Pagina 145 – Calcio News 24

Mercato Milan, è Gabriel Jesus l’ultima idea per l’attacco! Occhio al feeling tra il suo agente e Allegri

Mercato Milan, è Gabriel Jesus l’ultima idea per l’attacco! Occhio al feeling tra il suo agente e Allegri: le alternative per il reparto offensivo

C’è anche Gabriel Jesus, attaccante brasiliano classe 1997 dell’Arsenal, nella lista del Milan per rinforzare l’attacco della prossima stagione. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il nome dell’ex Manchester City sarebbe tornato d’attualità nei ragionamenti di Massimiliano Allegri, tecnico rossonero, e del direttore sportivo Igli Tare. L’obiettivo del club è chiaro: alzare il livello del reparto offensivo con giocatori già esperti, capaci di incidere subito e ridurre il divario con l’Inter.

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Mercato Milan, la necessità di cambiare in attacco

Il Milan versione 2026/2027 dovrà fare un salto di qualità soprattutto davanti. Rafael Leao, Christian Pulisic, Santiago Gimenez, Christopher Nkunku e Niclas Füllkrug non avrebbero garantito il contributo realizzativo atteso, anche a causa di problemi fisici e rendimento discontinuo. Alcuni profili restano in bilico, altri potrebbero partire. Tare, parlando a DAZN, ha comunque difeso il valore del gruppo, sottolineando come per gli attaccanti sia stata una stagione complicata anche sotto il profilo fisico. Su Leao, il dirigente ha rilanciato le parole di Luka Modric, evidenziando quanto il portoghese non abbia ancora espresso tutto il proprio potenziale.

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Gabriel Jesus Milan, concorrenza e alternative

Gabriel Jesus piace ad Allegri per esperienza internazionale, mobilità e capacità di giocare in più posizioni del fronte offensivo. Dopo un lungo stop al ginocchio, il brasiliano sarebbe tornato a pieno regime nella seconda parte della stagione. All’Arsenal è chiuso da Viktor Gyokeres e ha un contratto in scadenza nel 2027, fattore che potrebbe trasformarlo in un’opportunità di mercato. Inoltre, da qualche mese è passato all’agenzia di Giovanni Branchini, procuratore vicino anche ad Allegri. Il suo nome si aggiunge a quelli di Alexander Sorloth, Goncalo Ramos, Nicolas Jackson, Romelu Lukaku, Mateo Retegui e Moise Kean. La lista è ampia, ma la priorità del Milan resta trovare un centravanti con gol, personalità e affidabilità immediata.

Pisacane post Bologna Cagliari: «Amaro in bocca per quanto prodotto nel primo tempo, ma mi piace guardare il bicchiere mezzo pieno»

L’allenatore del Cagliari, Fabio Pisacane, ha voluto dire la sua dopo il pareggio ottenuto in campionato contro il Bologna: le sue parole

La conferenza stampa di Fabio Pisacane al termine di Bologna Cagliari.

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LA PRESTAZIONE E LE CONDIZIONI DI DEIOLA – «Sì, sicuramente quando produci come abbiamo prodotto nel 1° tempo resta un po’ di amaro in bocca, però già c’è successo anche in passato, penso a Parma, penso a Sassuolo, abbiamo sicuramente non finalizzato quello che di buono avevamo prodotto. Mi piace sempre guardare il bicchiere mezzo pieno oggi e mi porto a casa sicuramente la ripresa, che nelle ultime trasferte aveva una fotografia diversa. Quando vieni a Bologna e fai una partita di questo livello, sotto tutti i punti di vista, significa che la squadra ha capito che per raggiungere l’obiettivo c’è bisogno della cura dei dettagli. Siamo 1 delle poche squadre che oggi ha permesso al Bologna di fare un xG bassissimo, forse 1 dei più bassi in tutte e 3 le competizioni, questo rende giustizia al grande lavoro di squadra che si è fatto soprattutto in fase di non possesso. Poi è normale che quando una squadra come la nostra crea, se non finalizza diventa tutto più difficile, però ripeto, sono orgoglioso di questi ragazzi perché hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo. Deiola bisogna valutarlo, bisogna capire, lui riferisce di essersi fermato in tempo, però bisogna fare gli esami e vediamo».

DOSSENA – «Rodriguez ieri sera aveva un fastidio al quadricipite, stamattina ho fatto un check e alla fine ho preferito Dossena. Si è sempre allenato da professionista serio in queste settimane e meritava di essere titolare».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI PISACANE POST BOLOGNA CAGLIARI

Italiano dopo Bologna Cagliari: «Oggi non sono arrabbiato, abbiamo pagato le 4 competizioni»

Italiano dopo Bologna Cagliari: «Oggi non sono arrabbiato, abbiamo pagato le 4 competizioni». Le sue parole in conferenza stampa

La conferenza stampa di Vincenzo Italiano al termine di Bologna Cagliari, match del 35° turno di Serie A concluso sullo 0-0.

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COSA MI FA PIU’ RABBIA OGGI? – «Nulla. I miei giocatori hanno cercato di dare il massimo. Avete visto anche gli altri risultati: pochi gol, caldo, campo allentato. Dovevamo essere più veloci nel giro palla ma non ci siamo riusciti . Però credo che senza palla abbiamo lavorato bene e se avessimo avuto questa attenzione in altre gare, forse non avremmo perso. Abbiamo ancora 9 punti a disposizione per blindare l’ottavo posto, è il nostro obiettivo. In questi ultimi 20 giorni cercheremo di fare il massimo».

PISACANE – «Sì lo confermo. Salvare il Cagliari al primo anno non è semplice perché la Serie A non è un campionato semplice. Gli ho fatto i complimenti perché ha fatto vedere anche grande calcio e non è mai facile».

SE CREDO IN QUESTA SQUADRA ANCHE PER L’ANNO PROSSIMO? – «Penso che 4 competizioni tolgono punti, soprattutto al campionato e mi sto rendendo conto che a tutti interessa di più il campionato perché molti ti giudicano per la posizione in cui concludi la Serie A. Questa squadra forse non era attrezzata per fare 4 competizioni. La squadra è competitiva ed ha valore, ma si può crescere ancora sotto tutti i punti di vista. Senza coppe penso che questa squadra, con un innesto qualitativo per ogni reparto, possa fare molti più punti di quanti ne ha fatti quest’anno. Sono certo che la società abbia ancora l’intenzione di crescere. L’anno prossimo non avremo più le coppe e personalmente voglio regalare gioie a questi tifosi, anche se le aspettative si sono alzate. Qui si può fare calcio vero».

Conte Napoli, Champions vicina ma futuro da valutare: il peso dei numeri a bilancio e le prospettive sul mercato

Conte Napoli, Champions vicina ma futuro da valutare: il peso dei numeri a bilancio e le prospettive sul mercato in vista del prossimo anno

Il pareggio contro il Como permette al Napoli di Antonio Conte, allenatore salentino, di compiere un altro passo verso la qualificazione aritmetica alla prossima Champions League. Una volta raggiunto l’obiettivo, però, sarà tempo di valutazioni insieme al direttore sportivo Giovanni Manna e al presidente Aurelio De Laurentiis. Il nodo, come sottolinea Calciomercato.com, riguarda il futuro del tecnico: rispettare l’ultimo anno di contratto, in scadenza nel 2027, oppure arrivare a una separazione dopo un biennio comunque segnato da uno Scudetto e da una Supercoppa Italiana.

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Conte Napoli, la stagione con meno punti in Serie A

Il dato più significativo riguarda la classifica. Anche vincendo le ultime tre partite contro Bologna, Pisa e Udinese, il Napoli arriverebbe al massimo a 79 punti. Per la prima volta nella sua carriera in Serie A, quindi, Conte non raggiungerebbe quota 80. Sarebbe il suo rendimento più basso nel campionato italiano per punti raccolti, considerando anche le esperienze con Juventus e Inter, con cui ha vinto complessivamente cinque scudetti. Un dato che va comunque contestualizzato: i potenziali 79 punti resterebbero dietro soltanto agli 83 dello scudetto di Luciano Spalletti del 2022/2023 e sopra i 77 bastati un anno fa per conquistare il titolo davanti all’Inter di Simone Inzaghi.

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Conte Napoli, mercato e progetto al centro del confronto

A pesare sul bilancio ci sono anche il cammino deludente in Champions League, con l’eliminazione dopo la League Phase, i tanti infortuni muscolari e una gestione della rosa non sempre lineare, tra i casi Lang, Lucca e Lukaku. Il confronto decisivo riguarderà soprattutto il mercato. Il Napoli ha investito molto nelle ultime sessioni, con 147,5 milioni in entrata e 132 milioni incassati dalle cessioni, oltre ai riscatti di Hojlund e Alisson Santos. Conte vorrebbe nuovi rinforzi ambiziosi, mentre De Laurentiis punterebbe a svecchiare la rosa, ridurre il monte ingaggi e ripartire da profili futuribili come Alajbegovic.

Conferenza stampa Gasperini pre Roma Fiorentina: «Kone e Dybala ci sono, Celik una perdita enorme»

Conferenza stampa Gasperini pre Roma Fiorentina: le parole del tecnico dei giallorossi alla vigilia del match del 35° turno di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Gian Piero Gasperini alla vigilia di Roma Fiorentina.

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INFORTUNATI – «Kone è recuperato, Dybala era già a disposizione nell’ultima partita. Sono entrambi disponibili per domani»

WESLEY – «Ha avuto un’evoluzione importante, sa giocare sia a destra sia a sinistra. Secondo me, quando hai dei giocatori forti, la posizione può variare di partita in partita. Non avere Celik per molto tempo è stata sicuramente una perdita importante».

LE ALTRE RISPOSTE – «La presenza di Corbin Friedkin è sicuramente un segnale che magari la proprietà inizia a muoversi non solo per quello che è il finale di campionato ma anche in prospettiva futura. In questo momento ci sono due binari: uno che è quello della stagione attuale che è viva, molto attiva. Giochiamo una partita molto importante contro la Fiorentina, che è una squadra che viene da una serie di risultati utili consecutivi ed è una squadra di assoluto valore nonostante le difficoltà avute. C’è massima concentrazione su questa partita perché a 4 giornate dalla fine siamo ancora dentro. Quest’anno la rosa è un po’ particolare perché ha tanti giocatori in prestito e in scadenza. In queste condizioni non era facile arrivare a quattro giornate dalla fine ed essere in gara. Era una situazione rischiosa, ma devo dare atto ai giocatori per la loro professionalità».

Carnevali prima di Sassuolo Milan: «Koné? Mai parlato coi rossoneri né con l’Inter, ci sono richieste dall’estero»

L’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha voluto dire la sua poco prima dell’inizio del match di campionato contro il Milan

Intervenuto nel corso del prepartita di Sassuolo Milan, l’amministratore delegato dei neroverdi, Giovanni Carnevali, ha presentato così la gara del 35° turno di Serie A, rispondendo ad alcune domande di mercato. Queste le sue parole ai microfoni di Dazn.

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IL FUTURO DI ISMAEL KONÉ E IL POSSIBILE DERBY DI MERCATO — «Non ho parlato assolutamente né con l’Inter e né con il Milan di Koné. Abbiamo richieste all’estero, lui ha una vetrina internazionale: è un giocatore di valore, un giocatore che sta dimostrando le sue capacità. Può anche starci che possa nascere un derby tra Inter e Milan: noi dobbiamo pensare a trovare la migliore soluzione migliore per lui ma anche per noi».

Tare non si nasconde: «Koné? Sarà uomo mercato del Sassuolo, con Allegri c’è sintonia»

Il direttore sportivo del Milan, Igli Tare, ha voluto dire la sua poco prima dell’inizio del match di campionato contro il Sassuolo

Intervenuto nel corso del prepartita di Sassuolo Milan, il direttore sportivo dei rossoneri, Igli Tare, ha presentato così la gara del 35° turno di Serie A, rispondendo ad alcune domande di mercato. Queste le sue parole ai microfoni di Dazn.

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L’INTERESSE PER ISMAEL KONÉ — «Sicuramente è un giocatore che ha fatto un ottimo campionato con il Sassuolo, come tutta la squadra. Ha certe caratteristiche e conosce anche i livelli alti, perché in Francia ha giocato partite importanti. Potrebbe essere un uomo mercato del Sassuolo».

RAPPORTO CON ALLEGRI E PROGRAMMAZIONE SOCIETARIA — «Assolutamente sì. Abbiamo questa prassi quasi ogni settimana, facciamo un pranzo insieme o un incontro a Casa Milan insieme all’allenatore e Furlani. Siamo in sintonia su quello che dobbiamo fare per la prossima stagione e su quello che manca a questa squadra».

RITORNO DI CAMARDA E COMOTTO E VALORE DEL VIVAIO — «Assolutamente sì, ma penso che ci sia anche un ottimo lavoro per quanto riguarda i giocatori che vengono dal Settore Giovanile del Milan. Ci sono ottimi giocatori che durante la stagione si sono allenati con la Prima Squadra: su questo abbiamo un occhio di riguardo».

EVOLUZIONI TATTICHE E POSSIBILI CAMBI DI MODULO — «Sì, anche. Guardando anche un po’ di caratteristiche di giocatori che possono permettere alla squadra di giocare in una maniera diversa. Sarà una stagione importante, dobbiamo cercare di presentarci con una squadra di qualità ma anche con una squadra che può giocare in modi diversi».

Pagelle Bologna Cagliari: stecca Odgaard, vincono le due difese

Pagelle Bologna Cagliari, i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Bologna Cagliari: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

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BOLOGNA: Pessina 6; De Silvestri 6 (85′ Zortea s.v.), Helland 6, Lucumi 6,5, Miranda 5,5; Freuler 6, Moro 6, Sohm 5,5 (46′ Rowe 6); Bernardeschi 6,5 (78′ Ferguson s.v.), Odgaard 5 (63′ Castro 5,5), Dominguez 5,5 (63′ Orsolini 5,5).

CAGLIARI: Caprile 6; Zé Pedro 6, Mina 6, Dossena 6; Palestra 6, Adopo 5.5 (89′ Zappa sv), Gaetano 6, Deiola 5 (41′ Sulemana 6), Obert 5.5; Esposito 5.5 (73′ Mendy sv), Folorunsho 6.

Moviola Bologna Cagliari, gol annullato a Deiola dal VAR: l’episodio dubbio del match

Moviola Bologna Cagliari, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 35ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Bologna Cagliari, valido per la 35ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Crezzini.

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LA MOVIOLA

Moviola Bologna Cagliari, pochi episodi da analizzare nella gara del Dall’Ara, diretta da Crezzini. L’unico caso rilevante arriva dopo appena 2 minuti e 30 secondi, quando il Cagliari trova il possibile vantaggio sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Dopo l’uscita alta di Pessina e alcuni rimpalli in area, Deiola firma la zampata vincente sulla linea di porta. La rete viene però annullata dopo un lungo check del VAR: il centrocampista rossoblù era in posizione di fuorigioco al momento dell’azione. Il risultato resta così sullo 0-0, con il Bologna salvo dopo il brivido iniziale.

Formazioni ufficiali Sassuolo Milan: le scelte di Grosso e Allegri

Formazioni ufficiali Sassuolo Milan: le scelte di Fabio Grosso e Massimiliano Allegri per la sfida del 35° turno di Serie A 2025/26


Sassuolo Milan si annuncia più insidiosa del previsto. I numeri confermano l’equilibrio: nelle ultime 10 sfide di Serie A, il Milan ha vinto 4 volte, contro 3 pareggi e 3 successi del Sassuolo. I rossoneri di Massimiliano Allegri cercano punti per il secondo posto, mentre la squadra di Fabio Grosso vuole chiudere al meglio una stagione positiva. Di seguito le formazioni ufficiali.

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SASSUOLO (4-3-3): Turati; Walukiewicz, Idzes, Muharemović, Garcia; Koné, Matić, Thorstvedt; Berardi, Nzola, Laurienté. A disp.: Murić, Satalino, Zacchi; Coulibaly, Doig, Felipe, Romagna; Frangella, Iannoni, Lipani, Vranckx; Fadera, Moro, Pinamonti, Volpato. All.: Grosso.

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, Pavlović; Saelemaekers, Fofana, Jashari, Rabiot, Estupiñan; Nkunku, Leão. A disp.: Pittarella, Terracciano; Athekame, Bartesaghi, De Winter; Loftus-Cheek, Pulisic, Ricci; Füllkrug, Gimenez. All.: Allegri.

Skorupski verso l’addio al Bologna a fine stagione: Falcone in pole per raccoglierne l’eredità. Le ultime

Skorupski ai saluti? Il Bologna punta forte su Falcone per il dopo‑Lukasz. Tutti gli aggiornamenti in casa rossoblù

Dopo otto anni a Casteldebole, il rapporto tra Lukasz Skorupski e il Bologna potrebbe arrivare al capolinea. Le sirene provenienti dall’Arabia continuano a farsi sentire e, rispetto al passato, le probabilità di un addio appaiono più concrete. Non solo per le offerte estere, ma anche per una stagione segnata da due gravi infortuni muscolari che hanno costretto il portiere polacco a lunghi stop. Questa volta, infatti, il club non sembrerebbe intenzionato a opporsi a una sua eventuale partenza, più per una valutazione complessiva del momento che per una scelta tecnica definitiva.

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In caso di separazione, il Bologna ha già individuato il profilo preferito: Wladimiro Falcone, 31 anni, attuale portiere del Lecce. Considerato da Pantaleo Corvino un estremo difensore “da Champions” e lodato da Zenga per completezza e personalità, Falcone è seguito con grande attenzione da Sartori e Di Vaio, presenti anche a Pisa‑Lecce per osservarlo da vicino.

L’alternativa di prestigio sarebbe Ivan Provedel, apprezzato sia da Italiano che da Sartori, ma l’ingaggio da 2,5 milioni netti percepito alla Lazio rende l’operazione difficilmente sostenibile. In caso di arrivo di un nuovo portiere, il giovane Massimo Pessina (classe 2007) potrebbe partire in prestito per trovare continuità in Serie B o Serie C ed evitare di perdere un anno di crescita.

Sassuolo Milan, Allegri cambia tutto e rivoluziona l’attacco! Nkunku favorito su Pulisic accanto a Leao

Sassuolo Milan, svolta in attacco per la sfida ai neroverdi: Allegri pensa a Nkunku al posto di Pulisic. Tutti i dettagli

Il Milan si presenta alla sfida contro il Sassuolo con un obiettivo chiarissimo: conquistare i 6 punti necessari per blindare matematicamente la qualificazione alla prossima Champions League, traguardo dichiarato fin dall’inizio della stagione. La squadra di Massimiliano Allegri, però, arriva all’appuntamento con un problema evidente: l’attacco non segna più. Come riportato dal Corriere dello Sport, i rossoneri hanno realizzato appena un gol nelle ultime quattro gare, mentre gli attaccanti sono a digiuno da oltre due mesi. Anche lontano da San Siro i numeri sono impietosi: nelle trasferte contro Lazio, Napoli e Verona, l’unica rete è arrivata dal centrocampista Adrien Rabiot.

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Il calo rispetto alla prima parte di campionato è netto. Nelle prime 25 giornate il Milan viaggiava a una media di 1,64 gol a partita, scesa a 0,78 nelle ultime nove uscite. Una flessione che coinvolge l’intero sistema offensivo, meno brillante sia nella costruzione che nella finalizzazione.

Per invertire la rotta, Allegri valuta un cambio importante nel reparto avanzato. Christian Pulisic, reduce da tre gare consecutive da titolare e a secco dal 28 dicembre, potrebbe partire dalla panchina. Al suo posto è pronto Christopher Nkunku, anche lui alla ricerca di riscatto dopo una stagione fin qui al di sotto delle aspettative. L’allenatore rossonero spera che il francese possa portare imprevedibilità e nuove soluzioni a un attacco che ha urgente bisogno di ritrovarsi.

Gonzalo Garcia nuovo obiettivo per l’attacco Juve: idea formula Morata e Kolo Muani ora è meno certo

Gonzalo Garcia insidia Kolo Muani: la Juventus valuta un’operazione in stile Morata con il Real Madrid. I dettagli

La Juventus continua a programmare il futuro del proprio reparto offensivo, muovendosi su più fronti mentre la situazione legata al rinnovo di Dusan Vlahovic resta il tema dominante. Il serbo, nonostante il forte pressing del padre Milos, non ha ancora prolungato il contratto, a differenza di altri compagni come Locatelli. Sullo sfondo rimangono le attenzioni di Bayern Monaco e Barcellona, con i catalani alla ricerca dell’erede di Lewandowski.

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A prescindere dalla permanenza di Vlahovic, alla Continassa è previsto l’arrivo di un nuovo centravanti. Tra i nomi in ascesa c’è quello di Gonzalo Garcia, talento del Real Madrid messosi in mostra al Mondiale per Club. Per lui si valuta un’operazione in stile Morata: acquisto a titolo definitivo da parte della Juventus con clausola di recompra a favore dei blancos fissata a cifre più alte. A riportarlo è il Corriere dello Sport.

Le alternative non mancano, anche se presentano ostacoli significativi. Nicholas Jackson è stato proposto, ma i costi dell’operazione risultano molto elevati. La prima scelta resta comunque Randal Kolo Muani, attualmente in prestito al Tottenham: gli Spurs, al momento, non sembrano intenzionati a riscattarlo dal PSG, lasciando aperta una finestra per un eventuale inserimento bianconero negli ultimi mesi della stagione.

Fenucci sicuro: «E’ stata una stagione con alti e bassi, ma abbiamo fatto un buon percorso in Europa. Su Malagò…»

Fenucci a Dazn svela: «E’ stata una stagione con alti e bassi, ma abbiamo fatto un buon percorso in Europa. Su Malagò…»

Claudio Fenucci è intervenuto nel pre‑partita della sfida valida per la 35ª giornata di Serie A 2025/2026 contro il Cagliari. L’amministratore delegato del Bologna ha parlato ai microfoni di DAZN, soffermandosi sui temi caldi del momento e sulle prospettive del club:

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STAGIONE E FUTURO – «E’ stata una stagione con alti e bassi, ma abbiamo fatto un buon percorso in Europa. In campionato possiamo ancora tenere questa posizione per avvicinarci alle squadre che stanno su. Giudichiamo la stagione nel complessivo positiva, vista la finale di Supercoppa. In quanto al futuro, dobbiamo vederci con il mister per pianificare il tutto».

ITALIANO – «Non l’ho mai messa in discussione, aldilà del contratto! Sotto il profilo umano vi sono delle relazioni che ci accompagnano. Siamo contenti e vogliamo continuare su questa squadra, avremo un confronto. C’è una partita da vincere oggi e una stagione da finire bene».

CAOS FEDERALE – «Abbiamo indicato un candidato che ha grandi qualità, ossia Giovanni Malagò. Speriamo che presto sciolga la riserva. Il compito non è facile, c’è da lavorare in alcune cose nel breve periodo. Il tema è la Nazionale e la sua competitività, attorno ruota un fattore economico. La Lega di Serie A può già far qualcosa con la Federazione in merito ai settori giovanili. C’è un programma da realizzare con più tempo che riguarda la pratica sportiva. Il calcio è diventato uno sport a pagamento, bisogna riportare i ragazzi a giocare e aumentarne le ore. Magari si avrà un miglioramento del livello del calcio italiano e tornare dov’eravamo».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI FENUCCI SU CAGLIARINEWS24

Cagliari, Adopo ringrazia Pisacane: «Mi ha dato fiducia, è una brava persona e un bravo allenatore!»

Cagliari, Adopo ha parlato così prima del match contro il Bologna della 35ª giornata di Serie A 2025/26

Michel AdopoDAZN prima di Bologna Cagliari.

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VITTORIA CONTRO L’ATALANTA – «Quella partita era molto importante per noi, è una vittoria che pesa! Dal punto di vista dei punti siamo molto più tranquilli, però, non siamo ancora salvi. Oggi siamo consapevoli che dovremo vincere per conquistarne altri».

BOLOGNA – «Affrontiamo una squadra molto forte, ma con il mister siamo fiduciosi perché andiamo forte. Faremo la nostra partita puntando all’aggressività e anche a difendere fino alla fine».

PISACANE – «Il mister come persona e allenatore è molto bravo, mi ha dato fiducia e cerco di rendere al massimo sul campo».

Cagliari, Pisacane non ha dubbi: «L’obiettivo è quello di salvare la squadra, poi se a 4 giornate dalla fine c’è margine non è sicurezza ma responsabilità»

Cagliari, il tecnico Fabio Pisacane ha parlato così prima del match contro il Bologna della 35ª giornata di Serie A 2025/26

Fabio PisacaneDAZN prima di Bologna Cagliari.

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BOLOGNA CAGLIARI – «E’ una gara importante come sono state queste prime 34, per cui ci concentriamo su quelle che sono le ultime 4! Lo facciamo a partire da oggi, cercando di fare la nostra partita, consapevoli che affrontiamo un avversario forte, però come detto in passato: il destino è nelle nostre mani. Mi concentrerei su Bologna e poi dopo andiamo a fare le valutazioni del caso».

SQUADRA GIOVANE – «Dal principio ho un obiettivo che coincide con quello del gruppo, ovvero salvare questa squadra. Poi se a 4 giornate dalla fine c’è un margine, non vuol dire niente, non è sicurezza, ma responsabilità. Il resto sono pensieri soggettivi!».

I PERICOLI – «Mi aspetto un match difficile dove dobbiamo essere bravi nei duelli e soprattutto rispetto per la partita».

Roma all’esame Fiorentina con un occhio all’infermeria: Gasperini ritrova un big, ma c’è già un’assenza certificata e un altro dubbio. Ultimissime

Roma, il punto sull’infermeria in vista del match contro la Fiorentina: chi recupera e chi no, tutti i dettagli

Archiviata la grigliata del Primo Maggio, utile per cementare lo spirito di gruppo e regalare qualche ora di meritata spensieratezza, la Roma è tornata a faticare sui campi di Trigoria con la massima concentrazione. Sotto la guida di mister Gasperini, la squadra ha ripreso a lavorare alzando notevolmente i ritmi e l’intensità. L’obiettivo è fissato: la fondamentale sfida contro la Fiorentina, in programma domani sera nella magica cornice dello stadio Olimpico. Un crocevia cruciale in cui i giallorossi si giocano una fetta vitale della loro stagione. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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Le scelte di formazione: la mediana ritrova Koné, out Zaragoza

La notizia più confortante per lo staff tecnico arriva direttamente dal cuore del centrocampo: Koné è pienamente recuperato ed è pronto a riprendersi una maglia da titolare. Il mediano francese tornerà a fare diga in mezzo al campo affiancando Cristante, formando così una coppia che promette di garantire corsa, muscoli e grande solidità tattica.

Spostandosi sulla trequarti, le ultime indicazioni suggeriscono l’impiego dal primo minuto del tandem formato da Pisilli e Soulé, chiamati a mettere coraggio e fantasia al servizio della manovra offensiva. Sul fronte indisponibili, invece, ci sono cattive notizie per Zaragoza: l’esterno non figurerà nella lista dei convocati a causa di un fastidioso problema al ginocchio che lo ha costretto al lavoro individuale. Resta in forte dubbio anche la presenza di Tsimikas, bloccato ai box da un risentimento muscolare.

Il punto sull’infermeria: attesa per i rientri di Dovbyk e Pellegrini

Nel frattempo, l’ambiente giallorosso guarda al futuro e monitora con grande trepidazione la situazione dei lungodegenti, sperando in rinforzi immediati. Ci sono segnali estremamente incoraggianti per Artem Dovbyk: il centravanti è atteso oggi di ritorno dalla Finlandia dopo il controllo decisivo con il medico che lo ha operato, e ora aspetta solo il via libera definitivo per potersi riaggregare al gruppo.

Cresce l’ottimismo anche per il capitano Lorenzo Pellegrini, che scalpita e non vuole più restare a guardare. Il suo obiettivo primario è strappare la convocazione per l’imminente trasferta contro il Parma. Un suo recupero totale rappresenterebbe un’iniezione vitale di qualità tecnica e leadership emotiva all’interno dello spogliatoio in vista dell’infuocata volata finale del campionato.

Juventus, i convocati per il Verona: la decisione su Thuram, Yildiz e Vlahovic. Restano in due ai box, la lista di Spalletti

Juventus, i convocati per il Verona: la lista di Spalletti per il match della 35ª giornata di Serie A 2025/26

La Juventus si prepara a vivere un crocevia fondamentale per il proprio futuro europeo. In vista dell’importantissima sfida casalinga contro l’Hellas Verona, programmata per il tardo pomeriggio di oggi con fischio d’inizio fissato alle ore 18:00 nella cornice dell’Allianz Stadium, il tecnico bianconero Luciano Spalletti ha diramato la lista dei convocati. La Vecchia Signora ha il dovere di incamerare i tre punti per consolidare la propria posizione in classifica e raggiungere il prima possibile l’obiettivo della qualificazione in Champions League.

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Rosa quasi al completo per l’assalto finale

L’allenatore toscano può tirare un sospiro di sollievo analizzando la situazione dell’infermeria. Per questo delicato impegno di campionato, infatti, i bianconeri possono contare su una rosa quasi totalmente a disposizione, potendo schierare gran parte degli effettivi per tentare l’assalto alla vittoria. Le uniche defezioni forzate rimangono quelle dei lungodegenti Cabal e Milik, i quali sono ancora alle prese con i rispettivi e complessi percorsi di riabilitazione fisica e non prenderanno parte al match.

Il dubbio a centrocampo: la gestione di Khephren Thuram

Il vero nodo tattico da sciogliere a poche ore dal calcio d’inizio riguarda la zona nevralgica del campo. C’è grandissima attenzione attorno alla presenza di Khephren Thuram: il centrocampista transalpino figura regolarmente all’interno dell’elenco dei giocatori disponibili, sebbene il suo impiego dal primo minuto resti ancora avvolto da un fitto mistero. Mister Spalletti e il suo staff monitoreranno con estrema cautela le sue condizioni fisiche fino all’ultimo istante utile. L’obiettivo è valutare lucidamente se convenga schierarlo nell’undici titolare oppure farlo accomodare inizialmente in panchina, al fine di scongiurare qualsiasi rischio di pericolose ricadute in un finale di stagione dai ritmi così serrati.

L’elenco ufficiale dei giocatori a disposizione

Di seguito, riportiamo la lista completa dei calciatori convocati per la gara odierna, suddivisi per ruolo:

  • Portieri: Di Gregorio, Perin, Pinsoglio.
  • Difensori: Bremer, Cambiaso, Gatti, Holm, Kalulu, Kelly.
  • Centrocampisti: Adzic, Koopmeiners, Kostic, Locatelli, McKennie, Miretti, Thuram.
  • Attaccanti: Boga, Conceicao, David, Openda, Vlahovic, Yildiz, Zhegrova.

Arbitri, altri sei esposti alla Procura di Milano: si allarga l’inchiesta sui direttori di gara. Che cosa sta succedendo

Arbitri, si allarga l’inchiesta relativa ai direttori di gara: altri sei esposti alla Procura di Milano. Cosa sta succedendo

L’indagine condotta dalla Procura di Milano sul mondo arbitrale italiano continua a espandersi, portando alla luce nuovi e delicati dettagli. Il fascicolo sulle presunte irregolarità nelle assegnazioni dei direttori di gara si arricchisce costantemente di nuovi elementi, delineando un quadro sempre più complesso per i vertici del settore.

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Nuovi esposti e l’ampliamento dell’indagine

Secondo quanto pubblicato dal quotidiano La Repubblica: “Quasi ogni giorno si fa avanti qualcun altro. Da quando è diventata pubblica l’indagine sugli arbitri e le presunte «designazioni pilotate» in A e B ci sono almeno altri sei direttori di gara (o da poco ex) che in un esposto alla procura di Milano hanno voluto aggiungere la loro testimonianza. Denunce da approfondire nei prossimi giorni, con l’eventualità di nuove convocazioni di testimoni da parte degli inquirenti”.

Attualmente, l’inchiesta conta cinque indagati. Il Pm Ascione ha già provveduto a convocare almeno 17 figure tra arbitri in attività ed ex, con l’obiettivo di fare totale chiarezza sull’operato dell’ex designatore Gianluca Rocchi, che deve rispondere alla pesante accusa di concorso in frode sportiva. Nel frattempo, i vertici federali hanno diramato una nota ufficiale per smentire con fermezza le indiscrezioni su una possibile scissione interna all’AIA.

Le accuse incrociate e le dinamiche interne

L’attenzione degli investigatori non si limita alle sole nomine, ma scava nelle dinamiche relazionali. Il quotidiano aggiunge infatti un passaggio cruciale: “Ma anche su Inter-Roma e il fallo non fischiato su Bisseck. Ora altri stanno denunciando quello che, colleghi prima di loro, hanno chiamato «il sistema Rocchi»: «Figli e figliastri», «se lo criticavi eri fuori», «designazioni condizionate da un tornaconto personale». Come quella di un ex fischietto che, dopo una diverbio su un arbitraggio, infortunato, sarebbe stato poi «fatto fuori perché non della cricca»”.

Il ruolo delle intercettazioni telefoniche

Un tassello fondamentale dell’inchiesta è rappresentato dalle indagini tecniche. Sempre La Repubblica rivela l’origine delle attuali contestazioni: “Rocchi e Gervasoni erano così sotto intercettazione almeno da marzo 2025. Ed è proprio da un ascolto che la procura ha mosso le sue accuse verso Rocchi per le «designazioni pilotate» di Colombo e Doveri: una telefonata tra l’ex designatore e un interlocutore e il riferimento a quanto fosse «gradito» o meno all’Inter, nella persona del delegato del club a gestire i rapporti con gli arbitri”.

Formazioni ufficiali Bologna Cagliari: le scelte di Italiano e Pisacane per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Bologna Cagliari: le scelte di Italiano e Pisacane per il match di Serie A, valido per la 35ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Bologna Cagliari, valida per la 35ª giornata di Serie A 2025/26.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

BOLOGNA (4-3-3): Pessina; De Silvestri, Helland, Lucumi, Miranda; Freuler, Moro, Sohm; Bernardeschi, Odgaard, Dominguez

CAGLIARI (4-3-3): Caprile; Zé Pedro, Mina, Dossena, Obert; Adopo, Gaetano, Deiola (C); Palestra, Esposito, Folorunsho

Bastoni torna titolare nella notte Scudetto dell’Inter: la festa per lasciarsi alle spalle le ombre, poi il futuro. Piano chiaro per il difensore

Bastoni è pronto a riprendersi la titolarità in Inter Parma, nella notte che potrebbe valere lo Scudetto per i nerazzurri

I tempi dell’attesa sono finalmente esauriti. Alessandro Bastoni si è lasciato alle spalle i recenti problemi alla caviglia e alla tibia, ed è pronto a riprendersi una maglia da titolare. Dopo aver saltato tre sfide tra campionato e Coppa Italia per ritrovare la migliore condizione atletica, il difensore ha lavorato a pieno regime con il gruppo. Già convocato da mister Chivu per la trasferta di Torino della scorsa settimana, ora il centrale è pienamente ristabilito. Riprenderà il suo consueto posto sul centro-sinistra della retroguardia, proprio nella notte magica in cui l’Inter potrebbe festeggiare la matematica conquista dello scudetto numero ventuno davanti al proprio pubblico. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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Verso il terzo tricolore e l’obiettivo Coppa Italia

Per il classe 1999 si tratta di un traguardo formidabile: quello in arrivo sarà il suo terzo tricolore con la maglia dell’Inter, un successo che andrà ad arricchire un palmarès personale che vanta già tre Supercoppe italiane e due Coppe Italia. Una bacheca che potrebbe ulteriormente espandersi il prossimo 13 maggio, data della finale di Coppa Italia contro la Lazio allo stadio Olimpico. Solo a stagione conclusa, a bocce ferme, si apriranno i discorsi legati al calciomercato.

Le voci sul Barcellona e il prezzo fissato da Ausilio

Il futuro del difensore della Nazionale resta in bilico, sebbene nulla sia stato ancora deciso. Dalla Spagna rimbalzano con insistenza le voci di un forte interesse del Barcellona. Tuttavia, nonostante la pressione dei media catalani, il club blaugrana non ha ancora presentato un’offerta ufficiale. La posizione della dirigenza guidata da Piero Ausilio è chiara e non ammette sconti: il giocatore non è in vendita a cifre di saldo. Per sedersi al tavolo delle trattative, i nerazzurri pretendono una somma considerevole, più vicina ai 70 milioni che ai 60. La dirigenza spagnola sperava in una forzatura da parte del calciatore per abbassare le pretese, ma la rottura non c’è stata. Se Laporta non troverà i fondi necessari, potrebbe virare su alternative come Romero del Tottenham.

L’abbraccio di San Siro e la festa imminente

In attesa di scoprire le reali dinamiche della prossima sessione estiva, i tifosi nerazzurri si preparano a riabbracciare il proprio beniamino. San Siro è pronto a tributare un caloroso applauso a uno dei pilastri incontrastati della squadra, sempre difeso e sostenuto con grande affetto anche nei recenti mesi di difficoltà fisica. Al fischio finale della gara di stasera, Bastoni potrà finalmente lasciarsi alle spalle le ombre dell’infortunio e godersi la meritata festa scudetto insieme a tutto l’ambiente interista.

Lazio, così è cambiato il finale di stagione: rendimento da top e confronto inequivocabile col passato. Dentro al momento dei biancocelesti

Lazio, come è cambiato il finale di stagione dei biancocelesti: rendimento da top e confronto che non mente col passato

La Lazio ha decisamente ingranato la marcia giusta, trovando lo sprint nel momento più nevralgico e delicato dell’intera stagione agonistica. I dati statistici relativi alle ultime settimane parlano in modo inequivocabile: descrivono una squadra in fortissima crescita, capace di ritrovare brillantezza, risultati e, soprattutto, una rinnovata fiducia nei propri mezzi. Dopo aver attraversato una fase del campionato decisamente complicata e avara di soddisfazioni, la compagine capitolina ha rialzato la testa, conquistando ben 14 punti nelle ultime 7 giornate. Questo eccellente rendimento proietta i biancocelesti di diritto tra le formazioni più in forma e temibili dell’attuale panorama calcistico italiano.

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Il confronto con il passato: una svolta radicale

Il dato più impressionante e significativo emerge analizzando il confronto diretto con il percorso precedente. I capitolini, infatti, sono riusciti a vincere 4 delle ultime 7 partite di campionato disputate. Si tratta di un numero di successi che eguaglia perfettamente le vittorie ottenute nelle precedenti e faticosissime 17 giornate. Una differenza netta e innegabile, che certifica come la guida tecnica sia riuscita a infondere una maggiore solidità tattica e mentale proprio nella fase cruciale e decisiva dell’annata sportiva, correggendo gli errori del passato.

Solo Juventus e Napoli meglio dei biancocelesti dalla 28ª giornata

La vera e propria svolta stagionale si è materializzata dalla 28ª giornata in poi, un arco temporale in cui la compagine romana ha blindato la classifica incamerando il proprio bottino. Per comprendere la portata di questa striscia positiva, basta osservare il rendimento delle dirette concorrenti: in questo specifico frangente, hanno fatto meglio soltanto il Napoli (a quota 16) e la Juventus, momentaneamente prima in questa speciale graduatoria di rendimento con 17 punti all’attivo. Una statistica che ribadisce il peso specifico del momento d’oro vissuto dalla sponda laziale del Tevere.

Continuità e mentalità: le chiavi per la corsa all’Europa

Il netto cambio di passo della Lazio non si riflette esclusivamente sui nudi numeri, ma è evidente anche nel nuovo atteggiamento mostrato sul rettangolo verde. La squadra dimostra ora un’invidiabile capacità di restare viva e concentrata dentro le partite, innalzando notevolmente il livello di attenzione. Questo salto di qualità ha permesso di trasformare sfide scorbutiche in punti pesantissimi per la classifica. Il ritrovato smalto ha ridato il giusto entusiasmo a un gruppo che necessitava della fondamentale continuità di risultati per reinserirsi prepotentemente nella serrata corsa verso i più prestigiosi obiettivi stagionali.

Stroppa racconta: «Venezia superiore alle altre, ma ora la Serie A è un altro sport. Voglio morire nella metà campo avversaria, giocando»

Stroppa, allenatore del Venezia, ha riavvolto il nastro così della promozione in Serie A dei lagunari. Le sue dichiarazioni

Il pareggio per 2-2 sul campo dello Spezia ha sancito il ritorno matematico del Venezia in Serie A. Un traguardo che esalta la filosofia calcistica di Giovanni Stroppa, tecnico capace di sfatare il mito del compromesso tra spettacolo e risultati. Dopo i successi ottenuti in panchina con Crotone, Monza e Cremonese, l’allenatore ci tiene a rivendicare il proprio percorso: “Ma io ci metto anche Foggia 2016-17, dalla C alla B. La sua intervista a La Gazzetta dello Sport.

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Il dominio in campo e l’identità tattica

Per il mister, il segreto della promozione risiede in un’impronta coraggiosa. Alla guida del miglior attacco del campionato, il tecnico sottolinea cosa lo renda più orgoglioso: “Il gioco espresso“. Una vocazione offensiva mai rinnegata: “Io l’ho sempre fatto, lo dovete chiedere agli altri. Se si può scegliere come morire, io voglio morire nella metà campo avversaria, giocando. E poi ci vogliono i giocatori, e così facendo si vince“.

Analizzando la cavalcata vincente della compagine lagunare, l’allenatore aggiunge: “Di sicuro è stata esaltante, da protagonista per il gioco proposto, dominando le partite. Rispetto alle altre tre promozioni, stavolta siamo stati davanti per mesi (da gennaio, ndr.). Credo di essere stato coerente con quello che avevo detto all’inizio: per qualità è una squadra superiore alle altre, lo pensavo quando eravamo quinti o sesti ma vedevo prestazioni di altissimo livello“.

La mentalità vincente e il feeling dirigenziale

Un elemento cruciale per blindare l’obiettivo stagionale è stato il solido rapporto con il dg Antonelli, tessitore delle trame di mercato degli arancioneroverdi: “Ci intendiamo al volo, basta uno sguardo: è il dirigente perfetto. Trasmette serenità. Così tutti lavorano senza tensioni ma a tremila all’ora“. Questa solidità societaria ha permesso di cancellare le scorie della precedente annata: “Il primo giorno c’era subito grande entusiasmo, tutti non vedevano l’ora di ricominciare. L’ho capito guardando negli occhi i ragazzi, nessuno era abbattuto. Chi voleva andare via, è andato: la cosa peggiore è tenere chi non vuole restare“.

Il futuro nel massimo campionato e il nuovo stadio

Con l’approdo nell’élite del calcio italiano e il cantiere per il nuovo stadio nel 2027, il focus si sposta sulla permanenza in panchina e sulle future mosse di mercato. Stroppa respinge fermamente le sirene cadette (“No, lasciamo stare. Oggi il Venezia per me vale troppo, non mi siederei nemmeno a parlare“) ma lancia un messaggio limpido al club: “Dipende dai progetti che mi presenterà la società: se vogliono costruire qualcosa, noi ci siamo. La A è un altro sport, ricordiamolo”.

Sampdoria, Tey rivela: «L’obiettivo è quello di riportare il club in Serie A. Con Manfredi visioni diverse sul futuro»

Sampdoria, Joseph Tey ha parlato così del presente ma anche del futuro del club blucerchiato. Le sue dichiarazioni

Joseph Tey ha rilasciato un’intervista a Il Secolo XIX. Le parole del proprietario della Sampdoria.

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MANFREDI – «È emerso che avevamo visioni diverse sul futuro del club. Non è mai stata una questione personale, ma quando i risultati non sono all’altezza delle aspettative e degli investimenti effettuati, è necessario assumersi le proprie responsabilità e prendere decisioni. A un certo punto ho ritenuto che il club avesse bisogno di una direzione diversa ed era mio dovere intervenire. Resto comunque grato a Matteo per il lavoro svolto e gli auguro il meglio».

RITORNO IN SERIE A NEL 2028 – «Il nostro obiettivo è chiaro: tornare in Serie A. Comprendo e condivido la frustrazione legata alle tempistiche. Ritengo però che siamo chiamati a costruire qualcosa che non sia la semplice promozione ma che garantisca alla Sampdoria di mantenere quel livello. Faremo il massimo per riuscirci, nel minor tempo possibile».

PROGRAMMAZIONE O CESSIONE? – «In questa fase il focus è su stabilità e ricostruzione. Tutto ciò che stiamo facendo è finalizzato a riportare la Sampdoria nelle condizioni di competere ai massimi livelli. Ogni decisione di lungo periodo sarà sempre presa nel miglior interesse del club».

SOGGETTI INTERESSATI ALLA SAMP – «Un club come la Sampdoria susciterà sempre interesse. La nostra attenzione però non è sui numeri o sui titoli di giornale, ma sulla costruzione del futuro giusto».

RESTYLING FERRARIS – «Siamo attivamente coinvolti nel progetto di riqualificazione dello stadio Luigi Ferraris, che deve coniugare rispetto della storia e adeguamento agli standard moderni. Ritengo allo stesso tempo, e ho la fortuna di averla vista e vissuta anche venerdì pomeriggio, che l’atmosfera del Ferraris creata dai nostri tifosi sia unica in tutto il mondo e che sia importante preservarla».

PERCEZIONE DEI TIFOSI – «Non si tratta di come vengo percepito: nel calcio non esistono “proprietari”, ma custodi di qualcosa che appartiene ai tifosi e alla città, come ho scritto nella mia dichiarazione pubblicata venerdì scorso sul giornale. Vorrei essere giudicato per aver fatto il possibile per riportare la Sampdoria dove le compete. Ma so perfettamente che quel riconoscimento andrà conquistato».

L’INTERVISTA COMPLETA DI TEY

Juventus, stretto questo patto con Yildiz tra Champions e Mondiale. Cosa ha in mente il club per il numero 10

Juventus, il club ha in mente questo piano per la gestione di Kenan Yildiz tra qualificazione in Champions e Mondiale con la Turchia

Il traguardo della Champions League è ormai lì e la Juventus ha disperatamente bisogno di tutte le sue stelle migliori per la volata finale. Nonostante un fastidioso problema al ginocchio sinistro che lo ha tormentato e ne ha limitato l’impiego nelle ultime settimane, Kenan Yildiz non ha alcuna intenzione di fermarsi ed è pronto a riprendersi la scena. Il giovane fuoriclasse turco, che proprio domani festeggerà il suo ventunesimo compleanno, si candida fortemente per tornare a vestire una maglia da titolare nella sfida di campionato contro l’Hellas Verona. Dopo un mese e mezzo trascorso a gestire le energie tra panchine e scampoli di gara, il numero 10 ha finalmente riacceso i motori.

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Il rientro a pieno regime e la sintonia con l’allenatore

Nelle ultime 48 ore, il talento classe 2005 ha abbandonato il regime di allenamenti differenziati che lo aveva relegato a un ruolo da semplice subentrante contro Bologna e Milan. Alla base di questo enorme sforzo c’è un solidissimo “patto per l’Europa” stretto direttamente con l’allenatore Luciano Spalletti.

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il legame tra il tecnico e il fantasista è totale e si fonda su una stima incondizionata. L’allenatore non vuole rinunciare al suo gioiello, definendolo affettuosamente un ragazzo che «ha sempre il sole in faccia». Dal canto suo, il giocatore riconosce nel mister una guida straordinaria, mostrandosi disposto ad andare oltre il dolore fisico pur di blindare la qualificazione in Champions League, considerata vitale per il prestigio futuro del club.

L’ostacolo Verona e lo sguardo verso i Mondiali

La missione odierna è chiara: ottenere i tre punti senza distrazioni. La gara contro un avversario ormai rassegnato e già aritmeticamente retrocesso nasconde le classiche insidie mentali e le trappole tattiche che la Juventus deve assolutamente disinnescare per consolidare la propria posizione sul podio della Serie A.

Spalletti spera di archiviare la pratica molto velocemente, in modo da poter concedere un meritato e necessario riposo al ginocchio del turco. Raggiungere subito la certezza matematica del pass europeo permetterà infatti allo staff medico di gestire con estrema prudenza le energie di Yildiz in ottica dei vicinissimi Mondiali con la sua Turchia. In questa fase nevralgica della stagione ogni minuto risparmiato vale letteralmente oro, ma fino al conforto dell’aritmetica, il talento cristallino del ragazzo resta un’arma irrinunciabile per la compagine bianconera.

Mercato Milan: 100 milioni per tornare grande. Quali sono i tre grandi obiettivi dell’estate rossonera, il piano è stato svelato!

Mercato Milan: 100 milioni per questi tre grandi obiettivi dell’estate rossonera, qual è il piano della società

Il Milan si prepara a vivere novanta minuti che potrebbero rivelarsi determinanti per il bilancio dell’intera annata. Nel pomeriggio di oggi, con fischio d’inizio programmato per le ore 15:00, la formazione rossonera sarà ospitata dal Sassuolo in una trasferta insidiosa ma assolutamente da vincere. I ragazzi guidati da Massimiliano Allegri vanno a caccia di tre punti fondamentali per avvicinare sensibilmente la tanto desiderata qualificazione in Champions League. Questo prestigioso traguardo, fissato come priorità assoluta dalla società e dall’allenatore sin dalle primissime conferenze stampa di inizio anno, rappresenta lo snodo vitale per programmare i prossimi mesi.

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Sebbene la concentrazione dello spogliatoio sia interamente rivolta al rettangolo verde, le logiche della programmazione non possono attendere. Ieri, pur schivando abilmente le domande più insidiose dei cronisti, il mister livornese ha dettato la linea direttrice per il consolidamento del progetto tecnico, spiegando come dovrà essere plasmata la squadra del domani.

Il peso economico dell’Europa: il tesoretto per i rinforzi

Le prospettive finanziarie e le ambizioni del Diavolo dipendono in larghissima parte dal posizionamento finale in classifica. A evidenziare questa netta demarcazione è l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, che apre la propria pagina sportiva riassumendo la delicata situazione del club meneghino con un titolo emblematico: “Cento milioni per un grande Milan”.

La rosea sintetizza in questo modo il pragmatismo espresso dall’allenatore in sala stampa riguardo alle differenze di budget tra i due scenari possibili. Le risorse economiche, in caso di esito positivo della rincorsa, sarebbero infatti sostanziali, come ribadito dalle dirette parole del mister: “Con la Champions un mercato al top”.

I primi nomi sul taccuino della dirigenza rossonera

Ottenere il pass per la massima competizione europea sbloccherebbe investimenti pesanti per la prossima estate. La dirigenza lavora sotto traccia per regalare un innesto di spessore per ogni singolo reparto. A confermare la strategia per il prossimo calciomercato è sempre l’occhiello del quotidiano sportivo, che svela i papabili obiettivi per innalzare il tasso tecnico della rosa: “Il tecnico conferma: fondamentale l’Europa che conta. In lista Gila, Goretzka e Sorloth, oltre a un esterno a tutta fascia”.

Per trasformare i sogni di mercato in solida realtà, serve però prima superare l’ostacolo emiliano. Il futuro del Milan passa obbligatoriamente dalla gara di oggi.

Funerali Alex Zanardi: quando e dove ci sarà l’ultimo saluto all’indimenticato campione. Tutti i dettagli

Funerali Alex Zanardi: quando e dove avverrà l’ultimo saluto all’indimenticato campione, scomparso nelle scorse ore

L’Italia intera si prepara a stringersi in un commosso e corale abbraccio per l’ultimo, doloroso saluto a una delle figure più amate, ispiratrici e iconiche della nostra storia recente. Nelle scorse ore è stata infatti ufficializzata la comunicazione relativa alle esequie: i funerali di Alex Zanardi si terranno martedì 5 maggio. La cerimonia per onorare la memoria dello straordinario campione paralimpico e indimenticabile pilota automobilistico avrà luogo nella solenne e suggestiva cornice della Basilica di Padova.

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I dettagli della cerimonia: l’ultimo saluto alle ore 11:00

L’orario fissato per l’inizio del rito funebre è alle ore 11:00. Si prevede un grandissimo afflusso di persone, pronte a riversarsi nella città veneta per rendere il giusto omaggio a un uomo che ha saputo trasmettere valori inestimabili.

La giornata delle esequie non sarà soltanto il momento del lutto cittadino e nazionale, ma rappresenterà anche un’occasione collettiva per celebrare l’incredibile eredità morale lasciata dall’atleta. Alex Zanardi ha incarnato per decenni il significato più puro e profondo della parola resilienza, trasformando le avversità in straordinarie vittorie che hanno ispirato milioni di persone in tutto il mondo. Il suo inestinguibile ottimismo e la sua forza d’animo resteranno incisi per sempre nella memoria di tutti.

L’intera nazione si fermerà alle 11:00 per accompagnare idealmente il campione nel suo ultimo viaggio. Un istante di profondo raccoglimento che, partendo dalle navate della Basilica di Padova, attraverserà tutta l’Italia, unendo il Paese nel ricordo di un uomo eccezionale.

Mercato Roma: la posizione di Dybala e di Gasperini per il futuro. Addio o no a fine stagione? La strada è stata tracciata

Mercato Roma: Paulo Dybala ha preso questa decisione per il suo futuro. Tutti i dettagli e la posizione del club e di Gasperini verso l’estate

Secondo il Corriere dello Sport, Dybala aspetta la Roma. Nonostante le continue voci di mercato, i richiami romantici e le suggestioni sudamericane, la realtà dei fatti è ben diversa. Attualmente non c’è nessuna trattativa concreta con il Boca Juniors, né alcun assalto formale da parte del club argentino. La priorità assoluta del giocatore è quella di proseguire la sua avventura in maglia giallorossa. Molto del suo destino dipenderà dal decisivo vertice tra l’allenatore Gian Piero Gasperini e la famiglia Friedkin, un incontro fondamentale per delineare le nuove strategie societarie. Il tecnico, però, non ha dubbi: vuole assolutamente trattenere la Joya, considerandolo un vero e proprio valore aggiunto e un leader tecnico imprescindibile in grado di fare la differenza e accendere la luce nel nuovo attacco romanista.

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Le parole di Oriana Sabatini sul ritorno in Argentina

A spazzare via le speculazioni su un addio imminente ci ha pensato anche la moglie dell’attaccante. Dopo i numerosi rumors che la indicavano come principale promotrice di un rapido ritorno in patria, Oriana Sabatini ha chiarito la situazione in modo inequivocabile: «Molti me lo chiedono – ha spiegato a “Olga” -, ma la verità è che non lo so. Finché stiamo insieme, staremo bene. Non ho fretta. So che la carriera di un calciatore è molto breve e capisco che il nostro lavoro sia un po’ più flessibile in questo senso. Quindi non voglio mettergli fretta. Alla fine, Paulo farà quello che gli dice il cuore». Una dichiarazione limpida che allontana le ombre di una separazione imminente: il cuore di Paulo, al momento, batte ancora per la Capitale.

Verso Roma-Fiorentina: il piano tattico per il rientro

Sul fronte sportivo, l’argentino lavora intensamente per ritrovare il ritmo partita dopo il recente stop fisico. Il suo rientro sul prato dell’Olimpico è ormai imminente. Contro la Fiorentina, mister Gasperini sembra orientato verso una gestione prudente: l’ipotesi più accreditata è vederlo subentrare nella ripresa come un’arma letale a gara in corso, per poi fargli riprendere una maglia da titolare nella successiva sfida contro il Parma. Nel frattempo, l’intero ambiente attende le nomine dirigenziali e le scelte sul nuovo direttore sportivo, ma una cosa è certa: la volontà del fuoriclasse è quella di restare a Roma senza forzature. I tifosi sono pronti a riabbracciarlo.

Inchiesta arbitri, «loro non lo vogliono più vedere». A chi si riferivano Rocchi e Gervasoni nell’intercettazione dell’aprile 2025 e quali sono i tre scenari possibili

Inchiesta arbitri, «loro non lo vogliono più vedere». A chi si rivolgevano Rocchi e Gervasoni nell’intercettazione datata aprile 2025

L’indagine della Procura sulle designazioni arbitrali ruota attorno a un pronome non ancora decifrato. A distanza di oltre un anno, gli inquirenti non sono riusciti a dare un’identità precisa ai soggetti citati nella frase: «Loro non lo vogliono più vedere». Questo sfuggente «loro» rappresenta un’entità ancora ignota gravitante nell’universo dell’Inter, emersa durante una nota intercettazione dell’aprile 2025 tra il designatore di Serie A Gianluca Rocchi e il supervisore VAR Andrea Gervasoni. Lo riporta il Corriere della Sera.

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Le designazioni contestate e i presunti contatti

Nel dialogo captato dalla Guardia di Finanza, Rocchi appariva visibilmente infastidito dalle presunte pressioni ricevute durante un incontro a San Siro. L’obiettivo di tali richieste era la designazione dell’arbitro Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia del 23 aprile 2025, con l’intento tattico di «schermarlo» ed evitare di incrociarlo nella delicata volata scudetto, chiedendo invece il gradito Andrea Colombo per l’incontro Bologna-Inter. Paradossalmente, questi presunti desiderata non portarono fortuna ai nerazzurri, sconfitti in entrambe le occasioni.

L’identità del presunto emissario rimane tuttavia avvolta nel mistero. Il ruolo formale di «club referee manager» (figura istituzionale delegata ai rapporti con la «Commissione arbitri nazionale») e il nome di battesimo “Giorgio” citato nella telefonata, hanno spinto gli investigatori a valutare, come ragionamento logico, il coinvolgimento di Giorgio Schenone, ex guardalinee storico di Rocchi.

Lo stop del gip e il silenzio del designatore

Nonostante i prolungati sforzi investigativi, la caccia a quel fantomatico «loro» si è arenata. All’inizio dell’estate 2025, il gip ha bloccato categoricamente le proroghe delle intercettazioni, ritenendole ormai essiccate e infruttuose. Questa perdurante mancanza di riscontri oggettivi ha generato un’evidente fase di stallo: l’invito a comparire recapitato a Rocchi dieci giorni fa con l’ipotesi di frode sportiva menziona ancora, infatti, un generico «concorso di altre persone». Il dirigente ha scelto di non collaborare, avvalendosi della facoltà di non rispondere.

I tre scenari investigativi

Senza l’identificazione certa del portavoce nerazzurro, la Procura dovrà sbrogliare la matassa analizzando tre possibili scenari. Nel caso più favorevole al club, Rocchi avrebbe ascoltato i giudizi della società ma avrebbe agito in totale autonomia. Lo scenario intermedio prevede interlocuzioni del tutto regolari tramite Andrea De Marco, l’allora referente della «Can» per le società. L’ipotesi peggiore, invece, sosterrebbe che l’insofferenza del designatore e le conseguenti designazioni «interiste» siano state il frutto di un reale condizionamento da parte della società milanese.

Inter assapora lo Scudetto: cornice di festa a San Siro e poi evento privato nella notte. Dal record di Chivu al gesto di Lautaro

Inter si prepara a festeggiare lo Scudetto questa sera a San Siro contro il Parma: tutti i dettagli di ciò che attende i nerazzurri

L’attesa è ormai giunta al termine per l’intero popolo nerazzurro. Il pareggio conquistato dal Napoli sul campo del Como ha spianato definitivamente la strada verso la gloria: all’Inter sarà sufficiente raccogliere un solo punto nella decisiva sfida casalinga contro il Parma per potersi laureare Campione d’Italia. La formazione allenata da Cristian Chivu si prepara dunque a celebrare la matematica conquista del trofeo proprio sul prestigioso prato di San Siro, aspettando unicamente il fischio finale dell’arbitro e senza dover dipendere dall’esito della gara del Milan contro il Sassuolo. L’analisi de La Gazzetta dello Sport.

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Una cornice di festa e i traguardi storici di Chivu

La compagine emiliana, guidata in panchina da Carlos Cuesta e forte di una permanenza in categoria già ampiamente in cassaforte, sbarcherà al Meazza libera da qualsiasi assillo di classifica, finendo per assistere al party meneghino. Per l’allenatore rumeno si tratta di una serata dal sapore epico: dopo aver alzato al cielo i trofei del leggendario Triplete in veste di calciatore, si appresta a vincere lo scudetto anche nelle vesti di mister, un’impresa statistica riuscita nel club soltanto ad Armando Castellazzi quasi novant’anni fa. La dirigenza, capitanata da Beppe Marotta, ha già pianificato un evento privato per stanotte, mentre la cerimonia pubblica con la consegna ufficiale della coppa da parte della Lega Serie A avverrà tra due settimane contro il Verona.

Lautaro Martinez in campo verso il sogno del Double

Sugli spalti è previsto il tutto esaurito, con oltre settantacinquemila cuori pulsanti pronti a colorare l’impianto per un incasso eccezionale. Uno dei protagonisti assoluti della serata sarà, senza dubbio, Lautaro Martinez. Il fuoriclasse sudamericano ha concordato con lo staff di poter disputare uno spezzone della ripresa per godersi il tripudio generale, nonostante le recenti noie fisiche. L’attuale dominatore della classifica marcatori sta seguendo un attento percorso riabilitativo per presentarsi al meglio agli imminenti Mondiali ma, in particolar modo, per trascinare i suoi compagni nella finale di Coppa Italia contro la Lazio del 13 maggio. L’obiettivo finale dei milanesi è infatti agguantare la doppietta nazionale, un traguardo toccato l’ultima volta dalla corazzata di José Mourinho.

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