre giornate dalla fine, ma anche sul futuro del Genoa. Il gol di Tijjani Noslin al 92’ ha infatti certificato la salvezza matematica della squadra di Daniele De Rossi, allenatore subentrato a novembre al posto di Patrick Vieira. Un traguardo importante, che ha permesso al tecnico di raggiungere l’obiettivo fissato dalla società.

Colombo Genoa, rinnovo per De Rossi e obbligo di riscatto

Con la permanenza in Serie A, per De Rossi è scattato il rinnovo automatico fino a giugno 2028. Ma la salvezza rossoblù ha prodotto anche un altro effetto diretto: l’obbligo di riscatto di Lorenzo Colombo, attaccante classe 2002 arrivato in estate dal Milan. Il centravanti si era trasferito in Liguria in prestito con diritto di riscatto fissato a 10 milioni di euro, che sarebbe diventato obbligatorio in caso di salvezza o al raggiungimento di determinati obiettivi personali. La prima condizione si è verificata e Colombo è quindi diventato a tutti gli effetti un calciatore del Genoa.

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Colombo Genoa, stagione da titolare e gol pesanti

Il Milan incasserà dunque 10 milioni di euro, una cifra che potrà essere reinvestita sul mercato estivo. Per Colombo si chiude una stagione significativa: l’attaccante ha disputato 35 partite di campionato, quasi sempre da titolare, oltre a due gare in Coppa Italia. Il suo bilancio parla di 7 gol e 3 assist complessivi, con reti spesso decisive negli scontri diretti. Ha segnato contro Fiorentina, Verona, due volte contro il Pisa e anche da ex nel pareggio contro il Milan, contribuendo con punti pesanti alla salvezza del Genoa.

Santos, che caos! Rissa in allenamento tra Neymar e Robinho jr: il giovane minaccia la rescissione del contratto e azioni legali

Santos, che caos! Rissa in allenamento tra Neymar e Robinho jr: il club apre un’indagine interna, il giovane minaccia di rescindere

Momenti di tensione in casa Santos tra Neymar, attaccante brasiliano classe 1992, e Robson de Souza Jr, meglio noto come Robinho Jr, giovane talento classe 2007 e figlio dell’ex attaccante del Milan. Secondo alcune indiscrezioni provenienti dal Brasile, durante un allenamento il diciottenne avrebbe saltato in dribbling Neymar, provocando la reazione del numero 10. Il fuoriclasse brasiliano si sarebbe irritato per quello che avrebbe interpretato come un gesto di mancanza di rispetto e, secondo lo staff del ragazzo, avrebbe reagito con uno sgambetto e alcuni schiaffi.

Neymar Santos, la posizione dello staff di Robinho Jr

La situazione sarebbe poi degenerata in un acceso confronto tra i due giocatori, prima dell’intervento di alcuni compagni. Lo staff di Robinho Jr avrebbe chiesto al Santos le immagini dell’episodio, al momento non diffuse pubblicamente, e avrebbe anche valutato la possibilità di chiedere la risoluzione del contratto del giovane calciatore, appena rinnovato. Sarebbero state richieste anche scuse pubbliche da parte di Neymar, che secondo alcune ricostruzioni avrebbe invece già presentato scuse in forma privata. Il presidente del Santos, Marcelo Teixeira, ha intanto annunciato l’apertura di un’indagine interna affidata al reparto legale del club.

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Neymar Santos, clima delicato e sfondo Seleção

Nonostante le tensioni, Neymar, Robinho Jr e Gabigol, ex attaccante dell’Inter oggi al Santos, avrebbero viaggiato insieme e condiviso la cena alla vigilia della gara di Coppa Sudamericana contro il Deportivo Recoleto. Il caso arriva però in un momento complicato per il club brasiliano, vicino alla zona retrocessione in campionato e ultimo nel girone di Coppa Sudamericana. La vicenda potrebbe pesare anche sull’immagine di Neymar in ottica Brasile, con Carlo Ancelotti chiamato a valutare le convocazioni per il Mondiale. Nel 2025, al ritorno al Santos, il fuoriclasse aveva promesso di prendersi cura di Robinho Jr, ricordando il legame avuto in passato con il padre del ragazzo.

Playoff Serie B, corsa all’ultimo posto: Avellino avanti, Sampdoria e Carrarese sperano

Playoff Serie B, il primo turno prende forma con Modena Juve Stabia già definita: resta aperta la lotta per l’ottava posizione

Il tabellone dei playoff di Serie B inizia a delinearsi. Il Modena, sesto classificato, affronterà la Juve Stabia, settima, mentre il Catanzaro, quinto, attende ancora di conoscere la propria avversaria. L’ultimo posto disponibile è al centro di una corsa molto serrata che coinvolge cinque squadre: Avellino, Cesena e Mantova, appaiate a quota 46 punti, e il duo composto da Carrarese e Sampdoria, ferme a 44. Una volata complessa, destinata a risolversi soltanto nell’ultima giornata.

Playoff Serie B, l’Avellino parte davanti ma deve guardarsi dal Cesena

Se il campionato finisse oggi, a sfidare il Catanzaro sarebbe l’Avellino, avanti nella classifica avulsa a tre con 7 punti, davanti a Cesena e Mantova. Gli scenari cambierebbero però negli arrivi a due: gli irpini sarebbero favoriti sul Mantova, ma perderebbero il confronto con il Cesena, penalizzati dal risultato complessivo degli scontri diretti dopo il 3-0 del Manuzzi e l’1-3 del Partenio. In caso di arrivo a pari punti tra Mantova e Cesena, invece, sorriderebbero i virgiliani.

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Playoff Serie B, Sampdoria e Carrarese cercano l’impresa

Per Carrarese e Sampdoria serve un vero incastro. Entrambe devono vincere e sperare nelle sconfitte del terzetto a quota 46. In caso di arrivo a pari punti tra toscani e blucerchiati, la Carrarese sarebbe avanti negli scontri diretti. I toscani avrebbero chance anche in un arrivo a tre con Sampdoria e Avellino, grazie alla miglior differenza reti generale. Se però nel gruppo rientrassero Cesena o Mantova, la situazione cambierebbe a favore di queste ultime. Il calendario aggiunge ulteriore tensione: l’Avellino affronterà il Modena, il Cesena il Padova, il Mantova il Frosinone, la Carrarese l’Entella e la Sampdoria la Reggiana. Una volata in cui conteranno punti, scontri diretti e motivazioni degli avversari.

Inchiesta arbitri, nuovi passaggi in Procura: Schenone verso la convocazione

Inchiesta arbitri, dubbi sulla consistenza del fascicolo milanese: il pm Ascione punta a ricostruire la rete dei rapporti

L’inchiesta arbitri della Procura di Milano continua a far discutere, ma restano ancora diversi punti da chiarire. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il fascicolo non avrebbe ancora sciolto i dubbi sulla propria consistenza, a partire dall’intercettazione del 2 aprile 2025, al momento l’unica nota. In quella telefonata Gianluca Rocchi, ex designatore della CAN, avrebbe parlato con Andrea Gervasoni, oggi entrambi autosospesi, facendo riferimento a un arbitro non più gradito. Gli inquirenti avrebbero interpretato alcuni passaggi collegandoli all’Inter, a Doveri e a Giorgio Schenone, club referee manager nerazzurro, ma si tratterebbe di ipotesi ancora in attesa di conferme.

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Inchiesta arbitri, il ruolo dei club referee manager

Nei prossimi giorni Schenone dovrebbe essere convocato dal pm Maurizio Ascione come persona informata sui fatti. Non sarebbe però l’unico: la Procura intende ascoltare anche altri addetti agli arbitri dei club. Il ruolo del club referee manager esiste in diverse società, anche se spesso con funzioni ibride e non sempre formalizzate allo stesso modo. Oltre all’Inter, figure simili sono presenti negli organigrammi di Juventus, con Luca Maggiani, Lazio, con Riccardo Pinzani, e Parma, con Lorenzo Manganelli. Anche altri club, come Como e Napoli, hanno profili con conoscenze regolamentari e rapporti con il mondo arbitrale.

Inchiesta arbitri, cosa vuole chiarire la Procura

L’obiettivo del pm sarebbe ricostruire il contesto dei rapporti tra il mondo arbitrale e le società. La Procura avrebbe già ascoltato diversi arbitri ed ex arbitri, oltre agli indagati Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, e ora allargherebbe il perimetro agli interlocutori dei club e ad alcuni esponenti della Lega Serie A. Il punto centrale resta capire non solo chi parlasse con Rocchi, ma anche il contenuto di quei contatti e gli eventuali effetti sulle designazioni. Parlare di arbitri «sgraditi» può rientrare nelle dinamiche del calcio, ma se le scelte fossero state condizionate da richieste esterne il quadro assumerebbe un peso molto diverso.

Moratti applaude Chivu: «Scudetto meritato, la sua intelligenza la base su cui costruire. Inchiesta arbitri? Nulla di paragonabile alla schifezze di Calciopoli!»

L’ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti, ha voluto dire la sua sullo scudetto vinto dai nerazzurri di Cristian Chivu: le sue parole

Intervistato dal Corriere dello Sport, Massimo Moratti loda il lavoro di Cristian Chivu e sottolinea i meriti del tecnico nella vittoria dello scudetto dell’Inter.

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LO SCUDETTO DI CHIVU – «Sono particolarmente contento perché Chivu mi fa tornare in mente tante cose e mi ha confermato di essere quel ragazzo molto intelligente conosciuto anni fa. Si è dimostrato capace in un’avventura ben diversa e per certi aspetti più complessa dell’essere calciatore»

SCUDETTO CON 3 GIORNATE D’ANTICIPO – «L’Inter ha ampiamente meritato. Aveva preso delle bastonate importanti, ma l’allenatore è riuscito a ritirala su e a metterla in condizione di vincere abbastanza facilmente»

SE MI ASPETTAVO UN CHIVU ALL’ALTEZZA? – «La sua grande intelligenza è una base notevole su cui poter costruire qualcosa. Il percorso poi forse dipende anche un po’ dalla fortuna, ma lui è intervenuto bene sulla squadra, procedendo a piccoli passi. Ha dovuto fare i conti con il clima generato dalla sberla che avevamo preso a Monaco ed è riuscito a riportare nei giocatori la fiducia necessaria per iniziare un nuovo percorso e tornare a vincere».

SE L’HO SENTITO DOPO LA VITTORIA COL PARMA? – «Sì, ho voluto scrivergli per fargli i complimenti e ribadirgli ciò che penso del suo lavoro e della sua persona. Lui con me è sempre affettuoso e gentile, mi fa sempre piacere sentirlo».

DISCONTINUITA’ TRA IL CALCIO DI INZAGHI E QUELLO DI CHIVU – «Il gioco dell’Inter continua a essere piacevole, forse è il più bello rispetto a quello che si vede in circolazione. Cristian però è stato equilibrato: ha fatto in modo che i giocatori non buttassero via totalmente le energie a disposizione. Devo anche dire che dispone di uno staff molto buono: in termini di infortuni l’Inter è andata benissimo quest’anno. Si è circondato di persone preparate che lo hanno aiutato a essere sempre più padrone della situazione».

BATTUTI DUE ALLENATORI ESPERTI COME CONTE E ALLEGRI – «Non mi aspettavo che crollassero in questo modo, soprattutto Allegri, anche se il Milan è meno forte dell’Inter. Conte ha avuto infortuni tutto l’anno, è difficile da giudicare. Chivu comunque è andato sempre dritto per la sua strada e se ha avuto pochi infortuni è un merito, vuol dire che li ha allenati e gestiti nella maniera più corretta».

SE CREDO AL DOBLETE? – «Quando abbiamo fatto il Triplete non sapevamo neanche cosa fosse. L’anno scorso invece ho sentito parlare con un po’ troppa convinzione di quella possibilità, mentre in questa stagione mi sembra che la squadra abbia lavorato con la giusta tranquillità. Ora può centrare un bel traguardo, ma serve attenzione».

CHI L’UOMO COPERTINA DELLO SCUDETTO? – «Certamente Lautaro, giocatore con una classe notevole. Dimarco ha un piede particolare e ha fatto cose meravigliose, così come mi piace molto Barella, che dà l’anima in campo. Senza dimenticare Calhanoglu, che quando è arrivato non pensavo potesse essere così forte. Il capitano però è sempre decisivo: c’è la sua impronta sulla squadra. Lui è l’Inter».

BASTONI? – «Gli sono capitate due o tre domeniche negative per fatti che hanno poco a che fare col calcio. Quella caduta con la Juventus lo ha portato a essere preso di mira da chiunque. Credo che però si stia riprendendo e nella gestione sta lavorando bene ancora Chivu. Barcellona? Chiaro, giocatori del genere vorremmo trattenerli tutti. Io piuttosto penserei ad aggiungere un giocatore in un altro reparto»

TIPO? – «All’Inter manca un giocatore di fantasia. Forte».

NICO PAZ – «Sarebbe meraviglioso. La proprietà del Real Madrid e quella del Como possono fare quel che vogliono, per cui non credo lo vendano con facilità. Dipendesse da me, restando in Italia, farei di tutto per lui, ma non mi sembra affatto semplice come trattativa».

SUL POSSIBILE RITORNO DI MOURINHO AL REAL MADRID – «Per il Real credo sia la persona giusta, certe qualità si mantengono sempre. Sarei felicissimo per lui se dovesse tornare a Madrid, perché sedici anni fa non ebbe le soddisfazioni che avrebbe meritato. Lo sentirò presto».

MOURINHO E CHIVU SI SOMIGLIANO IN QUALCOSA? – «Comunicano in modi diversi, ma sono entrambi piacevoli. Chivu ha una sua personalità molto precisa e misurata, a Mourinho invece piaceva far casino ed era divertente, oltre che utile».

INCHIESTA ARBITRI – «Non credo ci sia da preoccuparsi, è stato smentito assolutamente un coinvolgimento dell’Inter. Quando vinci sei più esposto. Da quello che è emerso però non c’è nulla di paragonabile alle schifezze di Calciopoli».

Calciomercato Juve, Champions decisiva: da Yildiz a Bremer, occhio agli assalti dall’estero!

Calciomercato Juve, Champions decisiva: da Yildiz a Bremer, occhio agli assalti dall’estero! Ecco chi può partire senza la qualificazione

Il pareggio della Juventus contro il Verona, già retrocesso, ha acceso l’allarme in casa bianconera. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’eventuale mancata qualificazione alla prossima Champions League avrebbe conseguenze pesanti non solo sul piano economico, ma anche sulla programmazione tecnica e dirigenziale. Il punto fermo resterebbe Luciano Spalletti, allenatore scelto per costruire un progetto biennale, mentre potrebbe diventare più delicata la posizione di Damien Comolli, direttore generale e amministratore delegato del club.

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Calciomercato Juventus, Comolli sotto osservazione

Senza Champions, alcune scelte di mercato della stagione rischierebbero di essere rilette in modo molto più severo. Gli investimenti su profili come Lois Openda e Jonathan David, attaccanti arrivati per alzare il livello offensivo, finirebbero sotto esame in caso di mancato traguardo europeo. John Elkann non vorrebbe aprire una nuova rivoluzione ai vertici della Juventus, ma una chiusura di stagione negativa potrebbe cambiare valutazioni e gerarchie interne. In questo scenario, Giorgio Chiellini potrebbe assumere un peso ancora maggiore nel futuro immediato del club.

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Calciomercato Juventus, rischio minore attrattività e cessioni pesanti

Il problema principale sarebbe anche di attrattività. Obiettivi di alto profilo come Bernardo Silva, centrocampista portoghese in uscita dal Manchester City, diventerebbero molto più difficili senza la vetrina della Champions League. Il carisma di Spalletti potrebbe non bastare senza il palcoscenico europeo più importante. Inoltre, l’assenza dagli introiti UEFA, stimati nella passata stagione attorno agli 80 milioni di euro, potrebbe aprire a cessioni importanti.

Tra i nomi più delicati resta Kenan Yildiz, talento turco molto apprezzato dal Real Madrid di Florentino Perez. Anche Francisco Conceiçao, Gleison Bremer e Khephren Thuram hanno estimatori, soprattutto in Premier League. Da monitorare pure Dusan Vlahovic, ancora senza rinnovo: senza Champions, il suo futuro del serbo potrebbe diventare ancora più incerto. La volata europea, dunque, non vale solo la classifica: può ridisegnare il mercato e gli equilibri della nuova Juve.

Milan, allarme Champions! Senza, Allegri e Modric possono dire addio: le ripercussioni sul mercato

Milan, allarme Champions! Senza, Allegri e Modric possono dire addio: le ripercussioni sul mercato in caso di mancata qualificazione

La sconfitta contro il Sassuolo accende l’allarme in casa Milan. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il ko del Mapei Stadium ha reso meno solida la corsa alla prossima Champions League, con i rossoneri ora a +2 sulla Juventus quarta e a +3 sulla Roma quinta. Dopo una stagione trascorsa quasi sempre nelle prime quattro posizioni, un finale negativo rischierebbe di compromettere non solo l’obiettivo europeo, ma anche l’intero progetto tecnico costruito attorno a Massimiliano Allegri.

Milan Champions, Allegri e Modric legati all’Europa

La qualificazione alla Champions League avrebbe un peso decisivo anche sul futuro di Allegri, allenatore livornese tornato al Milan con l’idea di costruire una squadra competitiva per lo scudetto dalla seconda stagione. In caso di accesso alla massima competizione europea, il suo contratto si allungherebbe automaticamente fino al 2028. Senza Champions, invece, resterebbe fino al 2027, ma soprattutto cambierebbero le prospettive tecniche ed economiche. Anche la permanenza di Luka Modric diventerebbe molto più complicata: il giocatore aveva scelto Milano per competere ad alto livello e provare a vincere un trofeo.

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Milan Champions, mercato ridimensionato senza i ricavi UEFA

Il mancato ingresso tra le prime quattro ridurrebbe sensibilmente la potenza di fuoco del Milan sul mercato, con una perdita stimata attorno ai 100 milioni di euro. Questo renderebbe più difficile arrivare a obiettivi come Leon Goretzka, centrocampista tedesco, e a uno tra Alexander Sorloth, Gonçalo Ramos e Nicolas Jackson per l’attacco. Inoltre, l’assenza dalla Champions abbasserebbe l’appeal del club sui giocatori più ambiziosi. Sul piano economico, il bilancio potrebbe richiedere interventi pesanti: possibili cessioni di profili con ingaggi elevati come Rafael Leao, Christian Pulisic e Mike Maignan, oppure di giocatori pagati molto come Nkunku, Gimenez, Fofana e Jashari. Un Milan fuori dalla Champions rischierebbe così di vedere ridimensionate ambizioni, mercato e continuità del progetto.

Mercato Inter, difesa a 4 e mini-rivoluzione: da Palestra a Koné e Diaby. Così Chivu si immagina una squadra più europea

Mercato Inter, difesa a 4 e mini-rivoluzione: da Palestra a Koné e Diaby. Così Chivu si immagina una squadra più europea: strategia e nomi

L’Inter ha chiuso la stagione con lo scudetto, ma guarda già al futuro con l’idea di aprire una nuova fase tecnica. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Cristian Chivu, allenatore romeno dei nerazzurri, vorrebbe costruire una squadra più moderna e più europea, capace di alternare più sistemi di gioco. La base potrebbe restare quella che ha dominato in campionato, ma l’obiettivo sarebbe aggiungere varianti: dalla difesa a tre alla linea a quattro, fino a un assetto più offensivo con esterni veri e maggiore imprevedibilità negli ultimi metri.

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Mercato Inter, addii pesanti e budget da definire

Il cambiamento potrebbe essere favorito dalla fine del ciclo di alcuni veterani. Yann Sommer, Matteo Darmian, Francesco Acerbi, Stefan De Vrij e Henrikh Mkhitaryan sono in scadenza e, salvo ripensamenti, potrebbero salutare a fine stagione. Resta da monitorare anche la posizione di Alessandro Bastoni, difensore mancino seguito con attenzione dal Barcellona. Una sua eventuale cessione cambierebbe in modo significativo il mercato: ai 40-50 milioni già previsti da Oaktree per il rafforzamento estivo potrebbero aggiungersi risorse importanti.

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Mercato Inter, attacco e ritmo per competere in Europa

Il punto di partenza resta la forza offensiva. L’Inter ha segnato 110 gol in 50 partite stagionali, con una media di 2,2 reti a gara, trascinata da Lautaro Martinez e Marcus Thuram, primi riferimenti del reparto avanzato. Chivu avrebbe ribadito un concetto chiaro: oggi i campionati si vincono sempre più con gli attacchi migliori. Per questo la dirigenza valuta profili capaci di aumentare ritmo, fisicità e imprevedibilità. Piacciono Manu Koné della Roma, Ederson dell’Atalanta, Moussa Diaby dell’Al Ittihad e Marco Palestra, esterno dell’Atalanta reduce da una stagione importante al Cagliari. Per il ruolo di vice Hakan Calhanoglu, il nome monitorato sarebbe Curtis Jones del Liverpool.

Mercato Inter, portiere e difesa al centro delle strategie

La difesa sarà uno dei reparti più toccati. In porta l’Inter ha da tempo bloccato Guglielmo Vicario del Tottenham, ma valuta anche la permanenza di Josep Martinez e continua a seguire Mile Svilar della Roma. Tra i centrali, l’accordo con Tarik Muharemovic sarebbe già stato impostato, con il Sassuolo da incontrare per definire prezzo e contropartite. Restano vivi anche i nomi di Mario Gila della Lazio, Oumar Solet dell’Udinese ed Evan Ndicka della Roma. La parola chiave del nuovo corso sarà flessibilità: più moduli, più intensità e una rosa costruita per reggere anche il confronto europeo.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 5 maggio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Non solo Allegri e Conte: altri 3 allenatori italiani per la panchina della Nazionale

La panchina della Nazionale italiana è ancora una questione aperta. Con le elezioni del nuovo presidente della FIGC in arrivo, spuntano diversi nomi di allenatori che potrebbero guidare la selezione azzurra verso un nuovo capitolo della storia.

Secondo quanto riportato dal giornalista Nicolò Schira, oltre a Massimiliano Allegri e Antonio Conte, ci sono anche altri tre allenatori italiani che potrebbero sedersi sulla panchina della Nazionale: Claudio Ranieri, Stefano Pioli e Roberto Mancini, sarebbe un ritorno per lui

La scelta di Giovanni Malagò, nel caso in cui dovesse essere eletto, dovrà bilanciare l’esperienza internazionale e la capacità di rinnovare il gruppo dopo la terza esclusione consecutiva dalla fase finale dei Mondiali.

L’esperienza di Ranieri, la grinta di Conte, il pragmatismo di Allegri

Partiamo dai nomi più discussi. Antonio Conte, attuale allenatore del Napoli, è da tempo sulla bocca di tutti per un ritorno sulla panchina dell’Italia e il suo profilo è considerato ideale per una Nazionale che ha bisogno di un allenatore dal carattere forte, capace di stimolare i giocatori e di dare chiarezza tattica.

Massimiliano Allegri, che è tornato l’estate scorsa sulla panchina del Milan, potrebbe essere l’alternativa più sicura in quanto a continuità, esperienza e gestione dei grandi gruppi. Il suo stile non ha sempre incontrato il favore di tutti, è sempre stato visto come un allenatore pragmatico e stratega, in grado di dare stabilità, ma anche di chiudere i giochi quando la situazione lo richiede.

Poi c’è Claudio Ranieri, che negli ultimi anni ha riscosso successi con squadre di club come la Roma, prima dell’addio di pochi giorni fa ai giallorossi in qualità di senior advisor dopo vari scontri pubblici con l’allenatore Gasperini. Un tecnico di grande esperienza, con un curriculum che mescola capacità di adattamento e solidità.

L’Italia dopo il flop con la Fiorentina per Pioli?

L’altro tecnico segnalato sulla lista di Malagò è Stefano Pioli, reduce da una esperienza davvero negativa sulla panchina della Fiorentina. L’ex mister del Milan potrebbe portare serenità e sana gestione ad un gruppo che ha bisogno di stimoli e rinnovamento. Tutto è in ballo, adesso non resta che attendere il nome del futuro presidente federale.

Sarri tuona in conferenza: «Derby alle 12.30? Chi ha fatto i calendari deve dimettersi. Io non mi presento allo stadio!»

Sarri tuona in conferenza: «Derby alle 12.30? Chi ha fatto i calendari deve dimettersi. Io non mi presento allo stadio!». Le sue parole

Sarri Lazio, il tecnico biancoceleste ha alzato i toni dopo la vittoria sul campo della Cremonese, soffermandosi sull’orario del prossimo derby di Roma. In conferenza stampa, Maurizio Sarri ha criticato duramente la gestione del calendario da parte della Lega Serie A, contestando l’ipotesi di giocare la stracittadina a maggio alle 12:30 e minacciando di non presentarsi.

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PAROLE – «Le date degli Internazionali si sanno da due anni, che le gare si devono giocare in contemporanea nelle giornate finali pure. Se chi fa il calendario in Lega non capisce questa cosa, deve dare le dimissioni subito. A inizio stagione abbiamo fatto il derby a 37 gradi, ora ce lo fanno giocare a maggio alle 12:30. Se verrà confermato l’orario io non mi presento».

Vanoli glissa sul futuro: «Si faranno valutazioni a 360°, se finisse il mio rapporto con la Fiorentina non sarebbe un’ingiustizia»

L’allenatore della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha voluto dire la sua dopo la sconfitta rimediata stasera in campionato contro la Roma

Intervenuto nel corso del postpartita di Roma Fiorentina, il tecnico dei toscani Paolo Vanoli ha commentato così la sconfitta rimediata nel 35° turno di Serie A 2025/26. Le sue parole a Sky.

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SUL MATCH – «Abbiamo approcciato bene ma dopo il gol ci siamo completamente spenti anche per la grande prestazione della Roma. Dobbiamo rialzare la testa, abbiamo fatto un percorso importante, sbagliare capita e questa fragilità a volte torna fuori ma ora dobbiamo pensare a chiudere il discorso (salvezza)».

BRASCHI – «Sarei stato più contento se avesse fatto gol. Quando ho avuto la possibilità di farli giocare l’ho fatto, lo dice il mio percorso. Bisogna lasciare crescere i ragazzi con tranquillità, lui si è impegnato molto e stasera ha fatto vedere le sue qualità».

SULLE DIFFICOLTA’ DI GUDMUNDSSON – «Contro il Sassuolo ha fatto benissimo, gli è mancato solo il gol. Con una punta e lui dietro potrebbe fare molto di più ma in questo periodo di emergenza ho dovuto fargli fare questo. Cambiando modulo ci ha dato una grossa mano».

COME CANCELLARE QUESTE FRAGILITA’ PER LA PROSSIMA STAGIONE? – «Discorsi da fare a salvezza raggiunta. Le faremo insieme alla società quando ci incontreremo, ma adesso dobbiamo pensare alla prossima partita. Bravi ad arrivare fin qui, manca ancora quel pizzico per chiudere questa situazione e dobbiamo essere concentrati sul presente».

SE FINISSE IL RAPPORTO CON LA FIORENTINA LO RITERREI UNA INGIUSTIZIA? – «No, assolutamente. Penso che una società debba fare le sue valutazioni a 360°. Quando sono arrivato qua tutti erano spaventati dalla classifica. Avevamo 4 punti quando sono arrivato e nessuno si era mai salvato in quella situazione. Il lavoro principale lo dobbiamo ancora concludere, manca quel punticino e poi faremo le nostre valutazioni a 360°. Le farò io e le farà giustamente la società. Sarei molto felice di continuare il percorso».

Gasperini a Sky: «Crediamo nel quarto posto ma non dipende solo da noi. Traguardo che sarebbe fantastico»

L’allenatore della Roma, Gian Piero Gasperini, ha voluto dire la sua dopo la vittoria ottenuta stasera in campionato contro la Fiorentina

Intervenuto nel corso del postpartita di Roma Fiorentina, il tecnico dei giallorossi Gian Piero Gasperini ha commentato così la vittoria ottenuta nel 35° turno di Serie A 2025/26.

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ATTACCO – «Nel girone di ritorno abbiamo cambiato qualità in attacco, realizzando più gol rispetto all’andata. Anche oggi siamo andati in rete con giocatori diversi, siamo in un buon momento. Non dobbiamo sbagliare nulla per avere ancora speranze».

IO HO SEMPRE CREDUTO NELLA CORSA AL QUARTO POSTO? – «Ho sempre visto la possibilità di recuperare più elementi e di avere la squadra più completa. In questo modo abbiamo un potenziale migliore e possiamo competere».

LA FORZA CARATTERIALE DI QUESTA SQUADRA – «Da questo punto di vista direi fortissima, ma sta facendo vedere grandi cose anche sul piano tecnico. Non ho mai avuto bisogno di tenerla in punto, sta in piedi da sola fin da quando sono arrivato. Non ci sono mai stati problemi, anzi: le risposte che sono arrivate nelle ultime settimane sono ancora più determinate e compatte. Cerchiamo di raggiungere un traguardo che sarebbe fantastico per noi e che abbiamo sempre voluto fin dall’inizio».

IL PROSSIMO ANNO VORREI AVERE MALEN PIÙ ALTRI CINQUE ATTACCANTI, OPPURE MALEN E DYBALA PIÙ ALTRI QUATTRO? – «Intanto recuperiamo bene Dybala e Soulé, che ci sono mancati per tanto tempo. Abbiamo avuto un’emorragia di attaccanti nel girone di ritorno: alcuni, come Dovbyk e Ferguson, sono proprio spariti dai radar. Questi ragazzi sono davvero encomiabili e in questo periodo li vedo ancora più forti».

HA SENSO PENSARE A COME MIGLIORARE QUESTO GRUPPO L’ANNO PROSSIMO? – «Ci sono ancora tre partite da giocare: noi dobbiamo fare il massimo e sperare che qualcuno non faccia lo stesso. Io penso solo al presente, per parlare del futuro ci sarà tempo».

Cafu elogia Neymar: «Tecnicamente è sempre stato superiore a Ronaldo e Messi»

Cafu elogia Neymar: «Tecnicamente è sempre stato superiore a Ronaldo e Messi». Le parole della leggenda brasiliana

Cafu, leggenda del calcio brasiliano ed ex difensore del Milan, ha indicato Neymar come possibile leader del Brasile ai prossimi Mondiali. Secondo l’ex capitano della Seleção, l’attaccante del Santos sarebbe stato tecnicamente superiore a Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, pur non avendo mai vinto il Pallone d’Oro.

Cafu ha sottolineato che un Neymar in forma può ancora essere decisivo, ma la scelta finale spetterà a Carlo Ancelotti, nuovo ct del Brasile. L’ex terzino ha promosso il tecnico italiano, ritenendolo adatto a unire solidità europea ed essenza del calcio brasiliano. Queste le sue parole al Times.

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NEYMAR – «Per me, Neymar è sempre stato tecnicamente superiore a Ronaldo e Messi. Ha avuto una carriera brillante».

MONDIALI – «Una squadra con un giocatore decisivo come Neymar ha bisogno di lui. Se è in forma, può vincere le partite. Ma solo Ancelotti può decidere e solo Neymar sa se è pronto».

ANCELOTTI – «Mi sta bene. Ancelotti è l’allenatore italiano più brasiliano che ci sia mai stato perché ha lavorato con tantissimi giocatori brasiliani. Il Brasile si è modernizzato. La maggior parte dei nostri talenti gioca in Europa e Ancelotti, essendo europeo, può valorizzarli al meglio, pur mantenendo l’essenza del calcio brasiliano. Ancelotti cerca un compromesso: «Difesa italiana e attacco brasiliano»”».

COME GESTIVAMO LA PRESSIONE NOI – «Abbiamo giocato a golf. Eravamo in hotel prima della finale 2002 e tutti chiacchieravano. Ronaldinho aveva una pallina e una mazza, regalo di una squadra. Ha messo un bicchiere di plastica in corridoio e ha provato a colpirci la pallina. Io ero pessimo a golf, ma ci giocavano tutti: Ronaldo, Roberto Carlos, Lúcio, Roque Júnior ed Edmilson. Siamo rimasti lì un’ora e mezza. Era la sera prima della finale dei Mondiali e ci divertivamo così».

Pagelle Roma Fiorentina: Hermoso e Pisilli splendono, solo i legni fermano Malen. I VOTI

Pagelle Roma Fiorentina: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Roma Fiorentina: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

ROMA (3-4-2-1): Svilar 6; Mancini 6.5 (72′ Ghilardi 6), N’Dicka 6, Hermoso 7.5 (83′ Ziolkowski sv); Celik 6, Cristante 6, Koné 7 (64′ El Shaarawy 6), Wesley 6.5; Pisilli 7.5, Soulé 6 (72′ Dybala 6); Malen 7 (83′ Vaz sv)

FIORENTINA (4-3-3): De Gea 6; Dodo 4.5, Pongracic 5 (46′ Comuzzo 5.5), Ranieri 5.5, Gosens 4.5; Ndour 5.5, Fagioli 5.5 (75′ Fazzini sv), Brescianini 5.5 (75′ Fabbian sv); Harrison 6 (46′ Braschi 6), Gudmundsson 6 (46′ Parisi 6), Solomon 5.5

Diretta gol Serie A: Roma Fiorentina 4-0 i giallorossi calano il poker e sognano la Champions

Diretta Gol Serie A, sfide valide per la 35esima giornata di campionato: sintesi, tabellino, risultati, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE delle partite valevoli per la 34esima giornata del campionato di Serie A Enilive 2025/26.

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57′ GOL DELLA ROMA – Pisilli segna il poker di testa su assist di Malen.

52′ TRAVERSA MALEN – Secondo legno colpito dall’olandese in partita.

47′ OCCASIONE FIORENTINA – Il neo entrato Braschi calcia il suo primo pallone giocato e colpisce il palo.

34′ GOL DELLA ROMA – Hermoso cala il tris.

17′ GOL DELLA ROMA – Wesley firma il raddoppio con un destro a giro.

13′ GOL DELLA ROMA – La sblocca Mancini! Colpo di testa su angolo e giallorossi avanti.

12′ Traversa Malen – Occasionissima per la Roma.

INIZIA IL MATCH

Formazioni ufficiali

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, Pisilli; Malen. Allenatore: Gian Piero Gasperini.
A disposizione: De Marzi, Gollini, Rensch, Angelino, Tsimikas, Venturino, Dybala, Ziółkowski, Vaz, Ghilardi, El Shaarawy.

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodò, Pongracic, Ranieri, Gosens; Ndour, Fagioli, Brescianini; Harrison, Gudmundsson, Solomon. Allenatore: Paolo Vanoli.
A disposizione: Lezzerini, Christensen, Rugani, Mandragora, Comuzzo, Fazzini, Kouadio, Braschi, Parisi, Pirro, Fabbian.

SEGUI QUI LA DIRETTA DI CREMONESE LAZIO

Formazioni ufficiali

CREMONESE (4-4-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Luperto, Pezzella; Floriani, Maleh, Grassi, Zerbin; Bonazzoli, Sanabria. Allenatore: Giampaolo.

LAZIO (4-3-3): Motta; Marusic, Provstgaard, Romagnoli, Nuno Tavares; Basic, Patric, Taylor; Isaksen, Maldini, Zaccagni. Allenatore: Sarri.

SEGUI INTER PARMA QUI

Formazioni ufficiali

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella, 7 Zielinski, 8 Sucic, 32 Dimarco; 94 Esposito, 9 Thuram. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 10 Lautaro, 11 Luis Henrique, 14 Bonny, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 17 Diouf, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto, 36 Darmian, 43 Cocchi, 48 Mosconi. Allenatore: Cristian Chivu

PARMA (3-5-2): 31 Suzuki; 39 Circati, 37 Troilo, 3 Ndiaye; 15 Delprato, 10 Bernabé, 41 Nicolussi Caviglia, 16 Keita, 14 Valeri; 7 Strefezza, 9 Pellegrino. A disposizione: 40 Corvi, 66 Rinaldi, 5 Valenti, 8 Estevez, 11 Almqvist, 17 Ondrejka, 21 Oristanio, 22 Sorensen, 23 Elphege, 24 Ordonez, 27 Britschgi, 29 Carboni. Allenatore: Carlos Cuesta

SEGUI QUI LA DIRETTA DI SASSUOLO MILAN

Formazioni ufficiali

SASSUOLO (4-3-3): Turati; Walukiewicz, Idzes, Muharemović, Garcia; Koné, Matić, Thorstvedt; Berardi, Nzola, Laurienté. A disp.: Murić, Satalino, Zacchi; Coulibaly, Doig, Felipe, Romagna; Frangella, Iannoni, Lipani, Vranckx; Fadera, Moro, Pinamonti, Volpato. All.: Grosso.

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlović; Saelemaekers, Fofana, Jashari, Rabiot, Estupiñan; Nkunku, Leão. A disp.: Pittarella, Terracciano; Athekame, Bartesaghi, De Winter; Loftus-Cheek, Pulisic, Ricci; Füllkrug, Gimenez. All.: Allegri.

SEGUI QUI LA DIRETTA DI BOLOGNA CAGLIARI

Formazioni ufficiali

BOLOGNA (4-3-3): Pessina; De Silvestri, Helland, Lucumi, Miranda; Freuler, Moro, Sohm; Bernardeschi, Odgaard, Dominguez. A disposizione: Gnudi, Ravaglia; Heggem, Lykogiannis, Vitik, Zortea; Ferguson, Pobega; Castro, Orsolini, Rowe. Allenatore: Vincenzo Italiano

CAGLIARI (4-3-3): Caprile; Zé Pedro, Mina, Dossena, Obert; Adopo, Gaetano, Deiola (C); Palestra, Esposito, Folorunsho. A disposizione: Sherri, Ciocci, Kilicsoy, Rodriguez, Belotti, Albarracin, Sulemana, Zappa, Mendy, Trepy. Allenatore: Fabio Pisacane


SEGUI QUI LA DIRETTA DI ATALANTA GENOA

Formazioni ufficiali

ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Ederson, Zalewski; De Ketelaere; Scamacca, Krstovic. Allenatore: Raffaele Palladino.

GENOA (3-4-2-1): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Sabelli, Frendrup, Amorim, Ellertsson; Ekhator, Vitinha, Colombo. Allenatore: Daniele De Rossi.


SEGUI QUI LA DIRETTA DI COMO-NAPOLI

COMO (4-2-3-1): Butez; Smolcic, Diego Carlos, Ramon, Valle; Perrone, Da Cunha; Diao, Nico Paz, Baturina; Douvikas. Allenatore: Cesc Fabregas.

NAPOLI (3-4-2-1): Milinković-Savić; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Gutiérrez; Alisson Santos, De Bruyne, Højlund. Allenatore: Antonio Conte

SEGUI QUI LA DIRETTA DI UDINESE TORINO

51′ RADDOPPIO UDINESE – Miller batte l’angolo e Thomas Kristensen prendendo il tempo a tutti riesce ad insaccare di testa sulla destra.

45+1 GOL UDINESE – Il pallone rimpalla sui piedi di Kingsley Ehizibue dopo una mischia in area, e da due passi batte il portiere senza problemi.

Udinese (3-5-2): Okoye; Kristensen, Kabasele, Solet; Ehizibue, Atta, Miller, Ekkelenkamp, Kamara; Zaniolo, Buksa. All. Runjaic. A disp. Nunziante, Sava, Padelli, Zarraga, Gueye, Bayo, Arizala, Mlacic, Piotrowski, Camara, Vinciati. 

Torino (3-5-2): Paleari; Coco, Marianucci, Ebosse; Lazaro, Casadei, Ilkhan, Gineitis, Obrador; Vlasic Simeone. All. D’Aversa. A disp. Israel, Siviero, Prati, Ilic, Maripan, Kulenovic, Nkounkou, Biraghi, Tameze, Savvam Nije.


SEGUI QUI LA DIRETTA DI PISA LECCE

65′ GOL CHEDDIRA – Il Lecce si riporta in vantaggio. Pierotti serve Cheddira, che anticipa l’arrivo di due avversari e supera con la sua conclusione Semper.

57′ GOL LERIS – Pareggia subito il Pisa con la firma di Leris.

52′ GOL BANDA – La sblocca il Lecce ad inizio ripresa. Contropiede fulminante rifinito da Banda, che batte Semper e porta avanti i salentini.

Formazioni ufficiali

PISA (3-5-2): Šemper; Canestrelli, Caracciolo, Božinov; Léris, Akinsanmiro, Aebischer, Vural, Angori; Moreo, Stojilković. Allenatore: Oscar Hiljemark.

LECCE (4-2-3-1): Falcone; Danilo Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Ngom, Ramadani; Pierotti, L. Coulibaly, Banda; Cheddira. Allenatore: Eusebio Di Francesco.

Moviola Roma Fiorentina, gli episodi dubbi del match diretto da Zufferli! Cos’è successo nella sfida di Serie A

Moviola Roma Fiorentina, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 35ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Roma Fiorentina, valido per la 35ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Zufferli.

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LA MOVIOLA

Moviola Roma Fiorentina, direzione affidata all’arbitro Zufferli, con il supporto del VAR per gli episodi principali. Nel primo tempo, al 18’, Brescianini interviene da dietro su Koné senza possibilità di giocare il pallone: il richiamo verbale appare insufficiente, il giallo sarebbe stato opportuno.

Al 25’ corretta l’ammonizione a Pongracic per la trattenuta evidente su Malen. Nella ripresa, al 48’, giusto il giallo a Mario Hermoso per il fallo su Dodò. Al 65’, Parisi spinge Wesley al limite dell’area: ammonizione corretta e, dopo controllo VAR, confermata la punizione fuori area, senza rigore per la Roma.

Pisa, Corrado ammette: «La retrocessione in Serie B era nelle aspettative, la società non era pronta per la A. Gilardino? Non potevamo cambiare tutta la squadra»

Il presidente del Pisa, Giuseppe Corrado, analizza così la stagione che volge al termine e commenta la retrocessione matematica in Serie B

Intervenuto sulle frequenze di Radio Sportiva, il presidente del Pisa, Giuseppe Corrado, ha commentato così la retrocessione in Serie B.

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RETROCESSIONE – «Ho un sentimento di serenità, di chi ha programmato un progetto nel 2017 e che prosegue senza interruzioni. La nostra programmazione è attuale, che il Pisa potesse retrocedere era nelle aspettative. Quando da 34 anni non frequenti il massimo campionato, sei in una fase di costruzione, hai lo stadio meno capiente di Serie A, il monte ingaggi più basso dell’intero campionato… Ci poteva stare. La società non era pronta per affrontare un campionato di livello superiore, eravamo gli unici a non frequentare la Serie A da così tanto tempo. Eravamo neofiti, non ancora pronti. Abbiamo riposizionato il nostro prodotto dopo tanti anni di fallimenti, abbiamo consolidato l’obiettivo di salire di un livello, in Serie B siamo stati sempre protagonisti, arrivando in Serie A prima del previsto con un capolavoro. Molto probabilmente non abbiamo fatto nessuna scelta che non fosse funzionale al nostro progetto e al risultato sportivo, che non è mai stato un’ossessione. Avremo il centro sportivo tra un anno e mezzo, lo stadio ristrutturato tra due anni… Va tutto secondo l’attesa, abbiamo lottato per farci valere, con un po’ più di fortuna e qualche incidente in meno avremo fatto più punti, poi abbiamo giovani che potrebbero avere mercato e darci continuità».

GILARDINO MERITAVA PIU’ FIDUCIA? – «Quando nella vita si guarda indietro a volte uno dice che certe scelte non le farebbe o le farebbe in maniera diversa. Ma fa parte della vita, abbiamo fatto tutto per quello che volevamo portare avanti. C’è stato un momento che ci era parso di dover fare così, a volte si rischia di cambiare perché si pensa che le cose possano andare meglio. Un vecchio presidente diceva che non poteva cambiare tutta la squadra, la cosa più semplice era cambiare l’allenatore. Noi abbiamo pensato di prendere un tecnico non più bravo, perché Gilardino lo è, ma che potesse avere una serenità diversa per modificare alcune cose. Le cose non è che sono cambiate molto, il Pisa non si è mai fatto trovare impreparato. Normalmente quello che si fa oggi è quello che si è programmato, è da gennaio che lo facciamo, abbiamo inserito giocatori che pensiamo possano essere una base per il futuro. Non vogliamo essere vittima dell’ossessione del risultato, lo abbiamo imparato a nostro vantaggio nel 2017. Magari la prossima volta che riusciremo ad arrivare in Serie A ci resteremo».

HILJEMARK RESTERÀ? – «Mah… Abbiamo un’area tecnica ben coordinata, saranno loro a portare i suggerimenti al vertice aziendale, poi insieme decideremo. Magari le prossime 3 partite serviranno per misurare le potenzialità di quei ragazzi. Molti non hanno giocato per problemi fisici, a volte queste casualità portano a problematiche ulteriori».

Thuram si sfoga in diretta Instagram: «I tifosi avversari ci odiano e ci vogliono morti»

Thuram si sfoga in diretta Instagram: «I tifosi avversari ci odiano e ci vogliono morti». Le parole dell’attaccante dell’Inter

Il giorno dopo la conquista del 21° scudetto, alcuni giocatori dell’Inter hanno celebrato il trionfo anche sui social. Marcus Thuram, attaccante francese dei nerazzurri, ha aperto una live su Instagram per dialogare con i tifosi e rispondere, con tono diretto, alle critiche ricevute dalla squadra nel corso della stagione.

Il francese ha commentato le accuse rivolte all’Inter, dalla difficoltà nei big match all’età della rosa, sottolineando come fuori dall’ambiente nerazzurro ci sia stata molta cattiveria. Accanto a lui è comparso anche Hakan Calhanoglu, centrocampista turco, che ha accompagnato con ironia le parole del compagno.

Durante la live sono intervenuti anche Denzel Dumfries e Pio Esposito, definito da Thuram il futuro dell’Inter. Tra battute, occhiali da festa e riferimenti a Lautaro Martinez, la squadra ha proseguito virtualmente la celebrazione dello scudetto.

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PAROLE – «Ce l’hanno con noinon vinciamo i big match, siamo vecchi… Evidentemente c’è un premio per chi vince solo i big match. Ci vogliono morti. Sono veramente contento di aver vinto questo scudetto. Non ce l’ho con i giornalisti che fanno il loro lavoro, parlo di tifosi di altre squadre. Quest’anno c’è stata tanta cattiveria fuori dal mondo Inter, questo mi ha fatto male perché vuol dire che c’è tanta gente che non vuole bene a questa squadra. Capisco se hai una fede diversa, se da avversario ci fischi, ma certe cattiverie non vanno bene; ci odiano e vogliono vederci morire. Perché mi scrivono ‘devi morire’?!. Noi facciamo semplicemente il nostro lavoro, andiamo in campo per fare del nostro meglio. Occhiali da sole? Li metterò anche in campo, nessuno vedrà più i miei occhi».

Mercato Juve, pazza idea Reijnders per il centrocampo: primi contatti per l’ex Milan!

Mercato Juve, pazza idea Reijnders per il centrocampo: primi contatti per l’ex Milan! Trattativa non semplice col Manchester City

La Juventus guarda con attenzione al mercato dei centrocampisti e tra i nomi finiti nei radar bianconeri ci sarebbe anche quello di Tijjani Reijnders, centrocampista olandese classe 1998 del Manchester City. Secondo quanto riportato da Gazzetta.it, l’ex Milan starebbe vivendo una fase complicata in Inghilterra dopo un avvio positivo. Da febbraio, infatti, il giocatore avrebbe perso posizioni nelle gerarchie di Pep Guardiola, allenatore catalano dei Citizens, collezionando diverse panchine e restando progressivamente ai margini del progetto tecnico.

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Reijnders Juventus, esperienza in Serie A come valore aggiunto

Il profilo di Reijnders piacerebbe molto alla Juventus soprattutto per la sua conoscenza della Serie A, maturata durante l’esperienza al Milan. La dirigenza bianconera vorrebbe puntare su giocatori già pronti, capaci di inserirsi rapidamente senza lunghi tempi di adattamento. Una linea nata anche dopo le difficoltà incontrate da Douglas Luiz, centrocampista brasiliano che non avrebbe garantito l’impatto atteso. L’olandese, per caratteristiche tecniche e abitudine ai grandi palcoscenici, sarebbe considerato un innesto in grado di alzare il livello della mediana.

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Reijnders Juventus, ostacolo costi e formule possibili

Il nodo principale resta però quello economico. Il Manchester City aveva investito circa 70 milioni di euro per acquistare Reijnders dal Milan, una valutazione molto alta per le possibilità attuali della Juventus. Per questo motivo, i bianconeri potrebbero muoversi soltanto attraverso formule più sostenibili, come un prestito, magari con diritto o obbligo condizionato, oppure uno scambio di cartellini. Tra i profili in uscita resta da monitorare anche Teun Koopmeiners, centrocampista olandese il cui futuro non sarebbe del tutto definito. Al momento si parlerebbe di primi contatti tramite intermediari, senza una trattativa ancora avanzata. La Juve osserva e valuta: Reijnders rappresenterebbe un colpo di qualità, ma serviranno condizioni favorevoli per trasformare l’interesse in un affondo concreto.

Sarri esulta dopo Cremonese Lazio: «I cambi ci hanno dato qualcosa di diverso, ora siamo in gruppo migliore!»

L’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, ha voluto dire la sua dopo la vittoria ottenuta in campionato contro la Cremonese: le sue parole

Intervenuto nel corso del postpartita di Cremonese LazioMaurizio Sarri ha commentato così la vittoria ottenuta dalla propria squadra nella 35^ giornata di Serie A. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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NUNO TAVARES E NOSLIN – «Nuno sta facendo bene da tempo, da quando è rientrato fa cose di alto livello! L’ho tenuto fuori perché gli dicevo che volevo un difensore esterno che sapeva spingere! Si è messo con disponibilità e sta facendo un girone di ritorno straordinario. Noslin quando chiamato in causa dà sempre quel qualcosa. Lui in certe situazioni di partita può fare l’attaccante centrale, in altri momenti è più utile da esterno».

CAMBI – «Abbiamo approcciato bene e preso in mano la partita con grande facilità anche nell’uscire da dietro! Ci mancava un pizzico di cattiveria negli ultimi 20 metri. Abbiamo avuto minuti di sbandamento e i cambi ci hanno dato qualcosa di diverso divenendo una squadra più sporca e pericolosa».

OBIETTIVO – «Era l’obiettivo già palese a inizio stagione quello di prendere un gruppo che aveva poche possibilità di inserirsi in zona Europa. Stagione? Travagliata, ma ora il gruppo ha uno spessore diverso rispetto a prima: forse migliori».

ROVELLA – «Rovella ha fatto una stagione disgraziata! Insomma, le operazioni, i dolori e i non allenamenti per mesi. La condizione attuale non è la sua massimale, ma è un buon inizio e ora potrebbe migliorare tanto. Giocando ti rendi conto di quanto ci è mancato!».

Giampaolo post Cremonese Lazio: «Perderla all’ultimo mi è dispiaciuto profondamente, una sconfitta folle!»

Giampaolo post Cremonese Lazio: «Perderla all’ultimo mi è dispiaciuto profondamente, una sconfitta folle!». Le parole del tecnico

Intervenuto nel corso del postpartita di Cremonese Lazio, Marco Giampaolo ha commentato così la sconfitta rimediata dalla propria squadra nella 35^ giornata di Serie A. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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SCONFITTA – «Il mio focus non sono questi dettagli! Il mio è aver perso una gara anche con errori che ci sono stati dal punto di vista tecnico. La squadra è partita un po’ contratta e ci sta in queste gare che si rivelano pesanti e folli. La Lazio ci è arrivata sulla palla e abbiamo subito gol, sconfitta folle, appunto, che fa malissimo. Ora riordiniamo le idee e ripristiniamo il morale».

GOL SUBITO – «Una volta preso il gol, devi cercare di reagire, ma è tutto folle ripeto! Te la devi prendere questa serata, te la porti a casa e ci lavori su. C’è poco da fare, ma mi dispiace tantissimo! I giocatori (anche con diversi errori) non vedono la giocata per esempio. La squadra si è estesa e ha speso energie fisiche e mentali».

DISPIACERE – «Aldilà del pareggio, mi è dispiaciuto profondamente perderla all’ultimo minuto. Mi ha lasciato addosso un’amarezza incredibile. Al netto delle difficoltà, non ci nascondiamo e l’ho presa come una batosta specie per i ragazzi. Ultimamente sono stati martoriati dal punto di vista mentale, bisogna entrare nella loro testa. Doveva finire pari e si va avanti».

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