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Editoriale

Shevchenko vittima designata, il nuovo Genoa sta sbagliando tutto

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Il Genoa ha comunicato l’esonero di Shevchenko, ennesima mossa fuori tempo e senza una logica

Nel suo ritorno in Italia, Andriy Shevchenko sperava certamente di vivere un’avventura più soddisfacente di quella affrontata con il Genoa. Un paio di mesi appena in riva al Mar Ligure, senza nemmeno la gioia di una vittoria in Serie A.

Già perché il bottino del tecnico ucraino è stato di appena tre pareggi in nove giornate, con sole tre reti all’attivo. E con l’unica, parzialissima conquista nell’aver battuto la Salernitana in Coppa Italia. Davvero troppo poco per chi avrebbe dovuto costituire la pietra angolare del nuovo progetto tecnico rossoblù.

Ed è proprio questo il primo, madornale errore. La nuova proprietà 777 Partners sta dimostrando tutta la sua inesperienza: perché rinunciare a un porto sicuro come Ballardini per affidarsi a una scommessa, seppur suggestiva, qual era l’ex fuoriclasse del Milan? Una scelta discutibile a priori e folle a posteriori. Ma soprattutto una scelta non difesa e portata avanti con la giusta coerenza, anche perché il lauto contratto da 2,5 milioni sino al 2024 lo avrebbe suggerito di default.

Esonero che oltretutto era nell’aria da parecchi giorni e allora perché aspettare anche l’inutile partita di Coppa? Una settimana in più nel cestino e l’imminente sfida di Firenze da affrontare con il traghettatore Konko.

Per non parlare di quel che sarà il nuovo tecnico designato, a breve il quarto sotto contratto (già, ci sarebbe anche Maran…), ovvero l’italo-tedesco Bruno Labbadia. Non certo per il valore in sé dell’allenatore, ci mancherebbe, quanto per la scarsa conoscenza del nostro campionato. A maggior ragione nel doversi catapultare in una situazione quanto mai delicata, che il vorticoso calciomercato messo in atto in questo gennaio potrebbe non bastare per sanare.

Insomma, c’è davvero poco da sorridere per i tifosi del Grifone. La classifica non è così drammatica, considerando la relativa vicinanza di Spezia e Venezia, ma lo spettro della Serie B alleggia pericolosamente.