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Pistocchi: «L’addio di Ronaldo alla Juve? Qualche motivazione gliel’ha data Allegri…»

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Ronaldo

Maurizio Pistocchi, noto giornalista, ha parlato in esclusiva per Calcionews24 dell’addio di Cristiano Ronaldo alla Juve

Perchè Ronaldo ha lasciato la Juve? Qualche motivazione l’ha fornita, in esclusiva per Calcionews24, il giornalista Maurizio Pistocchi.

DICHIARAZIONI – «La Juve 3 anni fa esonerò Allegri da vincente perché voleva cambiare mentalità per provare a vincere in Europa. Tutti ricorderanno che uscendo da quella partita con l’Ajax, Cristiano Ronaldo fece un gesto che non era particolarmente elogiativo nella prestazione della squadra e fu quello il motivo per cui la Juve decise di cambiare allenatore, prendendo Sarri che pochi giorni dopo vinse l’Europa League con Sarri. Il problema è che se tu prendi un allenatore come Sarri gli devi dare tempo e giocatori mentre Sarri si è trovato poi con alcune problematiche, soprattutto quella legata a Cristiano Ronaldo, difficilmente risolvibili. Cristiano, che nell’incontro in Grecia aveva dato la sua disponibilità a giocare centravanti, quando si accorse che avrebbe dovuto fare delle cose diverse rispetto a quello che era abituato a fare, si rifiutò di fare il centravanti. E adattare il sistema di gioco a un giocatore ingombrante come Cristiano Ronaldo, perché se ce l’hai da prima punta nel 4-3-3 fa benissimo perché è forte di testa, fisicamente, in acrobazia, tecnicamente ma se ce l’hai a sinistra vuol dire che devi giocare per lui ma lui non gioca per te perché gioca per se stesso, per cui questo è stato il maggiore problema che ha avuto Sarri ed è stato anche il problema che ha avuto l’anno scorso Pirlo. Cristiano Ronaldo è uno straordinario campione ma la squadra la devi fare su di lui e se tu non riesci a fargli un vestito su misura, l’abito che costruisci per la squadra poi è scomodo. Da un certo punto di vista la cessione di Cristiano Ronaldo e apro la parentesi (aveva detto ai suoi compagni che non voleva andare via ma probabilmente dopo la conferenza stampa di presentazione di Allegri del 27, quando il tecnico disse che Ronaldo era uno come gli altri, ha avuto qualche motivazione in più per chiedere di andare via). Oggi Allegri ha una rosa molto forte. Secondo me la Juve potrebbe giocare con il 4-2-3-1, con il 4-3-3 o anche 3-4-3: ha due esterni fenomenali come Cuadrado e Chiesa, ha una prima punta di movimento come Morata con Kean alternativa, ha un giocatore come Dybala che può giocare alle spalle della prima punta. Io mi meraviglio molto non solo dei risultati ma delle prestazioni che la Juve sta facendo. Oggi ho sentito Allegri in conferenza che ha detto che gli allenatori vengono giudicati in base al risultato e se così fosse bisognerebbe dire che Allegri non è un bravo allenatore ma secondo me questo modo di valutare un allenatore è sbagliato perché un allenatore va giudicato in base ai risultati ma soprattutto per come questi risultati arrivano. I risultati possono arrivare in diversi modi: attraverso prestazioni brutte e con una giocata fortunata di un singolo o con prestazioni convincenti. Io credo che una grande squadra come la Juventus è e abbia l’ambizione di essere, debba dominare il gioco, non deve giocare in contropiede perché quello è un calcio di squadra da provincia. Il problema poi è che secondo Allegri non ha i giocatori adatti. A inizio stagione ho letto un’intervista in cui diceva che ‘noi rischiamo se costruiamo’ ma tutti devono costruire per creare gioco offensivo che si crea col possesso della palla e il movimento dei giocatori. La costruzione dal basso non è nient’altro che un modo per eludere il pressing dell’avversario e per avere dei vantaggi nell’attaccare gli spazi. Io a volte quando lo sento parlare penso o che è talmente intelligente che prende in giro tutti oppure è rimasto molto indietro sul tema del calcio».

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