Pagina 144 – Calcio News 24

Conferenza stampa Cuesta: «Siamo stati competitivi ma non ci basta. Non è mancata nemmeno la voglia di crescere»

Conferenza stampa Cuesta: «Siamo stati competitivi ma non ci basta. Domenica il calcio ci dà un’altra opportunità». Le parole

(Inviato a San Siro) – La conferenza stampa di Carlos Cuesta dopo la sfida Inter Parma che ha consegnato ai nerazzurri il 21° scudetto. Le sue parole:

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SUL MATCH – «Volevamo venire qui a fare risultato, ci sono stati momenti della partita in cui siamo riusciti a girare palla. Il gol prima dell’intervallo è stato abbastanza pesante. Nel secondo tempo loro hanno provato ad allentare il ritmo. Quel gol in fuorigioco poteva rimetterci in partita. Siamo stati competitivi ma non ci basta. Domenica il calcio ci dà un’altra opportunità domenica»

RIPARTENZE SUBITE – «Nel primo tempo non abbiamo subito ripartenze, eravamo nelle condizioni di essere compatti anche dopo le palle perse. Nel secondo tempo abbiamo lasciato spazi aperti, è il rischio quando alzi la pressione».

GRUPPO – «Lavoro, sacrificio, solidarietà e impegno. Provare a fare sempre il massimo in campo, tutti gli undici sono impegnati nel lavorare per la squadra. Non è mancata nemmeno la voglia di crescere, come è stato dalla prima partita della stagione».

SUL PRIMO GOL – «Non ho visto le immagini. Avevamo provato a recuperare palla, e poi ci eravamo aperti per ri-attaccare. Lì se la perdi sei scoperto, abbiamo provato a coprire con un mediano. Non so come è andata esattamente la giocata ma non ci siamo riusciti».

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Barella non ha dubbi: «Questo era il nostro obiettivo, ne avevamo altri ma qualcosa puoi lasciare per strada»

Barella svela nel post partita: «Questo era il nostro obiettivo, ne avevamo altri ma qualcosa puoi lasciare per strada»

In occasione dei festeggiamenti sul prato per il 21° scudetto dell’Inter, arrivato dopo il successo per 2-0 sul Parma, Nicolò Barella ha espresso la propria soddisfazione ai microfoni di DAZN. Il centrocampista, autore di un finale di campionato in netta ascesa, ha rimarcato l’importanza del titolo e la forza di un gruppo rimasto unito nonostante le difficoltà affrontate durante l’anno.

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LA GIOIA PER LO SCUDETTO – «Direi… Questo era il nostro obiettivo, ne avevamo altri ma qualcosa puoi lasciare per strada. Fra pochi giorni ne avremo un altro ma oggi siamo contenti, ci godiamo questa serata. Non è stato facile ma dobbiamo godercela perché è un grande traguardo».

I MOMENTI DIFFICILI – «Grazie (a Stramaccioni per i complimenti ndr). Questo è il calcio e la vita, i momenti difficili si attraversano. Come l’anno scorso quando siamo arrivati vicini a tutto e non abbiamo vinto niente. Però nel calcio bisogna sempre rialzarsi. Ringrazio compagni e staff che mi hanno sempre aiutato con una buona parola nei momenti difficili, cerco di dare sempre tutto quello che ho».

LA FORZA DEL GRUPPO – «In campo si può sbagliare, giocare bene e male, ma non abbiamo mai perso la voglia di stare insieme. Abbiamo dato sempre tutto quello che avevamo, sono orgogliosissimo di questi ragazzi».

Inter Campione d’Italia per la ventunesima volta nella sua storia: decisivo il successo 2-0 contro il Parma

Inter Campione d’Italia: ventunesimo Scudetto per i nerazzurri: il 2-0 sul Parma vale il titolo di Campione d’Italia.

L’Inter si laurea Campione d’Italia per la ventunesima volta nella sua storia, riportando lo scudetto a Milano dopo due anni. La certezza matematica è arrivata a San Siro grazie a una vittoria per 2-0 contro il Parma, un risultato che ha permesso ai nerazzurri di chiudere definitivamente i giochi con ben tre giornate di anticipo. Il successo è stato costruito con una prestazione solida, sbloccata dalla rete di Thuram nel primo tempo e sigillata dal raddoppio di Mkhitaryan nella ripresa, dando ufficialmente il via ai festeggiamenti del popolo interista.

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Il trionfo di Cristian Chivu

Il protagonista assoluto di questa cavalcata è Cristian Chivu, capace di conquistare il tricolore al suo primo anno sulla panchina della prima squadra. Con questo successo, l’ex difensore rumeno entra di diritto nella leggenda del club, diventando il quindicesimo allenatore capace di vincere il campionato alla guida dell’Inter. Il suo impatto immediato ha trasformato la squadra in una macchina perfetta, dimostrando una maturità tattica sorprendente per un tecnico all’esordio in Serie A.

Una stagione di dominio

La vittoria contro il Parma è stata solo il coronamento di un percorso caratterizzato da una netta superiorità tecnica e mentale mostrata lungo tutto l’arco del campionato. L’Inter ha saputo gestire con lucidità i momenti chiave della stagione, mantenendo un distacco costante sulle inseguitrici e certificando una supremazia mai messa realmente in discussione. Il fischio finale di San Siro chiude così una stagione dominata, che proietta la squadra e il suo allenatore in una nuova dimensione di successi.

Pagelle Inter Parma, ecco i top e i flop della sfida valida per la 35ª giornata di Serie A

Pagelle Inter Parma: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Inter Parma: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

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I VOTI

INTER – Sommer 6; Bisseck 6, Akanji 6, Bastoni 6 (67′ Carlos Augusto 6); Dumfries 6,5, Barella 6,5 (89′ Frattesi sv), Zielinski 6,5 (67′ Mkhitaryan 7), Sucic 5,5, Dimarco 6; Thuram 7 (67′ Lautaro 6,5), Esposito 6 (46′ Bonny 6).

PARMA – Suzuki 6; Circati 5,5, Troilo 5,5, Ndiaye 5; Delprato 5,5, Bernabé 6 (75′ Sorensen 6), Nicolussi Caviglia 5,5, Keita 5,5 (67′ Ordonez 6), Valeri 5,5 (85′ Carboni sv); Strefezza 6,5 (75′ Almqvist 6), Pellegrino 5 (67′ Elphege 6)

Moviola Inter Parma: gli episodi dubbi del match diretto da Bonacina! Cos’è successo nella sfida di Serie A

Moviola Inter Parma: gli episodi dubbi del match diretto da Bonacina, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Inter Parma, valido per la 35ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Bonacina.

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LA MOVIOLA

Il match diretto da Kevin Bonacina è scivolato via senza particolari tensioni fino alla metà del secondo tempo, con l’unico provvedimento disciplinare degno di nota rappresentato dal giallo comminato a Zielinski al 64′ per un fallo tattico evidente. L’Inter ha sbloccato la gara nel primo tempo con Marcus Thuram e raddoppiato all’80’ con Mkhitaryan, in un’azione lineare viziata solo dal dubbio sulla posizione di partenza di Lautaro Martinez, giudicata però regolare dalla terna arbitrale.

L’episodio più delicato della moviola arriva all’86’, quando viene annullato il gol della speranza al Parma siglato dal subentrato Nesta Elphege. La segnalazione di fuorigioco dell’assistente ha strozzato in gola l’esultanza dei crociati: il check del VAR ha confermato la posizione irregolare dell’attaccante, blindando di fatto il 2-0 finale. Una decisione corretta che ha spento ogni tentativo di rimonta dei gialloblù nei minuti conclusivi.

Spalletti nel post partita: «Bisogna mantenere un livello alto di qualità di gioco, a noi manca un po’ questa cosa in particolare»

Spalletti nel post gara: «Bisogna mantenere un livello alto di qualità di gioco, a noi manca un po’ questa cosa in particolare»

Luciano Spalletti ha analizzato ai microfoni di DAZN la sfida di Juve Verona. Le sue parole:

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JOLLY GIOCATO – «Io non gioco a carte, non vado al casinò, non gioco a nulla, vado a cena qualche volta fuori, poi cerco di allenare meglio di quanto ho fatto fino a questo momento, perchè per andare a giocare con i migliori, per aspirare ad andare a giocare con i migliori, bisogna tutti i giorni guadagnare qualcosa, bisogna tutti i giorni fare qualcosa, siamo in competizione continua, per cui non posso andare avanti con le stesse frasi che dicevo un anno fa o all’inizio quando sono arrivato, devo andare avanti facendogli fare qualcosa di diverso, facendogli fare qualcosa di meglio, perchè è con la crescita che andrò poi a confrontarmi con la Champions League se ci si arriverà»

VLAHOVIC – «Ma noi siamo una squadra di ragazzi sensibili, di ragazzi perbene, il fatto che spesso abbiamo portato questa amicizia fra di loro, che è una qualità enorme, quando bisogna metterci un po’ l’essere un po’ più determinati e di carattere, è chiaro che non è la vera nostra caratteristica. Però poi le situazioni si sono avute, non solo quella che ha parato il portiere o che hanno sventato dentro l’area di rigore, ma sono arrivati lì a passarsi la palla dentro 4-5 volte, che si è scelto male e non viene citata quella cosa lì, ma era già gol, perchè c’era l’uomo libero a cinque metri dalla palla, a sei metri dalla palla, e io ho la possibilità di scegliere dove metterla. E poi due-tre episodi che ci hanno girato le spalle questa volta e bisogna andare a sopportarli e a quello successivo»

PARTITA – «Bisogna fare gol quando capitano queste situazioni, bisogna mantenere un livello alto di qualità di gioco, a noi manca un po’ quel centrocampista che va a prendere palla dentro l’angusto, dentro la difficoltà della zona, fra linea difensiva e centrocampisti delle squadre avversarie, però noi abbiamo sopperito fino a questo momento tirando un po’ più dentro gli esterni, perchè gli esterni da uno contro uno ce li abbiamo, e sono bravi a farlo. Abbiamo sopperito con l’intuizione di Mckennie che qualche volta ce l’ha questa intuizione di andarsi a mettere in queste zone d’ombra dove non viene trovato neanche dai radari, oggi meno. Però se si fanno tutte queste situazioni dentro l’area di rigore, non solo quelle dove è venuta fuori la situazione visibile, ma anche quelle dell’ultimo passaggio che si poteva andare ad avere più ragione»

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Sogliano non ci sta e attacca: «Una squadra forte, una grande società che si lamenta di un arbitraggio che tra un po’ i tifosi la buttavano dentro loro, io penso che la Juve non ha bisogno di questo»

Sogliano non ci sta e attacca a Sky: «Una squadra forte, una grande società che si lamenta di un arbitraggio che tra un po’ i tifosi…»

Sean Sogliano ha parlato ai microfoni di Sky Sport nel post gara di Juve Verona. Le sue dichiarazioni.

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SOGLIANO – «Io in questo momento qua forse sono venuto per coerenza a quello che dico sempre, nel senso che è normale che quando una squadra retrocede, anche prima di scendere in campo, l’abbiamo saputo venerdì, perché è stata una stagione dove sono successe tantissime cose. Non dimentichiamo che il Verona è retrocesso in tre campionati su quattro campionati salvata sempre all’ultimo all’ultima giornata o spareggio, quindi voglio dire che noi abbiamo sempre sofferto anche l’anno scorso.

Questa stagione è stata una stagione assurda, tempestata da tante negatività, tante infortuni, poi dopo abbiamo avuto le nostre colpe, poi è normale che chi gioca su questo obiettivo, sa benissimo che in 4-5 punti in più che non riesce a raccogliere anche se meriti, poi alla fine fanno la differenza. Sono venuto qua oggi perché alla fine, tanto, so benissimo la nostra cultura, il nostro modo, il nostro ambiente, che il Verona ha fatto un’ottima partita, ha portato a casa un punto che non interessa a nessuno, per me era meglio che arrivavamo qua e prendevamo tre gol. Però penso che abbiamo un’ottima tifoseria, che è anche oggi era presente, che ha sofferto e ci è stata vicino, penso che io non ho invitato la società, salutiamo la Serie A, però penso che tra l’altro figuriamoci, pensa che testa che ho io che sono stato espulso anche oggi. Perché? Perché ho visto delle cose non mi piace, noi vogliamo parlare di cultura e dopo non andiamo ai mondiali, e qua è sempre la stessa cosa. Anche contro una squadra retrocessa mi sento dire delle cose che non voglio ripetere perché dopo divento… E devo smettere di lavorare per dire quello che penso.

Ma dai, una squadra forte, una grande società che si lamenta di un arbitraggio che tra un po’ i tifosi la buttavano dentro loro, io penso che la Juve non ha bisogno di questo. Il Verona ha avuto orgoglio, doveva avere orgoglio i propri tifosi, poi ha giocato un punto, poi se anche uno viene espulso perché si arrabbia su determinate cose, se voi filmate le due panchine, io dico siamo ancora nella cultura che dobbiamo parlare di qua. Quindi mi dispiace dire questo, ma lo dico da retrocesso, vi saluto, tanto non interessa a nessuno quello che dico. Futuro? Comunque a me non interessa oggi di dire cosa farò, perché a me interessa di andare a casa con i giocatori, con l’allenatore, con la società e il presidente, e aver dimostrato ai nostri tifosi che nonostante siamo retrocessi siamo delle persone che abbiamo orgoglio».

Infortunio Deiola, tegola per i rossoblù in Bologna Cagliari: il centrocampista si ferma nel primo tempo. Ecco cosa è successo

Infortunio Deiola, va ko in Bologna Cagliari: fastidio al quadricipite e sostituzione immediata. Le prime indicazioni sull’infortunio

Momenti di apprensione per il Cagliari nel primo tempo della sfida contro il Bologna, valida per la 35ª giornata di Serie A 2025/26. Poco prima dell’intervallo, Alessandro Deiola, uno dei giocatori più esperti della squadra di Fabio Pisacane, è stato costretto a lasciare il campo per un problema fisico che ha immediatamente allarmato lo staff tecnico.

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Deiola si ferma al 38’: problema al quadricipite

L’episodio è arrivato al 38’. Deiola si è accasciato a terra toccandosi la parte alta del quadricipite destro, lasciando intuire un fastidio muscolare evidente. La panchina rossoblù ha subito percepito la gravità del problema, in una gara già intensa e delicata per la corsa salvezza.

Cambio obbligato prima dell’intervallo

Dopo una breve valutazione in campo, il centrocampista ha dovuto arrendersi. Al 41’ è scattata la sostituzione: dentro Ibrahim Sulemana, chiamato a portare energia, equilibrio e copertura nella zona centrale del campo.

Condizioni da valutare

Le condizioni di Deiola saranno approfondite nelle prossime ore dallo staff medico del Cagliari. Il fastidio al quadricipite destro resta da monitorare con attenzione, in attesa di capire l’entità dell’infortunio e i possibili tempi di recupero. Una tegola pesante in un momento cruciale della stagione.

Provedel Bologna, i felsinei accelerano: nel mirino il portiere della Lazio, filtrano segnali di apertura sul possibile affondo

Provedel Bologna, pista in evoluzione: il club rossoblù valuta l’assalto al portiere della Lazio e ciò che filtra apre a nuovi scenari

Il Bologna si prepara a una possibile rivoluzione tra i pali in vista della prossima stagione. Dopo otto anni a Casteldebole, Lukasz Skorupski potrebbe salutare definitivamente il club, aprendo uno dei temi più delicati del mercato estivo. Secondo Il Corriere dello Sport, la dirigenza ha già iniziato a valutare diversi profili per individuare il nuovo titolare. In cima alla lista resta Wladimiro Falcone, portiere del Lecce, apprezzato per affidabilità, continuità e rendimento in Serie A. Ma non è l’unica pista.

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Provedel, l’idea che intriga Sartori e Italiano

Tra i nomi monitorati c’è anche Ivan Provedel, attuale portiere della Lazio. Il profilo piace molto a Giovanni Sartori, che lo conosce dai tempi del Chievo, e a Vincenzo Italiano, che lo ha già allenato allo Spezia. Affidabilità, personalità e capacità di guidare la difesa sono qualità che rendono Provedel un candidato credibile per il progetto rossoblù.

Contratto e ingaggio: i nodi da sciogliere

Provedel ha un contratto con la Lazio fino al 2027 ed è attualmente fermo per un problema alla spalla. L’ostacolo principale è l’ingaggio da 2,5 milioni netti a stagione. Il quotidiano sottolinea però che sia il portiere sia il suo agente, Gianni Rava, sarebbero disposti a rivedere la cifra pur di favorire un eventuale trasferimento.

Le nuove gerarchie: cosa cambia per Ravaglia e Pessina

L’arrivo di Falcone o Provedel ridisegnerebbe le gerarchie interne. Federico Ravaglia resterebbe come secondo portiere, mentre il giovane Massimo Pessina verrebbe ceduto in prestito — in Serie B o Serie C — per trovare continuità e accelerare la crescita.

Il Bologna, insomma, si prepara a un’estate di scelte pesanti tra i pali, con l’obiettivo di aprire un nuovo ciclo dopo l’era Skorupski.

Paratici al lavoro sul futuro della Fiorentina: De Gea la prima decisione da prendere! Tutti gli aggiornamenti

Paratici prepara il futuro della Fiorentina: De Gea al centro del primo dossier ma non solo. Tutte le ultimissime notizie

Per Fabio Paratici stanno per arrivare giorni decisivi. Prima, però, serve la salvezza aritmetica, che potrebbe arrivare già dalla trasferta di Roma. L’ex dirigente del Tottenham sa di aver accettato una sfida complessa ma non impossibile, e per questo ha già predisposto con i suoi collaboratori un piano dettagliato di rifondazione sportiva e societaria che partirà a breve.

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De Gea, incontro in arrivo

Il primo dossier riguarda David De Gea, la cui permanenza alla Fiorentina è tutt’altro che scontata. Il portiere spagnolo ha un contratto pesante — 3 milioni netti a stagione per altri due anni — e solo dopo la salvezza la dirigenza incontrerà i suoi agenti per valutare il futuro. De Gea resterebbe volentieri a Firenze, a meno che la Juventus non decida di affondare il colpo con un’offerta importante.

Kean, nodo clausola

Altro tema caldo è Moise Kean. La Fiorentina potrà decidere solo in parte: nelle prime due settimane di luglio, infatti, una proposta da 62 milioni attiverebbe la clausola rescissoria, lasciando al giocatore la scelta finale. Fuori da quella finestra, invece, il club valuterà integrità fisica, gestione caratteriale e sostenibilità economica, considerando anche lo stipendio da 4,5 milioni netti più bonus.

Dodo e Fortini, contratti da blindare

In bilico anche le situazioni di Dodo e Niccolò Fortini, entrambi in scadenza nel 2027. La Fiorentina vuole rinnovare per avere maggiore forza contrattuale in caso di cessione. Sul fronte Fortini, però, non arrivano segnali di apertura; più ottimismo invece per Dodo.

Prestiti, la parte più complicata

Capitolo prestiti: Brescianini e Fabbian resteranno con la salvezza, così come Rugani se raggiungerà le cinque presenze da almeno 45 minuti. Solomon è in valutazione, mentre Harrison tornerà in Inghilterra.

La vera sfida sarà gestire i prestiti di rientro: la Fiorentina rischia di dover sistemare sedici giocatori, più Infantino e Lucchesi se non scatteranno gli obblighi di riscatto. Qualcuno potrebbe rientrare nei piani tecnici, come Martinelli e forse Valentini, ma la mole di lavoro resta enorme.

Calciomercato Roma, Ryan Friedkin sbarca in Italia: mercato, nuovo ds e rinnovi al centro del piano

Calciomercato Roma, accelerata di Friedkin: in Italia per definire mercato, direttore sportivo e rinnovi in sospeso

Ci sono storie che nel calcio nascono lontano dai riflettori, in incontri riservati dove il futuro prende forma prima ancora di essere annunciato. È ciò che accadde poco più di un anno fa al Collegio delle Querce, resort extralusso di Firenze di proprietà dei Friedkin: lì, lontano da Trigoria, la Roma posò il primo mattone del nuovo corso incontrando Gian Piero Gasperini. Una scelta strategica, quasi diplomatica, dettata dalla necessità di muoversi con discrezione mentre il tecnico era ancora legato all’Atalanta. Un metodo che racconta molto della linea Friedkin.

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Roma, il casting per il nuovo direttore sportivo

Tredici mesi dopo, la scena si ripete. Stessa riservatezza, stesso obiettivo: costruire il futuro prima che il presente finisca. Ryan Friedkin, tornato in Italia venerdì, ha avviato il casting per il nuovo direttore sportivo, figura destinata a lavorare fianco a fianco con Gasperini. Nessun incontro a Trigoria: il vicepresidente si muove tra Roma, Milano e Firenze, incontrando profili diversi, alcuni ancora sotto contratto con altri club. Segnale evidente: la Roma vuole accelerare.

Il nuovo biennio giallorosso è già iniziato. Tra mercato, settlement agreement, rinnovi e pianificazione del ritiro estivo, il direttore sportivo è una pedina da inserire subito. Intanto, mentre Ryan prosegue la sua missione in Italia, a Trigoria resta Corbin Friedkin, sempre più coinvolto nelle dinamiche societarie.

Il destino di Ricky Massara appare segnato. Scelto un anno fa da Ranieri dopo l’addio di Ghisolfi, attende il confronto finale con la proprietà, ma sa che lascerà il club non appena verrà individuato il successore, nonostante un contratto fino al 2028. Intanto continua a lavorare con professionalità, ieri presente anche al Tre Fontane per celebrare lo scudetto della Femminile.

I dossier sul tavolo

Quando Ryan Friedkin tornerà a Roma, inizierà la fase più delicata: modellare la nuova squadra insieme a Gasperini. Il primo nodo riguarda il settlement agreement e la necessità di generare plusvalenze entro il 30 giugno. La Roma proverà a trattare con l’Uefa per alleggerire le richieste economiche, puntando a chiudere con una multa aggiuntiva. Intanto sono entrati 4 milioni grazie alla salvezza del Sunderland di Le Fée.

Sul fronte rinnovi, Gasperini vuole la conferma di Pellegrini, Dybala, Mancini e Cristante. Per gli acquisti, la proprietà ha garantito un budget indipendente dalle cessioni, segnale della volontà di sostenere davvero il nuovo ciclo tecnico.

Infine il ritiro estivo: la Roma valuta opzioni in Austria, Germania e Svizzera, alla ricerca del quartier generale ideale per plasmare identità, fisico e mentalità della nuova squadra.

La sensazione è chiara: la Roma sta correndo. E la decisione che i Friedkin prenderanno nei prossimi giorni indirizzerà il futuro del club.

Marotta pre Inter Parma: «Tranquillissimi sull’inchiesta arbitri, con Chivu non siamo andati alla cieca»

Il presidente e amministratore delegato dell’Inter, Beppe Marotta, ha voluto dire la sua prima del match di campionato contro il Parma

Intervenuto nel corso del prepartita di Inter Parma, il presidente dei nerazzurri, Federico Cherubini, ha presentato così la sfida del 35° turno di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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SUL MATCH – «Adoperiamo un po’ di giusta prudenza. Sappiamo che abbiamo l’esame più importante per arrivare alla laurea, ce la metteremo tutta per arrivare a questo traguardo che renderebbe felici tutti. Con questo supporto del pubblico spero che sia una partita bella e che possa essere coronata dallo scudetto anche se abbiamo davanti un Parma che merita tutto il nostro rispetto».

SCELTA DI CHIVU? – «Credo che l’elemento principale di questa decisione sia il coraggio. Non siamo andati alla cieca, aveva tutte le skills che corrispondevano alle nostre richieste, non abbiamo avuto dubbi sul fatto he potesse fare un campionato bello, se poi è coronato da scudetto e Coppa Italia, allora Chivu ha fatto un’annata straordinaria».

QUESTIONE ARBITRI? – «Un copia e incolla di quello che ho detto domenica scorsa. Non abbiamo niente da aggiungere, siamo tranquillissimi, abbiamo sempre agito con la massima correttezza».

ANCORA SU CHIVU – «Eravamo ottimisti fin dall’inizio perché Chivu lo conoscevamo. Onestamente non mi sarei aspettato che potesse fare una stagione così importante, anche se c’è il puntino nero dell’eliminazione dalla Champions. Ma questo fa parte del gioco, per il resto penso che possa stare con noi per tanti anni, arriva dal settore giovanile e questo è un punto d’orgoglio per la nostra società».

Cherubini a Dazn: «Vorremo rinviare la festa dell’Inter, Marotta un punto di riferimento. Con Chivu abbiamo avuto coraggio»

Il direttore sportivo del Parma, Federico Cherubini, ha voluto dire la sua poco prima dell’inizio del match di campionato contro l’Inter

Intervenuto nel corso del prepartita di Inter Parma, il direttore sportivo dei ducali, Federico Cherubini, ha presentato così la sfida del 35° turno di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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CHIVU? – «Credo serva sempre coraggio. Con Cristian e Cuesta ce l’abbiamo avuto, la nostra realtà ovviamente ce lo permette. La nostra proprietà ci indica di lavorare sui giovani. E’ un giorno particolare, siamo qui anche al lavoro che Cristian ha fatto la passata stagione, è qui anche per la nostra passata scelta»

ROVINARGLI LA FESTA – «Vorremo con rispetto rinviare la loro festa, è importante per noi fare il massimo. Si parla della nostra gioventù, ma mi piace sottolineare anche ciò che hanno fatto gli uomini d’esperienza. Cerchiamo di trovare il giusto mix, l’obiettivo è consolidare i risultati e provare ad alzare le aspettative».

MAROTTA? – «Lui e Galliani dei riferimenti per dirigenti della mia generazione, ho cercato di apprendere da lui come da Paratici, Agnelli e tutti coloro che hanno fatto parte di quel ciclo Juventus».

Hernanes provoca: «De Bruyne? Con Conte non si sposa! Fossi in lui valuterei se restare al Napoli»

Hernanes provoca: «De Bruyne? Con Conte non si sposa! Fossi in lui valuterei se restare al Napoli». Il commento dell’ex centrocampista

Altro pareggio per il Napoli di Antonio Conte, tecnico salentino, che a Como compie un nuovo passo verso la qualificazione alla prossima Champions League, ormai vicina all’ufficialità. La prestazione degli azzurri, però, non ha convinto pienamente diversi osservatori. Tra questi anche Hernanes, ex centrocampista brasiliano, intervenuto a DAZN per commentare la gara.

L’analisi si è concentrata soprattutto su Kevin De Bruyne, centrocampista belga uscito dopo circa un’ora di gioco e protagonista di una prova sottotono. Secondo Hernanes, il rendimento dell’ex Manchester City meriterebbe una riflessione approfondita, perché il giocatore non starebbe esprimendo il livello abituale. Pur considerandolo tra i centrocampisti più forti visti in carriera, l’ex calciatore ha sottolineato come certe giocate, soprattutto negli ultimi metri, debbano comunque far parte del suo repertorio anche nelle giornate meno brillanti.

Sul piano della partita, Hernanes ha evidenziato come le occasioni sprecate abbiano reso la sfida più tattica. Il Como avrebbe avuto il merito di crescere rispetto all’andata e di giocare con maggiore personalità, mentre il Napoli si sarebbe acceso soltanto nel finale.

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SU DE BRUYNE – «Io valuterei tanto. Non lo so se con il gioco di Conte non è andato in matrimonio, perché non è il solito De Bruyne. Per me è tra i tre centrocampisti più forti che abbia mai visto, quindi vedere certe prestazioni o imbucate mancate… capito? Puoi anche giocare male, ma quelle giocate le deve fare».

SULLA PARTITA COL COMO – «Le occasioni sbagliate hanno reso la gara molto tattica. Se il Como avesse segnato nel primo tempo, sarebbe cambiato tutto e il Napoli non avrebbe aspettato gli ultimi minuti per uscire. Il Como complessivamente ha fatto meglio. È cresciuto tanto rispetto all’andata e nelle partite che contano le squadre importanti si vedono».

Donnarumma si è sposato, nozze a sorpresa con Alessia Elefante e l’annuncio scherzoso sui social – FOTO

Donnarumma si è sposato, nozze a sorpresa con Alessia Elefante e l’annuncio scherzoso sui social: «Contratto a lunga scadenza firmato»

Gianluigi Donnarumma, portiere del Manchester City e della Nazionale italiana, si è sposato con Alessia Elefante, sua compagna di vita dal 2016. La coppia ha annunciato le nozze a sorpresa attraverso i rispettivi profili Instagram, pubblicando alcune immagini in abiti eleganti e confermando così un momento molto importante della propria vita privata. Una notizia arrivata in modo inatteso, ma accolta con grande entusiasmo dai tifosi e dai tanti follower del calciatore.

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Donnarumma si è sposato, il legame con Alessia Elefante

La storia tra Donnarumma e Alessia Elefante, interior designer, è iniziata quando il portiere era ancora giovanissimo e già protagonista con la maglia del Milan. Nel 2016, infatti, Gigio era il titolare rossonero prima sotto la guida del compianto Sinisa Mihajlovic e poi con Christian Brocchi. Da allora il rapporto con Alessia è cresciuto lontano dai riflettori, fino alla proposta di matrimonio arrivata a Parigi nel 2024, durante gli anni vissuti dal portiere al Paris Saint-Germain. Nello stesso anno, la coppia è diventata genitore del piccolo Leo, nato nel mese di settembre.

Donnarumma si è sposato, la frase ironica e la nuova vita in Inghilterra

Per commentare il lieto evento, Donnarumma ha scelto una frase ironica e in stile calcistico: «Long-term contract signed». Un modo scherzoso per definire il matrimonio come un contratto a lunga scadenza. Per il portiere si tratta di un altro grande cambiamento in pochi mesi, dopo il trasferimento in Inghilterra al Manchester City di Pep Guardiola per circa 30 milioni di euro. Prima dell’arrivo in Premier League, Donnarumma aveva vissuto quattro stagioni al PSG, vincendo numerosi trofei e arrivando anche al trionfo in Champions League. Ora, accanto alla nuova avventura sportiva, inizia anche un nuovo capitolo personale con Alessia Elefante.

Il nuovo agente lo porta tra le braccia di Allegri: colpaccio da 90 per l’attacco

Non è una trattativa nata oggi e nemmeno una di quelle che si chiudono in pochi giorni. Però quando cambiano certi equilibri, anche idee lasciate in sospeso tornano a girare con più insistenza.

Il Milan, sull’attacco, sa di dover intervenire. Non per rivoluzionare tutto, ma per aggiungere qualcosa che oggi manca: continuità sotto porta, esperienza internazionale, presenza nelle partite che pesano davvero. E allora i nomi che erano stati accostati mesi fa ricominciano a circolare.

C’è un dettaglio che ha riacceso questa pista, ed è meno banale di quanto sembri. Il cambio di agente, infatti, può cambiare completamente il destino di un giocatore.

Secondo quanto riportato da Sportitalia, Gabriel Jesus sarebbe tornato attuale per i rossoneri in vista dell’estate, anche alla luce del tentativo già impostato a gennaio.

Il ruolo di Allegri e di chi gli sta accanto

Qui entra in gioco un altro passaggio, meno visibile ma decisivo. Giovanni Branchini è l’agente di Massimiliano Allegri, oggi allenatore del Milan, e il suo peso nelle dinamiche di mercato non è mai stato marginale.

E nel caso del brasiliano dell’Arsenal, questo intreccio potrebbe facilitare un dialogo già aperto mesi fa.

Il Milan, dal canto suo, non si muoverebbe alla cieca. Sa che si tratta di un profilo importante, con costi elevati e concorrenza internazionale. Ma è anche uno di quei giocatori che, se stanno bene, cambiano il livello dell’attacco.

Il fatto che il tentativo fosse già stato fatto a gennaio dice una cosa chiara: l’interesse non è improvvisato.

Formazioni ufficiali Inter Parma: le scelte di Chivu e Cuesta per la sfida di Serie A

Formazioni ufficiali Inter Parma: le scelte di Chivu e Cuesta per il match di Serie A, valido per la 35ª giornata 2025/26

Le formazioni ufficiali di Inter Parma, sfida valida per la 35ª giornata di Serie A 2025/26. Ecco le scelte di Chivu e Cuesta:

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Le scelte degli allenatori: le formazioni ufficiali

In attesa del calcio d’inizio, sono state diramate le decisioni tattiche definitive prese dai due allenatori per questo snodo cruciale. Ecco i ventidue protagonisti che scenderanno sul prato verde dal primo minuto:

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella, 7 Zielinski, 8 Sucic, 32 Dimarco; 94 Esposito, 9 Thuram. A disposizione: 12 Di Gennaro, 13 J. Martinez, 6 De Vrij, 10 Lautaro, 11 Luis Henrique, 14 Bonny, 15 Acerbi, 16 Frattesi, 17 Diouf, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto, 36 Darmian, 43 Cocchi, 48 Mosconi. Allenatore: Cristian Chivu

PARMA (3-5-2): 31 Suzuki; 39 Circati, 37 Troilo, 3 Ndiaye; 15 Delprato, 10 Bernabé, 41 Nicolussi Caviglia, 16 Keita, 14 Valeri; 7 Strefezza, 9 Pellegrino. A disposizione: 40 Corvi, 66 Rinaldi, 5 Valenti, 8 Estevez, 11 Almqvist, 17 Ondrejka, 21 Oristanio, 22 Sorensen, 23 Elphege, 24 Ordonez, 27 Britschgi, 29 Carboni. Allenatore: Carlos Cuesta

Pagelle Juve Verona: non basta un super gol di Vlahovic, sgambetto dei gialloblù allo Stadium – I VOTI

Pagelle Juve Verona: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Juve Verona: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

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I VOTI

JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio 6; Kalulu 6, Bremer 5, Kelly 6 (80′ Koopmeiners sv); McKennie 5.5, Thuram 6 (62′ Vlahovic 7), Locatelli 5.5, Cambiaso 6 (75′ Boga 6); Conceiçao 7 (80′ Zhegrova 6.5), Yildiz 5.5; David 5 (69′ Miretti 5.5).

VERONA (3-5-2): Montipò 7; Edmundsson 6.5, Nelsson 6, Frese 6.5; Belghali 6, Akpa Akpro 6, Gagliardini 6, Bernede 6 (80′ Harroui sv), Bradaric 6 (71′ Slotsager 6); Bowie 7, Suslov 6 (71′ Lovric 6).

Moviola Juve Verona: gli episodi dubbi del match diretto da Ayroldi! Cos’è successo nella sfida di Serie A

Moviola Juve Verona: gli episodi dubbi del match diretto da Ayroldi, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Juve Verona, valido per la 35ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Ayroldi.

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LA MOVIOLA

Il match tra Juventus e Verona si accende sin dai primi istanti, caratterizzandosi per un agonismo elevato che costa il cartellino giallo a Gagliardini dopo appena un minuto per un duro intervento su David, seguito alla mezz’ora dall’ammonizione di Frese per un fallo su Conceicao. La tensione sale al 33′ quando Locatelli viene sanzionato per simulazione tra le polemiche, nonostante non avesse reclamato il penalty dopo un contatto in area. Il momento di svolta arriva però al 34′: approfittando di un errore in disimpegno di Bremer e di un’incertezza del portiere Di Gregorio, Bowie sigla il vantaggio scaligero su assist di Bradaric, gelando lo Stadium con una rete che gela la difesa bianconera e porta a sorpresa il Verona avanti nel punteggio.

De Ceglie si racconta: «Spalletti ha portato continuità di prestazione e identità alla squadra. Agnelli? Che possa tornare lui penso che sia un sogno per tutti»

De Ceglie svela: «Spalletti ha portato continuità di prestazione e identità. Agnelli? Che possa tornare lui penso che…»

Protagonista della recente promozione con il CGC Aosta, Paolo De Ceglie continua a vivere il calcio con la stessa passione di sempre. A cinque anni dall’addio al professionismo, l’ex terzino della Juventus è tornato in campo trascinando la squadra valdostana alla vittoria del campionato di Prima Categoria, firmando gol decisivi. Legato a doppio filo ai colori bianconeri, De Ceglie ha ripercorso questa sua “seconda giovinezza” sportiva ai microfoni di Tuttosport.com, soffermandosi anche su retroscena e riflessioni legate al presente della Vecchia Signora.

SUCCESSO CON L’AOSTA – «E’ una storia che parte da lontano, inizia dal 2000, anno in cui abbiamo fondato questa società io e mio padre. Con la nostra famiglia avevamo l’intento di fare un un calcio popolare basato sui valori. Abbiamo fatto un percorso di tanti anni fondato sul settore giovanile, avevamo poi l’obiettivo di arrivare dalla Terza Categoria in Promozione. Diciamo che la Promozione era il nostro punto di arrivo. Quest’anno poi è capitato che io ero un attimo fermo dal professionismo e ho detto a mio padre: “Mi tessero e vengo in panchina con te. Condividiamo insieme questa annata e andiamo in Promozione”. La soddisfazione poi è quella che lascio a loro e che si sono meritati: giocatori, staff, chiunque è stato coinvolto. Il messaggio che ci tengo a passare è quello che si può far calcio con i valori e con la passione di questi ragazzi che lavorano. Siamo un gruppo e una famiglia ormai da più di 20 anni».

ANDREA AGNELLI – «Io penso che il presidente di una squadra è quello che determina gli obiettivi, determina il DNA, quindi la presidenza di Andrea Agnelli ha dimostrato, con i risultati ottenuti, tutto quello che lui ha fatto ed è stato per la Juve. Che possa tornare lui penso che sia un sogno per tutti i tifosi juventini. Non è a discapito degli altri, ma è una figura che aveva tutto. Oggi la società delega, invece prima la società era lui ed era operativo, oltre ad essere juventino. Figure del genere non le sostituisci facilmente, non si può rimpiazzare un presidente così. Un conto è delegare e un conto è essere sempre operativo e presente».

SPALLETTI – «Questo non lo so, io vedo una Juve che in questo momento deve arrivare in Champions e sono convinto che l’obiettivo sia sempre stato quello. Spalletti ha portato continuità di prestazione e identità alla squadra, che sono due delle cose fondamentali che deve avere una squadra e lui è riuscito a trovare il modo di farle inglobare all’interno dello spogliatoio».

CONTE – «Spalletti non lo ho mai avuto quindi non lo conosco personalmente. Conte ha aperto il ciclo alla Juve, la questione di arrivare alla vittoria e ad avere una mentalità vincente sicuramente è un aspetto fondamentale dal quale io ho appreso tantissimo. E’ uno che non ti molla un attimo e che riesce a tirarti fuori il massimo in ogni occasione, che sia un allenamento o la partita stessa».

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Benfica, furia di Rui Costa contro l’arbitro Gustavo Correia e clamorosa protesta social. La ricostruzione della vicenda post Famalicao!

Benfica, Rui Costa furioso contro l’arbitro Gustavo Correia e clamorosa protesta social. La ricostruzione di quanto successo col Famalicao!

Da una vittoria apparentemente in cassaforte al rischio concreto di una clamorosa disfatta. La delicata sfida tra Famalicao e Benfica si è trasformata in una vera e propria odissea agonistica, con implicazioni e polemiche pesantissime per la corsa alla qualificazione alla Champions League.

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Il crollo nella ripresa e il controverso arbitraggio

Nel corso del primo tempo, le Aquile avevano indirizzato perfettamente il match grazie alle reti siglate da Schjelderup e Richard Rios. Tuttavia, l’incontro ha cambiato drasticamente fisionomia al 55′, quando il direttore di gara Gustavo Correia ha estratto il cartellino rosso per Otamendi. L’espulsione ha innescato la veemente reazione dei padroni di casa, capaci di trovare il pareggio in rimonta con i gol di De Amorim e Abubakar. In un rovente e interminabile recupero di oltre 15 minuti, il Famalicao ha persino sfiorato il tris, venendo fermato soltanto dalla traversa.

Lo sfogo durissimo del presidente Rui Costa

A fine gara, la dirigenza ospite è esplosa. Il presidente Rui Costa ha puntato il dito contro la direzione arbitrale con fermezza: “Voglio esprimere tutta la mia indignazione per quanto accaduto oggi. Ci sono stati episodi cruciali e inaccettabili. Nessuno ha il diritto di decidere chi deve vincere i campionati o chi deve andare in Champions League. Il Benfica sta lottando per qualificarsi alla prossima Champions e quello che ha fatto oggi l’arbitro è stato cercare di impedire che ciò accadesse”.

Il massimo dirigente ha poi rincarato la dose sui singoli episodi: “Non ci sono parole per il rigore negato nel primo tempo, era nettissimo. Ha cercato di impedire al Benfica di andare in Champions League. E’ lo stesso arbitro che all’andata ha concesso un rigore al Casa Pia, ma che oggi non ha visto quello per noi, tanto che è dovuto intervenire il VAR. In occasione del secondo goal del Famalicao non c’era alcun calcio d’angolo e poi senza alcuna spiegazione ha dato 15′ di recupero. E’ venuto per fare in modo che il Benfica perdesse, è venuto per danneggiarci e non ci sono altre parole da dire”.

L’analisi di Mourinho e la beffa del premio “Migliore in campo”

Sulla panchina del club lusitano, l’allenatore José Mourinho ha commentato lucidamente il finale di stagione: “Dal momento che siamo quasi alla fine del campionato, questa partita dice molto su quello che è stato il torneo. Voglio congratularmi col Porto che è giustamente campione, ma anche con i miei giocatori per il coraggio mostrato, soprattutto oggi. Ci servirà un miracolo per arrivare secondi davanti allo Sporting, ma penso che ce la faremo“.

A coronare una serata surreale è arrivata una protesta social clamorosa. Attraverso un post su X, la società ha scritto provocatoriamente: “Il Benfica offre il premio di ‘Uomo Partita’ all’arbitro Gustavo Correia e al resto della squadra arbitrale”. Il riconoscimento, in realtà assegnato all’attaccante Schjelderup, è rimasto orfano di intervista, poiché il giocatore ha preferito dribblare i microfoni.

Inter, lo Scudetto sta diventando realtà: da Pio Esposito a Martinez, tante ‘prime volte’ nel 21^ tricolore nerazzurro

Inter, tanti nerazzurri sono alla vittoria del primo Scudetto in carriera: ecco la fotografia in vista dell’imminente festa di San Siro

La conquista dello Scudetto numero 21 dell’Inter assume un significato e un sapore del tutto speciale per diversi elementi a disposizione del tecnico Cristian Chivu. Come evidenziato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, per una nutrita schiera di calciatori nerazzurri si tratterà del primo tricolore della carriera, un traguardo sportivo indimenticabile destinato a rimanere scolpito per sempre nella memoria. Il gruppo dei debuttanti assoluti in cima all’Italia è formato da Pio Esposito, Josep Martinez, Ange-Yoan Bonny, Andy Diouf e Luis Henrique.

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Pio Esposito, il baby bomber simbolo della cavalcata

Il volto copertina di questa speciale cerchia di esordienti è senza dubbio Pio Esposito. Il talentuoso attaccante classe 2005, cresciuto calcisticamente nel fiorente vivaio nerazzurro e reduce dall’ottima esperienza allo Spezia, ha disputato una stagione di grandissima personalità. Siglando 6 gol in Serie A, il centravanti è entrato di diritto nella storia del club: è diventato il quarto giocatore dell’Inter, nell’era dei tre punti, a superare quota cinque reti stagionali in campionato prima di compiere 21 anni. Nelle fasi di assenza del capitano Lautaro Martinez, il giovane ha mostrato uno spirito da autentico veterano, componendo una coppia offensiva di assoluta affidabilità insieme a Marcus Thuram.

Da Martinez a Bonny: le altre prime volte in nerazzurro

Tra i grandi protagonisti del trionfo c’è anche il portiere spagnolo Josep Martinez: schierato spesso come uomo di coppa, è diventato sempre più importante nelle rotazioni, meritandosi a pieno questa affermazione. Discorso simile per Ange-Yoan Bonny: l’attaccante francese, prelevato dal Parma, si appresta a festeggiare il suo primo titolo assoluto, pur avendo ricoperto un ruolo meno centrale.

La lista si completa con le prime gioie per Andy Diouf, centrocampista francese che potrebbe celebrare la vittoria proprio a ridosso del suo compleanno, e per l’esterno offensivo brasiliano Luis Henrique, giunto al traguardo finale tra grande emozione e giusta tensione agonistica.

I campioni affermati al primo successo interista

Diverso, infine, è il discorso per i profili con maggiore esperienza alle spalle. Calciatori come Piotr Zielinski (già Campione d’Italia in passato con il Napoli), il roccioso difensore Manuel Akanji (plurivincitore in Inghilterra e in Svizzera) e Sucic (titolato nei tornei di Croazia e Bosnia), sanno già come si affronta la pressione del vertice. Per loro, tuttavia, si tratterà del primo Scudetto con l’Inter, un traguardo che impreziosisce ulteriormente carriere di altissimo livello.

Daffara brilla all’Avellino: la Juventus monitora la sua crescita, definito il piano per il futuro del baby portiere!

Daffara incanta in Serie B con la maglia dell’Avellino: la Juventus lo segue con attenzione, ecco il piano per il futuro del baby portiere!

I riflettori del campionato cadetto si sono accesi con prepotenza su Giovanni Daffara. Il promettente portiere classe 2004, di proprietà della Juventus ma attualmente in prestito all’Avellino, si è preso la scena durante l’ultima e complessa sfida di Serie B disputata contro l’Empoli. Nonostante la sconfitta rimediata dalla compagine irpina, l’estremo difensore ha sfoderato una prestazione monumentale. Il picco della sua gara è stato un doppio rigore parato: dopo aver neutralizzato il primo tentativo dal dischetto di Shpendi, il portiere si è incredibilmente ripetuto sulla ribattuta ordinata dal direttore di gara.

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Le parole del talento e la scalata nelle gerarchie irpine

A margine dell’incontro, il giocatore ha analizzato il suo prodigioso intervento spiegando le dinamiche che lo hanno portato al doppio miracolo: «Fa piacere aver parato anche il secondo – ha commentato il giovane estremo difensore – è stata una questione di giochi psicologici e sono stato bravo».

Una bravura che ad Avellino è ormai riconosciuta all’unanimità. Le speranze della squadra campana di agganciare il treno per i playoff passano inevitabilmente per le sue prodezze. Arrivato in estate con i gradi di vice alle spalle dell’esperto Iannarilli, Daffara ha saputo attendere il proprio momento per poi conquistare la titolarità, ripercorrendo la stessa scalata vissuta ai tempi della Primavera bianconera e della Next Gen. Questa crescita vertiginosa ha convinto anche il ct Silvio Baldini, che nello scorso mese di marzo gli ha regalato la prima meritata convocazione con l’Italia Under 21.

Le mosse della Juventus: controopzione, contratto e prestito in A

Dalle parti della Continassa, la dirigenza osserva con estrema soddisfazione i progressi del ragazzo e ha già predisposto un piano chiaro per il futuro. L’obiettivo primario del club è blindare il cartellino: nell’accordo stipulato con l’Avellino è infatti inserita una provvidenziale controopzione che permetterà alla Juventus di mantenere il controllo qualora i campani decidessero di esercitare il diritto di riscatto.

In parallelo, sono stati avviati i primi dialoghi per il rinnovo del contratto, attualmente in scadenza nel 2028, con la chiara volontà di proporre un adeguamento economico. Respinte al mittente le sirene estere, la strategia per la prossima annata è già delineata: Daffara sosterrà il ritiro estivo alla Continassa con la prima squadra, per poi essere girato verosimilmente in prestito in Serie A. Un banco di prova fondamentale nel massimo campionato italiano, utile a testare le sue qualità prima del definitivo ritorno alla base.

Calciomercato Milan: pronto il rinnovo per Bartesaghi con aumento di stipendio. Respinte le sirene dalla Premier League, cosa sta succedendo

Calciomercato Milan: Davide Bartesaghi è pronto a firmare il rinnovo di contratto con i rossoneri più aumento di stipendio. I dettagli

Il Milan guarda al futuro con grande ambizione e si prepara a blindare uno dei gioielli più luminosi del proprio vivaio. La dirigenza rossonera, infatti, è al lavoro per assicurarsi a lungo termine le prestazioni di Davide Bartesaghi, terzino sinistro classe 2005. Stando a quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il piano del club di via Aldo Rossi è chiarissimo: sottoscrivere un importante prolungamento di contratto fino al 2031, accompagnato da un meritato e sostanzioso adeguamento economico. La definitiva fumata bianca, con la firma che metterà l’intesa nero su bianco, è attesa per il termine dell’attuale stagione sportiva.

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Le sirene del Newcastle e le nuove cifre dell’ingaggio

Il rialzo dello stipendio rappresenta un passaggio cruciale per la buona riuscita dell’operazione. Attualmente, il giovane difensore percepisce un ingaggio che si aggira intorno ai 500 mila euro stagionali. Il Milan si trova nella necessità di alzare in modo importante questa cifra, anche per respingere i pericolosi assalti provenienti dall’estero. Sulle tracce del giocatore si registra infatti il forte interesse del Newcastle. Il club inglese monitora con estrema attenzione l’evoluzione del laterale italiano, ma la ferma volontà della dirigenza meneghina è quella di trattenere e continuare a valorizzare un patrimonio tecnico cresciuto in casa.

I numeri stagionali

La definitiva consacrazione del ragazzo porta la firma di Massimiliano Allegri. Il tecnico lo ha promosso stabilmente nella sua gestione, inserendolo tra i profili cardine su cui edificare il progetto tecnico del domani.

A testimoniare il peso specifico del ventunenne ci sono i numeri: in questa annata ha collezionato 24 presenze da titolare in Serie A (con una media di 78 minuti a partita) e siglato 2 gol, realizzati proprio nella gara d’andata contro i neroverdi. Sebbene la casella degli assist sia ancora ferma a zero, il dato degli xA fissato a 3.89 da Sofascore evidenzia una produzione offensiva superiore al rendimento statistico nudo e crudo. Con un valore stimato da Transfermarkt intorno ai 23 milioni di euro e con ampi margini di crescita, Bartesaghi rappresenta un vero e proprio investimento strutturale, tecnico ed economico per il presente e il futuro del Diavolo.

Infortunio Idzes, stop e cambio forzato nel primo tempo di Sassuolo Milan: le sue condizioni

Infortunio Idzes, stop e cambio forzato nel primo tempo di Sassuolo Milan: cosa filtra sulle condizioni fisiche del difensore

Allarme in casa Sassuolo durante la sfida contro il Milan, valida per la 35ª giornata di Serie A. Al 40’ del primo tempo Jay Idzes, difensore neroverde, è stato costretto a fermarsi per un problema al piede, obbligando Fabio Grosso, allenatore degli emiliani, a intervenire subito con una sostituzione.

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Al posto di Idzes è entrato Woyo Coulibaly, chiamato a dare equilibrio al reparto difensivo in una fase delicata della partita. Lo stop del centrale rappresenta un contrattempo non banale per il Sassuolo, che perde uno dei suoi riferimenti arretrati nel corso di una gara già molto impegnativa contro i rossoneri.

Le condizioni di Idzes saranno valutate nelle prossime ore dallo staff medico del club. Il giocatore verrà sottoposto ad accertamenti per capire l’entità del problema e stabilire eventuali tempi di recupero. Solo dopo gli esami sarà possibile avere un quadro più chiaro sulla sua disponibilità per i prossimi impegni di campionato.

Zhegrova Juventus, stagione da dimenticare: il bilancio del primo anno bianconero per il kosovaro

Zhegrova Juventus, stagione da dimenticare: il bilancio del primo anno bianconero per il kosovaro. Zero gol e zero assist in campionato!

Il primo anno di Edon Zhegrova, esterno offensivo kosovaro della Juventus, si sta trasformando in una delle principali delusioni della stagione bianconera. Come analizzato da La Gazzetta dello Sport, il giocatore ha raccolto meno di 500 minuti, una sola presenza da titolare e nessun contributo diretto tra gol e assist. Arrivato dal Lille per 14,3 milioni più bonus, avrebbe dovuto portare imprevedibilità, dribbling e qualità negli ultimi metri, ma non è mai riuscito a ritagliarsi un ruolo realmente centrale.

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Zhegrova Juventus, tra problemi fisici e fiducia di Spalletti

Il suo arrivo era stato accompagnato da aspettative alte, anche per il ricordo delle prestazioni offerte in Champions League contro la Juve, quando aveva messo in difficoltà la difesa bianconera con accelerazioni e giocate nello stretto. Il lungo stop per la pubalgia, però, ha condizionato pesantemente il suo inserimento. Con Igor Tudor aveva trovato solo piccoli spezzoni, mentre con Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, sembrava potersi aprire una nuova fase. L’allenatore ne aveva esaltato la tecnica, parlando della sua «zeppettina» e definendolo un giocatore capace di accendere la manovra. Il problema principale è rimasto però sempre lo stesso: condizione fisica incompleta e difficoltà nella fase difensiva.

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Zhegrova Juventus, occasioni sprecate e futuro incerto

Il momento simbolo della sua stagione è arrivato nel playoff di Champions League contro il Galatasaray. Entrato nel finale, Zhegrova ha partecipato alla rimonta bianconera, ma nei supplementari ha sprecato una grande occasione per il gol qualificazione, calciando fuori da posizione favorevole. Da possibile protagonista a elemento marginale, il passaggio è stato rapido. Dopo qualche lampo, come le giocate decisive nella rimonta contro la Roma, il kosovaro è progressivamente scomparso dalle rotazioni. Nelle ultime sette partite ha giocato appena 30 minuti, restando spesso in panchina per tutta la gara. Tra condizione precaria, continuità mai trovata e occasioni mancate, l’avventura di Zhegrova alla Juventus appare oggi molto lontana dalle aspettative iniziali.

Pagelle Sassuolo Milan: Tomori compromette tutto, Leao fantasma, brilla Laurienté. I VOTI

Pagelle Sassuolo Milan: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Sassuolo Milan: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 35ª giornata di Serie A 2025/26

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Sassuolo (4-3-3): Turati 6; Walukiewicz 6, Idzes 6 (40′ Coulibaly 6), Muharemovic 6.5, Garcia 6.5; Thorstvedt 7.5, Matic 6 (46′ Lipani 6), Koné 6.5; Berardi 7 (59′ Volpato 6), Nzola 6.5 (84′ Pinamonti s.v.), Laurienté 7.5 (84′ Fadera s.v.). All. Grosso.

Milan (3-5-2): Maignan 5.5; Tomori 4, Gabbia 5, Pavlovic 6; Saelemaekers 5.5 (59′ Loftus-Cheek 5.5), Fofana 5 (59′ Pulisic 5.5), Jashari 4.5 (68′ Ricci 5.5), Rabiot 5, Estupinan 5; Nkunku 5 (46′ Athekame 5.5), Leao 5 (59′ Gimenez 5.5). All. Allegri.

Formazioni ufficiali Juventus Verona: le scelte di Spalletti e Sammarco

Formazioni ufficiali Juventus Verona: le scelte di Luciano Spalletti e Paolo Sammarco per la sfida del 35° turno di Serie A 2025/26

Juventus Hellas Verona, tutto pronto all’Allianz Stadium per la sfida valida per la 35ª giornata di Serie A, in programma domenica 3 maggio alle 18:00. I bianconeri di Luciano Spalletti arrivano da otto risultati utili consecutivi, con 5 vittorie e 3 pareggi. L’Hellas Verona di Paolo Sammarco, penultimo, è già aritmeticamente retrocesso in Serie B.

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JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Locatelli, Thuram, Cambiaso; Conceicao, Yildiz, David. Allenatore: Luciano Spalletti
A disposizione: Perin, Pinsoglio, Holm, Gatti, Koopmeiners, Vlahovic, Zhegrova, Boga, Adzic, Kostic, Openda, Miretti

HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nelsson, Edmundsson, Frese; Belghali, Akpa Akpro, Gagliardini, Bernede, Bradaric; Suslov, Bowie. Allenatore: Paolo Sammarco
A disposizione: Perilli, Toniolo, Lovric, Sarr, Lirola, Slotsager, Harroui, Isaac, Fallou, Ajayi, Vermesan

Moviola Sassuolo Milan, Tomori lascia in dieci i rossoneri: quante proteste! Gli episodi dubbi

Moviola Sassuolo Milan, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 35ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Sassuolo Milan, valido per la 35ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Maresca.

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LA MOVIOLA

La moviola di Sassuolo Milan, gara di Serie A giocata al Mapei Stadium di Reggio Emilia e diretta da Fabio Maresca, si apre con un episodio discusso già al 5’. Domenico Berardi, attaccante neroverde, porta avanti il Sassuolo con un interno sinistro alle spalle di Mike Maignan. Il Milan protesta per un presunto fallo di Kristian Thorstvedt su Ardon Jashari all’inizio dell’azione, ma il contatto appare regolare. Corretta quindi la scelta di convalidare la rete senza intervento del VAR.

Moviola Sassuolo Milan, rigori chiesti da Laurienté e Nkunku

Al 9’ il Sassuolo chiede un calcio di rigore per un contatto tra Matteo Gabbia e Armand Laurienté nell’area rossonera. Il francese cade davanti a Maignan, ma l’intervento viene valutato troppo lieve per assegnare il penalty. Decisione condivisibile di Maresca, con il VAR che non interviene. Situazione simile al 17’ nell’area opposta, quando Christopher Nkunku reclama un rigore dopo un contatto con Koné e Matic: anche in questo caso il contatto non sembra sufficiente.

Moviola Sassuolo Milan, Tomori espulso al 24’

L’episodio più pesante arriva al 24’. Fikayo Tomori, difensore inglese del Milan, già ammonito, ferma con uno sgambetto una ripartenza in campo aperto di Laurienté. Il secondo giallo è inevitabile: Maresca espelle il rossonero e lascia la squadra di Massimiliano Allegri in inferiorità numerica.

Conferenza stampa Giampaolo pre Cremonese Lazio: «La chiave è scendere in campo senza preoccupazione, mi aspetto una partita seria»

Conferenza stampa Giampaolo pre Cremonese Lazio: le parole del tecnico dei grigiorossi alla vigilia del match del 35° turno di Serie A

La conferenza stampa di Marco Giampaolo alla vigilia di Cremonese Lazio, match valevole per la 35^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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PAROLE – «La squadra ha bisogno di emozionarsi e di emozionare: dobbiamo scendere in campo senza apprensione né preoccupazione. Questa è la chiave. I grandi club come la Lazio si comportano in maniera seria, quindi mi aspetto una partita seria. Il fatto che questo sia in discussione fa parte della cultura italiana, sbagliata da questo punto di vista. Mi aspetto una partita difficile, sicuramente la più importante della stagione della Cremonese sin qui. Le qualità della Lazio le conosco, l’allenatore lo conosco molto bene ed è uno dei top in circolazione. Sono una squadra ordinata, lavorano insieme da anni, ma ripeto che per la Cremonese è la partita più importante della stagione. Dobbiamo fare la partita dell’anno, senza guardare in faccia l’avversario».

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