Pezzotto TV: come funziona il decoder IPTV che danneggia Sky e DAZN

Pezzotto TV: come funziona il decoder IPTV che danneggia Sky e DAZN
© foto IpTV

Spopola in Italia Pezzotto TV, il decoder pirata IPTV che consente di vedere Sky, Mediaset Premium e DAZN

Sky e DAZN, che si sono aggiudicati i diritti televisivi della Serie A per il triennio 2018-2021, sono costretti sempre di più a fare i conti con Pezzotto TV, la tv pirata che spopola in Italia e che grazie a un decoder illegale, denominato in gergo tecnico Box Android, consente pagando pochi euro di abbonamento di vedere in chiaro anche i canali tv criptati delle emittenti a pagamento. Il nome deriva dallo slang usato in Campania per definire questo decoder, appunto Pezzotto.

Come funziona e quanto costa il Pezzotto TV, il decoder IPTV

Attraverso un decoder illegale collegato alla TV, denominato Pezzotto TV o Box Android in linguaggio tecnico, si può vedere tutte le televisioni del mondo, comprese le pay tv e anche le pay per view. Dunque Sky, Dazn, Mediaset Premium, Primafila, Sky on demand, e anche Netflix: più tutte le tv a pagamento non solo italiane ma anche estere.

La spesa per l’abbonamento si aggira intorno ad un costo di 12 euro al mese, a cui bisogna aggiungere circa 60 euro per il decoder. Secondo un’inchiesta condotta dal quotidiano La Repubblica, il giro di affari della tv pirata ammonta attorno ai 200 milioni di euro all’anno e l’anno scorso contava in tutto almeno 2 milioni di clienti, fra cui persino alcuni calciatori e più di quanti ne facesse registrare allora Mediaset Premium (un milione e mezzo di abbonati).

Per far funzionare il Pezzotto basta dunque collegare un dispositivo alla TV, tipicamente un set-top-box a base Android con a bordo un software creato per vedere i contenuti multimediali in streaming. Si possono guardare migliaia di diversi contenuti provenienti dai servizi di streaming di praticamente ogni lingua e nazione.

E’ possibile anche utilizzare uno smartphone, un tablet una chromecast collegata alla TV. Con pochi euro al mese, circa 12 euro, si può ottenere una serie di canali e di contenuti on-demand da guardare liberamente sulla propria televisione.

Si tratta comunque di un’operazione illegale: l’abbonamento Sky costa da 15 euro in su, Netflix circa 10 euro, DAZN 9,99 euro, il Pezzotto è conveniente ma offre comunque contenuti di origine pirata: sfrutta infatti gli stessi flussi IPTV che le emittenti utilizzano per i servizi come SkyGo, NowTV, i quali vengono inseriti all’interno di un circuito parallelo abusivo fornendo accesso allo streaming che sarebbe invece riservato solo agli abbonati.

Pezzotto TV, come e dove trovarlo

In un recente servizio televisivo de Le Iene, viene anche spiegato come sperimentare questo abbonamento: il primo metodo è cercare online e su decine di siti si trovano le istruzioni per configurare tutto. E’ necessaria solo una connessione ad internet veloce. Il secondo metodo è il passaparola tra amici e conoscenti. Il prezzo per un anno intero è di 144 euro.

Il funzionamento è semplice: i pirati comprano abbonamenti originali, un abbonamento per ogni canale che vogliono trasmettere, da Sky a Dazn a Netflix a Premium. L’inviato de Le Iene spiega che: «Estrapolato il segnale, lo inviano a server esteri noleggiati appositamente, per poi rivendere il segnale stesso agli abbonati in Italia».

Pezzotto TV: codici anche su Facebook, WhatsApp e Skype

Il fenomeno del Pezzotto TV è in aumento e sempre più utenti vendono i codici necessari per bypassare l’abbonamento legale attraverso canali di comunicazione social come FacebookWhatsApp ma anche Skype. Il rischio non è solo per chi vende questi codici, ma anche per chi li acquista. La suprema Corte ha già condannato un utente che utilizzata il servizio pirata a scontare 4 mesi di reclusione e a pagare 2mila euro di multa.

Pezzotto TV: cosa si rischia

La legge italiana ha identificato il tipo di illecito che si commette a piratare i contenuti: si viola il diritto d’autore (legge 633/41) e si va incontro alle conseguenze del caso tra multe e persino il rischio del carcere. Chi utilizza il Pezzotto non va semplicemente incontro ad una multa, bensì ad una denuncia penale che prevede una pena da 1 a 3 anni di reclusione. La Polizia Postale e la Guardia di Finanza stanno cercando di arginare il fenomeno in continuo aumento.

Pezzotto TV: cosa c’è dietro

Dietro al Pezzotto TV e gli IPTV illegali c’è principalmente un soggetto: la criminalità organizzata. Lo dimostra l’esito dell’Operazione Match Off 3.0 condotta lo scorso anno a Napoli e che ha smascherato tre centrali di trasmissione di programmi televisivi, gestite da una persona con residenza in Svizzera ma domiciliata a Scampia.

L’arrestato aveva creato un sistema per la decodifica e la trasmissione dei segnali di Sky e Mediaset via internet. Altri 89 server illegali collegati a una rete di nove portali che offriva a pagamento contenuti on demand erano stati scoperti dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Cagliari nel 2017. Lo stesso anno un’altra centrale con 84 decoder era stata scoperta a Scafati, in provincia di Salerno.

Eventi sportivi online: l’offensiva della Lega di Serie A

Preso atto della situazione, la Lega Serie A ha deciso di lanciare un’offensiva contro il  Pezzotto TV assieme a Sky e DAZN e di portare in tribunale gli operatori telefonici, Telecom, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali, accusati di non fare abbastanza contro la pirateria e di non spegnere i canali pirati come richiesto pur avendone tutte le possibilità.

È partita così un’inchiesta della magistratura, che ha già portato alla luce un giro di tassisti campani dediti alla pirateria che assieme al box illegale darebbero in omaggio ai clienti una maglietta griffata PZZ8, con una grafica in stile DAZN. Le Telco però non ci stanno e hanno spiegato più volte che vi sono impedimenti tecnici, organizzativi e anche costi non indifferenti a contrastare la pirateria online degli eventi sportivi. Il rischio è che se non verrà trovata una soluzione

Eventi sportivi online: in arrivo una proposta di legge anti-pirateria

Due parlamentari del Partito Democratico, Luca Lotti e Antonello Giacomelli, hanno annunciato l’intenzione di presentare nelle prossime settimane una proposta di legge per contrastare la pirateria degli eventi sportivi trasmessi online.

«Chiederemo alle grandi società e compagnie di telecomunicazioni di essere al nostro fianco in questa battaglia – ha annunciato Lotti ai microfoni dell’agenzia Ansa Lo sport italiano, autentica ricchezza economica e culturale del nostro Paese, merita attenzione e tutela da ogni forma di illegalità». L’idea sarebbe quella di seguire in questo senso la linea dettata dall’Inghilterra, dove nel mese di marzo 3 persone, Steven King, Paul Rolston e Daniel Malone, sono state punite per aver fornito accesso illegale ai contenuti della Premier League a oltre 1000 attività commerciali e non tra pub, club e case in tutta l’Inghilterra e il Galles. I tre avrebbero tratto un profitto superiore ai 5 milioni di sterline dalla trasmissione illegale delle partite del massimo campionato inglese.

Ora anche l’Italia è decisa a muoversi concretamente contro la pirateria degli eventi sportivi online, come appunto il Pezzotto TV, con la convinzione che la riduzione della pirateria porterebbe maggiori introiti per il mercato televisivo e pubblicitario del calcio italiano, e, di riflesso, per le società. «Stiamo lavorando a una norma che responsabilizzi le Telco, – ha spiegato uno dei due ideatori della proposta di Legge, Giacomelli – tuteli i diritti e dia reale efficacia ai provvedimenti della Magistratura in tema di pirateria e non solo. Un’autentica lotta alla pirateria non è solo un fatto di giustizia ma farà emergere nuovo reddito, in particolare sul calcio e sullo sport, e questo renderà a nostro avviso possibile prevedere un meccanismo incentivante e non solo sanzionatorio».