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«Spallettone, vuoi vincerle tutte?». Mourinho trema, Roma-Napoli è un crocevia

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20 giorni fa il siparietto tra Josè Mourinho e Luciano Spalletti: Roma-Napoli ora può diventare decisiva per le vere ambizioni giallorosse

Se il 3 ottobre avessero detto a Josè Mourinho che il big match RomaNapoli sarebbe stato decisivo (senza nulla togliere alla di per sé pesante valenza che assume da sempre questa sfida), lo Special One avrebbe probabilmente risposto con una battuta delle sue. Velenosa forse, magari antipatica e seccata. Esattamente 20 giorni dopo però, la sfida dell’Olimpico può davvero mettere a nudo le reali ambizioni giallorosse.

Quella domenica pomeriggio il clima era decisamente diverso. La Roma aveva appena battuto l’Empoli, gli azzurri la Fiorentina. Mou scherzava con Spalletti ai microfoni di Dazn: «Spallettone, mica vorrai vincerle tutte? Secondo me devi perdere la prossima partita fuori casa…». E quella partita è arrivata. Il portoghese oggi ha molta meno voglia di scherzare. Spalletti dal canto suo si gode il primato e l’imbattibilità, con ben 8 vittorie in 8 partite, senza ovviamente sottovalutare il rivale. «Tu sei pericoloso…», così aveva risposto il tecnico toscano alla provocazione del Mago di Setùbal, prima di lasciarsi andare a un «grazie amico mio» di fronte ai complimenti dello stesso. Tutto molto poetico, ma il campo è un altra cosa. Ci sarà ben poco di amichevole nella sfida dello Stadio Olimpico, la Roma non può permettersi passi falsi alla luce delle ultime prestazioni, mentre paradossalmente il Napoli di fronte a un’eventuale sconfitta potrebbe tornare “umano” e quindi guardare in faccia la realtà. Poco male, i momenti negativi prima o poi arrivano per tutti.

I giallorossi, dopo il presumibile entusiasmo iniziale, hanno cominciato a scricchiolare. La sconfitta in rimonta contro il Verona non aveva destato troppe preoccupazioni, dopotutto in pochi si aspettavano un percorso privo di difficoltà nella Capitale. Poi è arrivato il derby, unico nella sua capacità di spaccare in due una città dal punto di vista umorale. Apoteosi Lazio, inferno Roma. Nel post partita Mourinho ha dato il meglio (o peggio?) di sé, rifiutando di presentarsi in conferenza, lamentandosi di presunti errori arbitrali e infine additando i biancocelesti come «squadra piccola», anche nei giorni seguenti. La solita, intramontabile, propaganda Mourinhana. Attirare su di sé l’attenzione, o eventualmente su avversari e direttore di gara, in modo da schermare le critiche verso i suoi giocatori. Roba da master in comunicazione. Missione compiuta? Roma, intesa come entità territoriale, si è spaccata. Chi ha vestito i panni dell’avvocato del portoghese, chi ha cominciato a storcere il naso.

I successivi due impegni però, hanno fatto ben sperare. La vittoria contro lo Zorya in Conference League e poi quella già citata contro l’Empoli, unita alla debacle della Lazio a Bologna, hanno di nuovo ringalluzzito i giallorossi. Ma l’ambiente della Capitale non è esente da sbalzi d’umore e temperatura. Ed ecco Juventus-Roma, il gol di Kean e l’errore di Veretout dal dischetto. E l’impressione che il pareggio sarebbe stato più giusto. Al netto di una prestazione comunque sufficiente di Abraham e co., il risultato negativo si è fatto maggiormente strada nella testa dei tifosi, sempre molto diretti nel giudicare anche al cospetto dello Special One. La trasferta di Bodo però ha sparigliato ulteriormente le carte. Ok il turnover, ma un crollo del genere contro un avversario per niente proibitivo, non è concepibile. E stavolta, oltre al risultato, anche la prestazione è stata pessima. Mourinho, a fine gara, ha dichiarato che i norvegesi erano qualitativamente migliori dei suoi (difficile a credersi), assumendosi dapprima le responsabilità di aver scelto determinati interpreti, ma accusando poi gli stessi indirettamente. Un clamoroso autogol.

C’è chi sostiene che Roma-Napoli sia a questo punto un autentico crocevia. Il pronostico pende palesemente dalla parte di Spallettone, ma occhio allo Special One. Spesso ha saputo estrarre il coniglio dal cilindro quando nessuno se lo aspettava.