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Spalletti: «Napoli squadra vera come l’Atalanta. Restiamo agganciati al carro»

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Napoli
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Luciano Spalletti, allenatore del Napoli, ha parlato al termine del match perso contro l’Atalanta: le sue dichiarazioni

Luciano Spalletti, allenatore del Napoli, ha parlato al termine del match perso contro l’Atalanta. Le sue dichiarazioni ai microfoni di DAZN.

SCONFITTA – «Loro hanno vinto una partita vera, contro una squadra vera. Abbiamo giocato un calcio di livello, abbiamo messo in campo un undici credibile, che ha fatto delle cose fatte bene. Nei momenti la squadra ha fatto delle scelte e non ha avuto fortuna. Però questa è una squadra credibile, che ci permetterà di rimanere agganciati al carro importante finché non rientreranno tutti. Con questa squadra saremo ugualmente dove siamo. Mi sembrerebbe riduttivo per l’Atalanta dire qualcosa di diverso. Hanno vinto una partita seria, vera, contro una squadra seria, vera».

INFORTUNIO LOBOTKA – «Senza questa ulteriore difficoltà si riusciva a fare per un lungo tratto, dentro la partita. Perché poi Lobotka l’ha gestita bene, questa fase di regia. Mandava sempre a vuoto la pressione dell’Atalanta. C’è questa ulteriore difficoltà a cui sopperire. Però Demme è un giocatore su cui contiamo, se non avesse avuto il Covid avrebbe giocato titolare dall’inizio».

TANTI CALCIATORI IN GOL – «Quella fase di trequarti, questa intercambiabilità in quel settore di campo, per chi viene incontro e attacca la linea difensiva, è una caratteristica delle squadre che fanno molti gol. Noi lì abbiamo diversi giocatori, siamo avvantaggiati, facendo quel che è giusto e corretto. Ci porterà lontano, faremo un buon calcio come abbiamo fatto stasera. A far divertire il pubblico, c’erano molti spettatori».

CAMBIO MODULO – «Ci eravamo incastrati molto bene, non abbiamo mai sofferto queste terne e quaterne che portano su gli esterni che contraddistingue il gioco. Loro svuotano la parte centrale, fanno questa ampia mezzaluna in fase difensiva e offensiva, poi decidono chi va dentro il campo e si alternano. Sono bravissimi a fare questo. Se lo pilotano loro ti portano a sbattere, noi siamo stati in equilibrio. Poi sono stati bravi attraverso la qualità, la forza fisica. Poi fanno falli nella nostra metà campo, sulle nostre uscite. Loro fanno falli e non ammoniscono. Noi dobbiamo imparare a farlo, perché quando c’è un ingresso che mette in difficoltà la tua pressione e sei già nella partenza, fai fallo e ti rimetti a posto».