Roma, Borriello: «Dovevo togliermi dei sassolini…»

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ROMA BORRIELLO RANIERI TOTTI LUIS ENRIQUE GARCIA – Marco Borriello è uno dei volti più rappresentativi della rinascita che sta avendo luogo in casa Roma, visto che il centravanti campano sembrava pronto a fare le valigie, e invece domani, contro il Sassuolo, arriverà alla sua terza presenza consecutiva da titolare. L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport presenta una bella intervista a Borriello, il quale si è raccontato come uomo e come calciatore.

CI STIAMO CONOSCENDO – «Quando è arrivata la nuova proprietà venivo da una stagione in cui avevo segnato 17 gol, ma non mi conoscevano come uomo – ha esordito Borriello – . Forse perché mi porto addosso certe etichette, non so. Fatto sta che abbiamo preso strade diverse. Ora stiamo imparando a conoscerci. Rinnovo del contratto? E’ vero, penso di rimanere fino al 2017. Differenze tra allenatori? Con Ranieri all’inizio c’era grande entusiasmo che man mano però è andato perduto durate il cambio di proprietà. Con Montella mi sono trovato benissimo, Luis Enrique e Zeman invece avevano idee tattiche diverse, così ho capito che era meglio andare via. Poi però loro sono stati esonerati e io ho vinto uno scudetto… Ecco, l’ho detto. Avevo questo sassolino da togliermi.»

CON TOTTI – Borriello ha risposto anche a chi parla di una sua eventuale rivalità col simbolo della Roma, ovvero capitan Totti: «Con Francesco siamo molto amici, ma nessuno al mondo può sostituirlo, è la luce. Senza di lui manca della qualità, però questo deve responsabilizzare tutti, non solo me. Io non sono il centravantone bravo solo di testa. Della settantina di gol che ho fatto in Serie A, il 90% li ho fatti di piede. So segnare in tutte le maniere. Il problema è che le altre squadre cominciano a scoprire i piccoli difetti che abbiamo, ma che ovviamente non dico. Detto questo, contro Udinese e Chievo abbiamo vinto, e pure col Torino ce l’avremmo fatta se qualche decisione fosse stata più favorevole. Perchè la Roma è da scudetto? Perché abbiamo una grande squadra, dei grandi tifosi e poi non abbiamo le Coppe. Ma occhio alla Juve: è forte.»