Connettiti con noi

Editoriale

Scudetto e Champions League: sarà l’anno dei “perdenti”?

Pubblicato

su

Napoli
Ascolta la versione audio dell'articolo

Il turno infrasettimanale aumenta la spaccatura nella corsa verso lo Scudetto e la qualificazione in Champions League

Non c’è tempo e modo di rilassarsi in un campionato che promette davvero di essere entusiasmante e denso di colpi di scena, in particolare nella lotta Scudetto. Che poi rischia di essere strettamente connessa alla corsa per le prime quattro posizioni che valgono l’accesso alla prossima Champions League.

In questo senso, il turno infrasettimanale di Serie A ha scavato un solco. Piccolo, tutto sommato, nelle dimensioni in termini di punti, ma grande nelle differenti sensazioni lasciate dalle protagoniste sin qui. Le sei lunghezze che dividono la Roma, incartata a Bologna, dall’Atalanta quarta in classifica non sono certo irrecuperabili ma separano nitidamente chi sta piacendo e chi no. E non può sfuggire all’occhio più attento come le probabilità che a conquistare il Tricolore sia un allenatore “nuovo” rispetto al passato siano elevatissime.

Il Napoli di Luciano Spalletti (quattro volte secondo con la Roma) si rammarica per il pareggio del Mapei Stadium e per gli infortuni che stanno tempestando il clan azzurro. Dopo Osimhen e Anguissa, ecco i problemi per Koulibaly e Fabian Ruiz a togliere il sorriso. Ma la qualità del gioco si conferma di primissimo livello, con un Mertens tornato ai fasti dell’epoca sarriana.

Così ecco il Milan di Stefano Pioli (secondo nello scorso campionato) rimettersi in scia ai partenopei schiantando il derelitto Genoa sulle ali di Ibra e di un Messias ancora determinante. E incrociando le dita affinché il guaio al ginocchio di Kjaer non sia così grave come si teme.

Chi sta correndo fortissimo di rincorsa è invece l’Inter di Simone Inzaghi (quarto con la Lazio come best ranking): attenta e concentrata in difesa, malgrado l’emergenza, scintillante e divertente in attacco. La rivoluzione post-contiana sembra già vicina alla completa maturazione.

E poi c’è la sempreverde Atalanta di Gian Piero Gasperini (tre terzi posti consecutivi all’attivo) che sabato sera al Maradona potrà davvero testare al meglio le sue legittime ambizioni di altissima classifica.

Quattro grandi allenatori, quattro “perdenti” di successo, pronti a disputarsi uno Scudetto che sarà storico in ogni caso. Alla faccia dei colleghi “vincenti” per antonomasia, da Max Allegri (sei titoli in bacheca) a José Mourinho (due tituli italiani in nerazzurro), passando per quel Maurizio Sarri (campione nel 2020 con la Juve) che contro l’Udinese avrà l’obbligo dei tre punti per non aprire le porte alla parola “crisi”.